Pesca di frodo nel Po: accordo tra regioni per tutelare il grande fiume

Dopo che nel luglio del 2015 il Consiglio regionale della Lombardia aveva approvato all’unanimità una risoluzione del Pd, stamattina l’Aula ha dato il via libera anche alla ratifica, che in qualche modo ne è conseguita, del protocollo d’intesa tra le Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e l’Autorità di bacino del fiume Po per una gestione sostenibile e unitaria della pesca e per la tutela del patrimonio ittico del principale corso d’acqua italiano.

Il Po ha subito forti pressioni antropiche che hanno contribuito al suo impoverimento e lo hanno riempito di specie aliene e invasive. A questo va aggiunto il pesante fenomeno del bracconaggio che sta distruggendo l’ecosistema del fiume.

L’anno scorso l’approvazione della risoluzione presentata da me e dal collega Marco Carra, che dice di andare proprio nella direzione contenuta in questo protocollo d’intesa: il patto sottoscritto va bene, ma è necessario reprimere il bracconaggio selvaggio, in modo particolare nel mantovano. Inoltre, positivamente, questo accordo risolve il problema della non concertazione delle amministrazioni locali.

Ma meglio fare un ulteriore sforzo. Un passo decisivo sarebbe sottoscrivere un contratto di fiume con Regioni, Governo, Europa dentro cui mettere non solo il tema della pesca, ma tutte le questioni che riguardano il Po. E meglio ancora sarebbe definire un accordo per il piano territoriale regionale d’area.

Se non ci fossero queste bande di ungheresi e rumeni che vendono anche sulla piazza di Milano siluri pieni di atrazina, ma pescandoli con le reti trascinano e distruggono anche carpe e pesci autoctoni, che vengono sfilettati senza controlli sanitari, la pesca nel fiume Po sarebbe una risorsa.

Chi di dovere ripristini i 180 milioni di euro che il Cipe, nel 2007, quindi il Governo Prodi, aveva autorizzato approvando il Progetto Strategico Speciale Valle del fiume Po che coinvolgeva le  Autorità di bacino del Po, le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, le Province rivierasche e i Parchi fluviali. Avrebbe rafforzato il sistema complessivo della gestione del fiume: non possiamo che chiedere ufficialmente a chi può farlo di rimettere in gioco queste risorse.

Articolo scritto in Ambiente e agricoltura e con i tag , , , , , , , , , , .



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>