Archivi del mese: agosto 2016

Basiglio: no alla cementificazione del Parco Sud

A Basiglio c’è il progetto di un operatore immobiliare facente capo alla famiglia Berlusconi, che vorrebbe cementificare, con 180.000 metri cubi di residenze, il limitare del Parco Sud di Milano.
Ha ragione Legambiente: questi sono proprio gli effetti della legge regionale sul consumo di suolo che noi abbiamo ampiamente contestato, ma non c’è stato verso di farsi ascoltare e rimediare.

La legge sul consumo di suolo voluta da Maroni e dal centrodestra lo consente. In più, la Regione, che predica bene e razzola male, ci mette del suo per peggiorare la situazione, nominando un commissario per andare avanti nel progetto.

Faremo azioni contro questa decisione: Maroni dovrà venire in Aula a spiegarci che cosa intende fare e se davvero vuole sacrificare ancora l’ambiente naturale lombardo per favorire la cementificazione e l’arricchimento di alcuni.

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Gal: piano sviluppo rurale lascia fuori l’Oglio-Po

Una graduatoria che ammette i Gal, i Gruppi di azione locale, ma che non dà loro risorse, con la scusa che non ce n’è a sufficienza. E quello che rimane fuori è in particolare il Gal Oglio-Po.

È appena stata pubblicata sul Burl la graduatoria della misura 19 sul Sostegno alla sviluppo locale Leader, attraverso i fondi del Programma di Sviluppo Rurale. Guarda caso, viene finanziato il Gal dell’Oltrepo mantovano, ribattezzato Terre di Po, di cui da poco sono entrati a far parte Viadana e Casalmaggiore, comuni a guida leghista, e non viene finanziato l’Oglio-Po, da cui quei due enti uscivano. Sarà un caso, ma viene da pensare.

A questo punto, a settembre, appena ricomincerà l’attività del Consiglio, chiederemo assieme ai colleghi cremonesi Lena e Malvezzi che per l’area dell’Oglio-Po venga riconosciuto il finanziamento attraverso una rimodulazione e una ridistribuzione su tutti i territori risultati ammissibili. È necessario finanziare i progetti dei Gal anche dei territori esclusi perché ne hanno bisogno. Nel progetto dell’Oglio-Po si muovono quasi 2milioni di risorse private che si verrebbero perse nell’ipotesi in cui non venga ripescato. Non ha senso che alcune aree vengano definite da una norma come svantaggiate, ma poi non vengano riconosciute come tali perché non ci sono soldi, nonostante i progetti ritenuti validi e ammissibili dalla Regione stessa. Vi sono delle risorse ferme: usiamo quelle.

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