Archivi del mese: giugno 2016

Piano regionale della mobilità: troppe strade e autostrade

Troppe strade e autostrade e poca cura del ferro.

Il Piano regionale della mobilità è un importante lavoro di mappatura delle opere infrastrutturali programmate per il territorio lombardo, ma conferma indirizzi che non sono più attuali. Si prevedono troppe autostrade rispetto alle necessità della Lombardia, programmazione fatta prima della crisi economica e basata su previsioni di traffico e su capacità economica che oggi sono radicalmente cambiati. Mobilità sostenibile significa altro.

Il testo contiene alcune importanti proposte e progetti grazie ad emendamenti specifici che ho presentati dal PD.
Ieri la Commissione ha accolto nostri emendamenti che puntano al miglioramento viabilistico in provincia di Cremona. Innanzitutto il raddoppio selettivo del tratto ferroviario da Codogno a Cremona e da Cremona a Mantova, che era stato dimenticato dalla maggioranza. E’ un’ opera fondamentale per la viabilità mantovana attesa da anni. Finalmente è stata inserita ufficialmente nel piano dopo che lo stesso Maroni più volte aveva accolto la nostra richiesta. Ora, che è nero su bianco, non può più fare marcia indietro. Via quindi agli accordi con Rete Ferroviaria Italiana, non dimenticando di eliminare l’elevato numero di passaggi a livello causa di rallentamenti e ritardi dei treni. In questo modo si darà un importante servizio ai cittadini e si comincerà ad uscire dall’solamento. Importante poi che nel piano della mobilità vi sia il possibile prolungamento fino a Verona o fino a Ferrara, con treni interregionali.  Un collegamento veloce con Verona, ci dà la possibilità di collegarci rapidamente ad uno snodo ferroviario fondamentale.

Poi il potenziamento della linea ferroviario Treviglio–Crema–Cremona con il prolungamento dell’orario cadenzato del servizio fino a Milano senza rottura di carico a Treviglio. Un altro emendamento, invece, riguarda la navigazione fluviale con l’importante connessione intermodale del porto di Pizzighettone, con l’ipotesi del polo industriale di Tencara  e la possibile sinergia con il porto di Cremona per rafforzare lo scambio delle merci nel sistema acqua–ferro-gomma.

Ora non ci resta che provare a inserire, nella seduta di Consiglio, anche il collegamento con Reggio Emilia.

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Apa: a rischio 400 lavoratori e un servizio di qualità

Il Gruppo regionale del Pd ha incontrato stamattina, al Pirellone, una delegazione dei lavoratori delle Apa, le associazioni provinciali allevatori. Alcuni di questi tecnici specializzati che , all’interno delle singole organizzazioni, si occupano di attuare tutte le iniziative volte al miglioramento del bestiame allevato e alla valorizzazione dei prodotti derivati, hanno appena ricevuto la lettera di licenziamento. E sono a rischio 400 posti a causa dei ritardi nell’erogazione dei finanziamenti pubblici regionali. Per questo motivo, le organizzazioni sindacali hanno organizzato una manifestazione davanti all’ingresso della sede del Consiglio regionale, proprio mentre in Aula si teneva la seduta del martedì.

Il Pd ha incontrato la delegazione, guidata da Oliviero Sora della Fai Cisl, Giancarlo Venturini della Flai Cgil ed Eliodoro Manenti della Uila, per decidere una linea comune di intervento nei confronti di Regione Lombardia e in particolare dell’assessore all’Agricoltura Fava, che sembra non rispondere all’appello delle Apa e dei loro 400 dipendenti.

Per quanto riguarda il livello nazionale, il Ministero delle Politiche Agricole ha fatto la sua parte con la circolare con cui ora la Regione può emanare i bandi, relativi all’assistenza tecnica, che permetteranno di far arrivare i finanziamenti necessari alla sopravvivenza delle Apa e, dunque, di ritirare le procedure di licenziamento. Perciò, il nostro appello è all’assessore Fava affinché si attivi immediatamente per predisporre i bandi. I tempi sono strettissimi, i posti di lavoro a rischio molti: altre regioni, come il Veneto, lo stanno già facendo.

Per quanto riguarda invece i controlli funzionali, Regione Lombardia sta bloccando, in sede di Conferenza Stato-Regioni, il riparto delle risorse con la solita stucchevole polemica politica. Più di 6 milioni di euro sono pronti per essere distribuiti alle Apa, soldi che rappresenterebbero una vera e propria boccata d’ossigeno per il sistema. Perciò, Fava la smetta con queste polemiche di natura politica, capisca che le elezioni sono finite e che sta giocando sulla pelle di lavoratori di indubbia competenza e di un capitale umano che una volta perso non tornerebbe più. Non avere queste 400 alte professionalità per il mondo agricolo significherebbe l’interruzione di un servizio di qualità che garantisce sicurezza e tipicità non solo agli allevatori, ma soprattutto, in fondo alla filiera, ai consumatori finali, quindi, a tutti i cittadini lombardi.

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Psr: Fava pensi a occuparsi dei bandi che ha promesso e ancora non si vedono

L’assessore Fava dovrebbe iniziare a preoccuparsi innanzitutto di mantenere fede ai suoi impegni.

Regione Lombardia ha bisogno di azioni concrete, non di una politica agricola regionale fatta di attacchi e di annunci disattesi. L’ultimo è apparso sul numero di aprile-maggio 2016 di Lombardia Verde. L’assessore presenta, nella pubblicazione a larga diffusione regionale, il calendario dei prossimi bandi del Psr 2014-2020, comunicando l’apertura di 10 nuovi: 5 entro i mesi di aprile/maggio, 4 entro giugno 2016 e un bando entro il periodo di giugno/luglio 2016. Ma nessuno di questi bandi è stato ancora al momento pubblicato. A che gioco sta giocando l’assessore?.

Nel frattempo, il Gruppo del Pd ha depositato un’interrogazione con risposta in Commissione Agricoltura, in cui chiediamo proprio all’assessore Fava quali azioni metterà in atto per recuperare i gravi ritardi accumulati nella fase di attuazione del Psr 2014-2020 e con quali tempi le aziende lombarde riceveranno le risorse relative ai primi sei bandi chiusi; quali siano i reali tempi di pubblicazione dei bandi già annunciati sul numero di Lombardia Verde e non ancora aperti e quali i motivi degli ulteriori relativi ritardi; quale sia il calendario effettivo di pubblicazione delle prossime misure, almeno per la parte che riguarda il secondo semestre 2016.

In sostanza, vogliamo che renda conto e intervenga sui ritardi accumulati nell’attuazione di un Piano di Sviluppo Rurale che procede a rilento in Lombardia a scapito di migliaia di aziende agricole.

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Pesticidi: regione Lombardia non vuole il glifosato

Approvata all’unanimità, questo pomeriggio, dal Consiglio regionale, la mozione del Gruppo del Pd sui ‘Prodotti fitosanitari e biocidi: aggiornamento e integrazione delle misure di mitigazione regionali, al fine di ridurre i rischi di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee’. In sostanza, l’atto prende avvio dal recente ‘Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dati 2013-2014 – Edizione 2016’ di Ispra, che contiene i numeri sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, in termini di frequenza di ritrovamento e distribuzione dei valori delle concentrazioni.

Nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio controllati e nel 2012 la percentuale era 56,9. Nelle acque sotterranee sono risultati contaminati il 31,7% dei 2.463 punti rispetto al 31% nel 2012. In alcune Regioni, tra cui la Lombardia, la contaminazione è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a interessare oltre il 70% dei punti delle acque superficiali. Nelle acque sotterrane la diffusione della contaminazione è particolarmente elevata in Lombardia, con il 50% dei punti.

E tra le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento vi è il glifosato, un diserbante erbicida totale non selettivo, cioè micidiale per tutte le piante, sulla cui pericolosità sono sorti maggiori dubbi in tempi recenti. La mozione impegna, perciò, la Giunta regionale ad assicurare un monitoraggio costante dei residui di prodotti fitosanitari e biocidi presenti nelle acque superficiali e sotterranee e a valutare la possibilità di garantire una relazione semestrale alle Commissioni competenti; a valutare la possibilità di effettuare una revisione e un aggiornamento delle misure adottate dal Piano d’azione regionale, alla luce di quanto emerso dal recente Rapporto Ispra 2016; a informare e sensibilizzare le strutture regionali e gli enti locali che bandiscono gare d’appalto per l’affidamento delle attività di contenimento e di gestione della vegetazione infestante in ambiente urbano, lungo le strade e le ferrovie, sulle limitazioni e le misure da adottare e prevedere nei capitolati di gara; a promuovere l’istituzione di distretti di agricoltura biologica nel territorio lombardo, a partire dal completamento dei processi di costituzione già in atto, con l’obiettivo di incrementare le superfici coltivate con il metodo della produzione integrata e della produzione biologica, che prevede il ricorso all’uso di un numero limitato di prodotti fitosanitari; a valutare la possibilità di procedere a un aggiornamento dei protocolli regionali di monitoraggio.

L’assessore regionale all’Agricoltura Fava è d’accordo con noi, soprattutto per quanto riguarda la promozione del biologico. Se anche a livello europeo non si riesce ad arginare il fenomeno dell’uso di diserbanti, in particolare del glifosato che fa danni alla campagna e ai cittadini, almeno a livello locale cerchiamo sistemi per contenerne l’uso.

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POT Robbiani- Soresina: entro giugno apertura e risorse

Entro la fine di questo mese, stando alle dichiarazioni del sottosegretario Cioppa in Consiglio regionale, finalmente verrà messo a regime il presidio ospedaliero (POT) del Nuovo Robbiani di Soresina.
All’interno del “Nuovo Robbiani” di Soresina, Regione Lombardia aveva deciso di stabilire, già nel 2013, un presidio ospedaliero territoriale, per la gestione delle attività di dialisi, prelievi, day surgery, chirurgia a bassa complessità e attività sub acute, comprensive di 30 posti letto.  All’incirca un anno fa la Regione aveva poi deliberato la collocazione, a Soresina, del POT.  Con la riforma sociosanitaria, il POT è stato posto dentro un processo di conversione gestionale dall’Azienda Ospedaliera di Crema alla attuale ASST di Cremona.
Il 31 maggio c’è stata l’approvazione della delibera che stabilisce la continuazione della sperimentazione gestionale pubblico-privata del Presidio Ospedaliero all’interno della neo costituita Asst di Cremona; entro la fine del mese il POT vedrà l’apertura e riceverà le risorse necessarie a non far morire l’intera struttura sanitaria.
Oggi in Aula c’è stata la risposta della Giunta alla mia interrogazione.
Il primo martedì di luglio, se il 30 giugno non fossero rispettate le promesse, sarò ancora qui con una nuova interrogazione urgente.

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Piano di Sviluppo Rurale: la Lombardia agricola ha perso smalto

Fava continua a fare dichiarazioni sull’inefficienza di Bruxelles e del Governo, ma a questo punto ci viene da pensare che non sappia cosa succede in casa sua. Un conto sono le dichiarazioni e un conto i dati ufficiali, che narrano una storia ben diversa dalla favola che l’assessore ci propina un giorno sì e l’altro pure.

Ecco, dunque, qualche dato sul Psr lombardo 2014-2020: in Lombardia gli operatori del sistema agricolo avrebbero a disposizione risorse complessive pari a 1.157 milioni di euro, di cui 499 milioni provenienti dall’Unione europea, 461 milioni dallo Stato, 197 milioni dal bilancio regionale. La Regione, a oggi, a copertura di oltre 2 anni e mezzo di programma, ha chiuso solo 6 bandi, per una dotazione finanziaria complessiva pari a 148.800.000 di euro. Tra l’altro le risorse non sono ancora state tutte assegnate, in quanto alcuni bandi sono ancora in fase istruttoria. Il ritardo nell’assegnazione alle aziende lombarde delle risorse è più che evidente.

La Lombardia era una regione molto efficiente in agricoltura, ma ormai ha perso tutto lo smalto che aveva grazie a questa gestione. Invece dobbiamo dire che il Governo, come riconosciuto unanimemente dalle associazioni agricole, sta facendo un lavoro di grande spessore e con serietà, senza polemizzare e strumentalizzare.

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