Archivi del mese: maggio 2016

Latte: grande soddisfazione degli agricoltori per l’annuncio di Renzi

Un clima di grande entusiasmo, per la notizia della firma del decreto sull’etichettatura dei prodotti, ha accolto oggi a Milano (in Fiera, in occasione della Giornata Nazionale del Latte Italiano) il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, sostenuto dalle ovazioni degli aderenti alla Coldiretti, decisamente soddisfatti per l’attesa novità.

E anche noi salutiamo la presenza in Lombardia del presidente Renzi, soprattutto in un’occasione come quella odierna che ha voluto rappresentare per il settore un punto di svolta in tema di competitività e di sviluppo. Se la più grande regione agricola d’Italia sta vivendo, come altrove, un momento difficile, la notizia dell’inserimento dell’origine del latte e dei suoi prodotti in etichetta non può che rallegrare la categoria, ma anche il consumatore finale che potrà decidere di bere solo latte italiano e mangiare solo formaggi prodotti in Patria.

Un aiuto concreto all’agricoltura, insomma, di cui va dato merito al Governo, ma in primis al nostro ministro lombardo, Maurizio Martina, che si sta battendo per le politiche agricole e per tutelare un settore che conta 47mila aziende e centinaia di migliaia di addetti solo in Lombardia.

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I parchi non frenano lo sviluppo dell’agricoltura

parco3La rete delle aree protette in Lombardia interessa e tutela oltre 500.000 ettari di territorio, con l’adesione e il contributo di più di 500 Comuni, e rappresenta un patrimonio di ricchezze naturali, storiche e culturali da fruire, promuovere e comunicare, in quanto bene di ogni cittadino.

Il ruolo dei parchi nella nostra Regione è stato ed è tutt’ora fondamentale e non deve essere messo in alcun modo in discussione, a differenza delle recenti dichiarazioni dell’assessore Fava, sull’inutilità dei parchi. Quel che serve, piuttosto, è una legge che “transiti” gli attuali enti gestori dalla funzione di esclusiva “salvaguardia” ad una funzione di “tutela e fruizione” in sinergia con uno sviluppo sostenibile dei territori limitrofi. Le aree protette non hanno perso il loro ruolo, ma alla luce degli impegni assunti per la lotta ai cambiamenti climatici diventano ancora più strategiche, perché costituiscono una parte essenziale della risposta globale ai cambiamenti climatici, proteggendo gli ecosistemi naturali e riducendo le emissioni di gas a effetto serra attraverso lo stoccaggio e il sequestro del carbonio.

Lo sviluppo dell’agricoltura in Lombardia non è frenato dai parchi, ma da una gestione regionale lenta e farraginosa, fatta soprattutto di annunci e di poche azioni concrete, anche quando i fondi non sono regionali ma comunitari.

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“Nuovo Robbiani” di Soresina a rischio?

Ho chiesto con un’interrogazione al presidente Roberto Maroni che la Regione intervenga per garantire un futuro al “Nuovo Robbiani” di Soresina.
Il Nuovo Robbiani è un presidio sanitario inaugurato il 30 novembre 2013 che serve un bacino d’utenza di 35mila abitanti e che è costato 17 milioni di euro, in parte del pubblico e in parte del privato. È una struttura che ospita un poliambulatorio con diverse specialità, un centro per sub-acuti da 30 letti, un punto prelievi, una sala operatoria per interventi in day-surgery, un consultorio familiare, ambulatori di medici di medicina generale e altro ancora. Ciò che ancora non c’è, e che rischia di sparire, è invece, il Presidio ospedaliero territoriale, P.O.T. (20 posti letto per i pazienti cronici), effettivamente mai partito nonostante il Nuovo Robbiani fosse uno dei quattro presidi lombardi oggetto di sperimentazione, come definito da due delibere regionali del 2014 e del 2015. Il problema vero è il finanziamento, senza il quale il POT non può partire e la cui incertezza ha già determinato da parte del presidio il licenziamento di undici operatori. E il passaggio dall’azienda ospedaliera di Crema all’ASST di Cremona, in questa fase un po’ complicata, desta ulteriori preoccupazioni di cui chiedo conto all’assessore/presidente.

“Il Nuovo Robbiani è al centro di un territorio al confine tra Cremasco e Cremonese che non è ben collegato con le due città; dunque è evidente che il presidio sanitario sia molto importante. Il licenziamento degli undici operatori ci preoccupa molto, anche come campanello d’allarme di una situazione che rischia di sfuggire di mano. Se non si danno garanzie al più presto di continuità del progetto del POT (con i previsti 20 posti letto) ad essere in difficoltà sarà tutta la struttura sanitaria del “Nuovo Robbiani”! La Regione deve chiarire se intende ancora investire su questa sperimentazione tra pubblico e privato mettendo anche a disposizione in tempi certi le risorse necessarie.

Se non verrà data una risposta immediata trasformerò l’interrogazione presentata oggi in un Question Time urgente nella seduta consiliare del 7 Giugno!

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Cremona-Crema-Treviglio–Milano: dove sono gli investimenti annunciati?

protesta-pendolariGli annunci e le promesse stanno a zero se poi i risultati sono quelli che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti i pendolari delle linee cremasche e cremonesi.

La Lombardia ha bisogno di una seria CURA DEL FERRO.

Al di là dei proclami della Giunta e dell’assessore Sorte ancora molto, troppo, rimane da fare. Il peggio si è raggiunto nella giornata di venerdì scorso 13 Maggio e di ieri. Ci sono linee come quelle che da Cremona vanno verso Milano, sia quella che transita per Crema-Treviglio sia l’altra che passa da Codogno-Lodi, che hanno bisogno di una attenzione diversa.

Vogliamo sapere dove sono i treni nuovi: è dal gennaio scorso che li stiamo aspettando. E poi, i treni diesel non dovevano sparire così come i passaggi a livello sui quali erano stati promessi investimenti?? La quotidiana debacle del servizio sulla tratta Crema–Treviglio-Milano dimostra che le promesse della Regione hanno le gambe corte e si stanno trasformando in bugie.

I pendolari, più di 10 mila, che tutti i giorni si trasferiscono dal cremonese a Milano sono stanchi di pagare un servizio inefficace e inadeguato. Hanno bisogno di risposte certe e di fatti conseguenti.

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Paullese: riparte il Tavolo in Regione

paullese2Nel primo pomeriggio di oggi si è riunito il Tavolo Territoriale sulla Paullese a Palazzo Lombardia, a Milano, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti istituzionali di Cremona, Lodi e città metropolitana di Milano.
Finalmente è stato  riconvocato il tavolo. Avevamo fatto richiesta un anno fa in occasione dell’assestamento di bilancio ma come si suol dire meglio tardi che mai. Diversi i temi affrontati e si è fatta regia sui prossimi passaggi istituzionali. Tutto questo davanti al sedia vuota dell’assessore Sorte il quale convoca la riunione e poi non si presenta.
Dalla riunione è emerso che mancano 15 milioni di euro per completare i terminare i lavori della Paullese. Per il tratto milanese le risorse ci sono ma sono in ritardo i lavori. Nonostante siano andati già andati a gara, serve una riapprovazione del progetto da parte del CIPE perché sono trascorsi più di sette anni e quindi sono decaduti i tempi di validità dell’OK ministeriale. Per quanto concerne il ponte di Spino d’Adda, la cui pianificazione è stata affidata alla provincia di Cremona, il progetto è pronto a fine mese ma risulta mancante di circa 1,5 milioni di euro su un totale di 16,5. Per sopperire al problema tecnico della mancata realizzazione della pista ciclabile e dell’impossibilità di attraversamento dei mezzi agricoli è stato recuperato il vecchio ponte asburgico. Questa modifica progettuale però ha comportato un aumento del 10% della spesa che va necessariamente reperita.
Mi auguro che il tavolo erritoriale venga convocato periodicamente e non una tantum così da poter verificare che le azioni decise vadano avanti. Ho proposto che la prossima riunione avvenga alla presenza del Governo e del ministro Delrio così da poter concordare la reperibilità delle risorse mancanti, ma non solo. Fondamentale sarà in questa fase discutere della Paullese non solo in termini viabilistici ma anche del prolungamento della metropolitana gialla da  San Donato. E’ impensabile non percorrere la strada del trasporto sostenibile.

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