Archivi del mese: aprile 2016

Consorzio Dunas: regione Lombardia solleciti trasparenza e informazione dei cittadini

Il Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura del 2008 ha previsto la ridelimitazione e il riordino dei consorzi di bonifica lombardi. In particolare, questi ultimi devono adottare il piano comprensoriale di bonifica e il piano di classificazione degli immobili ricadenti nel comprensorio, anche per stabilire il perimetro di contribuenza, ovvero quanto i proprietari degli immobili ricadenti nel consorzio devono pagare, in base alla distanza dalle infrastrutture di irrigazione.

Nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Dunas, che comprende Dugali, Naviglio e Adda Serio, in fase di ridelimitazione dell’area, sono stati ricompresi anche il territorio del Distretto Naviglio-Vacchelli e quello del Distretto Adda Serio, sino ad ora mai interessati da questi strumenti e dall’applicazione della relativa contribuenza.

Proprio su questo tema ho presentato un’interrogazione con risposta scritta.
Chiedo di sapere a che punto è la procedura riavviata dal Consorzio di Bonifica Dunas per l’approvazione del nuovo piano di classificazione degli immobili; entro quanto tempo si prevede che la Giunta regionale possa procedere all’approvazione; se l’assessore non ritenga utile in questa fase sollecitare il Consorzio affinché assicuri la massima trasparenza nelle procedure, garantisca un’attività di informazione sui territori del comprensorio, finalizzata a presentare i contenuti e le modalità di applicazione dei piani di classificazione degli immobili attualmente in vigore e del nuovo piano in itinere, attraverso incontri e iniziative pubbliche, e preveda un maggiore e più puntuale coinvolgimento dei Comuni, preliminare all’adozione del nuovo piano, a partire dagli ambiti di nuova contribuenza, affinché possano essere partecipi ed esprimere il proprio parere, evitando – come è avvenuto nel novembre 2015 –la generazione di osservazioni così corpose, da causare la revoca della precedente proposta.

Questa operazione è importante perché serve a determinare quanto i cittadini dovranno pagare di contributo e su questi temi bisogna sempre garantire la massima trasparenza.

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Quale futuro per Crema? Il video della diretta web con Raimondi e Pizzul

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Acqua: serve un nuovo patto che definisca il deflusso minimo vitale a seconda dei territori e degli usi

Una definizione di deflusso minimo vitale, a seconda dei territori e dei fruitori, da decidere nell’ambito di un rinnovato patto per l’acqua, dentro una conferenza di tutti i soggetti interessati. Lo ha chiesto il Gruppo regionale del Pd e la Giunta ha risposto positivamente, oggi, mercoledì 20 aprile 2016, durante la VIII Commissione Agricoltura, nell’ambito dell’incontro con l’Assessore Regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo Beccalossi, in merito al tema dell’emergenza idrica in Lombardia, con particolare riferimento alle attività adottate dal Tavolo regionale per il monitoraggio delle riserve idriche.

Ho fatto presente che a dicembre, nell’ambito dell’approvazione del Piano di tutela delle acque, abbiamo approvato una risoluzione che chiedeva di riattivare il Patto per l’acqua. In realtà, la Giunta ha convocato il cosiddetto Tavolo per l’acqua solo in occasione delle emergenze e senza fare delle vere proposte o svolgere un vero ruolo di coordinamento.

Invece, abbiamo chiesto espressamente che entro fine anno venga definita una procedura, dentro una sorta di conferenza, per la revisione del nuovo Patto per l’acqua, il quale a sua volta deve decidere il valore del deflusso minimo vitale. E quest’ultimo, attualmente in fase sperimentale e anch’esso in revisione, va calibrato a seconda che si parli di montagna, di pianura, di uso umano o energetico. L’importante è che tutti i soggetti interessati si riuniscano per trovare una mediazione, per prendersi precisi impegni e avviare nuove sperimentazioni.

E l’assessore Beccalossi ha risposto assicurando che è sua intenzione convocare, in autunno, una conferenza in cui discutere del tema, con tutti i soggetti interessati, come da noi richiesto.

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Il calvario della Paullese

paullese2Per finire completamente i lavori di raddoppio della ex SS Paullese mancano 15 milioni di euro di finanziamento. Su un costo totale di 287 milioni e 696 mila euro.
Di questi, 162 e 800 mila sono per il tratto milanese e 124 e 896 mila per quello cremasco. Devono però essere ancora realizzati lavori per 16 milioni di euro nella nostra provincia (il ponte sul fiume Adda); per il milanese manca il collegamento tra il rondò della SP39 (Cerca) e il futuro nuovo ponte a Zelo Buon Persico, per una spesa di euro 85.500.000. I 15 milioni mancanti sono proprio quelli relativi ad una parte dei lavori da realizzare tra Zelo Buon Persico e Spino d’Adda.

Quanto sopra è l’esito di un report specifico che ho richiesto all’assessorato regionale alle infrastrutture.

Certo, devono essere fatti lavori importanti sul fiume Adda e nel territorio lodigano-milanese, ma i soldi che mancano sono relativamente pochi se si tiene conto che la città metropolitana ha garantito anche il finanziamento dei lavori di eliminazione dei due semafori di S. Donato. E allora?

Ho chiesto all’assessore Sorte di farsi garante della convocazione di un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati (i Comuni, la Provincia, il Governo e la Regione) per reperire le risorse necessarie. Il “calvario” della Paullese deve finire!!

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Cava Danesi: sì alla sostenibilità economica, ma anche sociale e ambientale

Si sono tenute oggi, giovedì 7 aprile 2016, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale,  le audizioni sul piano cave della provincia di Cremona. Quattro sono gli interventi di cavazione di cui si è parlato, ma il progetto che ha destato più interesse per la sua importanza è quello sulla cava di argilla Danesi, per il quale oltre all’azienda proprietaria, erano presenti l’associazione degli industriali, i quattro sindaci del territorio e le rappresentanze sindacali confederali. Nella seduta di Commissione di giovedì prossimo verranno, poi, ascoltate le associazioni ambientaliste.

Ricordiamoci che l’ampiamento della Cava Danesi è all’interno del Pianalto della Melotta, soggetto a cinque vincoli.
Mai come oggi gli interventi che riguardano lo sviluppo economico vanno sostenuti ma sempre nel rispetto del tema della sostenibilità, che non può essere solo quella economica, ma deve essere anche quella sociale e ambientale. Dobbiamo tenerne sempre conto, quando prendiamo le nostre decisioni, anche perché i tempi stringono: giovedì prossimo si ascolteranno le associazioni ambientaliste e a metà giugno il provvedimento sarà in Aula.

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Poste Italiane riveda la decisione sulla consegna a giorni alterni

Il consiglio regionale ha approvato questo pomeriggio una mozione sui disservizi delle poste nei comuni minori, dove il nuovo modello organizzativo prevede che la consegna venga effettuata a giorni alterni. La mozione chiede che la Regione riapra il tavolo di concertazione con Poste Italiane per rivedere questa decisione.

Noi del Pd abbiamo votato a favore della mozione perché il problema esiste. Crediamo sia opportuno che Poste Italiane riveda il piano di razionalizzazioni per non penalizzare i piccoli centri. Soprattutto dispiace che dopo pochi mesi da quando abbiamo affrontato il problema delle chiusure degli uffici postali siamo ancora qui a parlare di razionalizzazione del servizio, che in  pratica significa sguarnire molti centri minori con una consegna che rischia di essere peggiorativa rispetto a una situazione già critica. Bene che si apra il tavolo, ma Poste Italiane non può ragionare in termini meramente economici perché eroga un servizio molto importante soprattutto per i piccoli centri.

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Click day: mea culpa della Giunta

La Regione Lombardia darà seguito alla richiesta del Consiglio regionale provvedendo alla semplificazione delle procedure di accesso ai bandi regionali superando il sistema del click day. Lo ha annunciato l’assessore regionale Terzi rispondendo ad un’interrogazione presentata dal Pd a seguito dei problemi riscontrati il primo marzo scorso per l’accesso al bando riservato ai Comuni inferiori ai 1000 abitanti per interventi di risparmio energetico degli edifici comunali.

Apprezziamo il mea culpa della Giunta; più volte avevamo denunciato il mal funzionamento del sistema del click day e la decisione di cambiare le procedure valutative dei bandi regionali è una segnale positivo che va nella direzione che chiedevamo. Per quanto riguarda il caso specifico della gara rivolta ai piccoli comuni per interventi di risparmio energetico la Regione ha dichiarato che finanzierà con ulteriori 8 milioni il bando così da rispondere alle domande rimaste inevase.

Rimane comunque valida l’interpellanza con risposta scritta che abbiamo presentato, che chiede chiarimenti sulle motivazioni del diniego ai singoli comuni che hanno presentato domanda al bando.

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