Archivi del mese: marzo 2016

Cened+ 2.0: la giunta intende ridurre l’iscrizione all’elenco regionale?

A dicembre scorso il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno che invitava la Giunta a ridurre del 50% il contributo per il rinnovo dell’iscrizione all’elenco regionale dei certificatori Cened per il 2016, a causa di alcuni disagi dovuti al nuovo software. Ma ancora non è stato fatto nulla e a questo punto diventa inutile, visto che ormai siamo quasi a metà anno.

Per questo il Gruppo Pd ha presentato un’interrogazione con risposta in Commissione in cui ricorda che “l’introduzione di Cened+ 2.0, lo scorso anno, ha causato evidenti disagi ai soggetti che fanno la certificazione energetica degli edifici, dovuti a lentezza e frequenti malfunzionamenti, oltre all’introduzione di numerosi aggiornamenti al nuovo software.

Inoltre, la VI Commissione Ambiente, a inizio febbraio, ha discusso della questione alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Terzi che ha confermato il proprio interessamento per operare una riduzione del contributo di iscrizione all’elenco regionale dei soggetti certificatori, ma nulla si è mosso.

A questo punto voglio sapere dalla Giunta e dagli assessori competenti se hanno intenzione di rispettare quanto deliberato dal Consiglio regionale con l’ordine del giorno approvato, predisponendo gli atti necessari a rendere operativa la riduzione del contributo per il rinnovo dell’iscrizione all’elenco regionale dei soggetti certificatori per il 2016. Perché se aspettiamo ancora, sarà un’operazione del tutto inutile.

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Giovedì 24 a Crema si parla di Aree Vaste

Giovedi 24 marzo, dalle ore 17.30 alle ore 19.30, presso la sala consiliare di Crema, si terrà un incontro sul Tema “Area Vasta-Omogenea” esteso ai 48 sindaci del cremasco.

L’intento è quello di capire se c’è o meno un sentire comune rispetto all’obiettivo di mettere insieme il nostro territorio, con l’idea di far coincidere l’area vasta con quella omogenea. Attenzione, è una cosa diversa da ciò che si sta discutendo. Una cosa è pensare ad aree vaste estese come le attuali province o anche di più, come la attuali ATS, altra cosa è puntare su territori più contenuti ed omogenei. Vogliamo confrontarci sulla seconda ipotesi.

Il riferimento istituzionale e legislativo non è più la Legge Delrio (n 56 del 2014) ma la legge regionale che il Consiglio regionale dovrà approvare in seguito a quanto previsto dalla legge di riforma costituzionale (art 40 delle norme transitorie), che prenderà sostanza dopo il referendum confermativo del prossimo ottobre. Certo, il Cremasco non dovrà essere solo un luogo riconosciuto geograficamente, ma avere un progetto di sviluppo che giustifichi la specificità territoriale.

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Canale navigabile fino a Milano: ancora???

A volte ritornano.
Parlo del Canale navigabile che da Pizzighettone, dove arriva ora quello costruito decenni fa, che si collega al fiume Po, vorrebbero portarlo a Milano, a Trucazzano per la precisione.

Il progetto è ritornato d’attualità quando Maroni è stato sollecitato, qualche mese fa, dall’Associazione Industriali cremonese ad occuparsi della navigabilità fluviale e dell’insediamento produttivo di area vasta in località Tencara (dove si ferma oggi il pezzo di canale costruito). In verità gli imprenditori locali, e con loro tutti i portatori di interesse, sindacati compresi, avevano chiesto di sistemare il grande fiume perché potesse essere reso navigabile per tutto l’anno e di sostenere economicamente la realizzazione del Polo produttivo di “Tencara”. Il Presidente Maroni e la sua Assessore Viviana Beccalossi, in questo spalleggiati dal collega Carlo Malvezzi (NCD) e dal parlamentare europeo Massimiliano Salini, sono tornati a Cremona per stupirci. Ma per farlo hanno usato gli effetti speciali. Il progetto Nuovo (che poi è vecchio di 50 anni) è quello di portare l’acqua del Po a Milano sbragando una buona fetta di campagna agricola, utilizzando per un tratto il canale “Muzza”, andando in salita di 72 metri rendendo obbligatoria la costruzione di ben sette grandi conche, con una spesa di circa 1 miliardo e 800 milioni di euro.

L’ex Presidente della Provincia Salini ha però detto che 800 milioni arriveranno dall’Europa e che “Noi” ci dovremmo mettere “solo” un miliardo.
A parte lo spreco di suolo agricolo, a parte la complessità di utilizzare un canale irriguo (la Muzza) e la difficoltà “di salire” fino a Milano; a parte anche il costo irraggiungibile: ma perché portare il Canale a Milano quando le merci pesanti e pericolose che c’erano 30/40 anni fa non ci sono più?? Oggi le grandi industrie metalmeccaniche sono state chiuse, i magazzini sono leggeri e gestiti con sistemi tecnologici.

Ma smettiamo di sognare e cerchiamo di essere concreti. Cancelliamo per sempre il Canale verso Milano, facciamo partire “Tencara” con il collegamento ferroviario dedicato, con quello  viabilistico (attraverso un rondò) e facendo funzionare per 365 giorni all’anno la navigazione fluviale, da Pizzighettone fino a Mantova e da qui, con i canali artificiali già esistenti, fino al mare.

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Commercio equo solidale: al via il bando per finanziare i progetti

A quasi un anno dall’approvazione della legge regionale lombarda sul commercio equo solidale e a due giorni dall’inaugurazione di “Fa la cosa giusta”, la più grande fiera italiana della sostenibilità e del consumo critico, è stato finalmente pubblicato il primo bando regionale che finanzia lo sviluppo di progetti presentati dalle organizzazioni del commercio equo solidale della Lombardia, in attuazione alla legge 19 del 2015.

Possono fare domanda tutte le organizzazioni operative in Lombardia, che si aggreghino in un partenariato formato da almeno 3 elementi. E ciascuna organizzazione può partecipare a non più di due progetti. Ogni progetto deve riguardare in modo diffuso almeno 3 territori provinciali e può essere inerente ad attività di formazione per gli operatori delle organizzazioni del commercio equo solidale, ad iniziative culturali o di sensibilizzazione; alla valorizzazione sul mercato e al potenziamento dei canali di vendita dei prodotti fair trade, ma anche alla partecipazione a fiere del commercio equo solidale.

I vincoli imposti dal bando sulla necessità di aggregazione e di una diffusione ampia sul territorio regionale derivano dal fatto che la dotazione finanziaria è di soli 150mila euro e fare rete può essere un modo per allargare la platea dei beneficiari. Il provvedimento, che tiene insieme non solo il commercio dei prodotti provenienti dai Paesi in via di sviluppo ma anche quello dei prodotti di filiera corta, individuava già con precisione soggetti e prodotti che avrebbero potuto beneficiare dei contributi. Intorno al settore si stanno diffondendo oggi una consapevolezza e una sensibilità sempre maggiori. A breve sarà approvata anche la legge quadro nazionale che farà da cornice alle varie esperienze regionali che hanno fatto da capofila, come la nostra.

Votata alla Camera, aspetta solo il via libera del Senato.

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Arac bocciata, si pensi a rafforzare Anac in Lombardia

Maroni fa finta di non capire. L’Anac ha bocciato la sua proposta che rischia di essere solo un doppione, proposto per provare a far dimenticare gli scandali in cui è coinvolta Regione Lombardia. Pensiamo piuttosto a rafforzare, d’intesa con il Governo, la presenza dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione in Lombardia, magari anche valutando la presenza di una sede territoriale. Questo garantirebbe terzietà e maggiore efficacia rispetto a una struttura regionale priva di poteri effettivi.

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Difesa del suolo: legge necessaria, ma depotenziata

È una norma a suo modo innovativa, per quanto riguarda Regione Lombardia. Supera una lunga inerzia. Arriva in Aula dopo un serio lavoro nelle Commissioni. Ma per come è stata strutturata, è carente e poco coraggiosa, non è una vera legge quadro, un testo unico. E ne paga pesantemente lo scotto delegando, tra l’altro, tutto alla Giunta. Ecco perché il Gruppo regionale del Pd, oggi, martedì 8 marzo 2016, durante la seduta di Consiglio regionale, ha votato contro la revisione della normativa regionale in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e di gestione dei corsi d’acqua.

Non c’è contraddizione tra il lavoro svolto cui abbiamo partecipato anche noi, il fatto che consideriamo alcune norme di questo progetto di legge positive e il nostro voto contrario.

Tre aspetti negativi ci hanno spinto a non approvare il testo così come presentato. Il primo è la modalità legislativa che si viene a determinare con questo Pdl, portando a un indebolimento nei rapporti tra Consiglio e Giunta, tra legislativo ed esecutivo: c’è un eccesso di delega, con un rimando continuo a provvedimenti di natura regolamentare che è ben vero saranno sottoposti all’esame delle Commissioni, ma in modo non vincolante. E dare una delega assoluta vuol dire consegnare un affidamento totale delle scelte in un campo delicatissimo come la gestione del suolo lombardo, a chi sta politicamente dalla parte opposta rispetto alla nostra. Non ci può trovare d’accordo una decisione del genere. Continua a leggere

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Verso Lombardia 2018: lunedì 7 marzo a Cremona

Nell’ambito dell’iniziativa politica “Verso Lombardia 2018, ma anche prima” farò tappa con il segretario regionale del Partito Democratico Alessandro Alfieri a Cremona lunedì 7 marzo, alle ore 17.30, presso la sala azzurra della camera di Commercio, piazza Stradivari, per incontrare i rappresentati delle categorie economiche. Il tema che verrà affrontato è la riorganizzazione del territorio dopo la cancellazione definitiva delle Province prevista dalla nuova riforma costituzionale. La prospettiva è quella della creazione dell’Area Vasta come ente di coordinamento tra i comuni, all’interno della quale, per specifici servizi, gli stessi municipi possono associarsi in aree omogenee. Saranno presenti il capogruppo del PD in Regione Enrico Brambilla, il segretario provinciale del Pd Matteo Piloni e il presidente della Provincia Carlo Vezzini.

Maroni gioca agli otto Cantoni, noi invece abbiamo in mente una riforma che semplifichi la pubblica amministrazione, migliori la qualità dei servizi e renda più facile la gestione associata delle funzioni dei Comuni. In Lombardia ci sono 1530 comuni di cui oltre i mille sono sotto i 5mila abitanti: non ce lo possiamo più permettere. Serve un’operazione di semplificazione e di incentivazione delle fusioni.

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Bando piccoli comuni: il click day beffa i sindaci lombardi

Ancora una volta il click day per bandi regionali ha fatto flop.

Martedì mattina si sono riscontrati dei problemi per l’accesso al bando riservato ai Comuni inferiori ai 1000 abitanti per interventi di risparmio energetico degli edifici comunali. Abbiamo avute diverse segnalazioni da diversi sindaci, compreso quello di Torlino Vimercati, sull’anomalia per l’iscrizione telematica al bando. L’apertura per la presentazione delle domande era prevista per le ore 12.00 di martedì ma diversi amministratori dopo aver effettuato l’accesso al portale SIAGE per la compilazione della domanda telematica nel giro di  30 minuti, e dopo aver pazientato per la lentezza del sistema telematico, si sono ritrovati davanti al messaggio ‘le risorse disponibili per il presente bando sono esaurite ed è stato raggiunto il numero massimo di progetti per la lista di riserva. Non è possibile procedere con la compilazione della domanda’. L’assegnazione dei contributi è stabilita in ordine di presentazione delle pratiche per questo motivo appare incomprensibile che, alle ore 12.00, il portale, per inefficienza e lentezza, non abbia consentito il completamento e l’invio della domanda di contributo.

Già nel 2009 avevamo sollevato questo problema con una mozione, accolta dalla Giunta regionale, con la quale si chiedevano tempi più lunghi per i bandi per contributi e finanziamenti a sportello aperto ovvero l’individuazione di un ordine di precedenza nell’attribuzione degli incentivi basato sul criterio cronologico d’inoltro delle domande, fissando un intervallo non inferiore a 30 giorni tra data di pubblicazione del bando sul Burl e data d’apertura dei termini per la ricezione delle domande. Ad oggi però siamo sempre allo stesso punto: addirittura comuni che hanno speso soldi per la progettazione non hanno nemmeno la concreta possibilità di presentare la domanda in balia delle disfunzioni del sistema telematico. A questo aggiungo anche che è impensabile prevedere di fare il click day in maniera uniforme sul tutto il territorio lombardo perché così facendo si facilitano solo i piccoli comuni che hanno la banda larga.

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Lunedì 7 marzo il gruppo regionale del Pd incontrerà le categorie economiche

Il gruppo regionale del Partito Democratico insieme al Segretario Provinciale Matteo Piloni incontrerà i rappresentanti delle categorie economiche lunedì 7 marzo a Cremona (ore 17.30, presso la sala azzurra della Camera di Commercio, piazza Stradivari). Il tema dell’incontro è la riorganizzazione del territorio dopo la cancellazione definitiva delle Province prevista dalla nuova riforma costituzionale.

La prospettiva è quella della creazione dell’Area Vasta come ente di coordinamento tra i comuni, all’interno della quale, per specifici servizi, gli stessi municipi possono associarsi in aree omogenee. Il gruppo regionale porterà questa riflessione in tutte le province lombarde e quella di lunedì 7 a Cremona sarà la prima tappa.

A Cremona ne stiamo parlando da tempo ed è importante che il PD regionale abbia voluto iniziare proprio da qui questo giro di ascolto e confronto nelle province lombare per costruire, insieme, una proposta da portare in regione per quanto riguarda la definizione degli assetti istituzionali.

Con il Governo Renzi stiamo cambiando gli assetti istituzionali territoriali, semplificandoli. Ora al livello regionale spetta la costruzione di coordinamenti territoriali funzionali e il Partito Democratico vuole articolare la propria proposta partendo dall’ascolto dei territori. Vogliamo farlo guardando al futuro, senza nostalgie delle vecchie Province ma con lo sguardo alla semplificazione dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione e facendo leva sulle sinergie tra i diversi enti per affrontare i problemi in una logica che vada oltre il singolo campanile.

All’incontro saranno presenti, oltre a Piloni e me, il segretario regionale del PD Alessandro Alfieri, il capogruppo PD Enrico Brambilla, il presidente della Provincia Carlo Vezzini ed altri consiglieri regionali del gruppo PD Lombardia.

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Quote latte: Regione Lombardia collabori con il ministero

latteOggi, martedi 1 marzo 2016, è stata bocciata a maggioranza la mozione del Pd sul tema delle quote latte.
Regione Lombardia continua con la sua politica di parole vuote, tornando ogni giorno sulla questione del latte, ma senza proporre strategie strutturali per il settore. E d’altra parte la polemica quotidiana permette all’assessore di mettersi in luce.

La proposta di un tavolo regionale del latte che continuamente l’assessore Fava rilancia è fallimentare perché non ha senso portare su un piano locale un problema che è generale. La crisi del latte è internazionale e come tale va affrontata. Per questo esiste un tavolo, tra produttori e industriali, istituito al Ministero delle Politiche Agricole che ha già dato dei primi risultati. E c’è un Ministro, Maurizio Martina, che fa il suo mestiere e lo fa bene. Ecco perché la Lombardia deve collaborare, visto che è l’unica Regione che si oppone.

Poiché è Zaia che ha creato gli ultimi problemi con la sua legge, è grottesco che oggi, in Lombardia, la Lega si lamenti rispetto a regole stabilite dalla Lega stessa.

Il Fondo per gli interventi nel settore lattiero-caseario non è alimentato dalle multe delle quote, come sostiene la Lega, ma ha una dotazione di oltre 50 milioni dedicata alla ristrutturazione dei debiti e al sostegno degli investimenti delle aziende lattiere. Anzi, i proventi delle multe saranno distribuiti alle Regione per interventi regionali sull’agricoltura. E questo la Lega lo sa bene.

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