Archivi del mese: dicembre 2015

Smog: Maroni punti su una Lombardia energeticamente autosufficiente

Maroni ha sottovalutato l’emergenza e si è mosso in grave ritardo. Che senso ha pretendere più competenze a Roma se non è in grado di esercitare quelle che ha?

Finora dal presidente della Regione abbiamo sentito soltanto critiche al lavoro altrui salvo poi rivendicare come propri i successi che sono merito di altre amministrazioni. Ora faccia il presidente, assuma misure di lungo periodo e provvedimenti per le situazioni di emergenza, che inevitabilmente si ripeteranno.

Il PD ha  avanzato proposte, a partire da quella della limitazione della velocità sulle autostrade e l’investimento sulla mobilità ferroviaria e più in generale quello della mobilità sostenibile. Maroni affronti i problemi della Lombardia anziché vagheggiare la Padania. Modifichi la legge contro il consumo di suolo, punti sulla rigenerazione dei centri urbani, intervenga per limitare il numero delle caldaie sostenendo impianti di teleriscaldamento, sviluppi decisamente le energie alternative. Serve un progetto per il futuro che punti  a consumare meno fossili, con l’obiettivo di essere energeticamente autosufficienti entro i prossimi 10 anni!.

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Bilancio: la regiona ignora le sezioni Primavera, Monteverdi e sport

Un bilancio che non tiene conto dei servizi fondamentali per la formazione delle giovani e giovanissime generazioni e che manca proprio su uno dei pilastri di welfare e sostegno alle famiglie: le scuole per i più piccini, la formazione superiore di tipo musicale e lo sport.

A pagare saranno anche i nostri territori, dove questi servizi sono fondamentali. Penso, ad esempio, alle cosiddette sezioni ‘Primavera’, quelle particolari classi, aggregate alle scuole dell’infanzia, che accolgono i bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, e concorrono a fornire una risposta alla domanda delle famiglie. Avevamo presentato due emendamenti per portare le risorse destinate a queste sezioni a 1 milione di euro. Ci sono stati bocciati dalla Giunta leghista, che si riempie tanto la bocca di sostegno alle famiglie.

E se le sezioni primavera rischiano la sopravvivenza, non va meglio per gli Istituti Musicali Pareggiati, uno dei quali è il Monteverdi di Cremona: avevamo chiesto, sempre con un emendamento, di aumentare di 1 milione i fondi destinati a queste scuole, quattro in tutta la regione, ma anche qui la Regione ha fatto orecchie da mercante.

Infine, lo sport: regione Lombardia ha sperimentato la dote sport, che potrebbe essere l’ideale per i ragazzi di famiglie attualmente in difficoltà, che magari non hanno i soldi per iscrivere i ragazzi a corsi, palestre o associazioni. Ma abbiamo fatto presente che 1 milione 200mila euro non sono sufficienti, anzi, pare proprio che il 90 per cento dei ragazzi rimanga fuori da questa opportunità. Anche in questo caso, abbiamo chiesto un incremento di 4 milioni di euro, ma evidentemente per la Regione questo è solo uno spot perché anche in questo caso il nostro emendamento è stato bocciato.

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Agricoltura: Fava non partecipa ai tavoli e poi si lamenta

Come al solito, nella sua nuova versione salviniana, l’assessore Fava non perde occasione per sparlarle più grosse di Bertoldo.

A questo punto abbiamo perso le speranze di intavolare una collaborazione tra Regione e Ministero allo scopo di tutelare gli agricoltori lombardi. Se l’assessore Fava, in Conferenza Stato-Regioni, non riesce a spuntare una percentuale maggiore per la Lombardia, anche e soprattutto per il suo comportamento che inibisce ogni trattativa, non può ora addossare le responsabilità al Ministro Martina, che non fa altro che recepire quanto deciso nella stessa Conferenza. I numeri a cui fa riferimento l’assessore sono poco attuali e riguardano accordi che poi Stato-Regioni hanno inteso superare.

Gli atteggiamenti di Fava hanno più del capo di partito che del responsabile dell’agricoltura lombarda, il quale, presente al tavolo delle trattative solo a sua discrezione, ha poi perso l’opportunità di partecipare ad alcune decisioni, penalizzando, per fortuna molto poco, la Lombardia. Stiamo parlando di circa 100mila euro in meno su un totale di più di 6 milioni di euro, non certo delle cifre che spara lui. E in ogni caso, anche questi vanno addebitati alla sua decisione di non essere presente agli incontri.

E se per il momento ci ha pensato il Ministero a tutelare, comunque, i coltivatori lombardi, l’atteggiamento più da capopopolo che da amministratore di Fava rischia di mettere la più importante regione agricola italiana in un angolo, proprio in un momento in cui bisogna lavorare tutti nella stessa direzione.

Per questo chiedo al presidente Maroni di valutare e verificare se l’azione del suo assessore sia realmente utile al settore o se, per mere logiche di partito, non lo stia, invece, danneggiando. Lo stesso vale per la ‘sparata’ sulle banche: all’assessore ricordo che la Lega non ha nulla da insegnare a nessuno.

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TPL: questa mattina tutti i treni fermi per due ore a Treviglio

Questa mattina il mondo si è fermato a Treviglio. Tutte le linee del servizio ferroviario regionale da e per Milano, Verona, Brescia, Cremona, transitanti per Treviglio, hanno subito uno stop forzato per quasi due ore dalle ore 8.30. Migliaia di “clienti” sono rimasti in balia di un annunciato ma imprecisato guasto, prima a Pioltello, e poi a Melzo. Con l’unico annuncio sonoro chiaro che ripeteva  che i treni sarebbero rimasti fermi per un tempo imprecisato.

Il nodo non è solo il servizio ferroviario insufficiente cadenzato quotidianamente da disservizi e ritardi ma anche la scarsa comunicazione alla clientela da parte di Trenord. Nelle due ore intercorse tra l’arrivo e la ripartenza da Treviglio, sugli schermi visivi presenti in stazione non compariva alcun avviso di ritardo dei diversi treni. I capitreno si sono limitati ad allargare le braccia in segno di resa di fronte alla impossibilità di avere informazioni certe sul cumulo dei ritardi. I pendolari sono stati lasciati da soli a gestire gli appuntamenti di lavoro, di studio e di coincidenze aeree e ferroviarie per altre destinazioni a Milano. Ho personalmente visto scene di persone e famiglie che dovevano decidere il da farsi rispetto a biglietti acquistati per partenze in aereo per destinazioni internazionali che stavano per perdere.

Quello che mi preme sottolineare non è tanto l’ennesimo episodio di grave disservizio del trasporto ferroviario regionale che è occorso sulle corse transitanti da Treviglio – inefficienza che fa a pugni con i dati e gli indici di puntualità che ci vengono propinati da Trenord e dall’Assessore Sorte – ma il fatto che nessuno, ripeto nessuno, sia stato in grado di darci una adeguata informazione sui ritardi e, di conseguenza, di poter decidere il da farsi. In passato situazioni analoghe venivano gestite con i bus sostitutivi che ora sono spariti, nei fatti, con il nuovo contratto intercorso tra Regione Lombardia e Trenord.

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Bilancio in agricoltura: regione spende spropositi per la rivista dell’assessore

Un bimestrale che costa 90mila euro nel 2015 e che lieviterà a 200mila nel 2018. E solo di costi vivi per Regione Lombardia, perché si tratta degli eventuali numeri speciali e dell’Iva al 22%. Il rimanente 80% verrà finanziato da risorse comunitarie. Che l’assessore si senta già in campagna elettorale?

Una delle voci che ci ha più colpito, nel bilancio previsionale a cui abbiamo votato contro, è quella relativa al bimestrale della Direzione Generale dell’Agricoltura, ‘Lombardia Verde’: già ci sembrava che costasse moltissimo, ma addirittura lieviterà in pochi anni da 90mila a 200mila euro. Poi, abbiamo scoperto che questi sono solo una parte dei soldi spesi per le 50 pagine della rivista, cofinanziata all’80% da risorse comunitarie: si tratta dell’Iva al 22% e degli eventuali numeri speciali, che costano 48mila euro. E la spedizione è a carico sempre del bilancio regionale. In sostanza, per raccontare l’attività dell’assessorato si spendono centinaia di migliaia di euro. In aumento, per altro: forse l’assessore Fava, in vista del 2018, si sente già in campagna elettorale.

Per contro, i tagli sono pesanti: le risorse per i parchi passeranno dagli 8 milioni del 2015 ai 6 del 2016, alle poche centinaia di migliaia di euro degli anni successivi. Un taglio lineare secco e non si vede ancora la riforma della legge dell’83, promessa dall’assessore all’Ambiente.
Per non parlare della montagna: gli investimenti previsionali vengono letteralmente falcidiati e passano dai 25 milioni del 2015 agli 8 del 2016, ovvero 17 milioni di euro in meno.

Altre voci, non meno importanti, del bilancio della Regione in tema di agricoltura, soffrono: gli orti di Lombardia, appena partiti, quasi spariscono dai bilanci futuri. E per le nutrie che stanno devastando la parte più importante dei territori agricoli lombardi, si torna a soli 150mila euro, largamente insufficienti, sebbene nella variazione di bilancio dei mesi scorsi fossimo riusciti a riportare la voce sui 300mila euro.

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Scuola Charis: per la scuola di CL pagherà la comunità di Crema

IMG_3590Si è parlato della scuola della Fondazione Charis, ieri, in Consiglio regionale, grazie a un’interrogazione a risposta immediata che ho presentato, sull’istituto scolastico che doveva nascere a Crema, a cura e spese della Fondazione Charis, cioè Comunione e Liberazione, che, però, a febbraio 2013, ha comunicato di avere avviato la procedura di liquidazione volontaria non essendo più in grado di reperire le risorse per completare l’opera.

Opera ideata e realizzata da don Mauro Inzoli, leader carismatico di Cl, confessore personale dell’ex presidente Formigoni, parroco della parrocchia Santa Trinità di Crema. All’epoca il progetto prevede la costruzione di un enorme edificio destinato a ospitare diverse scuole. La Regione assicura un finanziamento, ipotetico, di  4 milioni e 500mila euro e immediato di 1 milione di euro. L’assessore regionale alla partita è il cremasco Giovanni Rossoni. E la procedura di individuazione dell’opera scolastica da finanziare avviene in tempi da record: il 26 marzo 2008 il sindaco di centrodestra Bruno Bruttomesso invia un fax a Regione Lombardia; il 28 marzo, due giorni dopo, la Giunta comunale approva uno schema di protocollo con Fondazione Charis e con Regione Lombardia per l’utilizzo di contributi a valere sulla legge regionale 1/2000; nella stessa giornata Regione Lombardia, Comune e Fondazione Charis sottoscrivono lo stesso protocollo. Il tutto avviene con una trasferta a Crema di Regione Lombardia.

I lavori partono nel 2009. Ma solo ora la Regione si accorge che, diversamente da quanto scritto nelle delibere e da quanto convenuto con Charis e Comune, si deve parlare di ‘lotto funzionale’ a svolgere la funzione di formazione scolastica superiore e non più, come era avvenuto fino a quel momento e come dice l’accordo negoziale sottoscritto il 17 giugno 2009, ‘a titolo di compartecipazione alla spesa di euro 8.992.179,99 del primo lotto dei lavori di cui alla delibera di approvazione del progetto definitivo’. E ancora che ‘il Comune erogherà a Charis il contributo assegnato nei limiti delle somme effettivamente trasferite dalla Regione’. Sulla base di questa mutata interpretazione Regione chiede al Comune la restituzione del milione erogato.

Charis, infatti, ha già avviato la procedura di liquidazione perché il leader di Cl, don Mauro Inzoli, viene rimosso da parroco e dismesso dallo stato clericale con sentenza della Congregazione per la dottrina della fede, nel dicembre 2012, per fatti riconducibili al reato di pedofilia.
Ho chiesto all’assessore regionale all’Istruzione Aprea se la Regione non intenda bloccare questa procedura di riscossione coatta di un credito non esigibile e non ne voglia accertare l’insussistenza rimanendo in attesa che il liquidatore, tra l’altro indicato dalla stessa Regione, riconosca l’eventuale restituzione del contributo a suo tempo erogato alla Charis.

L’assessore, per conto della Giunta, ha risposto in sostanza che la discussione è ancora aperta, ma la Regione non sottovaluta i danni che potrebbero nascere da decisioni affrettate nei confronti del Comune di Crema. Spiegazione che non mi ha per nulla soddisfatto, perché l’assessore parla di proposta in discussione, ma a me risulta che ci siano decreti di Regione Lombardia che chiedono già la restituzione, tant’è che sono già stati trattenuti 200mila euro su contributi che dovevano essere trasferiti al Comune. Il quale ha come unica possibilità di riconoscere il debito fuori bilancio, sforando di fatto il patto di stabilità e mettendo in difficoltà le famiglie cremasche.
Ma l’accordo era stato fatto da Regione e Fondazione Charis, e ora la prima chiede indietro il milione praticamente alla comunità di Crema che nell’operazione non c’entrava nulla!.

Chiedo che la Regione riconosca la propria  responsabilità e attenda che il liquidatore della Charis possa mettere in vendita tutto il patrimonio disponibile, così da recuperare il contributo erogato più di 5 anni fa alla stessa Fondazione.

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Gal: la giunta non ha tenuto conto degli impegni che le chiedeva il consiglio

I Gal, i Gruppi di Azione Locale, e il loro futuro sono stati oggetto di un’interrogazione a risposta immediata, stamattina, in Consiglio regionale. Question time nata dall’esigenza di verificare che fine avevano fatto gli impegni presi solo un mese fa con una mozione approvata dallo stesso Consiglio.

In quel caso avevamo approvato un documento che impegnava la Giunta regionale ad attivarsi affinché ‘siano sostenute e valorizzate le esperienze e le conoscenze che i Gal hanno acquisito in questi anni nella progettazione europea e nella gestione dei fondi indipendentemente dal fatto che eventualmente si formino nuovi partenariati e nuovi Gal’. Ma non è seguito alcun atto formale da parte della Giunta.

L’assessore regionale Fava ha risposto che “non vi è mai stata alcuna preclusione perché i futuri partenariati possano giovarsi di queste esperienze, sia nel momento della progettazione dei nuovi Piani di Sviluppo Locale che nella fase gestionale dei futuri Gal. Ma ha anche detto che la natura stessa dei Gal 2007-2013, quali società di scopo costituite per l’attuazione della passata programmazione, non consente il loro ingresso formale nei nuovi partenariati.

Risposta che non mi soddisfa e convince per niente, perché contraddittoria, e comunque questa parte della mozione era stata approvata e faceva prendere alla Giunta un impegno preciso nei confronti del Consiglio. L’assessore sostiene che c’è la volontà di tener conto delle esperienze dei vari territori, ma proprio per questo andava inserito nel decreto la frase che esplicitava questo passaggio. Invece, ciò che è stato detto, votato e deciso dal Consiglio non è stato assolutamente preso in considerazione dalla Giunta.

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