Archivi del mese: novembre 2015

Prezzo latte: boccata d’ossigeno per gli allevatori lombardi

Oggi è stato raggiunto un accordo tra industriali e produttori sul prezzo del latte. Finalmente, grazie al lavoro del Ministro Martina, arriva una boccata d’ossigeno per gli allevatori italiani e lombardi. Ma non fermiamoci qui, anche se è importante che un primo passo sia stato fatto.

Per questo ringraziamo il Ministro, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali che si sono seduti al tavolo per cercare di trovare una soluzione per il comparto, ormai in forte sofferenza. Ora bisogna continuare su questa strada e raggiungere un tetto di retribuzione davvero significativo e che porti fuori dalla crisi in cui sono finite le aziende agricole lombarde.

Certamente l’atteggiamento giusto è quello che ha portato all’accordo di oggi, non certo il metodo usato dall’assessore regionale Fava che per mesi ha gettato benzina sul fuoco e cercato in ogni modo di remare contro, intestandosi una battaglia che era evidentemente da condurre a livello nazionale. Ma ancora una volta, l’assessore leghista ha preferito disertare il tavolo di concertazione, vantandosene pubblicamente, per altro, piuttosto che dialogare con le parti. Poi però è facile chiacchierare, quando sono gli altri a lavorare per risolvere i problemi.

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Approva risoluzione per il territorio cremasco su lavoro, treni e Paullese

È stata approvata ieri pomeriggio, martedì 24 novembre, in Consiglio regionale una risoluzione relativa al territorio cremasco, di cui sono primo firmatario, frutto della visita che i consiglieri hanno effettuato a inizio 2015. Tra gli impegni assunti l’attenzione a mantenere in capo all’ospedale di Crema i servizi attualmente presenti, a trovare le risorse per il terzo lotto della Paullese, per la realizzazione delle varianti Montodine–Castelleone e della tangenzialina di Dovera, per la riqualificazione della “Bergamina” e il miglioramento del servizio ferroviario Cremona-Crema–Treviglio–Milano.

Fare passare nove mesi dalla visita sul territorio all’approvazione della risoluzione è davvero un po’ troppo, ma almeno il Consiglio ha assunto degli impegni. Il primo di questi è sul lavoro, che in ogni territorio va declinato a sé, sostenendo quei settori che sono più vitali e promettenti. A Crema significa agroalimentare, comparto del Latte, ma anche il settore della cosmesi e, in generale, distretto della bellezza. Il secondo punto per me rilevante è il trasporto, perché Crema non è distante da Milano ma è molto lontana per i mezzi pubblici e le infrastrutture. Occorre introdurre il treno cadenzato senza cambio a Treviglio, servono treni nuovi e va riqualificata la stazione di Crema. Occorre inoltre realizzare il raddoppio degli ultimi quattro chilometri di Paullese che da Zelo Buon Persico arrivano al ponte di Spino d’Adda, per i quali mancano i finanziamenti. Questi impegni sono strategici per il cremasco ed è importante averli approvati in Aula. Ora vigileremo sulla loro attuazione

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Trenord: l’assessore Sorte banalizza sui disservizi ferroviari

Questo pomeriggio si è tenuta l’audizione dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte chiamato in Commissione Trasporti a rispondere ad un’interrogazione del Pd relativa al trend negativo delle prestazioni del servizio ferroviario regionale. Tre le domande poste a Sorte: quali iniziative intende mettere in campo Regione Lombardia per migliorare la performance dei treni regionali, dove verranno collocati i nuovi treni in futuro e se Regione e Trenord stanno lavorando per evitare che la riduzione delle carrozze sui convogli abbia un peso sui bilanci della società.

Anche oggi l’assessore Sorte ha banalizzato il tema e ha glissato sui nodi importanti che avevamo chiesto di sciogliere. Sulla collocazione dei treni nuovi, annunciati mesi e mesi fa e ancora non consegnati, non è stata aggiunto nulla di nuovo se non che i treni, che per Expo erano stati dirottati sulle linee di collegamento per Rho, torneranno per la maggior parte al loro posto. Aggiungo inoltre che le prestazioni del servizio durante Expo, che l’assessore ha definito pienamente soddisfacenti, sono ancora sotto la sufficienza.

Continuiamo ad avere una puntualità inferiore alla media del nord Italia ma secondo l’assessore è un falso problema perché la Lombardia conta più utenti e chilometri percorsi. Ha dato la colpa al caldo per giustificare il trend negativo delle prestazioni dei convogli dei treni non ammettendo invece che il problema è legato alla scarsa manutenzione che deve essere programmata nei tempi previsti e non lasciata al caso.

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Verso Lombardia 2018: presentazione del progetto politico

Domani, mercoledì 18 novembre alle ore 11:30, presso la sede del PD in via Ippocastani 2, a Cremona,  presenzierò ad una conferenza stampa tenuta dal Segretario e Consigliere Regionale del PD lombardo Alessandro Alfieri, per presentare il progetto politico “Verso Lombardia 2018”.

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I comuni “virtuosi” devono potere ridurre il  consumo di suolo

consumo di suoloTra il 1999 e il 2012 in Lombardia si sono consumati ben 470 milioni di metri quadrati di aree agricole. 530 milioni sono i metri quadrati di nuovo consumo di suolo previsti nei piani di governo del territorio già approvati dai comuni lombardi. Questi sono i dati inseriti all’interno del documento economico e finanziario regionale votato nel pomeriggio in Commissione Territorio del Consiglio regionale con il solo voto favorevole della maggioranza.

Il Partito Democratico non ha partecipato al voto.

La Regione certifica che il consumo di suolo in Lombardia ha raggiunto cifre da record, ma fa poco o nulla per limitarne davvero l’abuso. Il quadro drammatico delineato all’interno del documento regionale si scontra infatti con l’inefficacia della legge regionale 31 approvata un anno fa. Il provvedimento, nato per contrastare l’abuso del suolo e riqualificare le aree dismesse, paradossalmente mette un freno ai comuni più virtuosi che in autonomia vorrebbero fare modifiche in riduzione ai PGT vigenti. Un evidente e pericoloso controsenso che abbiamo cercato di sanare con un emendamento ad hoc presentato alla legge di semplificazione un mese fa ma che la maggioranza ha bocciato senza appello.
Di oggi è anche la pubblicazione del rapporto Ispra del 2015 che classifica la Lombardia, con l’11% di suolo consumato, al primo posto quale regione più cementificata d’Italia. Il Partito Democratico ha depositato un proprio progetto di legge, di cui sono firmatario, che mira a modificare questa stortura della legge regionale 31.

Lo chiedono gli enti locali attenti alla tutela del territorio soffocati dalla burocrazia.
E’ un atto dovuto per chi ha a cuore il futuro dei cittadini lombardi.

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Caccia libera: no grazie!

Nella  seduta del Consiglio regionale del 27 ottobre abbiamo bocciato, a maggioranza (38 contrari e 30 favorevoli, grazie alla richiesta di voto segreto del Gruppo regionale del Pd), l’emendamento alla legge di semplificazione sulla caccia che dava la possibilità ai cacciatori di usufruire gratuitamente, dalla terza domenica di ottobre di ogni stagione venatoria, di un pacchetto di dieci giornate, libere e fruibili in tutti gli ambiti territoriali, per la caccia alla selvaggina migratoria, esclusivamente da appostamento temporaneo, anche con l’uso di richiami vivi e del cane da ferma, con conseguenti problemi nel periodo dei ripopolamenti invernali, in dicembre e gennaio, delle lepri.

Anche se risulta di palese evidenza che il rischio maggiore è comunque rappresentato dall’abbattimento illegale della selvaggina stanziale, perché non si riesce a controllare tutti i cacciatori e non si può sapere se chi ha sparato alla lepre era abilitato o meno a farlo, è un bene che questa “libera caccia” non sia passata. La bocciatura all’emendamento della maggioranza è avvenuta dopo che già in Commissione Agricoltura l’avevamo respinto e dopo la nostra richiesta, appunto, di voto segreto, proprio in considerazione del fatto che l’approvazione avrebbe avuto effetti devastanti per il sud della Lombardia.

Infatti si sarebbe corso il rischio di rivivere nella realtà la famosa scena del film di Fantozzi in cui in pochi metri di terreno libero si assiepavano centinaia di cacciatori, impallinandosi tra di loro. Questo emendamento avrebbe aperto le porte del territorio cremonese a tutti i cacciatori lombardi, che sono circa 90mila (dati 2009), vanificando l’opera di salvaguardia della fauna selvatica e dell’ambiente, profusa dai cacciatori di casa.

Un aspetto preoccupante sarebbe stato, quindi, anche quello della ricaduta sugli operatori faunistici che collaborano nella gestione delle Zrc (Zone di Ripopolamento e Cattura), che di fronte a queste invasioni avrebbero potuto smettere la loro attività, perché la presenza di fauna realmente selvatica è subordinata al loro impegno per 365 giorni l’anno.

Considerando, poi, che nelle norme sulla caccia non c’è una definizione precisa di appostamento temporaneo, se ne sarebbero viste sicuramente di tutti i colori, compreso il cacciatore che vagava per le campagne con il fucile nel fodero e qualche bastone in mano pronto a impiantare una sorta di capanno temporaneo tutte le volte che si avvicinava a un corso d’acqua in cui sguazzavano una gallinella o un germano reale.

Insomma, abbiamo evitato l’invasione dei nostri territori da parte di un esercito di cacciatori, che avrebbe determinato sicuramente un aumento delle situazioni di pericolo per le persone e di depauperamento della fauna selvatica e del nostro patrimonio ambientale.

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Gal: la mozione passa a metà

Ancora una volta il M5S ha fatto da stampella politica alla Giunta Maroni. In questo caso, all’assessore regionale all’Agricoltura Fava sul tema dei Gal, i Gruppi di Azione Locale istituiti nei territori considerati svantaggiati. Ma alla fine il cuore della nostra mozione è passato lo stesso a voto segreto.

Il documento è stato approvato in due punti fondamentali: la richiesta di proroga del termine per la presentazione delle domande e il secondo punto, quello che, accogliendo un emendamento dei M5S, impegna la Giunta ad attivarsi affinché siano sostenute e valorizzate le esperienze e le conoscenze che i Gal hanno acquisito in questi anni nella progettazione europea e nella gestione dei fondi, indipendentemente dal fatto che eventualmente si formino nuovi partenariati e nuovi Gal.
È stata una decisione di buon senso, già seguita da regioni come l’Emilia Romagna, ma anche come il Veneto, che non è certo governata dalla sinistra.

Tuttavia, sulla totalità della mozione gli M5S hanno deciso di votare contro, facendo così per l’ennesima volta da stampella alla Giunta leghista e, in particolare, in questo caso, all’assessore all’Agricoltura che altrimenti sarebbe uscito sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Infatti, ai voti i ‘no’ sono stati solo 28, i ‘sì’ 23 che, sommati ai 7 astenuti grillini, avrebbero fatto un 30 sicuramente composto anche da consiglieri di centrodestra.
Si può proprio dire che la maggioranza ha votato assieme all’opposizione e che gli M5S hanno salvato Fava e Maroni. Tranne poi presentare un emendamento e votare almeno due punti che sono quelli sostanziali, la proroga e la valorizzazione dell’esperienza dei Gal.

Al di là dell’aspetto politico, pare che i grillini abbiano capito solo in parte la valenza del voto. Per questo non sono del tutto soddisfatto: l’atteggiamento degli M5S è stato increscioso e incomprensibile. Potevamo fare l’en plein di voti perché per il resto, il Consiglio non ha tenuto assolutamente conto delle indicazioni della Giunta, ma ha sostenuto l’importanza del lavoro fatto finora dai Gal lombardi.

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Nutrie: grazie alla nostra interrogazione ecco i 300mila euro

Grazie alla nostra interrogazione la Giunta regionale è stata costretta a impegnarsi con le Province nel recuperare i 150mila euro mancanti, anche se già promessi nero su bianco in una delibera, per l’eradicazione delle nutrie.

In realtà, la seconda tranche di 150mila euro verrà erogata nei primi mesi del 2016, pur facendo parte della gestione del 2015, ma l’assessore si è ulteriormente impegnato con noi a reperire altrettanti fondi, ossia 300mila euro, da trasferire alle Province per il 2016.

Ecco la cronistoria che ci ha portati a sollecitare nuovamente Regione Lombardia sul tema nutrie: nel dicembre del 2014 viene approvata la legge per il contenimento e l’eradicazione della nutria che stanzia 150mila euro per quell’anno. Una mozione del giugno scorso, sempre del Pd, impegna la Giunta a emanare il Piano Regionale Triennale e le linee guida e a trovare risorse per il 2015 almeno pari a quelle per il 2014, non ancora utilizzate. Il 14 luglio la Giunta approva, con una delibera, il Piano Regionale 2015-2017 nel quale vengono allocate risorse pari a 300mila euro, ovvero quelle previste per il 2014 sommate a quelle del 2015.
Ma nell’incontro del 20 ottobre con il tavolo tecnico di coordinamento, cui partecipano anche gli enti locali, si annuncia che le risorse a disposizione per quest’anno, per altro non ancora erogate, sono solo 150mila euro.

Da qui la decisione di presentare l’interrogazione a risposta immediata trattata oggi; e proprio stamattina la Giunta ha comunicato alle Province di aver modificato la somma a disposizione che è passata magicamente a 300mila euro. E lo ha detto anche l’assessore all’Agricoltura stamattina in Aula, confermando la novità, e parlando lui per primo di ‘magia’, lasciando cioè sottintendere che qualche errore evidentemente c’è stato. O forse la Regione ci ha provato. Ma noi eravamo pronti a vigilare.

E nel frattempo, il fenomeno sta montando e l’inattività fa sì che il numero degli esemplari aumenti a dismisura, facendo di conseguenza lievitare paurosamente anche i costi.

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Scuola Fondazione Charis: discussione rinviata per l’assenza dell’assessore

La discussione della mia interrogazione a risposta immediata sulla scuola della Fondazione Charis è stata rinviata al prossimo Consiglio regionale in tema di atti di indirizzo e controllo per l’assenza dell’assessore regionale all’Istruzione, impegnata per motivi istituzionali.

Proprio stamattina doveva essere trattata la question time sulla vicenda della scuola che chiedeva all’assessore se la Regione non intenda accertare l’insussistenza del credito verso il Comune di Crema riattivando tutti i contributi sospesi e anche con un confronto per decidere del destino di una struttura realizzata per circa la metà del progetto iniziale, con una spesa certificata di quasi 18 milioni di euro, da adibire ad attività scolastiche e di formazione per la quale sono state già indennizzate risorse importanti che potrebbero essere valorizzate per fornire servizi essenziali per il territorio.

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