Archivi del mese: agosto 2015

Riforma sanità: migliorata dal lavoro delle opposizioni

Nella riforma della sanità lombarda, che sarà approvata questa sera in Consiglio regionale dopo un lungo confronto, il Pd ha ottenuto ben sette delle dieci richieste di modifica avanzate alla vigilia dell’inizio della discussione in Aula. Il duro ostruzionismo delle opposizioni, che hanno presentato 25mila ordini del giorni e quasi tremila emendamenti, ha portato Maroni ad accettare di intavolare una trattativa che ha portato numerosi risultati.
Ecco i punti che sono stati recepiti:

1. I superticket su visite ed esami saranno modulati per reddito e saranno esenti i cittadini con reddito familiare fino a 30mila euro.
2. I manager sanitari non saranno più scelti liberamente alla Giunta ma la scelta dovrà avvenire all’interno di una short list (ampia da due a tre volte il numero delle figure da nominare) selezionata da una commissione indipendente secondo criteri di merito. Gli stessi manager saranno poi valutati attraverso indicatori di risultato che riguardano l’efficienza, la qualità dei servizi, la riduzione delle liste d’attesa e gli esiti sulla salute dei cittadini e non più esclusivamente il rispetto dei budget;
3. L’Agenzia di Controllo potrà verificare che l’appropriatezza delle cure effettuate. Sarà nominata dai gruppi di minoranza.
4. I DRG per le prestazioni più complesse saranno graduati secondo standard di qualità delle cure: le strutture saranno premiate o penalizzate in base all’adesione o meno a criteri che misurano le performance, i tempi di attesa e la qualità, premiando le migliori prassi e penalizzando le peggiori;
5. Le funzioni non tariffate (un miliardo di euro l’anno erogato secondo criteri discrezionali), alla base di molti scandali, saranno ridotte drasticamente, limitate ai pochi casi in cui la tariffazione è davvero impossibile.
6. Sarà incentivata la possibilità di prenotare visite ed esami, pagare il relativo ticket e ottenere i referti on-line, oppure direttamente in farmacia;
7. Sono stati reintrodotti i distretti sociosanitari, attraverso i quali i sindaci e le conferenze dei sindaci parteciperanno alla programmazione dei servizi sociosanitari del loro territorio. Tuttavia questi afferiranno alle ATS e non alle ASST, come avrebbe voluto il Pd.

Inoltre, sempre al tavolo tra i relatori e le opposizioni, sono stati inseriti in legge il piano regionale della prevenzione, che la prima formulazione cancellava, e l’osservatorio epidemiologico. Sono invece state respinte le proposte di cancellare le Ats in un’ottica di semplificazione e di istituire i piani sociosanitari territoriali.

Incassiamo alcuni risultati molto importanti, in primis la riforma dei ticket che saranno finalmente un po’ più equi, come il Pd chiede da anni. Avremo anche una sanità meno condizionata dalla politica e strumenti per scongiurare gli scandali del passato. Possiamo dire senza timore di smentite che il contributo dell’opposizione ha migliorato notevolmente il testo della maggioranza. Ma rimane una riforma a metà che non convince su molti punti, partita con grandi ambizioni ma alla fine la montagna ha partorito un topolino. Almeno per quanto riguarda il cremasco siamo riusciti comunque, a partire dal nostro primo emendamento, a raccogliere le istanze che arrivavano dal basso, correggendole appena in tempo: l’istituzione della Asst di Crema all’interno della ATS della Val Padana, è stata ottenuta, oltre che col nostro impegno, anche grazie al presidio dei sindaci che non hanno mancato di portare in Aula tutta la contrarietà del territorio sulla riorganizzazione della rete che avrebbe eliminato il distretto cremasco.

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Riforma Sanità: Asst di Crema autonoma

Domani si dovrebbe chiudere il lungo percorso della riforma della sanità lombarda. Dopo una lunga ed estenuante battaglia che ha visto sul campo, per giorni consecutivi, anche i sindaci del cremasco, in prima linea in Aula, in difesa del territorio, sono riuscito a strappare l’istituzione della Asst di Crema.

L’abbiamo ottenuta grazie al presidio dei sindaci che non hanno mancato di portare a Maroni tutta la contrarietà del territorio sulla riorganizzazione della rete che avrebbe eliminato il distretto cremasco e al mio emendamento, il primo tra le centinaia che abbiamo presentato, che chiedeva l’istituzione, all’interno della ATS della Val Padana, anche di una Asst cremasca comprendente il territorio e i presidi ospedalieri costituenti il distretto ASL di Crema.

Una riforma va infatti condivisa con tutti i portatori d’interesse, a cominciare dai cittadini, dagli amministratori locali, dai sindacati, dai medici di medicina generale. Almeno per quanto riguarda il cremasco siamo riusciti a raccogliere le istanze che arrivavano dal basso, correggendole appena in tempo. Per il resto questa riforma non ci piace e non ha a che fare con il modello che noi avevamo proposto. Resta dunque la contrarietà Pd sull’impianto generale.

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Trasporti: l’assessore ripristini le corse sui tratti più sofferenti

Dopo alcune sollecitazioni che mi sono giunte da viaggiatori che hanno dovuto affrontare l’inferno dei treni pendolari degli ultimi giorni, ho scritto all’assessore regionale alla Mobilità, Sorte, per dirgli di tener conto di come sta funzionando il servizio regionale dei trasporti su rotaia e fargli presente la rabbia che monta sempre più tra i passeggeri.

Dire ‘te lo avevamo detto’ suona fin troppo facile, ma la situazione di estremo disagio che le scelte da te compiute sui tagli estivi ai servizi ferroviari, prima tra tutte quella inerente i treni diretti tra Milano ed alcune località, comportavano, io e i consiglieri regionali del Partito democratico l’avevamo prevista con largo anticipo. Evidentemente gli atti ispettivi che come Partito Democratico avevamo presentato, così come quelli di indirizzo, respinti anche nell’ultima seduta di bilancio, non sono riusciti a fargli cambiare idea, né a smuoverlo dalle sue convinzioni, ma i risultati sono evidenti: cancellazioni, ritardi, sovraffollamenti, disagi.

Mi auguro, nell’interesse di tutti i viaggiatori, che le cose cambino a brevissimo, ma il tempo è quasi scaduto. Per rimediare in extremis alla difficile situazione gli suggerirei di rivedere la programmazione dell’ultima settimana di agosto e, per prima cosa, ripristinare alcune corse sui tratti più sofferenti, come ad esempio quelli della Cremona-Crema-Treviglio-Milano. Non si sa mai: i viaggiatori invece di inviare email inviperite, potrebbero inviarne qualcuna di ringraziamento.
In calce, vengono riportate solo due di queste email, inoltrate all’indirizzo dei reclami di Trenord: la più gentile definisce quello offerto un “disservizio”, anziché un “servizio”.

vorrei ringraziare le menti (forse per queste pensate ne serve più di una di queste menti!) che hanno deciso la modifica degli orari nel periodo di AGOSTO, con la razionalizzazione (o meglio i tagli feroci ai treni).
Ecco il resoconto del viaggio di andata:
da Casaletto Vaprio a Milano  Lambrate:
treno 10460 Casaletto Vaprio – Treviglio: viaggiava al completo di viaggiatori (anche se non si era stipati alcuni passeggeri viaggiavano già in piedi).
Una volta giunti a Treviglio è arrivato il treno 1700 da Verona Porta Nuova a Milano Centrale: il treno è giunto a Treviglio già al completo, numerosi clienti NON sono riusciti a salire sul convoglio dal tanto si era stipati.
Il tutto condito da invio urla ed insulti indirizzati dai viaggiatori esasperati .. ai grandi geni dell’organizzazione di Trenord.
L’aria condizionata, ovviamente non era funzionante, però in compenso i finestrini erano bloccati e non si potevano abbassare. Stante la situazione un passeggero ha avuto un malore. Una volta giunti a Pioltello, ci si è fermati per assistere/soccorrere il passeggero che ha avuto il malore (è stato chiamato il 118), e, in questo caso giustamente, il treno non è ripartito fino all’arrivo dell’ambulanza.
Nel frattempo siamo scesi dal treno 1700 e ci siamo recati al binario 4 in attesa del treno 10910.
Quando il treno è giunto in stazione la sorpresa: 4 carrozze, naturalmente anche su questo treno non sono saliti tutti i viaggiatori, quindi altri viaggiatori sono rimasti sul marciapiede!!!
Naturalmente nessuno ci ha informato e gli annunci sonori esano inesistenti.
Un grazie di cuore ancora per la magnifica organizzazione: e oggi è solo lunedì (in andata). Chissà quali sorprese (che non mancherò di segnalarvi) ci verranno riservate nei prossimi giorni!!
grazie

un viaggiatore/cliente che paga regolarmente l’abbonamento.

P.S.: per cortesia non rispondere a questa mail con le solite frasi laconiche e che sembrano solo una presa per i fondelli!!

come preannunciato (ma conoscendo lo standard del servizio – o meglio del disservizio – di Trenord non avevo dubbi che sarebbe successo altro …)
durante il viaggio di ritorno del giorno 3 agosto abbiamo dovuto subire altri disagi.
Precisamente il treno 10469 in partenza da Treviglio per Cremona delle ore 15,07 è partito quando i passeggeri provenienti da Milano (con il treno 2099 da Milano per Verona) stavano scendendo le scale del sottopassaggio: i passeggeri scendevano dalle scale ed il treno per Cremona è partito!!!!
E’ stato così necessario attendere ben 1 ora per poter prendere il treno successivo.
A questo proposito, visto che questo fatto durante l’anno, accade regolarmente almeno 2 volte la settimana, vorrei chiedere chi decide di far partire il treno quando i passeggeri sono sul binario per trasbordare da un treno all’altro? La decisione viene presa dal Capostazione? dall’Ufficio Movimento? dal capotreno?
In ogni caso questa decisione viene presa infischiandosene di chi deve andare a casa, manca il rispetto del passeggero.
saluti e … al prossimo reclamo.

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