Archivi del mese: maggio 2015

Prelievi: marcia indietro dell’asl

L’Asl ha fatto un passo indietro. Con una nuova circolare inviata a tutti i medici, datata 25 maggio e sottoscritta dal direttore sanitario Raffaello Stradoni e dal direttore sociale Paola Mosa, l’ente corregge il tiro sui prelievi a domicilio: non saranno più riservati ai soli pazienti invalidi al 100%, con accompagnamento e totalmente infermi, com’era stato deciso nelle scorse settimane, cambiando una prassi che durava da anni. Il servizio a domicilio sarà effettuato anche alle persone per le quali i medici curanti ritengano esserci le “condizioni cliniche ed ambientali” tali da giustificarlo. I medici saranno in questo caso tenuti a compilare una scheda di valutazione.

È una buona notizia che dimostra che avevamo buone ragioni a dire che la decisione dell’Asl era sbagliata. È stato necessario denunciare il problema per rimettere le cose a posto. La nuova circolare fa una cosa semplice, affida la valutazione sulla necessità del prelievo a domicilio ai medici di famiglia, che sono le figure più adatte a capire se il paziente può o meno andare al laboratorio per gli esami. Se poi, come sosteneva l’Asl, ci fossero i cosiddetti furbetti che abusano di un servizio riservato a chi ha reali difficoltà, mi aspetto che l’azienda faccia i debiti controlli. Ma per una ragione di equità e di giustizia, perché i risparmi si possono sicuramente fare altrove.

Pubblicato in Sanità e welfare | Taggato , , , | Lascia un commento

Prelievi a domicilio cancellati logica inaccettabile:

econdo il direttore generale dell’Asl di Cremona, Gilberto Compagnoni, avrei voluto strumentalizzare politicamente la cancellazione dei prelievi a domicilio per i pazienti con particolari problemi. Io non ho strumentalizzato un bel nulla: c’è una decisione che colpisce i più deboli e che chiedo di revocare. Cancellare un servizio perché pochi ne abusano risponde a una logica inaccettabile. Stiamo parlando di persone con patologie specifiche e con un codice apposito rilasciato dall’Asl su indicazione del medico curante. Se ci sono furbetti è perché l’Asl non ha fatto i dovuti controlli.

Non è vero che per i pazienti non è cambiato nulla: la platea di chi ha diritto al servizio è stata ridotta a una manciata di persone in condizioni davvero al limite, mentre per tutti gli altri le cose sono cambiate, eccome! Ho portato ad esempio un caso specifico di un anziano di quasi novant’anni che ora dovrà andare a fare i suoi prelievi quindicinali al laboratorio, ma potrei citarne altri. In alternativa ci si può affidare agli operatori privati, ovviamente a pagamento. Per una persona che ha bisogno di due o tre prelievi al mese, come sono i pazienti in terapia anticoagulante orale, la richiesta è di 15 euro ad uscita, per una spesa annua che può raggiungere i 500 euro. Ripeto, si sta risparmiando sulla pelle dei più deboli.

Pubblicato in Sanità e welfare | Taggato , , , , | Lascia un commento

l’Asl di Cremona taglia sui prelievi del sangue a domicilio

Dal primo di maggio niente più prelievi del sangue a domicilio per i cittadini della provincia di Cremona. Non importa se anziani, cronici e con difficoltà conclamate. Lo ha deciso l’Asl provinciale e lo ha comunicato con una circolare a tutti i medici di base: cambiano le regole, avranno diritto a questo servizio, ormai trattato come fosse un privilegio, solo una ristrettissima categoria di pazienti ben definiti, che devono essere al contempo invalidi al 100%, con accompagnamento e infermi. La circolare non lascia dubbi: i pazienti devono essere malati terminali, tali per cui lo spostamento ne mette a rischio la vita, oppure attaccati a macchinari che non possono essere spostati. Per tutti gli altri, anche se anziani, disabili, seriamente malati, non rimane altro che attrezzarsi e andare a fare la coda all’ambulatorio.

L’Asl di Cremona ha deciso di fare economia su persone che hanno gravi difficoltà. E non stiamo parlando di migliaia di privilegiati, ma di un numero limitato di soggetti che hanno un problema importante. Porto l’esempio reale di un anziano di quasi novant’anni, con tre protesi, cardiopatico, in terapia anticoagulante orale e quindi sottoposto a continui controlli, con l’esenzione riconosciuta con validità illimitata. Questa persona dovrà farsi portare all’ambulatorio a fare la coda come se nulla fosse. È una grave ingiustizia, quella decisione deve essere ritirata. Non si risparmia sulla pelle di queste persone!

Pubblicato in Sanità e welfare | Taggato , | Lascia un commento

Approvata la legge regionale sulle badanti

È stata approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale la prima legge della Regione Lombardia sulle badanti. Da oggi l’assistenza familiare diventa un elemento della rete dei servizi alla persona, con la collaborazione tra i Comuni, il Terzo Settore e la Regione. La legge nasce da una proposta depositata dal Partito Democratico un anno fa.

Ecco che cosa cambia: la Regione promuoverà corsi di formazione per le badanti di 150/200 ore che rilasceranno l’Attestato di Competenza di Assistente Familiare, dando dignità e professionalità al loro lavoro, aprendo a nuove occasioni di impiego anche per giovani italiani. Vengono istituiti gli Sportelli Territoriali per l’Assistenza Familiare e creati i Registri Territoriali degli Assistenti Familiari e saranno introdotti sostegni economici in favore delle famiglie.

Gli Sportelli avranno compiti di gestione dei Registri, di ascolto e valutazione dei bisogni delle famiglie in cerca di badanti aiutandole nella scelta più appropriata, e forniranno informazione su qualunque aspetto riguardi le procedure di assunzione.

Oggi le badanti in Lombardia sono circa 200mila, di cui molte in nero. Oltre la metà lavorano tra Milano e provincia e circa il 2,5% in provincia di Cremona.

Con questa legge abbiamo messo un freno al Far West delle badanti ma soprattutto abbiamo dato un aiuto concreto alle famiglie, che potranno sentirsi meno sole di fronte al bisogno di un’assistenza continuativa per i propri anziani o per congiunti disabili. I contributi alle famiglie più fragili, che la Regione dovrà definire in fase attutiva, saranno per il 2015 nell’ordine di 150 euro al mese. Ora tocca alla Giunta regionale implementare la legge, in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore. Questo è un buon risultato e sono contento di dire che nasce da un’iniziativa del Pd.

Pubblicato in Sanità e welfare | Taggato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sagre: la giunta faccia la sua parte

Mentre si consuma la guerra annunciata tra chi cuoce salamelle in piazza e ristoratori, con l’arrivo della stagione estiva e il perdurare della crisi, quasi nel silenzio, è stato approvato, quasi due mesi fa un documento del Consiglio regionale che aveva l’intento di mettere ordine alla materia.

Noi abbiamo fatto la nostra parte. Ora tocca alla Giunta raccogliere le istanze e ricomporre la disciplina attraverso una precisa programmazione stagionale. E ai Comuni con regolamenti puntuali.

Come Pd abbiamo contribuito a predisporre la risoluzione di marzo, dopo un preciso lavoro emendativo sul testo, allo scopo di limitare l’abusivismo e favorire un calendario condiviso delle manifestazioni: solo questo consentirà, infatti, di verificare le manifestazioni che davvero hanno carattere di no profit e i requisiti degli organizzatori, gestendo al meglio un fenomeno molto diffuso nei nostri territori e che, in provincia di Cremona, conta centinaia di esempi.

Auspichiamo dunque che la Giunta regionale si sbrighi a metter mano a una materia che necessita di regole, anche per non disperdere il valore sociale e aggregativo del lavoro di molte associazioni che organizzano ogni anno le sagre nei nostri paesi.

Pubblicato in Cultura e sport | Taggato , , , , | Lascia un commento

Acque lombarde: fontanili, rogge e canali nell’Unesco

Inserire i grandi manufatti idraulici e irrigui della Lombardia nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. E’ questo il senso del progetto al quale stanno lavorando URBIM (Unione Regionale Bonifiche Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari per la Lombardia), Consorzi di bonifica lombardi e Regione Lombardia, ora al centro della recente iniziativa del comune di Capralba “La civiltà dell’acqua in Lombardia” (la cui mostra attinente rimarrà aperta la pubblico sino al 17 maggio). Nell’ultima tappa di presentazione del progetto, in provincia di Cremona, è stato specificato come quello verso la tutela sia un percorso lungo e difficile, ma non impossibile da percorrere, per un territorio che ha un primato di presenza e bellezza per numero di impianti, rogge, canali e fontanili. L’importante, come al solito, sarà fare rete.

E’ importante che il progetto arrivi in porto coinvolgendo tutte le forze interessate e lo stesso Consiglio regionale. Un plauso va comunque al comune di Capralba e al suo sindaco, Gian Carlo Soldati, che sulla tutela dei fontanili e la promozione della risorsa acqua sono da tempo all’avanguardia. Inserire la civiltà dell’acqua lombarda nell’Unesco significa infatti non solo riconoscere la storia, la scienza e la tecnica presenti in manufatti tuttora essenziali per il funzionamento del sistema idrico regionale, ma anche la necessità di un uso sostenibile delle risorse acqua e suolo, proprio in un momento in cui l’edilizia continua a consumare suolo ed è stato lanciato l’allarme sulle conseguenze della perdita di una risorsa tanto e preziosa: è ora dunque di mettere finalmente in campo politiche forti tese a salvaguardare l’acqua e il territorio come beni comuni, con un impegno che riguardi tutti, comuni, Regione, Consorzi di bonifica, organizzazioni, cittadini.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura | Taggato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il taglio del ticket sui farmaci è stato un clamoroso flop

Doveva essere un sollievo dal ticket farmaceutico per 800mila lombardi, lo è stato per 75mila. Meno di un decimo. I lombardi avrebbero dovuto pagare 40 milioni in meno e invece hanno pagato 6,7 milioni in più. Sono queste le misure del flop del provvedimento della Regione Lombardia chiamato pomposamente “Zero Ticket” e pubblicizzato con una campagna massiccia di manifesti costata quasi 300mila euro nel corso del 2014. I dati relativi al periodo 1 aprile 2014–31 marzo 2015 sono stati resi noti dall’assessore regionale alla salute Mario Mantovani rispondendo a un’interrogazione del Pd. Il ticket farmaceutico è una voce della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini e costa in media ad ogni lombardo 3,22 euro per ogni acquisto in farmacia. È la quota più alta in Italia.

Il provvedimento “Zero Ticket”, approvato con delibera regionale a fine 2013 ed entrato in vigore ad aprile 2014, comporta l’esenzione dal ticket farmaceutico per i cittadini oltre i 66 anni di età con reddito familiare lordo inferiore a 18mila euro.
I dati relativi alla provincia di Cremona sono leggermente migliori, ma comunque ben lontani dagli obiettivi prefissati: i cittadini che hanno fatto richiesta sono stati solo 4.402, su una platea stimata di aventi diritto di circa 31mila persone, pari al 14%.
I cittadini di Cremona e provincia, quindi, hanno pagato di ticket farmaceutici nel 2014 254mila euro in più rispetto all’anno precedente, a riprova che la misura “zero ticket” non ha avuto effetto.

Tutti ricorderanno i manifesti della Regione con la scritta “Zero Ticket”. I cittadini devono sapere che si è trattato di costosa propaganda. Purtroppo per i lombardi quel taglio è fallito, e dico purtroppo perché il risultato è che hanno pagato più di prima. Certo, ci sono anche i 75mila lombardi che hanno avuto l’esenzione, di cui un po’ più di quattromila nella nostra provincia, ma la Regione si era impegnata per 40 milioni di euro, che oggi sono ancora in cassa con addirittura qualcosa in più, a causa di un evidente errore di valutazione. E intanto non sono stati nemmeno toccati i ticket più pesanti, quelli su visite ed esami, che solo in Lombardia raggiungono la cifra di 66 euro per alcune tipologie di esami, senza distinzione tra chi sta bene e chi tira la cinghia.

Maroni ha annunciato un altro taglio dei ticket a breve, vorremmo che questa volta fosse effettivo. Ascolti la nostra proposta: esenzione da tutti i ticket regionali per i lombardi con redditi inferiori a 30mila euro e modulazione per fasce di reddito da quella soglia in su, senza elevare gli importi attuali.

Importo ticket sui farmaci pagati dai cittadini in provincia di Cremona
2013 € 10.080.000
2014 € 10.334.000
+ 254.000 euro pari al 2,5%
Abitanti lombardi da 66 anni in su: 2.005.267
Platea beneficiari annunciata da Maroni: 800.000, pari al 40%
n. esenzioni E14 effettivamente attivate (rilasciate dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2015) 75.102
Abitanti da 66 anni in provincia di Cremona: 77.169
Stima platea beneficiari annunciata da Maroni in provincia di Cremona: 30.867
n. esenzioni effettivamente attivate ASL Cremona (rilasciate dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2015) 4.402
Pubblicato in Sanità e welfare | Taggato , , , , | Lascia un commento

Pac: grazie alle nostre sollecitazioni, arriverà l’anticipo da regione Lombardia

L’anticipo Pac verrà erogato: lo ha assicurato oggi, martedì 5 maggio 2015, l’assessore alle Finanze di Regione Lombardia Garavaglia, dopo un’interrogazione urgente presentata dal Gruppo del Pd nei giorni scorsi e in risposta alle sollecitazioni proprio del Partito Democratico che ha chiesto chiaramente di sostenere i bilanci delle tante aziende agricole lombarde.

L’anticipo Pac consente agli agricoltori di far fronte alle scadenze, a problemi di reddito, al momento di crisi. Ma mentre l’anno scorso a febbraio la Giunta aveva già deliberato, quest’anno siamo a maggio e ancora non si è visto nulla. Molti coltivatori temono di non veder arrivare la misura di sostegno in attesa dell’intervento europeo.

Grazie all’interrogazione, l’assessore Garavaglia ci ha assicurato che l’intenzione è di confermare anche per il 2015 l’anticipo. Tuttavia, ha imputato i ritardi alle leggi di stabilità e finanziaria nazionali, sostenendo che rendono il provvedimento regionale di difficile attuazione. In realtà, se i timori sono legati al pareggio di bilancio, è anche vero che ci sono ancora i margini per intervenire. Tant’è che lo stesso Garavaglia ha assicurato che stanno pensando a una soluzione, come ad esempio l’utilizzo della liquidità.

I margini e le condizioni ci sono; apprezziamo gli sforzi della Regione, tuttavia non è stato possibile sapere che percentuale verrà anticipata quest’anno (nel 2014 era stata del 70%) e a quanto ammonterà in tutto. Sarebbe stato importante conoscere i dati proprio perché per gli agricoltori questi soldi sono una garanzia dal punto di vista finanziario per poter andare avanti.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura | Taggato , , , | Lascia un commento

Decreto latte: arrivato il decreto che anche la regione aspettava

È arrivato sul tavolo del Consiglio dei Ministri il tanto atteso decreto del Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina che si occupa anche del tema del latte. Inutile quindi la convocazione di qualsiasi tavolo regionale da parte dell’assessore all’Agricoltura Fava, in quanto la materia è stata trattata con questo provvedimento che ora sarà ratificato dal Parlamento, rendendo priva di senso qualsiasi iniziativa regionale.

Un decreto assolutamente soddisfacente perché rilancia sui contratti e sull’inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta i patti, garantisce condizioni di equilibrio nei rapporti commerciali, contrasta le pratiche sleali e punta soprattutto ad allungare la durata dei contratti, che ora non superano il mese, ad almeno un anno, modificando di fatto l’articolo 62 della legge 27/2012, che garantisce anche la certezza della remunerazione.

Nel decreto viene, inoltre, promossa l’Interprofessionale del latte che deve diventare il luogo dove le parti si confrontano e lavorano per ottimizzare i vari livelli, per arrivare fino ai consumatori.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura | Taggato , , , , | Lascia un commento

Anticipo Pac: Regione Lombardia non ha ancora deliberato

Il mondo agricolo è preoccupato perché non è ancora uscita la delibera di Giunta che contiene l’anticipazione che ogni anno la Regione fa della Pac. Col collega Marco Carra, ho chiesto, con un’interrogazione a risposta immediata, delucidazioni alla Giunta e soprattutto l’abbiamo invitata a non mettere ancora più in difficoltà una categoria già colpita duramente.

Nel documento abbiamo ricordato che la Giunta, a partire dal 2011, ha deliberato l’erogazione del finanziamento regionale in anticipazione del premio unico del pagamento della Pac, la Politica Agricola Comunitaria, a favore delle aziende agricole lombarde. Anticipazione che poi veniva recuperata nell’anno sul premio unico corrisposto alle stesse aziende.

Nell’annualità 2014 l’anticipo è stato fatto entro il 31 luglio e la relativa delibera era già stata emanata nel mese di febbraio. Le motivazioni erano legate alla situazione di grave difficoltà economica e finanziaria delle imprese lombarde. Ma per il 2015, a tutt’oggi, la Giunta non ha emanato la delibera che conferma l’iniziativa.

Poiché c’è diffusa preoccupazione tra gli agricoltori per questo ritardo, chiediamo all’assessore al Bilancio se Regione Lombardia intende confermare l’anticipazione di cassa anche per l’anno 2015 o se vi sono ostacoli che non lo permetteranno.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura | Taggato , , | Lascia un commento