Archivi del mese: aprile 2015

Commercio equo solidale: una legge che coniuga sviluppo sostenibile e filiera corta

Anche la Lombardia, da oggi, ha la sua legge sul commercio equo solidale. E’ stata approvata in Aula, all’unanimità, la proposta di legge, di cui sono stato relatore e coordinatore del gruppo di lavoro in IV commissione, per il riconoscimento e il sostegno delle organizzazioni del commercio equo solidale, che va a coprire un vuoto normativo che sta per essere colmato anche a livello nazionale. Il testo, che trae origine da una proposta di legge popolare per la quale sono state raccolte quasi 8000 firme, si propone non solo di normare ma anche sostenere tutto il comparto, tutelando in questo modo sia i soggetti promotori che i consumatori.

Regione Lombardia arriva dopo altre 11 regioni, ma cerca di fare il punto della situazione rispetto a ciò che il commercio equo solidale è diventato in questi anni e introduce un’importante novità che consiste nel fatto che accanto ai prodotti in arrivo dal Terzo Mondo, si promuovono anche quelli della filiera corta lombarda di qualità, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.

Il progetto individua con precisione soggetti e prodotti che potranno beneficiare dei contributi (a partire dal sostegno ai progetti di promozione nelle scuole fino alle iniziative di cooperazione allo sviluppo). Definisce i requisiti necessari al riconoscimento delle organizzazioni e sancisce i contenuti dell’accordo di lunga durata con i produttori, ossia il pagamento equo dei prodotti acquistati, il miglioramento degli standard ambientali della produzione, la trasparenza della filiera e una serie di obblighi a carico del produttore (come condizioni di lavoro sicure, equa retribuzione e rispetto dei diritti sindacali).

Il risultato di oggi è ancora più importante, nell’anno di Expo e nell’Anno Europeo per lo Sviluppo (EYD) e a poche settimane dal via della Fair Trade Week 2015, che vedrà Milano protagonista dell’evento internazionale che ospiterà oltre 300 delegati da ogni continente.

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Pesca di frodo: si fermino i predatori del Po

La pesca di frodo nel fiume Po e nei laghi di Mantova deve finire. Lo chiedono ufficialmente Marco Carra e Agostino Alloni, consiglieri regionali del Pd e rispettivamente capogruppo e componente della del Consiglio regionale.

Col collega Marco Carra ho chiesto a Cavalli, presidente della VIII Commissione Agricoltura, di votare una risoluzione, analogamente a quanto fatto in Emilia Romagna, per poter condividere e sollecitare un percorso per cercare soluzioni al problema che è sempre più attuale e urgente.

Nella lettera abbiamo spiegato che il fenomeno sta creando una vera e propria azione predatoria realizzata da pescatori che attraverso reti, elettrostorditori e altro operano un progressivo impoverimento della quantità e qualità della fauna ittica determinando un grave danno ambientale ed economico, anche per chi, rispettando le regole, si diletta nella pesca sportiva.

Le inchieste hanno rilevato che i pescatori di frodo, solo sull’asse mantovano del Po, sarebbero più di 150, organizzati in almeno 8 gruppi, che si spartiscono il corso del fiume con ruoli precisi e modalità d’azione da criminalità organizzata. Si stima che mediamente ogni gruppo sia in grado di smerciare due carichi a settimana da 20 quintali ciascuno di pescato, in particolare il pesce Siluro.

Nel documento impegniamo la Giunta a prevedere un inasprimento delle sanzioni amministrative e accessorie che fungano da efficace deterrente nei confronti dei pescatori di frodo, valutando l’opportunità di procedere anche al sequestro amministrativo e all’eventuale confisca degli autoveicoli e dei natanti utilizzati, in aggiunta a quello, già previsto, degli strumenti e delle reti; a valutare la possibilità di ridurre i canoni di concessione applicati da Regione Lombardia anche attraverso la stipula con gli operatori fruitori del fiume, di apposite convenzioni, dove in cambio di un canone ridotto, si possa concordare l’installazione, sulle strutture galleggianti di loro appartenenza, di sistemi di video-sorveglianza con la registrazione dei dati nel tempo visualizzabili a distanza; a promuovere il coinvolgimento degli interessati (Comuni, Province, Prefetture) in modo da coordinare interventi efficaci di controllo sulle rive dei fiumi/laghi interessati dal fenomeno quali ad esempio l’obbligo della registrazione delle persone che si apprestano a mettere in acqua la propria imbarcazione in prossimità delle strutture di alaggio e la chiusura delle rampe di accesso al corso d’acqua nelle ore notturne (spesso la refurtiva viene allontanata via terra con furgoni che arrivano al fiume proprio attraverso le strade golenali).

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Poste: razionalizzazioni orarie e limitare i disagi

Si è svolta oggi, in Commissione Programmazione e Bilancio, congiunta con la Commissione Attività Produttive, l’audizione del sottosegretario Daniele Nava in merito alla risoluzione 31 sulla riorganizzazione di Poste Italiane in Lombardia.

Auspichiamo di riuscire effettivamente a modificare il piano di razionalizzazione di Poste spa, come abbiamo chiesto con un documento bipartisan alcune settimana fa. Far diventare razionalizzazioni alcune chiusure, far sì che Poste accetti l’eventuale disponibilità di spazi proposta da alcuni comuni lombardi e ridisegnare complessivamente il piano, tenendo conto di quei criteri che ci ha elencato oggi in audizione il sottosegretario Nava, condivisi con i territori, sarebbe un buon risultato.

Intanto abbiamo ricevuto rassicurazioni in merito alla durata dello stop alla riorganizzazione: sino ai primi di maggio nessun disservizio dovrebbe abbattersi sulle nostre province senza prima arrivare alla chiusura del tavolo di trattative.

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Assegnazione nuove farmacie: graduatoria entro maggio

Tra un mese finalmente uscirà la graduatoria tanto attesa per l’assegnazione delle nuove 343 sedi farmaceutiche in Lombardia. E tra queste, la Farmacia di Crema nel quartiere di S.Maria della Croce che gli abitanti aspettano da tempo. Lo ha dichiarato l’assessore Mantovani rispondendo a una interrogazione in Aula che ho presentato ieri. Si tratta dell’esito di un concorso straordinario, previsto dal Decreto “Cresci Italia” nel gennaio del 2012. Da tanto si attende, infatti: per questo il Pd ha più volte fatto pressione affinché Regione Lombardia non arrivasse ultima nella predisposizione della graduatoria.

E’ dal gennaio 2013 che Regione Lombardia ha preso in esame le 3560 domande pervenute. Ad oggi sono 27 mesi che Regione le sta esaminando, e non è ancora stata pubblicata una graduatoria: si tratta di un danno non solo per i partecipanti, ma anche per i cittadini stessi che si vedono così negare l’ampliamento atteso di un servizio importante. Per questo oggi abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata in Aula.

L’eccellente Lombardia, si trova, infatti, in una graduatoria pessima tra le regioni: Liguria, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Veneto e Piemonte hanno già emesso il loro verdetto, se va bene la Lombardia sarà la undicesima regione a farlo, dato che nel frattempo altre tre regioni stanno pubblicando le graduatorie.

Abbiamo saputo dall’assessore Mantovani che il controllo sulle autocertificazioni prodotte ha richiesto più tempo del previsto dato che le domande pervenute erano tante: capiamo la complessità del lavoro, ma non è una giustificazione sufficiente per tempi così lenti. Monitoreremo affinché sia mantenuto l’impegno, oggi preso di fronte all’Aula, per la pubblicazione della graduatoria e la definitiva assegnazione delle sedi farmaceutiche entro e non oltre un mese.

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Commercio equo e solidale, approvato in Commissione il progetto di legge

Un riconoscimento ufficiale da parte di Regione Lombardia alle organizzazioni attive nel commercio equo e solidale. E’ questo l’obiettivo del progetto di legge approvato ieri, giovedi 9 aprile 2015, dalla Commissione Attività Produttive, presieduta da Angelo Ciocca (Lega Nord).

Il testo, approvato a larga maggioranza (voto favorevole di maggioranza, PD e Patto Civico, astenuto il Movimento 5 Stelle) si propone non solo di normare ma anche sostenere tutto il comparto, tutelando in questo modo sia i soggetti promotori che i consumatori.

A differenza delle  leggi approvate in altre undici Regioni italiane la novità di questo provvedimento consiste nel fatto che non sosteniamo solo prodotti in arrivo dal Terzo Mondo ma promuoviamo anche la filiera corta lombarda di qualità. Questo progetto di legge sostiene il commercio equo e solidale dal produttore al consumatore, prevedendo anche apposite campagne di informazione. Sono soddisfatto di questo primo passaggio e ricordo che il testo è stato sottoscritto da tutti i gruppi consigliari.

Il progetto individua con precisione soggetti e prodotti che potranno beneficiare di contributi (a partire dal sostegno ai progetti di promozione nelle scuole fino a iniziative di cooperazione allo sviluppo). In particolare l’articolo 2 del progetto di legge sancisce i requisiti necessari al riconoscimento quale il pagamento equo dei prodotti acquistati, il miglioramento degli standard ambientali della produzione, la trasparenza della filiera, una serie di obblighi a carico del produttore (condizioni di lavoro sicure, equa retribuzione, rispetto dei diritti sindacali). Le cooperative del settore potranno iscriversi all’Albo regionale delle cooperative sociali. E’ prevista la costituzione di una consulta regionale che si occuperà dell’attuazione e future modifiche della normativa, di favorire reti locali delle organizzazioni, della promozione delle iniziative a favore del commercio equo e solidale.
Il voto finale in Consiglio è previsto per il 22 aprile, a pochi giorni dalla World Fai Trade Week, la Settimana Mondiale del Commercio Equo e Solidale in programma dal 23 al 31 maggio proprio a Milano.

In Lombardia, secondo i numeri contenuti nella relazione che accompagna il progetto di legge, si contano 60 organizzazioni impegnate nel commercio equo e solidale, 13.000 soci, 150 punti vendita e un fatturato annuo di quasi 18 milioni di euro.

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