Archivi del mese: febbraio 2015

Suolo: la legge è un pasticcio; martedì mozione urgente del Pd

Lo avevamo detto che la legge era un pasticcio, un mostro legislativo, e adesso i fatti ci danno ragione. Se i comuni non possono approvare varianti al proprio Pgt per ridurre il consumo di suolo da subito perché la Regione non lo permette, ma potranno farlo solo tra qualche anno, significa che il provvedimento è inadeguato.

L’aspetto surreale di tutta questa vicenda è che giovedì pomeriggio in Commissione Territorio sono stati presentati i dati ufficiali di consumo di suolo in Lombardia: il quadro delineato è drammatico parliamo infatti di 670 milioni di metri quadri di suolo consumato, oltre 100 milioni in più rispetto alle stime precedenti. Di questi 53 milioni derivano dall’88% dei Pgt comunali approvati mentre 14 milioni sono i residui previsti all’interno dei vecchi Prg. Un dato che aumenterà nei prossimi mesi visto che mancano all’appello ancora 180 comuni.

Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: la legge regionale, nata per contrastare l’abuso del suolo, incentiva il consumo nei prossimi anni mentre, paradossalmente, mette un freno ai comuni più virtuosi che, in autonomia, già oggi, vorrebbero modificare il proprio Pgt. Un’assurdità che cercheremo di correggere con una mozione urgente che presenteremo martedì in Aula.

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Poste: no ai tagli lineari

Tener conto anche delle necessità delle singole comunità, in modo da non far mancare i servizi di base.

Vanno rivisti in generale i criteri di questa riorganizzazione. Così assolutamente non va. La posta, nei piccoli centri è un servizio, soprattutto per i soggetti più deboli. Se viene a mancare anche la banca, la gente non riesce nemmeno a pagare i tributi. Nel dettaglio, è incomprensibile il taglio sul quartiere di Ombriano di Crema, un quartiere particolarmente popoloso, dove la chiusura dell’ufficio postale genererà sicuri disagi.

Per dire no ai tagli lineari stiamo predisponendo una risoluzione nella quale si chiede un tavolo di confronto per trovare delle soluzioni condivise, che verrà portata in Aula il3  marzo.

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Programma di sviluppo rurale: approvata risoluzione

Approvata all’unanimità la Risoluzione che chiede alla Giunta di proseguire nel percorso affinché l’approvazione del PSR avvenga nella maniera più celere possibile, trattandosi di uno strumento di programmazione fondamentale per l’agricoltura regionale e affinché si rispettino gli impegni già assunti, a gennaio, nell’incontro con il Ministero delle Politiche Agricole, nel quale è stato chiesto ai rappresentanti della Commissione Europea di attestare la conclusione positiva dell’istruttoria, così che possano essere emesse i bandi per le nuove misure anche prima della formale approvazione dei PSR.

Siamo soddisfatti di questa risoluzione perché gli agricoltori lombardi attendono con ansia i nuovi bandi. Questo è un modo per far ripartire l’economia agricola della nostra regione e dare certezza a tutte le aziende.

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Poste: preoccupati per impatto sociale della riorganizzazione

La Commissione Bilancio si è riunita quest’oggi per audire i responsabili regionali di Poste italiane in merito al piano di riorganizzazione aziendale ufficializzato nei giorni scorsi che prevede nella sola Lombardia la chiusura di 61 presidi e la razionalizzazione di altri 121 sportelli.
Oltre il 10% dei comuni lombardi subirà la chiusura o la razionalizzazione dei presidi postali. Una decisione sostanziale per il territorio che, a quanto ci risulta, la gran parte dei sindaci ha appreso leggendo i giornali. In provincia di Cremona sono 3 gli uffici a rischio chiusura: Gallignano, Ombriano (Crema) e Vicomoscano. Quelli soggetti a razionalizzazioni sono: Acquanegra Cremonese, Bonemerse, Camisano, Capergnanica, Capralba, Casale Cremasco, Casaletto Ceredano, Casalmorano, Castelvisconti, Cicognolo, Credera Rubbiano, Cremosano, Cumignano sul Naviglio, Fiesco, Genivolta, Izano, Malagnino, Martignana Po, Motta Baluffi, Paderno Ponchielli, Pescarolo, Pieve San Giacomo, Ricengo, Ripalta Arpina, San Daniele Po, Stagno Lombardo.

Siamo fortemente preoccupati per questa vicenda che ha le basi nel decreto Scaiola del 2008. Le rimodulazioni del servizio postale vanno ad impattare fortemente nelle aree più deboli; in un momento come questo, di difficile tenuta di coesione sociale, le poste rappresentano importanti punti di riferimento e di aggregazione per la collettività soprattutto nelle piccole comunità e come tali vanno salvaguardate. Da parte nostra abbiamo avanzato alcune possibili alternative: innanzitutto è fondamentale coinvolgere i comuni cercando, dove è possibile, una collaborazione con Poste Italiane per garantire l’apertura degli sportelli in via di chiusura. Per quanto riguarda le razionalizzazioni queste si possono riarticolare in modulazioni orario prevedendo modelli suppletivi e integrativi come sta facendo ad esempio Regione Toscana.

Nei prossimi giorni il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, ha convocato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, e il presidente dell’Authority per le comunicazioni, Angelo Cardani per avere maggiori informazioni in merito al piano di riorganizzazione nazionale e per valutare l’impatto sulle comunità locali.

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Manifestazione allevatori in piazza a Milano

Mentre fuori dal Palazzo Pirelli si avvicendano i trattori che prendono parte alla manifestazione sul prezzo del latte, dentro la Commissione Agricoltura, noi del Pd chiediamo a gran voce che la Commissione stessa non stia a guardare.

Abbiamo chiesto di occuparci del prezzo del latte. Per questo dobbiamo chiamare al più presto in audizione le associazioni di categoria e i primi acquirenti, per trovare una soluzione condivisa. Già settimana prossima in apertura di seduta potrebbe essere il momento giusto.

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Maroni aiuti province e comuni del cremonese e mantovano colpiti dal maltempo

Regione Lombardia aiuti le province e i comuni del cremonese e mantovano colpiti gravemente dalle precipitazioni nevose degli ultimi due giorni e assicuri in modo tempestivo i fondi necessari per gli interventi di manutenzione e di ripristino della circolazione.
E’ quanto ho chiesto col collega Marco Carra con un’interrogazione indirizzata al presidente Maroni a seguito dei gravi disagi registrati questa mattina.
Molti comuni sono senza corrente a causa di diversi black out elettrici e la circolazione stradale e ferroviaria è andata letteralmente in tilt lasciando a piedi tantissimi pendolari. Molti problemi sono causati dalla mancata manutenzione degli ultimi mesi dovuta alle difficoltà finanziarie di comuni e province che si sono visti ridurre drasticamente le risorse finanziarie sia nazionali che regionali. Per queste ragioni ci appelliamo a Maroni affinché chieda lo stato di calamità per il sud Lombardia assumendo nel contempo il ruolo di interlocutore con il Governo per mettere a disposizione i fondi necessari per gli interventi di ripristino e di ordinaria manutenzione.

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Consorzi di bonifica: accolte le nostre raccomandazioni

L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale ha accolto le raccomandazioni presentate dal Gruppo regionale del Pd a proposito dell’adeguamento dei contributi dovuti ai consorzi di bonifica dagli immobili che ricadono nel loro comprensorio. E, a quel punto, all’unanimità è stato dato parere positivo all’atto di Giunta di approvazione dei criteri.

Le raccomandazioni che abbiamo inviato alla Giunta riguardano la “Classificazione degli immobili per il riparto degli oneri di beneficio ambientale e di valorizzazione ai fini fruitivi del territorio”, dove abbiamo visto una difficoltà nell’individuazione di indici oggettivi di applicazione dell’eventuale beneficio. E abbiamo richiesto all’assessorato, assieme a tutta la Commissione, un ulteriore approfondimento, al fine di individuare criteri più specifici, che garantiscano maggiore determinatezza, per evitare, ad esempio, il rischio che un beneficio diffuso sia indebitamente attribuito al singolo immobile.

Ma molto importante era considerato anche il punto riguardante il “Ravvenamento della falda freatica”: all’assessorato abbiamo chiesto di valutare varie alternative, ma che mettano chiarezza, anche e soprattutto per quegli immobili che utilizzano acqua di falda per scopi energetici, come nel caso della presenza di pompe di calore. Nella scorsa seduta di Commissione sul tema era, infatti, emerso che così come formulato, il testo rischiava di aumentare il costo a carico di chi le utilizza di 16 volte. E l’esempio portato era proprio Palazzo Lombardia, sede della Giunta, che si avvale di pompe di calore.

Abbiamo chiesto, infine, all’assessorato di relazionare periodicamente alla Commissione sulle modalità di applicazione dei criteri: vogliamo che sia possibile monitorare le eventuali criticità e le relative necessità di ulteriore intervento normativo.

Siamo davvero soddisfatti che la Commissione abbia compreso a fondo le nostre preoccupazioni e abbia accettato la richiesta di accogliere le raccomandazioni, che chiedono criteri più stringenti proprio in relazione al cosiddetto beneficio ambientale. Se, tuttavia, ora non venissero recepite dalla Giunta, il rischio è che si lasci spazio a interpretazioni e applicazioni molto differenti sul territorio. Noi, invece, auspichiamo che i criteri vengano applicati in modo più corretto e puntuale. Alla fine, nel nome della trasparenza, l’obiettivo è di facilitare il cittadino che paga la tassa ai consorzi di bonifica.

La preoccupazione di fondo del Pd, già espressa in fase di bilancio, è che dopo un taglio di 2 milioni e mezzo di euro di trasferimento ai consorzi, non si rischi che questi soldi vengano recuperati con un aumento delle contribuzioni per gli utenti.

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Province: ascoltiamo associazioni, assessori e tecnici per il passaggio di deleghe in agricoltura

L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale ha accolto la richiesta del Gruppo regionale del Pd di dare avvio a una serie di audizioni in merito alla riforma del sistema delle autonomie della Regione, per quanto attiene i temi dell’agricoltura.
Nel progetto di legge di riordino delle Province, in esame anche in Commissione Agricoltura, anche se come consultiva, è previsto che le uniche deleghe che torneranno in capo alla Regione saranno quelle relative ad agricoltura, foreste, caccia e pesca, cioè tutte di nostra competenza.

Vista l’importanza e le ricadute che queste deleghe rivestono, soprattutto in determinati territori della nostra regione, chiediamo di ascoltare le rappresentanze politiche delle Province, la parte tecnica degli assessorati provinciali e regionali coinvolti da questa riforma e le associazioni più rappresentative degli agricoltori.

L’obiettivo è capire con maggiore compiutezza quali siano le ricadute anche organizzative per i territori della nostra regione e così individuare anche eventuali osservazioni, suffragate da elementi oggettivi, da inviare alle commissioni referenti.
Ho ritenuto utile invitare a un confronto anche l’assessorato  regionale all’agricoltura per fare il punto sulle modalità relative all’eventuale passaggio di deleghe; a questa richiesta il presidente di Commissione ha immediatamente risposto annunciando un prossimo incontro con l’assessore Fava.

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Nutrie: non ci aspettavamo l’impugnativa, ma ora bisogna intervenire in fretta

Il Governo ha deliberato di sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge regionale 32, quella relativa al contenimento della nutria. Alcune norme, infatti, violerebbero la competenza riservata alla legislazione statale in materia di organizzazione amministrativa e altre disposizioni contrasterebbero con la disciplina statale in materia di tutela della fauna, in violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema.

I rilievi del Governo hanno una loro attinenza giuridica, ma ora serve un intervento normativo veloce da parte del Consiglio regionale, perché non possiamo perdere ulteriore tempo. Si può modificare immediatamente la legge nelle due parti che sono state rilevate come incostituzionali, senza inficiare l’efficacia della normativa o stravolgerla, ma anzi in modo da salvaguardarne l’impianto complessivo.

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 Paullese: entro l’estate i soldi per il Ponte e per il tratto Zelo–Spino d’Adda

paullese2L’opera di riqualificazione della Paullese ritorna in Consiglio regionale. E’ stata infatti oggetto di una interrogazione, a firma mia e di Onorio Rosati, indirizzata all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte chiamato a rispondere del ritardo della fine dei lavori nel tratto lodigiano e milanese e del nodo finanziamenti.

Una buona notizia è arrivata: l’assessore Sorte ha annunciato che ci sono le risorse per finanziare il ponte sull’Adda e il secondo lotto secondo stralcio, e quindi il collegamento da Zelo Buon Persico a Spino D’Adda. I 40 milioni di euro necessari verranno recuperati da  avanzi di risorse che verranno indirizzati per questa finalità nel prossimo assestamento di bilancio 2014.  Abbiamo aspettato anni, possiamo aspettare luglio. Ci auguriamo di trovare conferma nelle parole dell’assessore.

Ho chiesto all’assessore ulteriori approfondimenti per quanto concerne i lavori del secondo lotto primo stralcio ovvero quello che dall’incrocio  dell’ex strada provinciale “Cerca” conduce a Zelo. Non sono soddisfatto dalle informazioni avute oggi dall’assessore; Sorte ha ammesso che i ritardi per il completamento dell’opera sono dovuti a problemi amministrativi registrati in occasione dell’espletamento della gara. Abbiamo avuto rassicurazioni che il tutto verrà risolto per l’estate 2015 ma con più di un anno di ritardo rispetto al crono programma prefissato e con i soldi necessari a disposizione (21 milioni di euro). Abbiamo chiesto all’assessore un approfondimento e maggiori delucidazioni al riguardo.

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