Archivi del mese: febbraio 2015

Mercatone Uno: crisi aziendale

Mercatone Business srl, la società che gestisce la distribuzione organizzata di mobili, complementi d’arredo e casalinghi e fa parte del Gruppo Mercatone Uno, con sede a Imola, conta, in Lombardia 9 punti vendita, in provincia di Monza, Brescia, Milano, Cremona, Lodi, Como e Bergamo che, allo stato attuale, occupano 400 lavoratori.

Da tempo l’azienda sta attraversando momenti di grave difficoltà e ora ha depositato la richiesta di concordato preventivo in bianco. Oggi abbiamo audito le rappresentanze dei lavoratori e dei territori.

Ci siamo assunti l’impegno di supportare i lavoratori, anche quelli di Madignano di Crema, affinché si attivi al più presto un tavolo presso il Ministero; di monitorare gli esiti della gara per la vendita dell’attività e la possibilità  di anticipazione ai lavoratori delle retribuzioni dei contratti di solidarietà che non stanno percependo. Non solo, anche di monitorare la situazione dell’indotto, che, in realtà, è quello che versa nella situazione più difficile, dal momento che non ha diritto a nessuna copertura.

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Poste: la giunta a intervenga per sospendere il processo riorganizzativo

E’ stata approvata all’unanimità e verrà portata in Consiglio regionale già la prossima settimana per il voto definitivo la Risoluzione sulla riorganizzazione degli uffici postali sul territorio regionale lombardo. La riorganizzazione prevede la chiusura di 61 sportelli (in comuni sotto i 5000 abitanti o in frazioni di comuni più grandi) e la riorganizzazione di 121 sportelli. Dopo aver ascoltato le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali, oggi i consiglieri delle Commissioni Attività Produttive e Programmazione e Bilancio, hanno audito anche i rappresentanti dei territori che hanno sollevato altrettante preoccupazioni.
C’è stata una sottovalutazione dell’impatto del piano. Per questo crediamo che siano tutti gli elementi per chiedere di contestualizzare il piano nei territori, condividendolo con Anci e con le rappresentanze dei lavoratori, attraverso un tavolo che riunisca i vari portatori d’interesse. Per questo impegniamo la Giunta con una risoluzione condivisa.

La risoluzione impegna la Giunta ad intervenire presso il Governo al fine di sospendere il processo riorganizzativo e chiede, appunto, di mettere tutti gli interlocutori attorno ad un tavolo.

In provincia di Cremona gli uffici postali per i quali è prevista la chiusura sono quelli di Gallignano, Ombriano e Vicomoscano. Le razionalizzazioni sono invece 26: Acquanegra Cremonese, Bonemerse, Camisano, Capergnanica, Capralba, Casale Cremasco, Casaletto Ceredano, Casalmorano, Castelvisconti, Cicognolo, Credera Rubbiano, Cremosano, Cumignano sul Naviglio, Fiesco, Genivolta, Izano, Malagnino, Martignana Po, Motta Baluffi, Paderno Ponchielli, Pescarolo, Pieve San Giacomo, Ricengo, Ripalta Arpina, San Daniele Po, Stagno Lombardo.

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Prezzo del latte: produttori d’accordo sul tavolo nazionale

latteL’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Lombardia ha ascoltato oggi, mercoledì 25 febbraio 2015, in audizione le organizzazione degli agricoltori e quelle dei trasformatori sul tema del prezzo del latte, così come richiesto e sollecitato più volte dal Gruppo regionale del Pd, anche dopo la manifestazione dei trattori sotto palazzo Pirelli.

I produttori sono stati concordi nel definire importante il tavolo nazionale del latte voluto dal Ministero delle Politiche agricole e al quale anche le Regioni si siederanno, assieme alle parti. Come atteso è il decreto che il Ministro Martina ha annunciato per metà marzo e che avrà il preciso scopo di garantire un prezzo equo alla stalla.

Siamo convinti che il tavolo possa risolvere i problemi che le organizzazioni di categoria ci hanno rappresentato oggi e che ormai sono noti, anche perché i punti di questo nuovo decreto saranno condivisi con produttori, trasformatori e acquirenti.

Il provvedimento ministeriale rilancia sui contratti e sull’inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta i patti. L’obiettivo è, cioè, quello di garantire condizioni di equilibrio nei rapporti commerciali e contrastare le pratiche sleali. E punta innanzitutto ad allungare la durata dei contratti, obbligatoriamente scritti come prevede l’articolo 62 della legge 27/2012, che garantisce anche la certezza della remunerazione.

Si è parlato poi di etichettature e tracciabilità, come pure della certificazione del prodotto latte, anche attraverso la ricerca. Ma tutto questo può essere possibile solo con l’Interprofessionale del latte che deve diventare il luogo dove le parti si confrontano e lavorano per ottimizzare i vari livelli, per arrivare fino ai consumatori.

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Paullese: buone notizie per la mobilità metropolitana

paullese2Dall’incontro tenutosi ieri pomeriggio al Pirellone con l’assessore alla mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco  Maran  e il consigliere, con delega alla mobilità, della Città Metropolitana di Milano Arianna Censi durante il quale si è parlato della mobilità dell’ex strada statale, sono sorte buone notizie per la mobilità lungo l’asse della Paullese.

Nel Piano della Mobilità Sostenibile (PUMS) ci si pone l’obiettivo di ridisegnare la mobilità nei prossimi dieci anni e di ridefinire i confini  della  Città  metropolitana, andando a servire e collegare ampie zone extraurbane.

A livello di trasporto urbano il piano prevede il potenziamento della rete con il  prolungamento di alcune le linee metropolitane oltre i confini comunali tra queste la M3 di San Donato. La nostra proposta è quella di prolungarla fino a Paullo, così come previsto nel progetto a suo tempo elaborato da MM e su questo ho avuto rassicurazioni su un ulteriore approfondimento all’interno del piano urbano della mobilità ancora in fase di discussione. Il  Piano considera poi di istituire sistemi rapidi su gomma per collegare la città ad alcune importanti direttrici ad oggi non ancora servite e tra queste risulta l’asse della Paullese.

Per quanto riguarda l’offerta di parcheggi, il documento prevede la realizzazione di centinaia di nuovi posteggi e tra questi vi è in San Donato e la proposta presentata da audoguidovie italiane per il progetto di riqualificazione dell’ hub.

Infine abbiamo chiesto chiarimento in merito allo sblocco della gara indetta dalla città metropolitana per assegnare il lavoro di completamento del secondo lotto primo stralcio, quello che dall’incrocio dell’ex strada provinciale “Cerca” conduce a Zelo, e attualmente bloccato per problemi amministrativi. Abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che si sta lavorando con il Ministero competente per cercare di risolvere quanto prima i problemi di carattere burocratico in essere. E questo dovrebbe avvenire entro la prossima estate.

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Linea Milano–Cremona–Mantova: non si butti la croce dei ritardi solo sui lavoratori

Apprendiamo con favore la volontà dell’a.d. di Trenord Farisè di rivedere il contratto di lavoro dei macchinisti per rimediare alla clausola che invece di premiare la puntualità incoraggia i ritardi: come denunciato dalla CGIL pare che alcuni macchinisti abbiano ritardato appositamente i treni per incassare uno stipendio maggiore.

Ma non bisogna buttare la croce di un sistema inefficiente solo sui lavoratori.
Attendiamo di conoscere nel dettaglio la vicenda e capire gli sviluppi ma non vorremmo che i problemi di una linea subissata da ritardi e cancellazioni per evidenti problemi infrastrutturali siano sulle spalle di singoli macchinisti. Ci aspettiamo la stessa tempestività dimostrata in questa occasione, Trenord la avesse anche in interventi annunciati già due anni fa e che ancora oggi non sono accompagnati da un crono programma. Ci riferiamo all’eliminazione dei passaggi a livello e al raddoppio della linea che se messi in atto risolverebbero non pochi problemi.

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Nutrie: vanno eradicate, anche con la sterilizzazione

La battaglia della ex sottosegretario berlusconiana Brambilla è assurda. Le nutrie non solo sono dannose, ma si riproducono velocemente. Tuttavia, abbiamo anche aperto alla possibilità di sperimentare la sterilizzazione.

Abbiamo già detto tante volte che la presenza massiccia di questi animali, di cui si stima un milione di esemplari tra le province di Mantova, Cremona e Brescia, costituisce una grave minaccia per le arginature di fiumi e canali e soprattutto per le colture agricole. Ma il pericolo è anche sanitario: abbiamo scoperto che la nutria è suscettibile a una vasta gamma di infezioni micro e macroparassitarie, dalla salmonella alla leptospirosi. E i rischi sono sia per gli uomini, sia per gli animali domestici e da allevamento, e non da ultimo per gli alimenti che possono essere contaminati.

La legge approvata dal Consiglio regionale prevede che siano coinvolti i territori, che siano fatti l’eradicazione, il contenimento e anche la sterilizzazione, assieme alla ricerca per studiare metodologie moderne ed efficaci.

Non è necessario fare una strage, che per altro poco servirebbe perché questi roditori hanno una capacità riproduttiva più efficace di qualsiasi intervento massiccio, ma intervenire in modo radicale per contenere il fenomeno è assolutamente urgente.

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Per la regione il trasporto pubblico non è una priorità

Se il consigliere Malvezzi è così arrabbiato con Palazzo Chigi lo faccia sapere al ministro Alfano, che è autorevole esponente del governo Renzi oltre ad essere il segretario nazionale del suo partito. Ma non faccia confusione: la Regione continua a piangere miseria, ma ha appena indetto un referendum consultivo che costerà almeno trenta milioni di euro, a riprova del fatto che se le si vuole trovare le risorse ci sono.

Certo, bisogna riformare la macchina mastodontica che Formigoni aveva messo in piedi e che la Lega non ha alcuna intenzione di riformare e razionalizzare. È una questione di priorità e per la Regione il trasporto pubblico non è  evidentemente tra queste.

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Sanità: nella riforma considerare le specificità del territorio della provincia di Cremona

Proseguono le audizioni sulla riforma sociosanitaria regionale in Commissione Sanità. Questa mattina sono stati auditi i rappresentanti degli enti locali e, tra gli altri, quelli della provincia di Cremona. I sindaci della Conferenza dell’Asl di Cremona (erano presenti in 5, tra cui Stefania Bonaldi di Crema) non sono contrari alle azioni mirante alla razionalizzazione dei costi e dei servizi in ambito sanitario, ma hanno rilevano che la riforma sanitaria non può prescindere dall’affrontare il tema del coinvolgimento delle realtà locali, proprio a partire degli attori territoriali e delle istituzioni locali, che oggi di fatto sono escluse dalla governance,  dalle scelte che ridefiniranno gli assetti e l’organizzazione dei presidi sanitari locali e dalla programmazione delle risorse economiche.

Il territorio della nostra provincia è stretto e lungo. Dal primo all’ultimo comune ci sono 160 km: va perciò considerata questa specificità. Occorre, dunque, mantenere l’autonomia dell’ospedale di Crema che copre metà degli abitanti totali della provincia per l’erogazione dei servizi sociosanitari, invece di pensare di tenere solo quello di Cremona come presidio di primo livello.

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Referendum: la Lega ha scelto di rinviare di due anni la richiesta di maggiore autonomia

Il Pd ha votato contrario all’indizione del Referendum consultivo con il quale, entro diciotto mesi, i cittadini lombardi saranno chiamati a dire se sono d’accordo con il trasferimento di maggiori competenze dallo Stato alla Regione. Il Referendum è stato approvato in serata dal Consiglio regionale con 58 voti a favore e 20 contrari.

Noi una firma su un provvedimento che costa trenta milioni di euro e rinvia di due anni la richiesta di maggiore autonomia non ce la mettiamo. Abbiamo tentato in tutti i modi di convincere Maroni ad aprire subito l’interlocuzione con il Governo e di evitare il ricorso a un referendum costoso e inutile. Ora la Lega può sventolare la sua bandierina ideologica a spese dei contribuenti lombardi e il Consiglio regionale della Lombardia è condannato all’irrilevanza in nome della propaganda.

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Prezzo latte: incontriamo le associazioni di categoria

Oggi, martedì 17 febbraio 2015, col gruppo regionale del Pd ho sollecitato nuovamente il presidente dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, Cavalli, a convocare le associazioni di categoria sulla questione del prezzo del latte. Gli abbiamo inviato una lettera, ventiquattr’ore prima della seduta, dopo la richiesta verbale fatta la scorsa settimana, che, però, non ha sortito nulla. E intanto un gruppo di allevatori continua a mantenere il suo presidio proprio sotto il Pirellone.

Constatiamo che non vi è stato riscontro alla nostra richiesta affinché già questa settimana si tenesse l’audizione con le associazioni di categoria, eventualmente anche in momenti diversi dagli orari canonici della Commissione, vista l’urgenza della situazione e la disponibilità delle associazioni stesse.

Con le difficoltà che le aziende agricole del settore lattiero caseario stanno attraversando, in una settimana non c’è stato il tempo di accordarsi con gli interessati per un incontro. È ben strano. Nella lettera ci siamo, comunque, detti disponibili in ogni momento a cercare di porre rimedio a quella che, secondo noi, è una errata valutazione del problema e abbiamo nuovamente invitato il presidente Cavalli a convocare le parti interessate.

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