Archivi del mese: dicembre 2014

Centrodestra: No a una barriera verde intorno al deposito Trenord

Con il No della maggioranza il Consiglio regionale ha bocciato questo pomeriggio un ordine del giorno, che ho presentato oggi, in cui chiedevo alla Giunta di impegnarsi, in accordo con il comune di Cremona, per la realizzazione di una barriera per limitare i disagi dei cittadini, residenti nell’area limitrofa all’officina di Trenord, reperendo fondi in bilancio per la sua progettazione e messa in opera.

Il documento fa sue le richieste che i residenti della zona ci hanno rivolto in un incontro tenutosi sabato scorso assieme all’assessore comunale ai trasporti Alessia Manfredini.

Su 180 treni presenti nel deposito cremonese di Trenord 60 sono a diesel. Questo si traduce in inquinamento sia acustico che ambientale al quale i cittadini hanno chiesto di porre rimedio recuperando dei fondi in bilancio per la costruzione di  barriere verdi.

Prendiamo atto che i consiglieri cremonesi di maggioranza Malvezzi e Lena hanno preferito glissare sull’argomento, il primo uscendo dall’Aula e il secondo con l’astensione, piuttosto che cercare di dare una risposta concreta ad un problema che affligge il nostro territorio. Auspichiamo comunque che Trenord, al di là del voto di oggi, recepisca queste richieste riducendo almeno di un terzo i treni a diesel in gestione nel deposito così da porre rimedio a questa gravosa situazione.

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TPL: bene i 105 milioni di euro in più in bilancio ma non bastano

Bene, la Giunta ha trovato le risorse per il trasporto pubblico locale come chiesto da noi. 105 milioni di euro in bilancio sono una buona notizia ma questo è solo un primo passo.

Questi soldi devono essere utilizzati per fidelizzare gli utenti attraverso le agevolazioni tariffarie e il contenimento dei costi degli abbonamenti, il rinnovamento delle stazioni e l’intermodalità.

Siamo consapevoli che 105 milioni non bastano. Noi riteniamo che risorse aggiuntive possano essere recuperate dal fondo di contrasto all’evasione fiscale senza dimenticare i risparmi, ben 140 milioni di euro, che si sarebbero potuti avere con l’istituzione delle cinque agenzie di bacino, così come prevede la legge regionale sul trasporto, e che la Giunta svogliatamente continua ad ignorare.

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Sergnano: no all’aumento di pressione, ma due centrali attaccate sono troppe

Per ben due volte ci siamo rivolti all’assessore regionale all’Ambiente Terzi chiedendo di prestare più attenzione al fatto che a Sergnano l’autorizzazione alla nuova centrale di pompaggio viene realizzata troppo vicino alla precedente stazione di stoccaggio, in una zona a sismicità indotta. Nella Giunta regionale di oggi scopriamo che viene negata l’autorizzazione all’ampliamento della capacità di stoccaggio di gas naturale, attraverso l’incremento della pressione massima di esercizio di 5 punti, proprio della centrale già esistente.

Le risposte dell’assessore non mi avevano mai soddisfatto e adesso sembrano andare proprio nella direzione che noi avevamo indicato: non era consigliabile aumentare la pressione nella stazione di stoccaggio di Sergnano. Ora rimane solo un dubbio e cioè se sia il caso di insistere nella realizzazione di una nuova centrale di pompaggio proprio li a Sergnano, oltre tutto senza che nella procedura di Via per il nuovo impianto, sia stata opportunamente valutata la vicinanza della vecchia centrale di stoccaggio.

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La Regione rinnoverà per i prossimi 5 anni il contratto di Trenord

A dicembre scade il contratto di servizio di Trenord. Che intenzioni ha la Giunta? Di rinnovarlo per altri cinque o di battere altre strade quale ad esempio mettere a gara il servizio come fatto in Emilia Romagna? L’ho chiesto all’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Alberto Cavalli con un’interrogazione ad hoc questa mattina in Consiglio regionale.

La risposta dell’assessore non ci ha sorpresi e nemmeno soddisfatti. La Giunta, nonostante i dati dimostrano che il servizio negli ultimi due anni sia peggiorato sensibilmente, preferisce riconfermare Trenord con tutti i suoi limiti con una delibera prevista per fine anno. La strada che noi indichiamo è quella di prorogare il contratto per il tempo necessario ad indire una gara europea così come fatto in Emilia Romagna che ha la possibilità di rinnovare i due terzi del parco rotabile ammortizzando gli investimenti nei prossimi 22 anni e mezzo. Come pensa Regione Lombardia di migliorare la situazione e di fare i necessari investimenti su ferro se il piano industriale è a corto respiro? Cinque anni di contratto sono insufficienti per pensare di dare una svolta ad un sistema ferroviario moribondo.

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