Archivi del mese: novembre 2014

Bilancio in agricoltura: tagliate il 40% delle risorse a danno degli allevamenti

Il bilancio 2015 di Regione Lombardia lascia a secco gli investimenti per la montagna, le spese correnti delle associazioni allevatori e porta a pochi spiccioli i fondi per le opere di difesa idraulica in un momento in cui il territorio è devastato idrogeologicamente dal maltempo. E questo perché la Giunta Maroni decide di tagliare del 40 per cento le risorse a disposizione dell’agricoltura lombarda e non per i mancati trasferimenti del Governo. Anzi, sono arrivati anche i soldi della Pac. Sono le scelte della politica leghista per la Lombardia.

I conti sono presto fatti: ci hanno detto che le spese correnti in agricoltura passano dai 20,05 milioni di euro del 2014 ai 19,6 del 2015, in realtà dentro questi ultimi ci sono i 13 milioni di cofinanziamento del Piano di Sviluppo Rurale, cioè la quota di Pac, che non c’erano nel 2014. Tant’è che a nostra precisa domanda, i funzionari hanno risposto che si è passati dai 66 milioni di euro dell’assestato 2014 ai 44 del bilancio di previsione 2015. E nelle spese correnti, cioè quelle a breve termine, ‘quotidiane’, il capitolo dell’assistenza tecnica agli allevamenti della Lombardia, passa da 6 milioni a zero, mentre quello dell’Aral, l’Associazione degli Allevatori Lombardi, viene dimezzato, passando da 4 a 2 milioni.

Per quanto riguarda gli investimenti, cioè la voce in conto capitale,a rimetterci è la montagna: viene azzerato il capitolo sullo sviluppo dell’agricoltura montana che nel 2014 contava su 3 milioni di euro; stessa cosa per la salvaguardia e valorizzazione delle produzioni forestali che contava su 7 milioni e ora non esiste più; azzerato anche il capitolo sul potenziamento dell’agricoltura in aree montane rispetto ai 350mila euro precedenti. In tutto oltre 10 milioni tolti alla montagna.

Infine, le opere di difesa idraulica, in capo ai consorzi di bonifica, passano da 3 milioni a 250mila euro e questo significa non fare più investimenti in un momento in cui, vista la situazione idrogeologica, erano importantissimi.

Colpa del Governo di Roma, hanno detto i leghisti in Commissione e l’assessore alla Protezione civile Bordonali in una nota proprio in risposta al Pd. Ma anche qua contano i numeri: su un bilancio regionale di circa 24 miliardi di euro, sappiamo che il Governo ha tagliato 920 milioni, di cui 720 alla sanità. Sugli altri 200 ha deciso la Regione che ne ha tolti 150 al trasporto pubblico locale e 50 al resto. Quindi, quest’ultima non è una cifra sufficiente a giustificare l’accetta su tanti capitoli, agricoltura compresa. Il punto è che, come ci ha spiegato bene la dirigente delle Finanze, c’è stata la bella cifra di 150 milioni di euro di minori entrate e questo significa che stiamo parlando dei soldi che Maroni e la Lega hanno deciso di non introitare nel bilancio. Come? Ad esempio, non facendo pagare il bollo ai ciclomotori. Legittima come scelta, ma pur sempre una scelta. Quindi, è inutile che oggi la Giunta Maroni, i leghisti e l’assessore in testa tentino di buttare la palla nel campo del Governo. Si è trattato di una decisione politica: se ne assumano le responsabilità.

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Nutrie: bene la legge ma la dotazione finanziaria è insufficiente

Il Consiglio regionale della Lombardia ha votato questa sera il progetto di legge sull’eradicazione e il contenimento delle nutrie. Favorevoli anche noi del Gruppo regionale del Pd che, contestualmente, abbiamo presentato due ordini del giorno, votati all’unanimità, in cui si chiede di ripristinare il Fondo per i danni all’agricoltura e di finanziare il capitolo relativo alla ricerca.

È un tema di strettissima attualità in quanto coincide con i fenomeni meteorologici che in questi giorni hanno portato le piene, come accaduto nel Po e nei canali limitrofi, che hanno costretto i sindaci a emettere ordinanze per l’abbattimento di nutrie e tassi per ragioni di urgenza, in quanto sono gli animali che stanno distruggendo gli argini.

In Lombardia risultano un milione di esemplari e dal sud della regione si stanno spostando sempre più verso nord. Se non si interviene, il fenomeno si allargherà sempre di più. In questo, la Commissione Agricoltura ha fatto il suo dovere e siamo arrivati alla legge.

L’assessore regionale all’Agricoltura Fava in fase di predisposizione della legge, si è limitato a polemizzare con il Governo e non ha contribuito fattivamente alla stesura della nuova norma. Così, se prima avevamo a disposizione delle Province, che facevano i piani di contenimento, 480mila euro, ora ne sono rimasti solo 150mila. Non sono certo sufficienti per affrontare un problema di questa portata.

Il primo ordine del giorno che abbiamo presentato impegna la Giunta a sostenere, nei confronti del Governo, la modifica della normativa nazionale relativa ai rimborsi dei danni delle nutrie in agricoltura e a riportarla alla stregua dei danni provocati da altre specie selvatiche, in modo da snellire la procedura di rimborso. E per questo chiediamo che, in sede di bilancio, la Giunta istituisca un apposito Fondo regionale per i danni provocati dalle nutrie. L’altro ordine del giorno invita la Giunta a prevedere, sempre nella nuova finanziaria regionale, una congrua dotazione che permetta di sostenere la ricerca, tramite apposite convenzioni, anche con il sistema universitario, al fine di studiare e verificare le più moderne ed efficaci metodologie di eradicazione e contenimento.

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Banca della terra: preserviamo terreni agricoli e creiamo posti di lavoro

Banca della terra va nella direzione di presidiare i territori abbandonati e preservarli per l’uso agricolo, creando un’attenzione sempre più alta verso aree che spesso sono la causa del dissesto idrogeologico, proprio perché non curate. E nel contempo dà la possibilità di offrire lavoro ai giovani che hanno voglia di dedicarsi all’agricoltura e potrebbero coltivare questi terreni, pur se non provengono da famiglie di agricoltori o che hanno terreni di proprietà.

Il punto è proprio utilizzare terreni che sono stati lasciati a se stessi, iniziativa già partita in Liguria, Toscana, Emilia Romagna e ora avviata anche in Lombardia. Noi non potevamo che essere favorevoli poiché va nella direzione giusta di mettere in sicurezza il territorio e di creare occasioni di lavoro.

Anzi, l’ideale sarebbe stato che il Consiglio approvasse una legge sul consumo di suolo come la intendevamo noi e subito dopo la banca della terra, perché la seconda è il rovescio della medaglia della prima. Invece, da un lato si è votato per urbanizzare sempre di più, dall’altro per recuperare terreni abbandonati a scopo agricolo. Se fossimo andati nella stessa direzione della banca della terra anche con il consumo di suolo, in futuro avremmo avuto una Lombardia veramente green e preservata dalla cementificazione e dai futuri dissesti.

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La maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo

consumo di suoloLa maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo. Un provvedimento sbagliato che non ferma l’erosione del paesaggio e non combatte il dissesto idrogeologico nonostante la cronaca degli ultimi giorni richiedeva ben altro.

Per noi questa è una pessima legge che tradisce gli obiettivi di mandato della Giunta Maroni, frutto di una mediazione al ribasso all’interno di una maggioranza sempre più instabile. Nessuno si dovrà stupire se nei prossimi anni il consumo di suolo aumenterà. La legge non ferma da subito il consumo di suolo e di aree agricole e consente, anzi incentiva, tutti i privati a presentare nei prossimi 30 mesi nuove richieste di edificazione. Certo costerà un pochettino di più rispetto al passato, così come prevedeva un nostro emendamento, ma non si mettono in campo risorse vere per favorire la rigenerazione urbana e per giunta addossa sulle spalle dei comuni nuovi oneri sia finanziari che organizzativi.

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Questa è una brutta legge, il suolo lombardo aveva bisogno di ben altro

Questa è una brutta legge, il suolo lombardo aveva bisogno di ben altro. Abbiamo tenuto per due giorni interi la maggioranza in Consiglio cercando di ridurre il danno. E in parte ci siamo riusciti. Ma questo rimane un provvedimento sbagliato che nei fatti è troppo debole sul tema della riqualificazione e rigenerazione urbana e soprattutto non ferma l’espansione continua dei centri urbani, l’erosione delle aree agricole e verdi e l’impermeabilizzazione del suolo. Cosa ancor più grave alla luce dei disastri di questi giorni provocati da anni di abuso del territorio.

Siamo riusciti comunque ad ottenere dei piccoli ma significativi miglioramenti del testo, chiesti a gran voce anche dalle associazioni ambientaliste e dei comuni. Grazie ai nostri emendamenti costruire al di fuori dell’area già urbanizzata sarà più oneroso, inoltre strade e autostrade e le infrastrutture sovracomunali saranno inserite nel computo del consumo di suolo. Ma ciò non cambia il nostro giudizio verso un impianto normativo che rischia di favorire un aumento della cementificazione nei prossimi mesi. Il nostro voto rimane convintamente negativo.

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Legge mangia suolo: inevitabile un ripensamento della maggioranza

Dopo i disastri di questi giorni, in cui gran parte della Lombardia deve far fronte ai danni provocati da anni di abuso del territorio, una svolta su questo fronte è più che mai necessaria.

Non siamo disposti ad accettare soluzioni al ribasso. Questa legge è inadeguata e le innumerevoli esondazioni di questi giorni chiedono impegni stringenti, pertanto invitiamo Maroni e la sua maggioranza a ripensarci. Tre sono i punti più pericolosi dell’articolato, su cui daremo battaglia; non si può pensare di  rinviare lo stop al consumo di suolo a quando saranno esauriti i piani di governo esistenti, ed è sbagliato partire con una proroga di tre anni, come recita la norma transitoria. Inoltre, non si possono escludere strade e autostrade e le infrastrutture in genere dal computo del consumo di suolo, come invece intende fare il centrodestra. Occorre fermare l’espansione continua dei centri urbani, l’erosione delle aree agricole e verdi e l’impermeabilizzazione del suolo.

Questo è un tema troppo importante: il centrodestra ci ascolti o in Aula sarà battaglia.

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“Una cura del ferro per la Lombardia”: convegno PD al Pirellone su mobilità regionale

“Una cura del ferro per la Lombardia”: questo il titolo del convegno tenutosi questa mattina a Palazzo Pirelli ed organizzato dal Gruppo Pd in Regione. E’ stata l’occasione per confrontarsi sul tema della mobilità regionale nel suo complesso e quindi sul sistema ferroviario, l’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese con coloro che si occupano in prima persona della materia a vari livelli. Sono intervenuti infatti il presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati Michele Meta, l’assessore alle infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia Alberto Cavalli e l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco Maran in un dibattito moderato dal consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero.

Molti i rappresentanti dei territori presenti, tra gli altri l’assessore ai trasporti del comune di Brescia Federico Manzoni, di Monza Paolo Confalonieri, il sindaco di Lecco Virginio Brivio, per la provincia di Varese Valerio Mariani, il presidente della provincia di Lodi Mauro Soldati, e i sindaci di Vanzago, Nerviano, Somma Lombardo e un delegato del comune di Sermide.

Partendo dall’attualità e dai numerosi disagi registrati in questi giorni per l’eccezionale piovosità, si è voluto fare il punto sullo stato dell’arte del trasporto regionale partendo da quello su cui  sta lavorando a Roma. Il presidente della Commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, ha spiegato che è in discussione alla Camera una proposta di legge che eleva il diritto al trasporto a rango istituzionale al pari della salute e dell’istruzione pubblica. Una piccola rivoluzione che si rende necessaria in un momento di crisi economica: la mobilità è un diritto fondamentale e pertanto serve garantire risorse adeguate per avere un sistema efficiente non solo su ferro ma anche sui diversi vettori. Inoltre a Roma si sta ragionando per una defiscalizzazione degli abbonamenti ferroviari che permetterà di poter scaricare la spesa dalla dichiarazione dei redditi.

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“Una cura del ferro per la Lombardia”: domani convegno Pd in Regione

“Una cura del ferro per la Lombardia”: questo il titolo del convegno di domani, lunedì 17 Novembre, che si terrà dalle ore 10.00 alle 13.00 nella sala riunioni al 5° piano di Palazzo Pirelli, in via Fabio Filzi 22 a Milano. L’evento, organizzato dal Gruppo Pd in Regione Lombardia, offre l’occasione per confrontarsi sul tema del trasporto pubblico regionale nel suo complesso e quindi sul sistema ferroviario, l’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese.

Interverranno il presidente della Commissione trasporti alla Camera dei deputati Michele Meta, l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia Alberto Cavalli, l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco Maran e l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Emilia Romagna Alfredo Peri. Presenti rappresentanti di Trenord, Anav-Astra ed i comitati dei Pendolari.

In allegato la locandina dell’evento.

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“Una cura del ferro per la Lombardia”, convegno Pd in Regione

“Una cura del ferro per la Lombardia”: questo il titolo del convegno di lunedì 17 Novembre, che si terrà dalle ore 10.00 alle 13.00 nella sala riunioni al 5° piano di Palazzo Pirelli, in via Fabio Filzi 22 a Milano. L’evento, organizzato dal Gruppo Pd in Regione Lombardia, offre l’occasione per confrontarsi sul tema del trasporto pubblico regionale nel suo complesso e quindi sul sistema ferroviario, l’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese.

Interverranno il presidente della Commissione trasporti alla Camera dei deputati Michele Meta, l’assessore alle infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia Alberto Cavalli, l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco Maran e l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Emilia Romagna Alfredo Peri. Presenti rappresentanti di Trenord, Anav-Astra ed i comitati dei Pendolari.

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Consumo di suolo: in Commissione Agricoltura bypassati in diretta

L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale si è riunita questo pomeriggio con all’ordine del giorno il parere consultivo sulla legge sul consumo di suolo. Ma il provvedimento è già stato votato e approvato lunedì pomeriggio in V Commissione Territorio e al presidente dell’VIII non è rimasto che informare i consiglieri dello stralcio del punto dal programma della seduta di oggi.

Il presidente della V Commissione Territorio Sala si è arrogato il compito di decidere di votare il progetto di legge senza sentire il parere delle altre Commissioni. Non solo è un atteggiamento per nulla rispettoso di noi consiglieri, ma costituisce un pericoloso e grave precedente, perché a questo punto chiunque della maggioranza può agire in modo simile e saltare completamente il passaggio del confronto con l’opposizione.

Il presidente Fermi ha risposto alla protesta mia e degli altri colleghi di minoranza, ma in realtà non ha spiegato nulla dell’atteggiamento assolutamente inaccettabile della maggioranza che sostiene Maroni.

Su 400 emendamenti presentati, una parte potevano essere strumentali, volti a fare ostruzionismo, ma almeno un centinaio erano assolutamente cogenti, cioè entravano nel merito della legge e della Commissione, in quanto riguardavano proprio il pesante tema del consumo di suolo agricolo. Ricordo solo che dai dati Ersaf è emerso che, a partire dagli ultimi 13 anni, ogni giorno vengono sottratti, in Lombardia 112mila metri quadri di terreno. E che durante le audizioni i primi a bollare come disastroso il progetto di legge sono stati i costruttori dell’Ance. Insomma, quella che la maggioranza di centrodestra vuole votare è la pezza, che è molto, molto peggio del buco.

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