Archivi del mese: ottobre 2014

Melotta: ascoltate le associazioni

melottaSi è tenuta oggi, giovedì 30 ottobre 2014, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, l’audizione con Fai Cremona, Italia Nostra, Legambiente e Wwf sul Piano cave della provincia di Cremona. Ma il motivo dell’incontro era specificatamente legato all’ipotesi di cava nel Pianalto della Melotta, nel punto dove esiste un famoso geosito.

Le associazioni sono venute a denunciare una situazione che io conosco da sempre e che ho già portato all’attenzione del Consiglio regionale: intervenire con una cava in quell’area vuol dire andare a distruggere un territorio geologicamente unico e delicato e su un geosito tutelato dal Piano Territoriale Regionale.

Le associazioni hanno, poi, depositato agli atti una lettera del novembre 2012, firmata dall’allora presidente Formigoni e indirizzata al presidente provinciale Salini, in cui si dice espressamente che gli uffici regionali garantiscono la loro piena collaborazione per l’accompagnamento nel procedimento di variante urbanistica al Ptcp (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) del Pianalto della Melotta, e in cui Formigoni dice di apprezzare la condivisione che i Comuni ne fanno, ma in realtà Romanengo è sempre stato contrario.

A questo punto le strade da seguire sono due: se le associazioni lo ravvisano, devono adire le vie legali, come le ha invitate a fare il presidente di Commissione. Inoltre, per quanto riguarda il Piano cave, poiché sta per arrivare al vaglio del Consiglio, la Commissione Ambiente potrà senz’altro intervenire, verificare la situazione ed esprimere il suo parere.

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Nutrie: legge approvata

L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale ha approvato questo pomeriggio la legge che modifica la normativa già esistente e recepisce quella nazionale sull’eradicazione e il contenimento delle nutrie. Un atto atteso da tempo, soprattutto dalle province che soffrono i danni provocati dagli imponenti roditori.

Le nostre proposte migliorative del testo vanno soprattutto nella direzione di coinvolgere i territori, a partire dagli enti locali che poi saranno i primi a doversi occupare della questione. E il relatore di maggioranza ci ha assicurato che verranno accolte in sede di discussione in Aula.

E’ importante anche il fatto che nel progetto di legge per la prima  volta sia prevista la possibilità di procedere con la sterilizzazione. Come Pd abbiamo poi sottoscritto, assieme agli altri Gruppi, una lettera, firmata dal presidente di Commissione, rivolta agli assessori all’Agricoltura Fava, al Bilancio Garavaglia e alla Sanità Mantovani in cui si chiederà di non spostare su altre voci le risorse messe a bilancio per gli interventi per il contenimento delle nutrie, come pare la Giunta abbia intenzione di fare.

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Quella della maggioranza è una scandalosa legge pro consumo di suolo

consumo di suoloQuella della maggioranza è una scandalosa legge pro consumo di suolo. Come lo definireste altrimenti un testo che spinge i privati a costruire il prima possibile sui 600 milioni di metri quadrati di territorio lombardo già resi edificabili dai pgt comunali? Invece di tentare di ridurre l’abuso del suolo lo si incentiva chiedendo espressamente a chi interessato di presentare il prima possibile la propria richiesta di edificazione.

Siamo sconcertati dalla sfrontatezza con cui la maggioranza ha trattato questo tema. Questo testo è altro rispetto alle proposte formulate dalla Giunta e dalla Lega, proposte certamente non rivoluzionarie ma che almeno lasciavano spazio alla discussione e all’ inserimento di elementi migliorativi. Questo è l’ennesimo esempio della debolezza politica di Maroni.  Dopo che per mesi non è riuscito a tenere a bada i suoi, con un progetto farsa si fa mettere i piedi in testa da Forza Italia ed Ncd che non hanno mai nascosto la propria insofferenza in Commissione.

Diversi i punti sui quale come Pd faremo strenua opposizione in Aula se il testo non verrà modificato nei pochi giorni che mancano all’approvazione definitiva il prossimo 11 novembre.
Nel testo non sono previsti disincentivi al consumo di suolo: non c’è niente sulle compensazioni ecologiche, non è previsto alcun incremento dei costi di costruzione sui terreni agricoli, né altri strumenti concreti per contenere l’uso del suolo.

Al contrario, si incentivano costruttori ed immobiliaristi non solo in termini legislativi ma anche dando la possibilità di dilazionare il pagamento degli oneri. Il progetto di legge, infatti, lascia tre anni di tempo per presentare l’istanza di costruzione ed ulteriori dodici mesi per rendere esecutiva la convenzione attraverso delibera comunale. In caso di ritardo negli adempimenti da parte degli uffici, la Regione nel giro di sette giorni può nominare un commissario che esautora totalmente il comune e nella pratica di adozione e approvazione della richiesta. Ma se ciò non bastasse per incentivare i piani attuativi in maniera celere, per chi avesse problemi economici, si da la possibilità di dilazionare il pagamento in sei rate semestrali. E tutto questo lasciando intatti i residui.

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Trenord: vogliamo conoscere il piano di rilancio dell’azienda

E’ davvero curioso che il presidente Maroni fosse all’oscuro della nomina del nuovo amministratore delegato di Trenord che, stando alla nota dell’azienda, sarebbe avvenuta ben 20 giorni fa. Ma, viste le incertezze della Regione nella gestione del trasporto pubblico, non ci sorprendiamo più di tanto. Facciamo gli auguri alla dottoressa Farisè per il nuovo incarico, la aspettiamo presto in Commissione per conoscere il piano di rilancio dell’azienda che, come descrive bene l’informativa regionale, sta attraversando un periodo buio.

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Trenord allo sbando e Maroni resta a guardare

Maroni ha Solo adesso Maroni si rende conto di avere un ruolo in questa partita?

Sono mesi che va avanti questo teatrino; in sei mesi non sono stati in grado di trovare il sostituto di Legnani. E meno male che il 2014, secondo Maroni, doveva essere l’anno del trasporto pubblico locale. Il sistema ferroviario regionale è palesemente inefficiente e a dirlo non siamo noi ma è scritto nero su bianco in una relazione dell’assessorato ai Trasporti. Per Maroni il report non è catastrofico ma i numeri dicono chiaramente che c’è bisogna di una svolta.

La soluzione c’è e non bisogna guardare lontano. Si affidi il servizio attraverso un bando di gara europeo, così come fatto dalla vicina Emilia Romagna, che metta a confronto i migliori vettori internazionali. Una strada che permetterebbe di risparmiare e di migliorare il servizio.

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Sbloccati i fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche

La Regione, su spinta della mozione del Pd (citata in delibera), approvata  lo scorso maggio dall’Aula, che impegnava la Giunta regionale a garantire il pieno finanziamento di tutte le domande ammesse ma non soddisfatte dal fabbisogno 2012, dal fabbisogno 2013 e dal fabbisogno 2014, ha finalmente deciso di sbloccare le risorse per erogare i contributi delle annualità  2011 e 2012 a sostegno delle famiglie a basso reddito che devono affrontare spese per l’adeguamento della propria abitazione attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Dato che la misura sperimentale aveva dimostrato di essere un flop, come Pd, avevamo appena presentato un’interpellanza per chiedere alla Giunta come intendesse dar seguito all’impegno assunto con la mozione n. 228 e soddisfare così le richieste di contributo inoltrate negli anni 2012, 2013 e 2014 per il superamento delle barriere architettoniche in edifici privati permettendo alle persone diversamente abili di potersi muovere liberamente nello spazio costruito e garantendo loro una vita autonoma. Apprendiamo ora con soddisfazione che finalmente sono state raccolte le nostre sollecitazioni e che sono state stanziate queste risorse.

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Trenord: call center a pagamento

Il call center di Trenord da qualche mese è a pagamento. Il numero verde gratuito al quale i pendolari potevano rivolgersi per segnalazioni, informazioni e reclami è stato disattivato in maniera silenziosa e per certi versi ambigua. Qualche giorno fa ci è arrivata la segnalazione da parte di alcuni pendolari, dopo alcune verifiche abbiamo scoperto anche sul sito istituzionale della società è riportato solo un recapito di utenza telefonica fissa, quindi a pagamento, per chi vuole contattare Trenord S.p.A. Crediamo sia un comportamento scorretto che inficia la fiducia tra gestore e utente, già peraltro abbondantemente compromessa dai continui disagi e disservizi ai quali sono obbligati quotidianamente i pendolari.

E’ interesse di Regione Lombardia far sì che il rapporto tra utenza e Trenord sia improntato alla massima disponibilità e facilità di accesso, auspichiamo un intervento quanto prima per ripristinare un servizio fondamentale sia per chi opera nel settore del trasporto pubblico, permette un costante monitoraggio del servizio, sia per chi ne usufruisce.

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Sermide: il polo ferroviario avrà un nuovo gestore

Ieri, lunedì 20 ottobre, si è chiuso il bando di gara europea che Regione Emilia Romagna ha indetto nei mesi scorsi per affidare il trasporto regionale ferroviario ad una società esterna con l’obiettivo di migliorare il servizio e renderlo efficiente e moderno. Sermide, con la sua officina “Grandi Riparazioni”, nodo nevralgico della ferrovia Suzzara–Ferrara, è stata inserita nel capitolato di gara. Col collega Marco Carra, sono intervenuto più volte; tramite lettere ed interrogazioni abbiamo chiesto più volte alla Giunta di compartecipare assieme alla regione Emilia all’adeguamento e al potenziamento degli attuali impianti dell’ Officina Grandi Riparazioni.

Sermide anche se serve l’Emilia è di proprietà di Regione Lombardia, la Giunta farebbe bene a ricordarlo. A luglio avevamo presentato un’interrogazione ad hoc per capire in che modo la Giunta intende valorizzare questo importante polo ferroviario ma la risposta tarda ancora ad arrivare. Il polo ferroviario è in una posizione strategica e si presta benissimo a ricoprire un ruolo decisivo nello sviluppo produttivo dell’area in termini di trasporto intermodale tra ferro, acqua e gomma. Da un lato infatti sarebbe un punto di riferimento per lo scalo merci e dall’altro, sfruttando l’accesso al fiume Po sito a poche centinaia di metri dalla stazione, sarebbe un buon ponte di collegamento al sistema idroviario Padano–Veneto. Purtroppo Regione Lombardia si sta lasciando scappare questa occasione.

Ma non ci diamo per vinti: invieremo una lettera all’Assessore regionale ai Trasporti Alberto Cavalli per chiedere nuovamente un intervento tempestivo a riguardo. Adesso che si saprà il nome della società vincitrice, Regione Lombardia indìca subito un tavolo di confronto per cercare la soluzione migliore per potenziare il polo ferroviario lombardo.

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Nutrie: la preoccupazione cresce

Ci sono fortissime preoccupazioni da parte degli amministratori locali nei confronti del fenomeno nutrie e l’impossibilità di svolgere un’azione per contenerle in via definitiva. In Commissione Agricoltura si è costituito un Gruppo di lavoro che auspichiamo produca un testo legislativo nel più breve tempo possibile. Noi siamo presenti, abbiamo sollecitato a più riprese e continueremo a farlo la Regione perché trovi una soluzione. In questa fase non può e non deve disinteressarsi.

I rischi ci sono e tutti ne soffrono: la presenza massiccia di questi animali costituisce una grave minaccia per le arginature di fiumi e canali, nonché per le colture agricole. Ma il pericolo è anche sanitario: abbiamo da poco scoperto che la nutria è suscettibile a una vasta gamma di infezioni micro e macroparassitarie, dalla salmonella alla leptospirosi. E i rischi sono sia per gli uomini, sia per gli animali domestici e da allevamento, e non da ultimo per gli alimenti che possono essere contaminati.

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Legge anti moschee: la proposta è incostituzionale

Oggi pomeriggio, in Commissione Territorio dopo il resoconto fatto sul testo dal relatore Anelli, ho chiesto un parere legale agli uffici giuridici del Consiglio regionale su progetto di modifica della legge 12 del 2005 per la parte ormai nota come “legge anti moschee” presentata dalla Lega Nord. Credo che ci siano motivi di incostituzionalità in questa legge. Diversi sono i motivi che fanno dubitare della sensatezza della legge. Innanzitutto non può essere una norma legata all’urbanistica a stabilire se è morale o no costruire un luogo di culto. In questa legge non si fa mai riferimento ad un tipo di religione ma si va a colpire indistintamente non solo le moschee, come vorrebbe la Lega, ma anche la costruzione o la ristrutturazione di nuove chiese ed oratori. Inoltre è mai possibile fare un referendum ogni qual volta si voglia prevedere la costruzione di un nuovo luogo di culto? In una legge urbanistica non si può prevedere per obbligo questo tipo di consultazione, è il comune che decide in base ai suoi statuti e regolamenti se sentire o no la popolazione. Mi sembra una follia, voglio avere il parere dell’ufficio legale della Regione.

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