Archivi del mese: settembre 2014

La nutria è una specie nociva: lo dice una legge nazionale

Più che visibilità mediatica noi cerchiamo di far rispettare una legge nazionale che inserisce la nutria nella categoria degli animali nocivi e quindi soggetti a radicamento. Per questo con il collega Mario Carra ho chiesto una legge regionale ad hoc che permetta di partire con i piani di radicamento delle nutrie in Lombardia. Vorremmo precisare che non siamo i soli a ritenere che questo animale sia nocivo per la salute, dannosa per le coltivazioni agricole, pericolosa per la sicurezza idraulica e costosa per le infrastrutture ma prima di noi hanno espresso stesso giudizio l’Ispra, il Governo nazionale, la comunità scientifica e persino l’Unione europea che sta predisponendo una normativa mirata. Stiamo parlando di un numero che varia dai 2,5 ai 3 milioni di nutrie presenti in Lombardia e concentrate solo nelle aree di pianura – sono cifre riferite dall’assessorato regionale all’agricoltura – se siamo a questo punto è perché in passato si è agito per contenere e non per eradicare questa specie alloctona. Adesso con la recente  modifica alla legge nazionale la nutria non è più un animale protetto. La campagna di eradicazione sarà complicata sicuramente ma è sempre meglio agire in questa direzione che rimanere inermi come chiede Ermanno Giudici, coordinatore regionale della Lombardia dell’Enpa. Adesso la palla passa a Regione Lombardia, che si occupi della questione come abbiamo proposto e non faccia il solito scaricabarile.

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Disagi sulla linea Milano– Cremona–Mantova: la misura è colma

binariUn’ora e 39 minuti di ritardo. Ieri lungo la linea Milano–Cremona, e più precisamente sul treno n. 2663, i numerosi pendolari sono rimasti in balia di Trenord per ben tre ore. Questo è solo l’ultimo caso di inefficienza che si registra quotidianamente lungo la linea Milano–Cremona–Mantova. La misura è davvero colma, la Regione deve iniziare ad affrontare seriamente la questione e invertire il trend negativo che da sempre caratterizza il Sud Lombardia.

Nonostante l’immissione di due nuovi treni, come si può ben notare, la situazione non è affatto migliorata; è più che evidente che non è così che si affronta seriamente il problema della mobilità e del servizio ferroviario in Lombardia. Serve un progetto ampio e lungimirante che al momento non è nemmeno abbozzato. Siamo fermamente convinti che un rinnovamento deve passare necessariamente attraverso la messa a bando del servizio che porti alla previsione di rinnovo dei due terzi della flotta, cioè 200 treni. La Giunta invece è sorda ai richiami, non dico nostri, ma di tutti i pendolari e gli enti locali che si trovano ad affrontare quotidianamente quelle che ormai non sono più nemmeno emergenze. Vorrei poter discutere di tutto questo quanto prima in una riunione del “Quadrante ferroviario”. Chiedo pertanto all’assessore regionale Cavalli di indìre un Tavolo questa volta però da tenere sul territorio, a Cremona, e non come solitamente avviene a Palazzo Lombardia. Mi auguro che il tutto venga fatto in maniera concordata con i sindaci e i pendolari onde evitare che si ripeta quanto successo l’ultima volta quando mancavano i diretti interessati.

Anche il Comune di Cremona ha scritto nei giorni scorsi una lettera all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alberto Cavalli e al presidente Maroni per chiedere un incontro sul tema. Il problema è grave e come tale va affrontato coinvolgendo gli interlocutori a tutti i livelli. Il Comune di Cremona si è fatto promotore di incontri sul tema con gli amministratori delle città capoluogo delle province limitrofe. Adesso attendiamo una risposta dalla Regione per concordare azioni mirate e condivise. Auspichiamo che arrivi quanto prima.

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Pulizia treni: diminuiti gli addetti alle pulizie

Il numero di personale addetto alla pulizia dei treni è diminuito, una decisione presa dall’azienda appaltatrice a seguito della riduzione del budget messo a disposizione da Trenord. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Alberto Cavalli chiamato in Commissione a rispondere ad una interrogazione che avevo presentato.

Rispetto a tre anni fa le risorse sono diminuite del 20%; nei mesi scorsi l’azienda per aggiudicarsi l’appalto ha fatto un ulteriore ribasso. Ma non contento a giugno, a gara assegnata, Trenord ha chiesto di ridurre ulteriormente il budget. Capisco che le risorse sono diminuite e si cerca di razionalizzare il più possibile ma non si può permettere che un servizio fondamentale come quello ferroviario sia lasciato in condizioni pessime con il livello di decoro nettamente sotto la sufficienza. Non è così che ci si prepara all’Expo che ricordo sarà una vetrina mondiale per la nostra regione.

A seguire i lavori in Commissione anche i rappresentanti dei lavoratori e il sindacato preoccupati per il crescente numero di persone in esubero.

L’assessore ha assicurato che chiederà conto della situazione a Trenord e ha annunciato in anteprima che in vista di Expo la Regione metterà a bilancio 25 milioni di euro destinati proprio al servizio per il decoro e che chiederà al governo ulteriori risorse per soddisfare tutti i treni aggiuntivi che verranno immessi per l’evento.

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Nutrie: la Regione faccia subito una legge per l’eradicazione

Dopo che la legge nazionale ha dichiarato la nutria specie nociva, alla pari dei ratti, non dobbiamo più perdere tempo: va fatta una legge regionale ad hoc che ci permetta di partire immediatamente con i piani di eradicazione.

Oggi, mercoledì 24 settembre 2014, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, si è parlato di come proseguire negli interventi dopo la modifica della legge nazionale in materia, mentre si stava discutendo di un progetto di legge regionale sul fenomeno.

I dirigenti dell’assessorato all’Agricoltura hanno reso note le stime sulla diffusione di questi dannosissimi roditori. Ebbene, nei territori dove sono diffuse, che rappresentano un quarto di quello lombardo, sembra ce ne siano tra i 2,5 e 3,5 milioni. La provincia di Cremona ne ha stimate 1 milione solo sulla sua area e se pensiamo che nel 2013 è riuscita ad abbatterne 15mila, capiamo subito la portata e la gravità del fenomeno.

I danni sono stati riconosciuti da tutti, consiglieri e tecnici della Regione: a rischio sono le colture, i corsi d’acqua, gli argini. Ma è anche una faccenda di ordine sanitario, secondo noi: la condizione delle strade in queste province è al limite dell’igiene, per la quantità di carcasse di animali schiacciati dai mezzi che vi circolano. E alcune ciclabili o strade secondarie non vengono più utilizzate perché i cittadini hanno paura delle nutrie, le quali sono arrivate fino nei centri storici delle città della bassa.

Ecco perché non bisogna tergiversare: se la legge nazionale ha reso superate le norme vigenti in regione, queste vanno modificate con nuove regole. Si tratta di un’emergenza.
Dunque, già nella prossima riunione di Commissione, mercoledì prossimo, si terrà un gruppo di lavoro aperto ai tecnici dell’assessorato all’Agricoltura, ma anche alla Sanità con le province più colpite che sono quelle di Mantova, Cremona e Brescia.

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Fondo sostegno affitti: la delibera regionale è inefficace

Questo pomeriggio in commissione Casa del Consiglio regionale sono stati auditi gli assessori alla Casa dei comuni di Milano, Brescia e Sesto San Giovanni e il sindaco di Crema, assieme ai rappresentati dell’Anci, in merito agli effetti della delibera della Giunta regionale, la numero 2207 del 25 luglio scorso, concernente l’emergenza abitativa e nello specifico i criteri per ottenere i contributi previsti dal fondo sostegno affitti. La seduta è stata richiesta dal consigliere regionale del PD Onorio Rosati a seguito delle critiche mosse, nel mese di agosto, da diversi comuni lombardi che lamentano una percentuale di cofinanziamento ai fondi, 40 % secondo la delibera regionale, troppo alta rispetto alle possibilità economiche degli enti attenti a rispettare i vincoli di bilancio, e delle tempistiche troppo strette per poter accedere al fondo.

Noi sosteniamo con forza il grido dall’allarme lanciato dai comuni intervenuti questo pomeriggio, la Giunta regionale ha deliberato un testo che non coglie appieno i bisogni dei territori ma al contrario si corre il rischio di arrivare al 15 dicembre, termine ultimo per l’accesso al bando, e di perdere i fondi statali. E’ un paradosso che deve essere corretto subito. La Regione si metta in ascolto: o scriva un documento interpretativo alla delibera che corregge le criticità emerse oppure deliberi un nuovo testo. Una cosa è certa: come Partito Democratico non accetteremo che vengano persi soldi e tanti a fronte problemi che ci sono sul territorio soprattutto nelle città ad alta densità abitativa.

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Paullese: cerchiamo di fare un po’ di chiarezza

Dal sito del Pd cremasco, articolo di Stefano Begotti, memtro della Segreteria Pd del Cremasco:
http://www.pdcremasco.it/paullese-cerchiamo-per-lennesima-volta-po-chiarezza/

paullese2Da alcuni giorni si leggono dichiarazioni relative al mancato reperimento di risorse per il completamento dei lavori sulla ex S.S. 415 Paullese, attribuendo a quest’ultimo Governo un certo disinteresse nei confronti della vicenda. Si dice anche che il Governo abbia “ignorato” l’appello di Sindaci, Consiglieri Regionali e Parlamentari.

Vorremmo ricordare però alcune cose:

  • I fondi per la riqualificazione dell’intera tratta erano stati assegnati fin dall’epoca del conferimento della strada dallo Stato alle singole Province.
  • Il progetto esecutivo di riqualificazione era interamente coperto dai necessari finanziamenti, tranne per quanto riguarda il ponte sul fiume Adda per il quale si sarebbero dovuti utilizzare i ribassi d’asta degli altri lotti.
  • Nel luglio 2010 (Governo Berlusconi – Ministro delle Finanze Tremonti) è stato effettuato un consistente taglio dei trasferimenti alle regioni in seguito al quale la Regione Lombardia (presidente Formigoni, Assessore alle infrastrutture Cattaneo) ha scelto di azzerare, tra l’altro, i finanziamenti destinati alla realizzazione dei lotti mancanti.
  • Le tratte non ancora finanziate (Ponte Adda e Ponte Adda-Zelo B.P.) sono in carico alla Provincia di Milano, e solo recentemente la Provincia di Cremona ha siglato un accordo per prendersi carico della realizzazione del ponte.

Al di là della buona volontà dei singoli, amministratori locali o politici, è bene quindi ricordare ruoli e responsabilità precise, oltre al fatto che a chi governa oggi tocca rimediare ad errori e scelte scellerate altrui…

Pur non volendo scaricare responsabilità su nessuno, occorre però sottolineare il ruolo attivo che dovrebbero avere Provincia di Milano e Regione Lombardia nel reperimento dei fondi mancanti e nella scelta delle opere cui dare priorità, e la Paullese deve essere necessariamente una di queste.

In ogni caso, solo un’azione unitaria da parte di tutte le forze politiche del territorio, scevra da interessi di partito, può portare a risolvere una volta per tutte la questione che si trascina ormai da decenni.

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Nutrie: le Province devono poter agire

È quanto mai urgente una modifica della legge regionale di modo che i piani di contenimento provinciali delle nutrie possano continuare a essere in vigore.

Il decreto legge 91/2014 che, compiendo un passo in avanti, contiene, nelle disposizioni urgenti per il settore agricolo, il nuovo status di questi dannosi roditori, è stato convertito in legge già a giugno, ma la Regione ancora non ha recepito nella sua normativa, risalente al 2002, la novità. Questo comporta un rallentamento delle operazioni di contenimento o di eradicazione e blocca le Province cui spetta questo compito.

Oggi la nutria non è più una specie protetta, dunque la legge regionale va armonizzata per fermare una volta per tutte i danni all’agricoltura, agli argini, ai piccoli ponti campestri. Sollecitiamo, quindi, la Giunta e l’assessore Fava a modificare senza indugi la normativa regionale, sia per quanto riguarda il contenimento che lo smaltimento delle carcasse, tema altrettanto importante per chi vuole e deve intervenire. La Regione dia, perciò, quanto prima una certezza legislativa alle Province. Sulla questione noi continueremo a incalzare l’assessorato.

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Vicenda Brebemi dimostra che occorre investire sul ferro

La vicenda della Brebemi dimostra che ciò di cui la Lombardia ha veramente bisogno è l’investimento sul trasporto ferroviario e sull’intermodalità.

La Lombardia è solo decima in Italia per investimenti sul ferro nonostante abbia 800mila pendolari che tutti i giorni prendono il treno, e sono in costante crescita. Ciò che manca è un piano regionale della mobilità, a cui finalmente gli uffici stanno lavorando, e investimenti veri per l’acquisto di nuovi treni, per il raddoppio delle linee e per la realizzazione dei collegamenti tra le diverse reti di trasporto, in modo che le stazioni ferroviarie siano fruibili e raggiungibili facilmente per chi arriva e parte in auto, con i mezzi pubblici, con il car sharing e anche in bicicletta.

L’obiettivo di un progetto per i prossimi vent’anni deve essere quello di raddoppiare gli utenti del trasporto pubblico e di togliere il traffico dalle strade lombarde.

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Esenzione dei ticket

Ieri su “La Provincia” di Cremona è stata pubblicata una lettera di un pensionato rivolta a me e al collega Malvezzi in cui ci è stato chiesto se riteniamo equo l’attuale sistema di esenzione dei ticket, assicurato ai cittadini ultra65enni che hanno un reddito familiare inferiore a 38.500€, ma senza considerare se il nucleo familiare è composto da una o più persone, e se ci sono proposte in campo volte a rendere più equo il sistema (il testo completo della lettera a visibile a qui).
Pubblico di seguito la mia risposta:

Egregio direttore,
rispondo volentieri alla sollecitazione del signor Pasquali. In Lombardia abbiamo i ticket sanitari più costosi d’Italia e nonostante le promesse fatte in campagna elettorale da Maroni nulla è ancora cambiato. Una piccola modifica è stata fatta, l’anno scorso, sui ticket farmaceutici per gli ultra 66enni, ma alla prova dei numeri a beneficiarne sono stati in pochissimi. Ora, grazie all’applicazione dei costi standard da parte del governo, alla Regione arriveranno già quest’anno 506 milioni di euro da spendere per la sanità. I ticket sono stati finora utilizzati per fare cassa e per pagare i costi del sistema sanitario regionale, e ora ci sono le condizioni per cambiare rotta: occorre abolirli, quelli sui farmaci e su visite ed esami diagnostici, per tutti i redditi bassi e medi ed eventualmente vanno applicati solo ai redditi molto elevati. Spero che se ne possa discutere presto in Consiglio regionale, quando si affronterà la riforma della sanità mettendo a confronto le proposte del PD, che abbiamo illustrato a Cremona il 14 luglio scorso e che sono già depositate, e quelle della giunta Maroni, di cui finora conosciamo solo le linee guida.
Cordialmente,
Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd

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Orti sociali: entro dicembre via alla legge

Gli orti di Expo stanno diventando sempre più una realtà. Si sono tenute oggi, mercoledì 10 settembre 2014, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, le audizioni di Anci Lombardia, Federparchi Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Coldiretti Lombardia, Confederazione italiana agricoltori Lombardia, Copagri Lombardia e Ufficio Scolastico per la Lombardia in merito al progetto di legge sugli orti didattici, sociali e urbani presentato dal Gruppo regionale del Pd. E intanto la discussione in Aula è già stata calendarizzata per martedì 9 dicembre.

Le associazioni di categoria hanno particolarmente apprezzato la coerenza del progetto di legge con i contenuti e il tema di Expo, oltre che con la progettualità e le sperimentazioni già avviate sul territorio lombardo dagli enti ai vari livelli. Diverse le richieste emerse dall’incontro: dal punto di vista di Federparchi gli orti sono fondamentali, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto didattico e su questo l’Ufficio scolastico regionale ha addirittura chiesto di allargare la platea dei ragazzi che possono svolgervi l’educazione ambientale. E se Confagricoltura e Cia hanno chiesto attenzione ai giovani che si avvicinano al mondo delle coltivazioni, dando un ruolo di educatori agli agricoltori di esperienza, i più interessati sono stati senz’altro i Comuni. L’Anci ha posto, infatti, diverse questioni: l’uniformità dei locali accessori, le etichette illustrative dei prodotti coltivati a scopo didattico e pure un concorso per l’orto più bello.

Insomma, abbiamo raccolto i preziosi contributi che terremo in debita considerazione per migliorare il testo e abbiamo invitato tutti gli enti interessati a seguire gli sviluppi dei lavori per non perdere l’importante opportunità di essere protagonisti anche di quel cambiamento culturale e di stili di vita che la gente sta richiedendo in modo sempre più sentito.

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