Consumo di suolo: abbandonato il gruppo di lavoro

Noi del Pd, insieme a Patto Civico, abbiamo deciso di abbandonare il gruppo di lavoro per la redazione di un progetto di legge condiviso sul consumo di suolo, nato un anno fa in commissione territorio del Consiglio regionale e tuttora in stallo a causa dei problemi interni alla maggioranza. Durante la riunione odierna ho detto al presidente della commissione Alessandro Sala e ai colleghi degli altri gruppi che ritengo scorretto il comportamento della maggioranza che ha di fatto tenuto fermo il gruppo per settimane, subordinandolo a un’intesa interna alla coalizione di Maroni. Rispetto al testo approvato dalla giunta, firmato dall’assessore Viviana Beccalossi, ci sono evidentemente consistenti differenze di vedute che la maggioranza intende risolvere prima di sedersi al tavolo con gli altri gruppi. Sta di fatto che dopo un mese e mezzo di stallo il frutto di questa mediazione non è ancora stato presentato al gruppo di lavoro. Da qui la sua inutilità, alle cui dimissioni, accompagnate da quelle dei colleghi Jacopo Scandella (Pd) e Paolo Micheli (Patto Civico), è seguita la decisione del Presidente di Commissione di sciogliere l’organismo e di riportare tutto il dibattito direttamente in commissione, rinunciando di fatto ad un’intesa tra gli schieramenti.

Ho dato le dimissioni non per ragioni politiche ma etiche, di rispetto del lavoro altrui. Registro che è venuta meno la fiducia che mi era stata accordata per svolgere un ruolo istituzionale. Quando si comincia a immaginare in un gruppo di lavoro che ci sono la maggioranza e l’opposizione, e che quindi prima la maggioranza deve elaborare un documento proprio, è evidente che viene meno la ragione di lavorare insieme: basta e avanza l’attività della Commissione.

Da un mese e mezzo aspettiamo un testo condiviso dalla maggioranza su cui iniziare a lavorare per modifiche e integrazioni. Non sono bastate nemmeno tre riunioni di maggioranza e non sappiamo quanto tempo ci vorrà, ma rimangono sul tavolo le nostre proposte: la necessità di ragionare su area vasta per quel che riguarda la programmazione territoriale, il bisogno di ridurre il residuo, cioè tutte quelle aree programmate ma non ancora edificate e gli incentivi sia economici che burocratici per la riqualificazione.

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