Archivi del mese: luglio 2014

Quote latte: subito spiegazioni dalla regione sul debito con la UE

latteLeggo che la Commissione Europea ha chiesto lumi agli uffici regionali sui provvedimenti di sospensione della compensazione, ovvero i fondi trattenuti, in base alla multa, dalla Pac. Ma, a quanto pare, Palazzo Lombardia non ha dato risposte. Inoltre, sembra che la Giunta non abbia impugnato in appello le cause perse contro gli allevatori. E anche su questo la Ue chiede alla Regione, quindi a tutti noi, delle spiegazioni. Se fosse tutto vero, è un po’ troppo per i miei gusti.

Per questo presenterò immediatamente un’interrogazione in cui prima di tutto chiederò che ci venga detto come stanno esattamente le cose. L’assessore e gli uffici ci devono una risposta esauriente perché la vicenda delle quote latte ha già fatto fin troppi danni, soprattutto a chi ha sempre lavorato onestamente.

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30 milioni per un referendum inutile

Il Consiglio Regionale ha approvato ieri l’assestamento al bilancio preventivo 2014, con 43 voti favorevoli e 25 contrari. Un bilancio che è ben al di sotto delle necessità della nostra regione, che si attende interventi forti per il rilancio dell’economia e dello sviluppo, prima di tutto per dare quel lavoro che troppo spesso manca.

Il punto “qualificante”, imposto dalla Lega, è rappresentato dallo stanziamento di 30 milioni per lo svolgimento del referendum consultivo sull’autonomia della Lombardia, un referendum che nel 2015 dovrebbe vedere i lombardi sfilare ai seggi per dire la propria sulla idea di trasformare la nostra Regione in ente a statuto speciale, come la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia, le province di Trento e Bolzano, la Sardegna e la Sicilia. In realtà la consultazione non avrebbe un risultato giuridico, perché la materia è di rango costituzionale, e dunque può essere definita solo con un voto a maggioranza qualificata del Parlamento, in doppia lettura a distanza di sei mesi.

Un referendum inutile e costoso in quanto non ha alcuna possibilità di ottenere l’obiettivo che si propone. Emerge così chiaramente che la Lega vuole fare propaganda con i soldi dei lombardi, soprattutto di quelli più deboli. È la mossa della disperazione, perché dopo anni di promesse non mantenute finalmente le riforme si stanno facendo davvero, in Senato, con il governo Renzi e con il Pd. E anche quelle che riguardano le funzioni delle Regioni: è lì che occorre lavorare per garantire alla Lombardia quel grado di autonomia che merita. Senza sprechi di soldi e senza nuove regioni a statuto speciale, che non servono a nessuno. Non è un caso se le uniche due regioni guidate da uomini del Carroccio, il Veneto e la Lombardia, dopo il fallimento della macroregione ricorrano al referendum sull’autonomia, ma così facendo piegano l’istituzione alle ragioni della propaganda politica, usando risorse che potrebbero essere spese molto meglio.

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Porti di Mantova e Cremona: scippata la gestione alle Province

Scippati alle Province i porti di Mantova e Cremona.
PoCon 43 voti contrari e 26 favorevoli è stato bocciato, questa mattina in Consiglio regionale, l’emendamento abrogativo, di cui sono primo firmatario con Marco Carra, dell’articolo 14 dell’assestamento al bilancio 2014, che prevede il ritorno delle funzioni della soppressa azienda dei porti fluviali sul Po in mano alla Regione Lombardia.

Portare a Milano le funzioni di gestione dei porti fluviali del Po non ha senso ed è controproducente anche dal punto di vista finanziario. La Regione non potrà, per legge, fare gli investimenti necessari, che invece Province e Comuni stanno facendo e che ora subiranno uno stop. Peraltro le funzioni, alla fine di questa operazione, potrebbero rimanere alle Province che però le eserciterebbero per conto della Regione. Gli enti locali sono fortemente contrari, non si coglie la ragione di questo trasferimento eppure la maggioranza non ha voluto sentire ragioni. Ma essendo in atto il riordino delle funzioni delle amministrazioni provinciali, sarebbe stato  opportuno attendere il compimento di questo iter per poi discutere sui territori con i nuovi enti, su come i porti avrebbero dovuto esser gestiti. Una regola di semplice buon senso.

Sorprende la posizione favorevole a questo vero e proprio scippo dei consiglieri cremonesi Carlo Malvezzi e Federico Lena, e della consigliera mantovana Anna Lisa Baroni, così come l’assenza in aula dell’assessore Gianni Fava e il totale mutismo di Paola Bulbarelli.

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Domani in Consiglio regionale l’assestamento al bilancio

Il Consiglio regionale della Lombardia discuterà domani, lunedì 28 luglio, e dopodomani, l’assestamento al bilancio della Regione. All’interno del documento la giunta regionale ha previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro – due nel 2014 e ventotto nel 2015 – per la celebrazione di un referendum consultivo popolare dei cittadini lombardi per la trasformazione della Lombardia a Regione a Statuto speciale. Il referendum non avrebbe effetti giuridici, in quanto la “specialità” è assegnata dalla Costituzione, per la cui modifica occorre un voto del Parlamento a maggioranza qualificata in doppia lettura.
Noi del Pd siamo contrari a questo spostamento di risorse da altri capitoli, e su questo baserà in Aula le proprie proposte di modifica dell’assestamento e dunque del bilancio regionale. Il gruppo democratico ha presentato 40 emendamenti che mirano a utilizzare in modo utile quei 30 milioni di euro (insieme ai 4 milioni che la giunta Maroni si è riservato per la comunicazione, con un altro stanziamento in assestamento). Tre sono i temi principali:

  • Il Lavoro, per cui chiediamo di destinare 13 milioni di euro per la dote unica, per l’apprendistato e per i contratti di solidarietà
  • Le famiglie, per cui chiediamo di ripristinare il fondo sociale regionale ai valori dello scorso anno aggiungendo 12 milioni di euro e di incrementare il fondo sociale affitti di 15 milioni
  • Il risarcimento danni per eventi calamitosi come l’esondazione del Seveso, per cui chiediamo di incrementare il fondo regionale di 10 milioni di euro

La Regione Lombardia non può permettersi di buttare dalla finestra trenta milioni di euro in questo modo, soprattutto quando ci sono emergenze vere. Il lavoro, prima di tutto, ma anche il fondo sociale, con cui i Comuni fanno gli interventi per i disabili, per gli anziani e per le famiglie in difficoltà, che la Regione ha tagliato di quasi il 20%. O ancora per le emergenze idrogeologiche, come quella del Seveso.

Sulla parte “normativa” dell’assestamento, diciamo alcuni no.

  • No al regalo alle società del settore energetico che hanno impianti termoelettrici. La giunta intende scontare da qui in avanti per 30 milioni di euro le tariffe per l’utilizzo dell’acqua per il raffreddamento degli impianti, in cambio del pagamento degli arretrati accumulati dalle aziende nei confronti della Regione.
  • No all’ennesima operazione sulle aziende regionali che non porta ad alcuna, necessaria, semplificazione. La giunta ha deciso di scorporare da Finlombarda in favore di Infrastrutture Lombarde il ramo d’azienda, incorporato nella fusione con Cestec, che si occupa, tra le altre cose, di certificazione energetica degli edifici.
  • No alla vendita del patrimonio di Aler Milano per risanare il bilancio. È contro la legge nazionale, che prevede che gli introiti dalla vendita di alloggi debbano essere utilizzati per acquistare, costruire, risanare o fare manutenzione di altri alloggi.
  • No alla sottrazione alle Province di Cremona e Mantova della gestione dei porti fluviali sul fiume Po, per riportarli in capo alla Regione. Sarebbe un’operazione costosa, inutile e fermerebbe gli investimenti in atto e in progetto, che la Regione per legge non potrebbe fare.
  • Sì, invece al passo indietro sulla legge sulla competitività dove vengono abbandonate alcune forzature ideologiche sulla moneta complementare e sul marchio “made in Lombardy” per adeguarsi alle sagge prescrizioni del governo.
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Consumo di suolo: Maroni incoerente, rinvio a settembre

Il progetto di legge di contrasto al consumo di suolo è stato rinviato a settembre; oggi abbiamo conferma di quanto denunciamo da tempo. Nonostante gli spot di Maroni, non c’è la volontà politica da parte della maggioranza di arrivare in Commissione Territorio con un testo condiviso e sul quale iniziare la discussione.

Questa è la dimostrazione dell’incoerenza della maggioranza, non è mai successo che venisse iscritto per ben tre volte all’ordine del giorno un testo mai approdato in Commissione.

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Porti di Cremona e Mantova, audizione al Pirellone contro il trasferimento in Regione

Con il capogruppo Pd Enrico Brambilla, Marco Carra e altri colleghi, stamattina ho partecipato all’audizione in Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, a Palazzo Pirelli, delle province di Cremona e Mantova, per le quali erano presenti la vicepresidente di Mantova Francesa Zaltieri, il Commissario della Provincia di Cremona Gianluca Pinotti e due dirigenti del settore.

L’oggetto dell’audizione, chiesta dalle due amministrazioni provinciali e accordata dal Presidente della Commissione Alessandro Colucci, è l’articolo 14 del collegato ordinamentale all’assestamento di bilancio 2014 che prevede il ritorno delle funzioni della soppressa azienda dei porti di Cremona e Mantova, oggi alle Province, alla Regione Lombardia. Il Pd è contrario, e ha pronto un emendamento abrogativo di questa norma, sottoscritto anche dal collega dei 5 Stelle Andrea Fiasconaro, che andrà in discussione lunedì prossimo, 28 luglio.

Portare le funzioni di gestione dei porti fluviali del Po a Milano non ha senso e lo hanno detto con chiarezza i vertici delle due Province. Sarebbe controproducente anche dal punto di vista finanziario, perché per legge questo trasferimento dovrebbe avvenire a costo zero per la Regione, il che significa che non potrebbero essere fatti investimenti che invece Province e Comuni stanno facendo. Peraltro l’operazione potrebbe risultare anche inutile e costosa, visto che lo stesso articolo 14 prevede che le funzioni possano di nuovo essere conferite alle Province attraverso una convenzione. Ma essendo in atto il riordino delle funzioni delle amministrazioni provinciali sarebbe certamente opportuno attendere il compimento di questo iter per poi discutere sui territori con i nuovi enti, con i comuni  e con tutti i soggetti interessati allo sviluppo del sistema della navigazione fluviale come i porti devono essere gestiti. Peraltro, anche dal punto di vista del personale e dell’organigramma, il trasferimento non sarebbe affatto semplice.

Alla fine dell’audizione il presidente della commissione Alessandro Colucci, che è anche relatore del provvedimento, ha dimostrato di comprendere le ragioni esposte e si è riservato di accogliere la richiesta di ritirare l’articolo 14.

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Intervenire sulle carceri di Brescia, Varese e Cremona

Favorire un accordo tra l’amministrazione penitenziaria e le amministrazioni locali per risolvere i problemi strutturali delle carceri di Brescia, Cremona e Varese, risultati i più critici della Lombardia. Lo chiede il Consiglio regionale a larghissima maggioranza, con una risoluzione proposta dalla commissione speciale per le carceri lombarde approvata nella seduta odierna. Il problema strutturale della casa circondariale di Canton Mombello, a Brescia, il sovraffollamento a Varese, le precarie condizioni igienico sanitarie in alcuni reparti a Cremona sono stati messi sotto la lente dalla commissione, in ragione delle competenze regionali che, se non attengono alle riqualificazioni degli edifici penitenziari o alla loro realizzazione, si concentrano invece sulla tutela della salute e del benessere dei detenuti.

Il Pd ha votato convintamente a favore: abbiamo voluto identificare le priorità per poter arrivare finalmente a risolvere qualche problema, anziché indicarne cento senza poi risolverne nemmeno uno. A Cremona, come abbiamo potuto constatare durante la recente visita in loco della commissione speciale, sono state rilevate mancanze strutturali particolarmente gravi in due sezioni per le quali il ministero ha aperto la gara e ha stanziato le risorse. Tuttavia occorre accelerare il passo e la Regione deve fare la propria parte, come oggi ha indicato il Consiglio.

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Premiato Giuseppe Figoni per la buona politica

Giuseppe FigoniIl Consiglio regionale della Lombardia ha attribuito questa mattina il riconoscimento “per la buona politica” a Giuseppe Figoni, sindaco di Torlino-Vimercati, comune di 400 abitanti in provincia di Cremona.

La capacità del sindaco Figoni di interpretare il suo ruolo coniugando l’impegno amministrativo, occupandosi in prima persona, a 360 gradi, dei problemi quotidiani della comunità, con il coinvolgimento puntuale, costante e originale dei giovani.

Figoni si contraddistingue per avere una sensibilità unica che lo ha portato negli anni ad occuparsi dei ragazzi adulti affetti da autismo organizzando, assieme a tutte le associazioni della provincia di Cremona, eventi a loro dedicati. Lo fa con naturalezza, quasi quotidianamente e questo mi pare un modo davvero concreto di fare buona politica.

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Irregolarità contratti: Maroni subito in aula a riferire

Siamo perplessi e preoccupati di fronte alla pletora di notizie che stanno emergendo a proposito di irregolarità nelle nomine e nei contratti in Regione, fino all’odierno avviso di garanzia notificato a Maroni e al capo della sua segreteria. Chiediamo perciò che il presidente intervenga immediatamente in Aula per riferire sulla vicenda.

Per quanto ci riguarda, ci sentiamo sin d’ora impegnati a vigilare attentamente su ciò che sta accadendo. Attendiamo quindi gli sviluppi della vicenda pronti, nel caso, ad assumere ulteriori iniziative.

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Il PD regionale lunedì 14 luglio a Cremona e Crema

Nella giornata di lunedì 14 luglio insieme a tutto il gruppo regionale del Partito Democratico sarò a Crema e a Cremona per la prima tappa di un tour che ci porterà in tutte le province lombarde a illustrare la nostra proposta di riforma della sanità regionale, quanto mai necessaria dopo la stagione di scandali di cui è stata protagonista negli ultimi anni. Tre gli appuntamenti previsti, a cui parteciperò insieme al Segretario regionale Alessandro Alfieri, il Capogruppo Enrico Brambilla, la Vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi e il Capodelegazione in commissione sanità Carlo Borghetti: alle ore 11 a Cremona, nella sala comunale Zanoni (via Antico Passeggio), incontro con gli operatori; a seguire, alle ore 12.15, sempre in sala Zanoni, la conferenza stampa per le testate provinciali; alle ore 14.00 a Crema, in Largo Ugo Dossena all’interno dell’azienda ospedaliera, in sala Polenghi, incontro con il personale.

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