Archivi del mese: maggio 2014

Porti fluviali: gestione di nuovo in mano alla Regione nonostante i buoni risultati

I porti di Cremona e Mantova e il trasporto fluviale lungo il Po non hanno mai funzionato così bene come dal momento in cui, a fine 2006, Regione Lombardia ne aveva dato in mano la gestione a Province e Aipo. Eppure, oggi, con la legge che si chiama di razionalizzazione, la Regione vuole riprendersi l’oneroso compito di gestire i due scali. Non ne capiamo il motivo e la consideriamo una complicazione, più che una semplificazione, e una perdita di competitività

È un provvedimento omnibus che mette insieme la modifica di 26 leggi e più di 200 articoli diversi. E tra questi c’è anche l’attribuzione alla Regione delle funzioni e delle attività della soppressa Azienda regionale per i porti fluviali di Cremona e di Mantova, già conferite alle Province con la legge regionale 27 dicembre 2006. Ma non si capisce perché la Regione si riprende in mano questo compito, tra l’altro con la prospettiva di un commissariamento prima e di un soggetto terzo cui affidarlo poi.

Se il pdl 154 ha come obiettivo la razionalizzazione e la sburocratizzazione, in questo caso fa delle scelte che non hanno né capo né coda e tra l’altro sono tutt’altro che a costo zero per la Regione. E anche se la giustificazione fosse che le Province stanno per scomparire e la Regione dovrà preoccuparsi di ridistribuire le loro funzioni, non si capisce perché farlo in questo modo e non attendere una legge organica di riorganizzazione di questi enti.

In aggiunta a ciò, proprio nella seduta di oggi, la Commissione Territorio ha ascoltato l’Associazione culturale International Propeller Clubs di Mantova che promuove l’incontro e le relazioni tra persone che gravitano nei trasporti marittimi: ci hanno detto che da quando i due porti sono gestiti dalle rispettive Province sono aumentate le merci trasportate via fiume e il sistema non ha mai funzionato così bene lungo il Po.

Il parere al testo è, comunque, passato, anche se non tutti nella maggioranza erano d’accordo. Ora aspetteremo che arrivi in II Commissione Affari Istituzionali che ha l’ultima parola, e lì presenteremo un emendamento che chiede di abrogare l’articolo 30, quello che stabilisce l’attribuzione alla Regione. Se non servirà a nulla, daremo battaglia e porteremo avanti la nostra proposta anche nella seduta di Consiglio in cui se ne discuterà, fissata per il 17 giugno.

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Moto nei boschi: accolte alcune richieste, ma restano criticità

parco3Dopo la richiesta di pregiudiziale in Aula da parte del Pd e la decisione anche della maggioranza di rinviare il testo in VIII Commissione Agricoltura, è ricominciata oggi, mercoledì 28 maggio 2014, la discussione sul provvedimento che intende regolare le gare motociclistiche nei boschi.

Siamo soddisfatti del fatto che, rispetto a quanto annunciato, non solo il testo è stato in parte modificato, ma sono state accolte due nostre richieste che avevamo presentato come emendamenti.
Intanto ritornano le compensazioni. E poi si fa nuovamente riferimento a un regolamento che già esiste e che disciplina l’utilizzo dei mezzi a motore.
Nello specifico il provvedimento rivisto supera due importanti criticità: l’ampliamento degli interventi non assoggettati all’obbligo di compensazione, con riferimento a opere pubbliche o di pubblica utilità, limitatamente alle zone montane, a prescindere dalla mancanza o scadenza dei piani di indirizzo forestale; e l’introduzione di un nuovo regolamento regionale che disciplini il rilascio di autorizzazioni per manifestazioni nei boschi con mezzi motorizzati.

Rimangono, tuttavia, punti ancora non condivisi, sui quali sosterrò con fermezza le posizioni già espresse, ossia l’aumento a 30 anni del periodo di tempo entro il quale il bosco può essere tagliato senza necessità di autorizzazione, in caso di recupero agronomico, e il fatto di non considerare bosco i terreni edificabili a destinazione produttiva, colonizzati spontaneamente da specie arboree o arbustive, quando il processo è in atto da meno di 15 anni. Principio che chiaramente si estende alle aree boscate di pianura, dove è più difficile che queste poche ‘oasi’ di verde si ricreino. Quindi, piuttosto, vanno salvaguardate.

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Contributi alla fondazione don Angelo Madeo Caritas

Noto con soddisfazione che sono stati assegnati contributi regionali alla Fondazione di religione e di culto Don Angelo Madeo Caritas di Crema. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, ha appena deliberato l’assegnazione di contributi del Fondo istituito lo scorso anno dall’Ufficio di Presidenza  del CR alimentato dagli incassi della buvette per il pagamento a prezzo pieno dei generi alimentari da parte dei consiglieri regionali. A beneficiarne saranno 7 realtà regionali assistenziali, specializzate nella distribuzione di pasti, tra cui quella cremasca. La Fondazione cremasca che ha vinto il bando, insieme ad altre associazioni e cooperative lombarde, potrà beneficiare di questi contributi che, sebbene siano il ricavato di un gesto più che altro simbolico della politica, potranno essere di aiuto ai più bisognosi. Mi fa piacere poterne annunciare la destinazione anche qui a Crema, dove arriveranno ai più indigenti, come promesso a inizio legislatura.

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Pac: grazie a Renzi e Martina un accordo importante per l’agricoltura lombarda

Campo di maisTra Ministero e Regioni è stata raggiunta un’intesa sull’attuazione in Italia della Politica Agricola Comune 2014-2020, che vale 52 miliardi di euro per tutta l’Europa. Grazie al Governo Renzi e al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina si è raggiunto un risultato fondamentale per l’agricoltura lombarda e italiana.

La proposta delle Regioni del nord, che chiedeva l’assegnazione della prevalenza degli aiuti accoppiati alla zootecnia, colonna portante dell’agricoltura lombarda, è stata accolta dal Governo che ha dimostrato lungimiranza e cambiamento rispetto al passato e prevede per la zootecnia complessivamente 220 milioni di euro. Ancora una volta il Governo Renzi e il Ministro Martina si sono dimostrati in discontinuità con i governi degli anni passati.

Nell’accordo, fra l’altro, sono state stabilite le norme per incentivare il lavoro giovanile, dove è prevista la maggiorazione degli aiuti diretti nella misura del 25% per i primi 5 anni di attività per le aziende condotte da under 40, assicurando il livello massimo di plafond disponibile che ammonta a circa 80 milioni di euro. Ma è molto importante anche l’allargamento della così detta ‘black list’ con l’esclusione dai contributi di banche, società finanziarie, assicurative e immobiliari, scindendo così una volta per tutte chi realmente fa agricoltura e chi fa rendita.

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Moto nei boschi: torna in commissione la legge contro i boschi

parco3Torna domani, mercoledì 28 maggio 2014, in VIII Commissione Agricoltura, a partire dalle 16, la discussione sul pdl 124, ovvero il testo unico in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale, che, con la scusa di regolare le gare di moto fuoristrada sui sentieri di montagna, aveva già tentato di portare a 30 anni il periodo di tempo entro il quale un bosco, per interventi di recupero agronomico, può essere disboscato senza necessità di autorizzazione

Ne avevamo discusso a lungo in Commissione e alla fine, pur essendo arrivato in Aula, il provvedimento è stato ritirato con l’obiettivo di ridiscuterlo. Ma a quanto sappiamo torna sui nostri tavoli tale e quale, nonostante la sollevazione popolare delle associazioni e le 40mila firme raccolte dal Cai.

Il passaggio che non ci convince è legato proprio all’intervento che la Regione intende fare con questa legge sul patrimonio boschivo lombardo, il quale, non sarà più tutelato come prima, ma noi non molleremo: ricominceremo a dare battaglia per evitare un danno all’ambiente nostrano.

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17 anni per salvare la Terra: votiamo i Sindaci giusti!

Nel marzo del 2014 l’ONU, attraverso un gruppo di lavoro di scienziati di tutto il mondo, ci ha rassegnato un nuovo studio sul cosiddetto effetto serra. Cioè sul fatto che sulla Terra, il Pianeta su cui viviamo, la temperatura dell’atmosfera è in continuo aumento in seguito all’inquinamento crescente ed in particolare a quello relativo alle emissioni di carbonio.

La previsione per fine secolo si assesta attorno all’aumento dai 4 ai 5 gradi. Con queste temperature, che l’uomo non sa come gestire, scompariranno, ad esempio, alcuni territori prossimi ai mari e agli oceani, dove il livello dell’acqua potrà aumentare tra gli 80 e i 90 cm. L’ONU ci dice anche che, se vogliamo limitare i danni, poi irreparabili, dobbiamo fare, entro il 2030, tutta una serie di azioni molto concrete che devono andare nella riduzione delle emissioni di carbonio per restare entro i 2 gradi di aumento di temperatura.

Cioè, abbiamo 17 anni di tempo a disposizione.
Questo ce lo dice l’ONU, non un’associazione di ambientalisti! Cosa possiamo (dobbiamo!) fare?

Anzitutto il cambiamento passa attraverso il nostro stile di vita. E’ anche un fatto culturale. Ma lo studio dell’ONU non concede più alibi alla politica. E per politica io intendo non solo quella “romana”. Si deve partire dai sindaci. E’ dai comuni che si deve dare un segnale forte. Ad esempio, cominciando il prossimo 25 maggio a votare per i candidati “giusti”, quelli che si presentano con obiettivi chiari, che vadano nella riduzione di fermare il consumo di suolo, di produrre energia da fonti rinnovabili, puntando decisamente sul trasporto pubblico sostenibile. Cominciamo dai sindaci e dalle nuove giunte. In Lombardia saranno tantissimi i cittadini che voteranno per il loro rinnovo. E poi tocca alla Regione. Io qui ci sono. Anche se sto in minoranza.

Le leggi e le azioni su cui sto lavorando sono quelle per fermare il cemento e rigenerare i centri abitati esistenti, per sostenere il trasporto pubblico, per fermare il taglio indiscriminato dei boschi in montagna e per favorire l’uso delle fonti energetiche rinnovabili. Sono tra i promotori della creazione di zone (aree vaste) a “carbon zero”, cioè autosufficienti dal punto di vista energetico. Stop alle materie prime fossili. L’obiettivo? Lasciare ai miei nipoti (per i miei figli siamo già in ritardo) le stesse possibilità di qualità di vita che mi hanno lasciato in eredità i miei genitori. E’ un obbligo etico e morale prima che politico.

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Pac: no alle decurtazioni

Oggi, venerdì 9 maggio 2014, a Lodi ho partecipato al convegno, organizzato dal Partito Democratito, sull’ “Applicazione della Pac in Lombardia” nella quale ho ribadito il concetto che Regione Lombardia debba con il Governo per rivedere il Decreto Irpef, prima che diventi legge, laddove prevede per le imprese agricole che hanno investito in energie rinnovabili una tassazione del 25%, con effetto retroattivo.

E’ chiaro che il Governo può decidere di spostare l’asticella verso l’alto e legare i pagamenti non al reddito agrario, ma a una percentuale secca, come per tutti, ma non può essere un provvedimento retroattivo. D’ora in poi chi vorrà investire in energie rinnovabili, in particolare in biogas, come accade nella bassa Lombardia, sa a cosa va incontro. Per chi ha fatto queste scelte anche molti anni fa, le regole, secondo noi, non vanno cambiate.

Un tema caldo, dunque, per un convegno che ha fatto il punto sulla Politica Agricola Comunitaria: vogliamo giocare la nostra iniziativa tempestivamente, prima delle definizione del I Pilastro della Pac dentro la Conferenza Stato-Regioni. Una parte di queste scelte sono state demandate agli Stati, ma alcune decisioni devono ancora essere prese: con il decreto ministeriale che le approverà bisognerà recuperare le risorse decurtate dalla riduzione prevista per alcune aziende zootecniche e cerealicole, quelle che si occupano, cioè, di riso, carne e latte, per semplificare.

Su 54mila aziende lombarde, 35mila hanno ricevuto un premio Pac a pagamento diretto, per un totale di mezzo miliardo di euro e una media di 14mila euro. Se si pensa che più della metà di queste ha un reddito di 25mila euro, si capisce che non è un aspetto banale o secondario.

Come uscirne? Continua a leggere

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Consumo di suolo e rigenerazione urbana

convegno consumo di suolo“Consumo di suolo e rigenerazione urbana”:  questo è il titolo del convegno organizzato dal Partito Democratico e dal Patto Civico che si terrà domani 9 maggio, dalle ore 9,30 alle 12,30, presso la Sala Gonfalone, Palazzo Pirelli, Milano. Il dibattito verterà sulla riforma complessiva della legge regionale urbanistica 12 del 2005 che approderà in Aula il prossimo 8 luglio.

L’ introduzione è affidata al capogruppo del Pd Enrico Brambilla e al consigliere regionale del Patto civico Paolo Micheli. Sarà presente l’assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi.

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Paullese: la Giunta mantenga gli impegni

paulleseOggi ho depositato oggi una mozione che verrà discussa nelle prossime sedute del Consiglio regionale in merito al finanziamento dei lavori di completamento della ex Paullese tra Zelo Buon Persico e Spino d’Adda e al conseguente prolungamento della Metropolitana da S. Donato.

Ad oggi abbiamo notizie incomplete e contrastanti sul completamento di questa opera: sono ormai trascorsi 17 anni dall’approvazione del protocollo “Paullese” e molti soldi sono stati spesi per le diverse fasi del progetto e per altre opere viabilistiche connesse alla stessa ex statale. Nessuno parla più del prolungamento della M3 e si ha la netta sensazione che gli impegni presi e i soldi spesi per il progetto definitivo siano finiti nel nulla e questo sarebbe un grave errore anche in considerazione dell’ Expo.

Il prolungamento della M3 rappresenta per i territori sud-est e per la stessa città di Milano una grande opportunità. Sarebbe una “cura del ferro” indispensabile per bloccare all’origine i flussi di traffico dal sud della Lombardia verso la città capoluogo di Regione in un’area, purtroppo, tra le più compromesse in Europa per gli inquinanti in atmosfera.

Le richieste formulate attraverso la mozione sono sostanzialmente tre: chiediamo alla Giunta di riconvocare il tavolo dell’Accordo di Programma della TEEM per confermare, rafforzare e mantenere gli impegni presi sugli interventi di integrazione delle reti viarie, ferroviarie e metropolitane, finalizzate al potenziamento del sistema della mobilità nell’est milanese e nel nord lodigiano attraverso il prolungamento M3 fino a Paullo e Zelo Buon Persico. Inoltre chiediamo di riaprire il tavolo regionale sul trasporto Pubblico lungo l’asta Paullese già previsto dai diversi protocolli d’intesa fra i diversi Enti e di reperire le risorse necessarie per completare i due lotti dei lavori rimasti senza copertura finanziaria.

Parliamo del secondo lotto secondo stralcio dei lavori di raddoppio fino a Zelo Buon Persico e la successiva realizzazione del ponte sull’Adda, senza i quali si creerà un imbuto di traffico attorno agli abitanti dei due comuni interessati dall’opera. Occorrerà infine trovare le risorse locali necessarie per sbloccare il parere negativo della Corte dei Conti che consentano di richiedere l’indispensabile compartecipazione economica del Governo nazionale.

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Alluvioni: regione Lombardia calcoli altezza e velocità dell’acqua

Altezza e velocità dell’acqua sono elementi fondamentali ed imprescindibili per valutare la pericolosità e il conseguente grado di rischio di un evento alluvionale. Dunque, è necessario che Regione Lombardia effettui questi studi, cosa che finora non sembra abbia fatto.

Nella nostra regione sono oltre 900 i comuni in pericolo già individuati dal Ministero, di cui 231 a rischio frane, 435 a rischio alluvioni e 248 che incorrono in entrambi i casi. Ora, la ‘Direttiva Europea Alluvioni’ dispone che entro giugno 2015 l’Italia si debba dotare di uno specifico piano di gestione del rischio di alluvioni. In fase di predisposizione delle mappe del grado di pericolosità di incorrere in questo rischio, relative al territorio della Lombardia, tra gli attori sarà coinvolta anche la Regione.

Per questo, col collega Barzagli, ho chiesto all’assessore al Territorio se Regione Lombardia non intenda promuovere o richiedere appositi studi che prevedano di integrare le mappe con i dati di portata della piena, profondità o livello delle acque, velocità del flusso come stabilisce proprio la Direttiva alluvioni.

Mappe di pericolo che non tengano in adeguata considerazione la valutazione analitica di questi parametri, oltre che non essere conformi alla norma, forniscono un’informazione assolutamente lacunosa sul pericolo di alluvioni. Senza queste basi informative non crediamo che si possano definire in modo corretto gli obiettivi e le necessarie misure da perseguire nei prossimi 6 anni per giungere a una gestione integrata del rischio alluvioni e per ridurre le conseguenze negative per la salute umana, il territorio, i beni , l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche e sociali derivanti dalle alluvioni

Le risposte che abbiamo avuto dal sottosegretario Parolo, in vece dell’assessore Beccalossi, assente, ci lasciano non completamente soddisfatti perché non è chiaro se gli studi che la Giunta ha delegato ai tecnici di redigere tengono presente altezza e velocità dell’acqua, che, come abbiamo detto, sono imprescindibili. Abbiamo chiesto perciò alla Giunta di effettuare una volta per tutte queste indagini.

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