Archivi del mese: aprile 2014

Linea Cremona–Crema-Milano: le corse estive non verranno soppresse

binariIl collegamento Cremona–Crema–Treviglio-Milano nel mese di agosto ci sarà. Il servizio, seppur ridimensionato, sarà assicurato ogni ora; non ci sarà un treno diretto Crema–Milano ma è previsto il cambio a Treviglio. I cartelloni esposti in stazione non riportano le informazioni corrette, come ci hanno spiegato stamattina i funzionari dell’assessorato ai Trasporti e Infrastrutture di regione Lombardia; per questioni di budget è stato stampato un orario valido tutto l’anno senza contare le modifiche stagionali ma cancellando tutti i treni senza consultarsi con la Regione.
Un altro argomento discusso questa mattina riguarda la questione del bonus. La Corte Europea con una recente sentenza stabilisce che la società di trasporti rimborsi l’utente nel caso in cui si registri un ritardo al di sopra di un’ora. I dirigenti dell’assessorato ai Trasporti questa mattina ci hanno preannunciato che la regione sta provvedendo ad adeguarsi in tal senso. Nello specifico ho segnalato il caso della linea Milano–Crema-Cremona i cui pendolari nonostante siano  in possesso di un abbonamento che copre l’intera tratta possono ottenere il rimborso esclusivamente per la tratta Cremona–Treviglio. Il problema si pone quando il ritardo si concentra lungo la seconda direttrice la Verona-Treviglio–Milano. Al momento non è previsto un rimborso totale per quelle linee che prevedono il cambio, come la Cremona–Milano. Ma ci è stato assicurato che dal 1 gennaio 2015, quindi a scadenza del contratto di servizio, Trenord provvederà a risolvere questa mancanza.
E’ stato un incontro proficuo che si è concluso con l’accoglimento della nostra richiesta di indire una riunione dei quadranti per discutere dei problemi del trasporto pubblico locale. Il 12 e il 19 maggio prossimi sono fissati rispettivamente quelli del quadrante Sud ed Est. Auspichiamo di avere anche in quelle due occasioni un riscontro positivo.

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Regione Lombardia valorizzi le potenzialità infrastrutturali del polo ferroviario

Venerdi scorso a Bologna ho incontrato l’Assessore Mobilità e Trasporti in Regione Emilia-Romagna, Alfredo Peri, per confrontarmi sul futuro del polo ferroviario, in provincia di Mantova, nodo nevralgico della ferrovia Suzzara-Ferrara e in posizione strategica tra Lombardia, Veneto ed Emilia. Alla luce di questo incontro, ritengo che Regione Lombardia debba compartecipare assieme alla regione Emilia all’adeguamento e al potenziamento degli attuali impianti dell’ Officina Grandi riparazioni presente nel Comune di Sermide.

A settembre si chiude il bando di gara europea che Regione Emilia Romagna ha indetto per affidare il trasporto regionale ferroviario ad una società che sia in grado di garantire un servizio efficiente e moderno. Sermide, con la sua officina “Grandi Riparazioni”, è stata inserita nel capitolato di gara ma al momento non è possibile sapere quale uso verrà fatto dell’impianto, bisognerà aspettare qualche mese per conoscere la società vincitrice. E’ bene ricordare che Sermide anche se serve l’Emilia è di proprietà di Regione Lombardia la quale ancora non si è espressa in merito.

L’assessore regionale ai Trasporti dell’Emilia Romagna Peri si è preso l’impegno, una volta definito il vincitore della gara, di cercare la soluzione più idonea per valorizzare al meglio la struttura. Una posizione quella di Peri che fa sperare per il meglio. Il mese scorso abbiamo presentato un’interrogazione ad hoc per capire in che modo la Giunta intende valorizzare questo importante polo ferroviario ma la risposta tarda ancora ad arrivare. Confidiamo ora che l’assessore Del Tenno, o chi per lui nella Giunta Maroni, indica un tavolo di confronto con gli enti interessati, regione Emilia Romagna e la società vincitrice, e sostenga le richieste del territorio di Sermide. Vista la sua posizione strategica, il comune mantovano ha tutte le carte in regola per ricoprire un ruolo decisivo nello sviluppo produttivo dell’area in termini di trasporto intermodale tra ferro, acqua e gomma. Da un lato infatti sarebbe un punto di riferimento per lo scalo merci e dall’altro, sfruttando l’accesso al fiume Po sito a poche centinaia di metri dalla stazione, sarebbe un buon ponte di collegamento al sistema idroviario Padano–Veneto.

Per quanto riguarda Fidenza sono stati soppressi tutti i treni di collegamento, attualmente il collegamento è assicurato da un servizio di bus sostitutivo effettuato dalla compagnia emiliana SETA. Abbiamo sottoposto all’assessore Peri il problema della vendita dei biglietti che al momento non è possibile effettuare presso la stazione di Cremona, creando confusione per gli utenti e i turisti. Abbiamo chiesto di concordare con Trenord la possibilità di mettere punti vendita all’interno della stazione lombarda. Invece per il collegamento con Piacenza si è convenuto con Peri sulla sussistenza di problemi legati alla tenuta dell’infrastruttura ferroviaria la quale comporta una riduzione della velocità rispetto alla media e quindi ritardi costanti lungo la tratta. L’assessore Peri ci ha preannunciato che chiederà a Regione Lombardia che la gestione della linea passi all’Emilia Romagna.

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Il servizio ferroviario affidato con bando in Lombardia si può fare

FerrovieVenerdì mattina ho incontrato a Bologna l’assessore Mobilità e Trasporti in Regione Emilia-Romagna Alfredo Peri. Tre gli argomenti trattati: innanzitutto un parallelo tra i due modelli di gestione del sistema ferroviario, quello lombardo affidato a Trenord e quello emiliano invece affidato attraverso un bando di gara, poi un confronto sulle direttrici ferroviarie interregionali che dalla Lombardia arrivano a Parma, Piacenza e Fidenza ed infine uno sul polo ferroviario di Sermide, in provincia di Mantova, nodo nevralgico della ferrovia Suzzara-Ferrara in quanto vi ha sede l’officina “Grandi Riparazioni” delle Ferrovie Emilia Romagna.

Sono mesi che chiediamo alla Giunta di valutare l’ipotesi di affidare attraverso un bando di gara europeo il servizio ferroviario lombardo, in ultimo ieri pomeriggio quando in Commissione Territorio con un ‘interrogazione abbiamo chiesto nuovamente all’assessore Del Tenno di ritirare la delibera del gennaio scorso con la quale si provvede a rinnovare per altri 7 anni il contratto di servizio a Trenord. Ancora una volta l’assessore lombardo ci ha risposto picche spiegandoci che non vi è convenienza sia in termini economici che pratici. Ma dal confronto avuto oggi con il suo omologo emiliano non vi è alcun dubbio  che questa è la direzione da perseguire.

La scelta di Regione Lombardia di riaffidare il servizio a Trenord senza inserire precise clausole all’interno del contratto relative alla puntualità e per la cifra di più di 500 milioni di euro è stato un errore. La Giunta emiliana, optando per l’affidamento con bando europeo, porta a casa diversi vantaggi quali un risparmio sul costo del contratto di servizio derivante dalla gara  che viene affidata per oltre 20 anni e che permette di ammortizzare i costi e di rinnovare due terzi del parco rotabile con un investimento di  500 milioni. Inoltre si stima un utile di impresa del 6%. Non poco, vista la situazione in Lombardia. Nei giorni scorsi l’assessore Del Tenno si è reso disponibile per un approfondimento sul sistema regionale lombardo a 360° in Commissione Infrastrutture nei primi di maggio. Bene. Sarà quella l’occasione, dati alla mano, per avere un confronto franco sul tema.

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Ludopatie: chiesta  revisione fiscalità sul gioco d’azzardo

Approvato, con la sola astensione del M5S, in Consiglio regionale, il progetto di legge al Parlamento per il contrasto alle ludopatie. Chieste misure più severe rispetto alla razionalizzazione dei punti vendita, alla pubblicità, all’inasprimento del prelievo fiscale sui concessionari dei giochi. Questa proposta al Parlamento va a rafforzare la legge regionale approvata lo scorso autunno e va nella direzione di una nuova cultura “anti slot”.
Durante la discussione è stato approvato anche un ordine del giorno presentato dal Pd col quale  si impegna la Giunta regionale “a farsi portavoce in Conferenza Stato-Regioni affinché venga rivista la fiscalità generale del gioco d’azzardo al fine di essere almeno autosufficiente a sostenere le spese di prevenzione, cure e riabilitazione dei giocatori ludopatici e delle relative famiglie e non dover ricorrere di conseguenza ad altri fonti di entrate”.
Alla Giunta abbiamo dato un mandato importante col nostro ordine del giorno, si faccia ora portavoce affinché venga rivista la fiscalità legata al gioco: un passaggio importante al quale il governo non si deve sottrarre. Tassare il reddito da lavoro e d’impresa del 40% e quello del gioco solo dell’8% è assurdo: i dati ci dicono, tra l’altro, che a fronte della crescita del business legato al gioco, in Italia, negli ultimi mesi, l’Erario ha introitato entrate fiscali che non sono proporzionalmente aumentate. Il problema del gioco d’azzardo sta diventando per molte famiglie sempre più serio, il governo non può più ignorarlo, si deve porre una severa attenzione limitando future licenze alle sale da gioco e dando più poteri ai nostri sindaci per contrastarne la diffusione efficacemente.

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Trivellazioni e stoccaggio gas: Regione Lombardia valuti se sospendere le ricerche e le autorizzazioni

Le notizie provenienti dall’Emilia Romagna sono allarmanti: il rapporto della Commissione Tecnico Scientifica Ichese non esclude una relazione tra il sisma e le trivellazioni. Inoltre, rischia di essere pericoloso anche lo stoccaggio di gas. Con gli impianti di gas di Sergnano e Ripalta, in provincia di Cremona, alla luce delle novità provenienti dalla regione contermine e le numerose trivellazioni alla ricerca di idrocarburi presenti sul territorio provinciale, ritengo sia il caso di sospendere tutto.
Per precauzione, la Giunta regionale lombarda aveva già ritenuto necessario attendere il pronunciamento della Commissione Ichese e, in attesa delle risultanze, era stata decisa la sospensione delle istruttorie in corso per Sergnano e Ripalta, relative alle attività di stoccaggio di gas. Lo scopo era proprio quello di definire ulteriori prescrizioni e indicazioni per l’esercizio degli impianti, per una maggior tutela dei territori e delle popolazioni interessate.
Come ho elencato in un un’interrogazione all’Assessore Regionale all’Ambiente Terzi, nel rapporto Ichese emerge “l’esigenza di definire nuove tecniche di monitoraggio e controllo, lo sviluppo di modellistica geofisica e geologica, nuove metodologie statistiche, piani di gestione del rischio con individuazione degli enti e dei sistemi di controllo, programmi di interazione e comunicazione con la popolazione e gli amministratori”.
E a Regione Lombardia chiedo se non intenda adottare provvedimenti sospensivi delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi e stoccaggio di gas naturale nonché delle nuove procedure autorizzative in attesa dell’approfondimento delle tematiche presenti nel rapporto Ichese.
I dubbi, a noi erano già venuti e lo avevamo fatto presente più volte, considerate le vibrazioni che quelle perforazioni provocano. Non ci resta che invitare la Giunta a sospendere le autorizzazioni già concesse e bloccare quelle in corso.

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Commercio equo e solidale: entro l’autunno la nuova legge

Milano è stata nominata capitale del commercio equo per il 2015, appuntamento al quale la Lombardia non può arrivare senza una legge regionale approvata, anche in funzione del fatto che questo mercato alternativo tende a crescere ogni giorno e a conquistare sempre nuovi consumatori.

La sua regolamentazione non può più essere rimandata, per questo l’obiettivo è arrivare entro l’autunno ad un provvedimento condiviso che possa essere utile anche per presentarci alla data di Expo al pari delle altre regioni italiane che hanno già legiferato sul tema del commercio equo solidale e che oggi abbiamo invitato qui in Consiglio regionale lombardo per mettere a confronto le varie esperienze.

Il progetto di legge in discussione è di iniziativa popolare ed è stato depositato lo scorso anno, con migliaia di firme di supporto. Già dieci sono le regioni italiane che hanno approvato una normativa specifica per il settore: Friuli, Toscana, Abruzzo, Umbria, Liguria, Marche, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto.

Oggi, in Commissione regionale Attività Produttive hanno portato il loro contributo i rappresentanti di Regione Veneto e Regione Liguria, mettendo in luce in particolare quali esiti positivi abbia avviato l’istituzione di una legge apposita e l’accreditamento previsto per i soggetti coinvolti. Si è parlato di sostegno allo sviluppo economico dei produttori di Paesi in via di sviluppo ma non solo, la legge sosterrebbe anche la crescita di tutti i produttori marginali (dalle specificità locali ai manufatti prodotti in carcere), attraverso una più facile penetrazione sul mercato. Serve educare i consumatori e dare sostegno anche economico a queste nuove filiere.

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Treni Crema-Milano, ancora disagi: non se ne può più!

ritardi dei treni

La serie dei disservizi sulla direttrice ferroviaria Cremona-Crema-Treviglio-Milano prosegue. Stamani i pendolari e soprattutto gli studenti che dovevano recarsi a Milano e viceversa sono per lo più rimasti a piedi a seguito della soppressione di almeno due treni. I più fortunati hanno subito ritardi di 50 minuti. In particolare gli studenti delle scuole secondarie di primo grado, che da Caravaggio, Capralba e Casaletto si recano a Crema hanno tutti perso la prima ora di lezione ed oltre. In soccorso sono arrivati alcuni genitori con i propri mezzi, anche perché l’autobus che da contratto Regione-Trenord dovrebbe sostituire il treno soppresso non si è fatto vedere e neppure le sollecitazioni telefoniche sono servite a qualcosa. E questa è ormai diventata la prassi.

Non se ne può più. Maroni e il suo assessore Del Tenno la devono piantare con la politica degli annunci. Servono fatti e azioni. E la prima azione da fare è mettere in campo le conferenze dei quadranti ferroviari, da fare però sui territori interessati, invitando i pendolari, i sindaci e le aziende interessate, a partire da Trenord, e trovare davvero le soluzioni per un servizio di trasporto decoroso. Per noi e la nostra direttrice significa far partire finalmente il treno diretto Crema-Treviglio-Milano; contribuire ad eliminare il passaggio a livello di viale S.Maria a Crema e rimettere i treni soppressi delle tre settimane di agosto.

Nei giorni scorsi ho chiesto un incontro con i dirigenti di Regione Lombardia e Trenord. Mi è stato accordato per il 29 aprile. Da li voglio uscire con risposte certe.

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Treni: le responsabilità dei disservizi sono da imputare alla Regione

Maroni non faccia il furbo. Si prenda le sue responsabilità e lavori per far sì che il servizio ferroviario regionale raggiunga standard adeguati.
Ha ragione Maroni a dire che la colpa dei disservizi ferroviari non è di Trenord. Le responsabilità sono esclusivamente della Regione che non fa rispettare i contratti di servizio sottoscritti con Ferrovie dello Stato e Trenord alle quali la Giunta elargisce fior di soldi pubblici. Ma la beffa più grande resta quella di veder rinnovato, non meno di due mesi fa, dalla sua Giunta lo stesso contratto di servizio, senza alcuna modifica migliorativa, che vincola la Regione per i prossimi sette anni.
Per quanto concerne la diminuzione dei finanziamenti statali che Maroni imputa al governo, fu il governo Berlusconi nella finanziaria del 2010 ad azzerare d’emblée tutti i finanziamenti rivolti alle regioni. Strano che all’epoca per questo drastico congelamento di risorse, che portò al blocco in Lombardia di opere infrastrutturali importanti, Maroni non spese nemmeno una parola eppure all’epoca era ministro nello stesso governo.
Fa sorridere come Maroni continui a sbandierare finanziamenti per il trasporto ferroviario regionale come risultato della sua Giunta quando si tratta di fondi risalenti alla giunta Formigoni. Oggi sì, è vero, possiamo festeggiare: finalmente dopo tanto tempo e tanti annunci questi soldi messi in bilancio nel lontano 2006 si materializzano.

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Moto nei boschi: legge rimandata

parco3Alla fine abbiamo avuto ragione noi del Pd: quella legge, così com’è, non va bene. E la maggioranza, suo malgrado e forse anche spaccata, ha deciso di far tornare il provvedimento in Commissione Agricoltura. Anche sull’onda del movimento popolare sollevato dalle associazioni, da quelle ambientaliste al Cai, le modifiche al testo unico in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale, che con la scusa di regolare le gare di moto fuoristrada sui sentieri di montagna tentava di portare a 30 anni la possibilità di intervenire sui boschi naturali senza compensazioni, non sono state trattate oggi, martedì 8 aprile 2014, in Consiglio regionale. E la decisione di ritirare la norma e rinviarla per il momento in Commissione – ma dopo le elezioni, ci hanno tenuto a sottolineare tutti gli esponenti di maggioranza – è venuta dopo la presentazione della pregiudiziale di merito (significa che si ritiene che un argomento non debba essere trattato, ndr) da parte del Gruppo regionale del Pd.

La nostra richiesta prende le mosse dal parere dell’Ufficio legislativo del Consiglio regionale, che ha sottolineato come l’intervento, essendo l’ambiente di esclusiva competenza statale, avrebbe potuto solo andare nella direzione di un ampliamento della tutela, ma soprattutto dalla sentenza numero 105 del 2008 della Corte Costituzionale che si era espressa per gli stessi motivi contro la possibilità per Regione Lombardia di intervenire in materia di foreste, essendo concorrente con lo Stato. Quindi, si rischia un’eccezione di legittimità costituzionale: non è nel nostro potere andare a incidere su quelle norme, né concedere deroghe ulteriori e stabilire casi di non compensazione, rispetto alla normativa generale.

Il provvedimento va nella direzione di interpretare in senso diverso da quello che la legge nazionale prevede e che, appunto, ha riconosciuto anche la Corte Costituzionale: le Regioni possono modificare la normativa sui boschi solo per migliorarne i contenuti, dare linee guida a favore della tutela, della conservazione e dello sviluppo del loro territorio di competenza. Ma questa norma è peggiorativa dell’esistente. In due anni e mezzo la definizione di bosco è passata da un limite di 5 a 30 anni, perché noi oggi dovremmo deliberare questo passaggio. Se mi dite che questo tutela e salvaguarda i boschi, non sono assolutamente d’accordo. Ecco perché abbiamo posto la questione pregiudiziale.

A quel punto, dopo una sospensione dei lavori dell’Aula, alla maggioranza non è rimasto altro che fare un passo indietro e chiedere il rinvio del testo in Commissione, accolto anche dai proponenti della pregiudiziale. Ma rimane il dato politico: è significativo che il provvedimento sia stato calendarizzato a dopo le elezioni. Vuol dire che diversi partiti di maggioranza erano preoccupati di dover spiegare a molta parte dei loro elettori una posizione devastante nei confronti dell’ambiente e della montagna.

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Treni: il nuovo Vivalto dopo cinque giorni fa già cilecca

treno a crema

Il nuovo Vivalto, che doveva rincuorare i pendolari della linea Milano–Cremona–Mantova, dal primo giorno ha registrato i soliti ritardi culminati questa mattina con la tragicomica mancata partenza da Mantova lasciando a terra i pendolari diretti a Milano. Il nuovo Vivalto in partenza da Mantova alle ore 6,41 non è mai partito per problemi tecnici. Stesso destino per quello delle ore 8,50. I pendolari sono stati costretti a prendere una littorina che da Mantova portava a Cremona e poi da lì un cambio treno per arrivare a Milano con ben 35 minuti di ritardo.

E’ una vergogna, dalla Regione ci sono stati troppi spot e i fatti sono a zero. Hanno sbandierato come propri per mesi investimenti nel trasporto su ferro risorse già impegnate nella scorsa legislatura. Ma passi questo. Per noi è inaccettabile che questa Giunta non sia capace di far funzionare treni nuovi di zecca. Bisogna risolvere il problema alla radice.

Di seguito una delle tante testimonianze arrivate questa mattina di una pendolare Trenord della Linea Milano-Cremona-Mantova.

Vi scrivo non appena arrivata in ufficio. Guardate bene l’ora, sono le 10.20. Stamane infatti l’ennesimo ritardo di un’ora mi ha portato ad essere a Milano arrabbiata, triste e per lo più rimproverata dal mio superiore. Sono stanca di tutti questi ritardi. La qualità infrastrutturale della linea è pessima, così come il servizio e l’igiene sui treni.
Quasi un mese all’anno lavoro per Trenord per pagarmi l’abbonamento, quasi altrettanto per pagare le varie addizionali regionali e comunali… se poi si somma il costo sociale e di salute delle arrabbiature connesse ai ritardi direi che il conto è ben più salato. Mi sento “abbandonata”: dall’azienda, dalla Regione, da Trenord, dai comuni e della Provincia di Cremona, tutti ben predisposti a pavoneggiarsi davanti ad un treno nuovo ed ha nascondersi  quotidianamente in seguito ai numerossimi disservizi.

Il problema è noto ed è da paese incivile non aver ancora preso provvedimenti per risolverlo.
Potenziamento della rete, miglioramento della pulizia e del sistema informativo, rimborsi per i ritardi anche a chi è in possesso di abbonamento “io viaggio” sono ormai provvedimenti urgenti. Vi chiedo pertanto di porvi rimedio e di non considerare noi pendolari “solo merce” per propagande politico-istituzionali.
Siamo prima di tutto persone che già faticano lavorando e sacrificando i loro affetti nel pendolarismo quotidiano ed abbiamo il diritto di non essere perennemente scherniti.

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