Archivi del mese: marzo 2014

Oggi scade il termine per l’istituzione delle agenzie di bacino

Da domani le province e i comuni di Milano, Monza, Pavia e Lodi verranno commissariate. Così come quelli di Mantova e Cremona e di Varese, Lecco e Sondrio. Scade oggi, infatti, il termine ultimo per la costituzione delle agenzie di bacino per il trasporto pubblico locale sulle cinque previste così come richiede la legge regionale 6/2012 che disciplina il settore dei trasporti. Questo per l’inerzia della Giunta regionale che aveva il compito di monitorare tutto il processo e nel caso specifico intervenire per sollecitare i comuni capoluogo e gli enti provinciali a costituire il bacino di riferimento.

E’ evidente che qualcosa non ha funzionato. E’ da più di un anno che abbiamo messo in guardia la Regione su questo problema ma ad ogni richiamo ha sempre fatto orecchio da mercante. L’unico atto della Giunta è stato promuovere a dicembre una deroga ritardando di pochi mesi i tempi di costituzione dei bacini. Ma evidentemente ciò non ha risolto molto se siamo qui a discutere, tra le altre, della mancata istituzione dell’agenzia più grande, quella che comprende oltre al comune capoluogo di Regione anche le province di Milano, Monza, Pavia e Lodi. Siamo certi che con il commissariamento la situazione non cambierà di molto visto che se siamo a questo punto è per il disinteresse della Giunta su un tema fondamentale per i lombardi.

Non più tardi di un mese fa il Pd aveva chiesto formalmente la convocazione delle singole potenziali agenzie in Commissione Mobilità proprio per cercare una soluzione condivisa, anche se in zona cesarini. Ad opporsi l’assessore regionale Del Tenno e la sua maggioranza sorda ai nostri richiami. L’istituzione dei cinque bacini per il trasporto pubblico serviva per razionalizzare i servizi di trasporto per evolvere verso un sistema più efficiente, efficace ed integrato. E quindi semplificare e migliorare la governance dei servizi del trasporto pubblico locale sul territorio avendo un unico interlocutore per bacino, ottimizzare reti e orari di trasporto, evitando sovrapposizioni, integrare i servizi e superare la frammentazione dei sistemi tariffari. Non briciole se si pensa ai tanti problemi che affliggono il sistema di trasporto regionale.

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Trasporto merci a rischio infiltrazioni mafiose: si ad un osservatorio regionale ad hoc

Questo pomeriggio in Commissione Territorio del Consiglio regionale si è tenuta l’audizione dell’ufficio di presidenza della CNA-FITA in merito ai problemi relativi al trasporto merci. Il presidente Patrizio Ricci e il direttore Adriano Bruneri hanno lanciato un doppio allarme relativo alla concorrenza sleale nel settore trasporto merci e alle infiltrazioni mafiose nel sistema appalti.
I dati forniti dal CNA–FITA questo pomeriggio parlano chiaro: 16.700 sono gli autotrasportatori iscritti regolarmente all’albo, ma se si incrocia questo dato con quelli dell’Inps che si occupa della previdenza sociale dei dipendenti e con quelli della motorizzazione civile che registra il numero di veicoli in possesso delle aziende scopriamo che su 16.700 quasi 6mila aziende non risultano avere né dipendenti né parco mezzi. I rappresentanti dell’unione nazionale delle imprese di trasporti intervenuti in Commissione hanno spiegato che questo escamotage scorretto da parte delle 6mila aziende svantaggiano pesantemente coloro che invece affrontano la professione in maniera onesta. Nonostante le continue segnalazioni questo fenomeno di concorrenza sleale e di dumping è rimasto ancora inascoltato.
La CNA–FITA ha chiesto pertanto in audizione di poter istituire un osservatorio aperto a tutti i portatori di interesse per fare chiarezza sulla situazione. Ci ha lasciato ulteriormente sgomenti l’ammonizione in merito alle infiltrazioni mafiose all’interno del comparto le difficoltà a rimanere sul mercato sono tante soprattutto in una situazione di crisi economica come quella attuale. Se si tiene conto che mediamente un mezzo costa 170 mila euro è chiaro che questo risulta essere un terreno fertile per persone poco raccomandabili. Il presidente della Commissione Territorio Sala ha deciso di convocare l’ufficio di presidenza congiuntamente a quello della Commissione Speciale Antimafia presieduta dal Consigliere regionale del PD Gian Antonio Girelli così da capire come affrontare il problema segnalato da tempo ma non ancora affrontato.

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Treni: bene il nuovo treno ma ancora tante criticità

binariA distanza di un mese dalla presentazione oggi arriva il nuovo treno lungo la Milano–Cremona–Mantova. Per noi un primo positivo passo verso una revisione generale del sistema ferroviario regionale che invece è tutto da ripensare. Lo stato delle linee ferroviarie nella provincia di Cremona versano in condizione pessime e non sarà un nuovo Vivalto a risolvere problemi strutturali quali il materiale rotabile da rinnovare, la puntualità e la qualità insufficiente del servizio offerto.

Per questo abbiamo scritto una lettera indirizzata all’Assessore Regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno, di cui sono firmatario, per chiedere di poter affrontare in maniera complessiva il problema in una riunione da convocare con urgenza del quadrante Sud ed Est della Lombardia alla presenza del comitato dei pendolari, degli enti locali interessati con ovviamente Regione e Trenord.

E’ una richiesta questa che viene dal territorio, in primis dagli utenti, con l’obbiettivo di poter trovare una soluzione a diversi problemi che quotidianamente vengono segnalati all’azienda ma che puntualmente cadono nel vuoto. Diversi i casi elencati nella lettera che ho scritto a Del Tenno. Sulla linea Milano-Cremona-Mantova, che da oggi godrà di un treno nuovo, si registrano ritardi consistenti specialmente nelle ore di punta, con un sovraffollamento delle carrozze da Milano fino alla stazione di Lodi. Stesso destino per i pendolari della Cremona-Brescia che convivono quotidianamente con il problema irrisolto delle coincidenze e quindi della mancata puntualità. Lungo la linea ferroviaria Cremona-Piacenza non circolerà più alcun treno mentre gli utenti della direttrice Crema-Treviglio-Milano mi hanno comunicato nei mesi scorsi che si rischia di bissare la soppressione dei treni, registrata nelle ultime festività natalizie, anche nella prossima stagione estiva, in particolare per il mese di agosto. Lo si può verificare personalmente nel programma di esercizio cartaceo esposto nelle stazioni FS vengono tagliate tutte le corse utilizzate dai pendolari, quelle del collegamento Crema-Treviglio. Tutte, in modo incomprensibile. Ci auguriamo si tratti di un errore.

Le richieste esposte nella lettera sono il riassunto delle istanze pervenute dagli utenti e sono animate da uno spirito propositivo e utile a trovare le migliori soluzioni possibili. Resto convinto ancora una volta che le criticità presenti si possano affrontare e risolvere con responsabilità, collaborazione e impegno di tutti, partendo però da una disponibilità nell’accogliere le sollecitazioni che da tempo provengono anche dalla minoranza, richieste e non strumentalizzazioni, rivolte e tese a migliorare il servizio ferroviario a favore dei pendolari e della mobilità pubblica più in generale.

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Venerdì 28 marzo a Crema presentazione della legge sulla competitività

Venerdì 28 Marzo alle ore 17.30, presso la Sala Ricevimenti del Comune di Crema, si parlerà della nuova legge sulla Competitività, “Impresa Lombardia: per la libertà d’impresa, il lavoro e la competitività!”, che il Consiglio Regionale ha licenziato lo scorso 19 febbraio.
La legge prevede nuovi percorsi di sostegno alle aziende sia dal punto di vista delle risorse che da quello strutturale, con particolare riferimento alla semplificazione per ampliare o per avviare nuove imprese. Viene introdotto un sistema unico di controllo tra tutti i soggetti pubblici; viene riformato completamente lo “Sportello unico per le attività produttive” (Suap) e altro ancora.
La Giunta ha già emanato provvedimenti  attuativi come ad esempio la Dgr n 1452 del 28 Febbraio che introduce i cosiddetti “Accordi per la competitività”.
All’incontro sarò presente insieme ai colleghi Carlo Malvezzi (che è stato il relatore in Consiglio) e Federico Lena, sarà presente all’iniziativa di presentazione della legge e degli atti connessi.

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Test errati: nessun intervento nella Giunta di oggi

La Regione snobba gli oltre 40mila pazienti lombardi a cui è stato somministrato nei mesi scorsi il test che misura la concentrazione di paratormone nel sangue. A differenza di quanto assicurato ieri dall’assessore Mantovani in Commissione Sanità, non vi è traccia dei 65mila test clinici distribuiti dalla casa farmaceutica Abbott Laboratories nell’ordine del giorno dei lavori della Giunta di oggi.

Avevamo chiesto all’assessore Mantovani di intervenire tempestivamente sulla vicenda su un doppio binario: innanzitutto richiamando i pazienti per monitorarne lo stato di salute e poi intervenire legalmente contro la casa farmaceutica per i danni arrecati alla salute dei lombardi e al sistema sanitario regionale nel suo complesso. Ma evidentemente la Giunta non lo ritiene rilevante visto l’atteggiamento silente.

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Test errati: la Regione richiami subito i pazienti coinvolti

Sono 65mila i test clinici errati distribuiti dalla casa farmaceutica Abbott Laboratories per misurare la concentrazione di paratormone nel sangue e oltre 40mila i pazienti che li hanno effettuati presso 18 laboratori lombardi, secondo i dati diffusi oggi dall’Assessore Mantovani in Commissione Sanità dove il Pd ha presentato ieri e chiesto oggi una risposta rapida su un caso di una tale rilevanza da non poter attendere i tempi del regolamento.
Regione Lombardia deve presidiare attentamente questa vicenda. Da una parte deve far sì che i pazienti da richiamare, circa 17mila secondo i dati dell’Assessorato, siano richiamati celermente, ossia che siano monitorati e seguiti. Dall’altra Regione Lombardia, stante le sue competenze e fatte le dovute verifiche, si rivalga sulla casa farmaceutica per i danni alla salute dei lombardi e al sistema sanitario regionale nel suo complesso. Domani è convocata la Giunta, dunque l’Assessore Mantovani sottoponga questa decisione. Resta infine da approfondire, secondo Borghetti, se l’acquisto e la distribuzione dei test da parte di Abbott sia transitato anche dalla centrale regionale acquisti Arca e se quindi si possa prefigurare un danno anche per Arca.

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Bando Learning Week: ancora un bando on line che non funziona

Ancora un bando online di Regione Lombardia che non funziona: oggi ci sono state segnalazioni degli istituti scolastici interessati, riguardo all’impossibilità di partecipare all’accesso ai percorsi Nuova Learning Week.

Questi ultimi sono finalizzati a promuovere, attraverso lo strumento della Dote, settimane di studio, apprendimento, acquisizione di esperienze e sviluppo di relazioni, in modalità intensiva full immersion, anche residenziali. La domanda doveva essere presentata dalla scuola attraverso il Sistema informativo “Finanziamenti on line”, raggiungibile a un indirizzo web dedicato.

Le scuole ci hanno informato che l’11 marzo è stata pubblicata sul Burl, il bollettino ufficiale di Regione Lombardia, la data di prenotazione delle Doti Learning Week, fissata per il giorno successivo. Di fatto, si è limitata la possibilità per gran parte degli interessati di raccogliere la documentazione necessaria in un tempo così breve.
Quindi cosa è successo? Nel momento in cui gli interessati hanno proceduto all’inserimento della offerta formativa con una data di inizio e fine del progetto, il portale di Regione Lombardia ha risposto con un messaggio di errore perché serviva un numero minimo di 6 giorni, ovviamente impossibile visto che l’iscrizione stava avvenendo un giorno per l’altro. Solo facendo praticamente un falso in atto pubblico, e cioè dichiarando date non reali con la tempistica richiesta, era possibile procedere.

Ulteriori blocchi per un errore di sistema confermato dalla stessa assistenza web, altri messaggi di errore nella protocollazione e nell’inserimento di allievi già con doti precedenti, hanno fatto il resto.
I responsabili di questi istituti scolastici mi hanno chiesto senza mezzi termini come si possa puntare su una scuola digitale quanto la Regione più importante d’Italia ha problemi informatici di questo tipo.
Perciò ho presentato un’interrogazione con risposta in VII Commissione Istruzione da parte dell’assessore regionale Aprea.

Chiediamo spiegazioni sulle procedure di accesso alle doti, ma anche come l’assessore intenda intervenire a fronte delle segnalazioni arrivate. Una cosa è certa: il sistema di assegnazione dei finanziamenti alle scuole, così come è pensato, in Lombardia non funziona. Ma invece di preoccuparsi di risolvere una volta per sempre e in modo strutturale la situazione che il Pd sta denunciando da anni, la Regione si limita a comunicare agli interessati, e in giornata, che si sono allungati i tempi e sono state stanziate nuove risorse (6,5 milioni per Learning Week e 8 milioni per Generazione Web). Un modo per dare un contentino, si capisce, ma non si può continuare così.

Perché queste risorse, che evidentemente ci sono, non vengono messe subito a disposizione, visto che oltre tutto sono destinate ai nostri giovani? E perché non ci si mette a un tavolo, assieme, per risolvere la faccenda una volta per tutte?

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Generazione Web: il Pacioli nella graduatoria per i finanziamenti

pacioliL’Istituto tecnico Pacioli di Crema era stato tra quelli che aveva denunciato il mal funzionamento del bando a sportello di Regione Lombardia “Generazione Web”. A seguito di questa situazione ero subito intervenuto a segnalare un mal funzionamento ormai diventato la prassi per il sito regionale, ovvero l’impossibilità a partecipare ai bandi perché il sistema va in tilt.
Regione Lombardia ci ha ascoltati e ha stanziato ulteriori finanziamenti anche per coloro che sono rimasti fuori. E non possiamo che dirci soddisfatti del fatto che non solo molte altre scuole lombarde, ma anche il Pacioli siano rientrati nella graduatoria degli istituti che potranno fruire di una iniziativa per loro importante come Generazione Web. Ci auguriamo solo che questo genere di problemi con i bandi a sportello vengano risolti una volta per tutte.

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Spallanzani: Regione faccia il possibile per sostenere l’istituto

Regione Lombardia faccia il possibile per portare lo Spallanzani al suo ruolo di istituto di ricerca a tutto tondo.
Stamattina c’è stato un incontro a Rivolta d’Adda, nella sede del centro di ricerca e sperimentazione, con la presenza dei parlamentari Cinzia Fontana e Franco Bordo e con Martina, il quale ci ha annunciato che il Ministero mette 600mila euro sulla legge 30, quella che regola le attività delle associazioni allevatori, anche se sul bilancio dello Stato erano previsti solo 200mila euro (fino al 2012 erano 750mila, ndr). Ma siccome il Governo Renzi e il Ministero dell’Agricoltura per primo crede che per tirare fuori l’Italia dal pantano bisogna puntare sulla ricerca in campo alimentare, agroalimentare e agricolo, che poi è una delle voci più importanti per il Paese e per la Lombardia, già con il precedente Ministro e sottosegretario Martina, era stato deciso di aumentare il sostegno.

Martina avrebbe dovuto andare allo Spallanzani ad annunciare la novità già un mese fa, come sottosegretario del Ministro De Girolamo, appunto, ma all’ultimo minuto l’incontro era saltato perché il presidente Letta si era dimesso.
Questa decisione era nata dal fatto che il 28 gennaio, su mia sollecitazione, si era tenuto un incontro con l’Assessore Regionale alla Ricerca Melazzini, assieme al sindaco Fabio Calvi e all’assessore Angelo Cirtoli di Rivolta d’Adda, e al direttore dell’istituto Cesare Bonacina, sul problema dei dipendenti messi in cassaintegrazione. In quell’occasione Melazzini ci disse che bisognava agire al più presto e che era necessario che entro il 31 marzo arrivasse un segnale tale per cui alla scadenza della cassaintegrazione non ci fosse stata come unica soluzione il licenziamento. Il sindaco si era impegnato, come poi ha fatto, a contattare Martina, allora sottosegretario, appunto, mettendo a conoscenza anche la Regione dei passi che si stavano compiendo. E l’assessore Melazzini aveva assicurato che avrebbe interessato della faccenda anche i suoi colleghi Aprea, che si occupa di lavoro, e Fava, assessore all’Agricoltura.

E, in effetti Martina, nonostante il cambio al Governo, è riuscito ad andare allo Spallanzani entro il 31 marzo per dire che quello stanziamento di 600mila euro è un fatto e rappresenta uno dei primi atti portati avanti dal nuovo esecutivo. Il primo obiettivo è di non lasciare a casa il personale e di permettere la continuazione di un lavoro di ricerca di qualità e unico nel suo genere. Oltre tutto, con Expo alle porte, il lavoro che viene fatto dallo Spallanzani sulla biodiversità è uno degli assi portanti della grande esposizione universale.

L’assessore Fava dovrebbe essere solo d’accordo con il suo collega Melazzini, invece vuol sempre dividere anziché unire. Adesso spetta proprio a lui, cioè alla Regione, fare il possibile per portare lo Spallanzani al suo ruolo di istituto di ricerca a tutto tondo.

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Generazione Web: rimane il problema delle difficoltà del bando a sportello online

Si sapranno domani, venerdì 14 marzo 2014, i nomi delle scuole che avranno diritto al contributo per la digitalizzazione previsto dal bando Generazione Web di Regione Lombardia. Lo hanno comunicato oggi, in VII Commissione Cultura e Istruzione, i tecnici dell’assessorato, rispondendo a un’interrogazione del Gruppo del Pd.
Domani sarà pubblicata sul sito della Direzione Generale dell’Istruzione la graduatoria dei partecipanti al bando. Ma i motivi dell’interrogazione erano ben altri: ci è stato segnalato da più scuole che il giorno dell’apertura del bando, lo scorso 23 gennaio, è stato praticamente impossibile accedere alla procedura, bloccata quasi subito per problemi informatici. E quando il sistema è ripartito, i fondi erano già esauriti.

L’assessorato ha spiegato come avviene la pratica di accesso online a questi bandi, confermando che su 501 domande 300 sono state quelle presentate solo nella prima ora. E dopo le 12.32 non si è potuto più avere accesso al completamento della modulistica, in quanto le risorse erano già terminate. Ci è stato spiegato anche che è stata ritenuta valida la prenotazione che le scuole hanno effettuato, stilando così la graduatoria di aggiudicazione dei finanziamenti.
Non sono giustificazioni sufficienti, però: rimane il problema che la partecipazione a bandi attraverso lo sportello online non è delle più agevoli, considerato anche il digital divide di cui soffrono ancora molti territori della Lombardia, non raggiunti dalla banda larga. E quindi, alcune zone potrebbero essere pesantemente penalizzate. E’ una questione di pari opportunità che, in questo caso, rischiano di venire meno.

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