Archivi del mese: febbraio 2014

Nuovo treno Vivalto sulla linea Milano–Cremona–Mantova

Questa mattina è stato presentato il nuovo treno Vivalto, che entrerà in funzione nel mese di marzo lungo la linea Milano–Cremona–Mantova.
La Regione ha finalmente riconosciuto il fatto che la Milano–Cremona–Mantova è la linea ferroviaria più scadente in Lombardia che ha guadagnato in questi anni gli indici di affidabilità tra i peggiori a livello lombardo. Non possiamo che essere soddisfatti per una decisione che è frutto delle pressioni che come Pd assieme ai pendolari abbiamo fatto alla Giunta con tutti gli strumenti in possesso dal tour delle stazioni alla protesta presso la stazione di Treviglio alla serie infinita di interrogazioni e mozioni in Commissione Infrastrutture e in Consiglio Regionale ed in ultimo la lettera del 20 febbraio con la quale chiedevamo un intervento prioritario su questa tratta. Questo è solo il primo passo che deve andare nella direzione di sostituire progressivamente il parco treni che dati alla mano è qualitativamente sotto la soglia della sufficienza. Il nostro obiettivo sarà quello di lavorare per far sì che Regione e Trenord pensino ad un collegamento diretto Mantova-Cremona-Milano nell’orario di punta della mattina e della sera.

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Melotta: una cava di troppo  

melotta“Le confermo che i miei uffici hanno già avviato un percorso collaborativo al fine di un accompagnamento nel procedimento di Variante Urbanistica al PTCP del Geosito Pianalto della Melotta e di tutti gli atti correlati al progetto”. E’ questo il contenuto di una lettera che l’ex Governatore della Lombardia Roberto Formigoni ha scritto a Massimiliano Salini, Presidente della Provincia di Cremona, in data 11 novembre 2012. L’argomento è la decisione che di comune accordo hanno già preso i due (e con loro la Lega e il Centro Destra cremonese e lombardo) in merito al nuovo Piano Cave. Non c’è ancora nulla di ufficiale; siamo in una situazione giuridica e amministrativa che non consente la realizzazione di una nuova Cava di argilla nella riserva Naturale del Pianalto della Melotta, tra Romanengo, Soncino, Casaletto di Sopra e Ticengo: infatti il Piano Cave vigente e il Piano Territoriale provinciale (PTCP) vietano di farlo! E da li è tutto un susseguirsi di decisioni e atti amministrativi assunti con il compiacente assenso di Lega e Forza Italia con l’obiettivo di rimuovere tutti gli ostacoli ambientali, burocratici e legali che d’ora in poi si sovrapporranno sul loro cammino. La lettera di Formigoni è protocollata a Cremona il 19 novembre; il 20 la Giunta provinciale è già pronta a “disporre l’avvio del procedimento di adeguamento del PTCP al PTR (Piano Territoriale della Regione)”.
Il 13 dicembre (il primo regalo di S. Lucia) si dà subito incarico ad un professionista esterno (10mila euro di spesa) per presentare i documenti necessari per modificare la classificazione dei geositi e tra questi quello della Melotta. Eh si, perché altrimenti una cava li non si potrebbe fare. Continua a leggere

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Galbani Lactalis: l’azienda conferma il piano di ristrutturazione

Si è svolta oggi in Commissione Attività Produttive l’audizione con i vertici e le RSU del gruppo Galbani Lactalis, all’ordine del giorno la chiusura dello stabilimento di Caravaggio (BG) e, più in generale, il piano di ristrutturazione deciso dalla multinazionale francese che prevede anche il ridimensionamento dello stabilimento di Introbio. L’ad ha confermato la volontà della chiusura dello stabilimento di Caravaggio a seguito della crisi dei consumi e dell’aumento dei costi del lavoro e dell’energia che coinvolge l’interno sistema economico nazionale. L’azienda si è detta obbligata ad intervenire in una riorganizzazione dei 6 stabilimenti lombardi per conseguire una riduzione dei costi aziendali e per rendere più competitiva la propria produzione. Il gruppo consiliare Pd ha raccomandato attenzione nei confronti dei lavoratori e dei produttori agricoli, chiedendo espressamente il mantenimento di un presidio produttivo e agroalimentare importante per il territorio del Basso Bergamasco e dell’Alto Cremasco.

Abbiamo chiesto che venga assicurata la presenza dei consiglieri regionali ai tavoli sul mantenimento e rilancio dell’occupazione nei quali ci impegneremo per poter evitare che si generino costi sociali troppo alti da pagare. L’azienda ha manifestato la volontà di conservare tutti i posti di lavoro, questo ci conforta anche se, per quanto riguarda Caravaggio non si tratta solo di salvare posti di lavoro, ma anche di non depauperare un territorio svuotandolo del prezioso indotto che la presenza di Lactalis ha da sempre generato. Ora è il momento di raccordare i preziosi strumenti di cui ci siamo dotati, come quelli contenuti nella legge 11 sulla competitività, con le situazioni di dismissione o deindustrializzazione che ogni giorno impoveriscono i nostri territori. L’azienda ha comunque garantito il mantenimento di tutti i posti di lavoro, compresi i tempi determinati, dell’attuale produzione, nonché del mantenimento dei livelli di raccolta del latte.

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Siti inquinati: in Lombardia alcune aree ad alto rischio di uova contaminate

Nei pressi dei siti di interesse nazionale della Lombardia – quelli su cui sorgevano attività produttive che hanno lasciato dietro di sé uno strascico di inquinamento pesante e dovranno essere sottoposti a bonifica – il tasso di contaminazione delle uova degli allevamenti rurali, vale a dire la cascina o anche il privato che ha un paio di galline, è altissimo.
E’ stato reso noto oggi, mercoledì 19 febbraio 2014, durante un incontro, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, dall’Unità organizzativa di veterinaria della Direzione Sanità di Regione Lombardia, che per tre anni, dal 2011 al 2013, ha monitorato le sostanze presenti nelle uova.

Ne è venuta fuori una nuova emergenza verso la quale bisogna prestare molta attenzione. Chiederemo con una lettera all’assessorato all’Agricoltura, e per conoscenza alla Direzione regionale Sanità, di verificare che gli interventi messi in campo siano veramente efficaci e vengano rispettate le indicazioni date dal servizio veterinario, il quale ha stilato un decalogo che suggerisce, ad esempio, di non bruciare il legno verniciato, il polistirolo e le plastiche, persino le potature di piante trattate con fitosanitari clorurati che potrebbero finire tra gli alimenti degli animali da cortile. Vengono consigliate molte altre buone pratiche, a partire da un’igiene profonda del proprio allevamento. Continua a leggere

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Grande guerra: la memoria tramandata ai giovani

Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via, ufficialmente, oggi, martedì 18 febbraio 2014, alle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra. E lo ha fatto approvando a maggioranza la modifica a una precedente legge lombarda del 2008 di promozione e valorizzazione del patrimonio storico del conflitto. Abbiamo contribuito a mettere nero su bianco ciò che può essere fatto per ricordare quanto accadde in quegli anni e dunque il nostro voto è stato favorevole. Tuttavia, abbiamo espresso una perplessità che è stata raccolta poi da tutti i gruppi: la posta a bilancio per il recupero dei manufatti dell’epoca presenti in Lombardia, per il restauro dei monumenti, per le eventuali opere di studio e approfondimento e la perpetuazione della memoria, a partire dalle scuole, è veramente risicata. Nonostante siano tempi di crisi, quello che si decide di fare va fatto bene. Ci siamo, perciò, augurati e lo abbiamo chiesto alla stessa assessore Cappellini, che negli anni a venire la Regione incrementi i finanziamenti.

In Aula il Pd ha ricordato come il lavoro sulla legge fosse già stato sviscerato in Commissione, compreso l’invito a rifinanziare e sostenere la legge originaria. La tragedia della prima guerra mondiale rimane fortemente scolpita: non bisogna perdere la memoria di quegli eventi, ma affidarla alle nuove generazioni. E’ un compito che dobbiamo prendere a cuore perché costituisce parte dell’identità italiana. Ma il rischio è che significative iniziative e grossi investimenti per la manutenzione e la fruizione dei beni diventino occasioni perdute. Ci ha dato fastidio che la Giunta abbia modificato in itinere al ribasso lo stanziamento. E’ vero che dallo Stato arriveranno risorse, ma dovranno essere distribuite su tutto l’arco alpino dove si sono svolte le battaglie.

Su un tema come questo è importante che troviamo delle risorse. Non si tratta di uno sfizio, ma di dare corpo alla nostra memoria collettiva e di far passare ai più giovani il concetto del ricordo di chi ha combattuto per dare un contributo e una crescita valoriale e umana al nostro Paese.

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Scuola: il nome del duce nei moduli online della Regione

Un “increscioso avvenimento” che però fa riflettere, per il quale ho presentato un’interrogazione in VII Commissione Istruzione del Consiglio regionale.
E’ quanto accaduto il 27 gennaio scorso, Giorno della memoria: al momento dell’iscrizione ai centri di formazione professionale sul portale di Regione Lombardia, per compilare online le iscrizioni è circolato un facsimile della domanda in cui veniva riportato il nome del Duce e della ‘sorella gemella’. L’esemplificazione pubblicata è stata diffusa sul portale della Regione Lombardia a coloro che accedevano al manuale per la consultazione dei centri di formazione.

Lo stesso assessore ha avviato un’indagine volta a individuare le relative responsabilità e ha definito l’incidente gravissimo e inammissibile. Ciò non toglie che il Gruppo del Pd si sia fatto portatore dello sdegno e allo stesso assessore chieda di conoscere le responsabilità di questo atto increscioso e come sia stato possibile che non vi fosse controllo nella pubblicazione dei moduli, ma anche come intenda procedere affinché non si verifichino più incidenti di questo genere in futuro.

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Ok al progetto Vento

ciclistaLa Commissione Territorio e Infrastrutture del Consiglio Regionale ha votato all’unanimità questo pomeriggio una richiesta alla Giunta Regionale perché includa nella pianificazione della mobilità ciclistica regionale il progetto VENTO, la ciclovia di collegamento tra Venezia e Torino che per 679 chilometri si snoda lungo le sponde del Po. Il progetto è stato realizzato dal dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano e inserito dal Governo nel dossier “Agenda Italia” su Expo 2015, nonché inserito in uno specifico bando emanato da Fondazione Cariplo che prevede il finanziamento delle reti ciclabili connesse con lo stesso progetto. La richiesta, che è tecnicamente una raccomandazione allegata al parere che la commissione ha dato in merito al Piano regionale per la mobilità ciclistica, è stata presentata da me e Jacopo Scandella.
Un progetto tanto importante non può mancare dalla pianificazione regionale e la commissione ha accolto unanimemente la nostra richiesta. Ad oggi il progetto è stato condiviso da 70 tra amministrazioni comunali, università e associazioni, ed è a livello provinciale che vanno favoriti accordi o protocolli d’intesa con i comuni e i portatori d’interesse. Abbiamo anche chiesto che si attivino accordi con Trenord per attrezzare le stazioni allo scambio ferro–bicicletta e per adattare i treni ad accogliere i cicloturisti, a differenza di quanto avviene ora.

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Stop al consumo di suolo: le nostre proposte

consumo di suoloOggi c’è stata la presentazione delle proposte di riforma complessiva della legge regionale urbanistica (L.R. 12/2005) frutto del lavoro svolto tra l’ottobre 2013 e il gennaio 2014 da un gruppo di lavoro ad hoc al quale hanno collaborato esperti della materia urbanistica e professionisti del settore.
Con Jacopo Scandella (PD) e Paolo Micheli, ho lanciato l’idea che il consumo di suolo deve diventare un’eccezione. Bisogna mettere un freno all’uso spregiudicato del suolo puntando sulla rigenerazione urbana attraverso la redditività dei terreni agricoli, la semplificazione delle pratiche per la riqualificazione del tessuto esistente e un sostegno ai comuni nella pianificazione strategica del territorio.
I dati ufficiali forniti dalla regione parlano chiaro: 414 milioni di metri quadrati è la superficie di territorio lombardo che 1126 comuni lombardi già prevedono nei loro PGT (approvati al 11 dicembre) di trasformare nei prossimi anni in terreno edificato. È pari alla superficie della provincia di Monza e Brianza, più del doppio dell’intero comune di Milano. Urge correggere il tiro di 30 anni di politiche regionali sbagliate che hanno distrutto la nostra regione. Oggi mettiamo a segno un punto politico importante.

Accogliamo positivamente l’improvvisa accelerazione della Giunta che ha deciso di anticipare a domani la presentazione del proprio testo di legge, previsto inizialmente per marzo. Attendiamo di vedere cosa propongono, al momento prendiamo atto che, dopo tanti annunci, si avrà finalmente un testo con cui confrontarci nel gruppo di lavoro della Commissione territorio. Ci auguriamo che domani Maroni non presenti un articolato fotocopia del testo di legge depositato dalla Lega nell’ottobre scorso, un testo di facciata che presenta una  proposta di riforma poco credibile. Quando questa maggioranza parla di consumo di suolo utilizza slogan che poi non trovano riscontro nei contenuti: non sarebbe la prima volta che la lista delle eccezioni inserite all’ultimo con emendamenti stravolgono il testo originario. A questo si aggiunge, inoltre, un’altra grande preoccupazione legata alla spaccatura della maggioranza la quale sino a quando non troverà la quadra al suo interno rallenterà l’iter di discussione e di approvazione della riforma.

L’elemento che differenzia il testo di riforma di Pd e Patto Civico con quello della maggioranza è lo strumento della pianificazione per area vasta. Il suolo è bene comune e come tale deve essere gestito in condivisione: i grandi insediamenti, i servizi pubblici come scuole ed ospedali il consumo di nuovo suolo hanno effetti che ricadono ben oltre i confini del singolo comune.

Al  31 gennaio, abbiamo ancora un 20% dei comuni lombardi i quali non si sono dotati di un PGT. Se consideriamo poi i 900 comuni che hanno approvato dei PGT, questi prevedono   così tante nuove case che la loro popolazione complessivamente dovrebbe aumentare di più di un milione di nuovi abitanti, passare cioè da 6.400.000 a 7.500.000. Rapportata su tutta la popolazione lombarda, significa  che essa dovrebbe passare da 10 a 11,5 milioni di abitanti, nel giro di un quinquennio; un ritmo di 300.000 abitanti all’anno!!  Questo vuol dire cioè quattro volte in più del tasso di crescita (70.000 mila abitanti anno) registrato dai trend statistici:  i comuni lombardi prevedono perciò di mettere a disposizione terreni per costruire quattro volte la necessità. Una cosa che con le nostre proposte vorremmo assolutamente evitare. Basta vedere ‘cimiteri’ di case inabitate: come nei cimiteri,  in tutta la Lombardia vediamo gli scheletri delle case, iniziate e non finite, oppure finite ma abitate solo in parte. E basta rendere improduttivo il terreno agricolo ancora disponibile. Bisogna dare ai comuni, grandi e piccoli,  gli strumenti normativi per poter tornare indietro.

Le nostre proposte: PD e Patto Civico sul consumo suolo pubblico

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Bando Generazione Web: Aprea e Maroni ci dicano chi ha preso i soldi

Un bando che si apre on line, poche ore per poter partecipare, la linea che si blocca e quando tutto funziona di nuovo non è più possibile partecipare. E’ la storia dei cosiddetti “click day” di Regione Lombardia, ma questa volta chi ne è rimasto vittima non ci è stato: tra le tantissime scuole che ci hanno provato, l’Istituto Tecnico Pacioli di Crema sta denunciando in tutte le sedi quanto avvenuto poche settimane fa in merito alla procedura relativa al bando Generazione Web Lombardia 2014.
La scuola cremasca, che ha già scritto in merito all’assessore regionale all’Istruzione Aprea e ai responsabili del servizio, ha tentato di partecipare all’assegnazione dei contributi on line, ma, appunto, non c’è stato verso, impossibilitata a connettersi con le pagine per la procedura. E quando tutto, verso sera, si è sbloccato, gli 8 milioni di euro stanziati erano già stati assegnati.

Non è la prima volta che si verificano blocchi alle procedure di finanziamenti dei bandi attraverso la piattaforma Gefo, quella che usa Regione Lombardia, proprio per bandi in cui la tempistica di presentazione è fondamentale per accedere al finanziamento. Per questo ho presentato un’interrogazione all’assessore da cui attendo risposta in VII Commissione Consiliare Cultura e Istruzione.

E alla Giunta Maroni chiedo di sapere, in virtù della trasparenza amministrativa intesa come principio di imparzialità, l’elenco delle scuole che sono riuscite a iscriversi e a presentare il progetto richiesto; come intenda intervenire a fronte delle segnalazioni di mal funzionamento della piattaforma Gefo, e quindi di procedere all’annullamento della procedura adottata che non ha consentito a tutti i partecipanti di concorrere alla richiesta del finanziamento; se non ritenga opportuno modificare una procedura che non permette la corretta valutazione del merito dei progetti presentati e dei soggetti richiedenti.

Interrogazione Bando generazione Web

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Impresa e lavoro: per la libertà d’impresa, il lavoro, la competitività

Voto favorevole del Pd al provvedimento “Impresa Lombardia: per la libertà d’impresa, il lavoro, la competitività”. Una legge a cui il Pd ha dato contributi importanti e verso la quale si nutrono aspettative non da poco in un momento drammatico per l’economia e il lavoro. Oggi abbiamo scritto una buona pagina con l’obiettivo di far tornare a crescere l’economia lombarda. Dentro questo impianto ci sono principi importanti, che abbiamo condiviso, come la difesa della manifattura, che è la spina dorsale del nostro sistema economico, e il contrasto alla delocalizzazione che è una priorità da affrontare. Occorre tuttavia essere prudenti: non succederà che da domani il sistema economico lombardo trovi immediatamente protezione dagli eventi di crisi. Per riuscire a dare un adeguato seguito a quei principi abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che cerca di declinare i principi in modifiche utili e puntuali come la semplificazione del sistema dei bandi regionali per le imprese o la creazione di una task force per affrontare i bandi europei 2014-2020 per finalizzare così al meglio l’accesso alle risorse pubbliche.

E’ stato un confronto proficuo tanto da aver prodotto modificazioni consistenti nell’articolato e da far entrare a pieno titolo dentro al progetto di legge quegli impegni che il Pd ritiene fondamentali per lo sviluppo e per il raggiungimento di una piena occupazione. Verificheremo con un costante monitoraggio.

Sulla sperimentazione della moneta complementare inserita nel progetto di legge non abbiamo mai eretto barricate preconcette. Sì alla creazione di una moneta elettronica che vada a integrare gli altri circuiti. No al contrabbando ideologico di un conio lombardo.

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