Archivi del mese: gennaio 2014

I presidenti in audizione per rilanciare i parchi lombardi

parco3A dicembre scorso il Consiglio Regionale approvò all’unanimità un ordine del giorno del Gruppo del Pd che chiedeva più soldi per parchi e aree protette.

Nel documento approvato un mese fa, in fase di bilancio di previsione, il Consiglio Regionale aveva impegnato la Giunta “a garantire agli enti gestori delle aree protette risorse adeguate ad assicurare lo svolgimento delle attività cui sono preposti, integrando le risorse mancanti rispetto al fabbisogno, per l’anno 2014, in fase di assestamento di bilancio; a promuovere una riorganizzazione condivisa di enti e funzioni, sulla base di un percorso che andrà avviato nel corso del prossimo anno partendo dalle proposte formulate dagli enti stessi, che si ponga tra gli obiettivi il risparmio e l’ottimizzazione delle risorse finanziarie disponibili, e che consenta di valutare una diversa destinazione delle effettive economie conseguenti; a promuovere la ricerca di forme autonome di finanziamento delle attività.”

Insieme al gruppo Pd ho ricordato tutto questo al presidente della Commissione in una lettera: abbiamo chiesto alla Giunta di valutare, in fase di assestamento, un possibile reintegro, anche parziale, del taglio effettuato sui trasferimenti agli enti gestori pari a 2 milioni di euro. Adesso, mi sembra arrivata l’ora di calendarizzare un’audizione  con Federparchi per iniziare un confronto sulle varie problematiche con l’idea di riorganizzare, razionalizzare e rilanciare i parchi lombardi, anche attraverso un nuovo progetto di legge.

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Ex scuola Cl di Crema: Regione Lombardia si faccia carico del problema

Oggi ho accompagnato una delegazione del comitato promotore per il riuso dell’ex scuola Cl di Crema dall’Assessore alla Scuola e Formazione Valentina Aprea per far presente la richiesta di riutilizzare l’edificio  invece di lasciarlo andare all’abbandono e al degrado. La richiesta è supportata da oltre 4000 firme.

Non riconvertirla rappresenterebbe un inutile spreco di denaro pubblico; Regione Lombardia si faccia carico del problema e valuti attentamente se l’edificio può ospitare un nuovo polo scolastico in luogo di quello che si vorrebbe realizzare nel quartiere di S. Bartolomeo, sempre a Crema.

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Commemorazione I guerra mondiale: buoni propositi ma pochi soldi

La VII Commissione Cultura del Consiglio regionale ha approvato ieri, giovedì 23 gennaio 2014, Pd e minoranza astenuti, il progetto di legge sulla “Commemorazione per il centenario della prima guerra mondiale e valorizzazione del relativo patrimonio storico in Lombardia”.

Nel testo della legge noi del Pd avevamo proposto che le spese in conto capitale fossero quantificate rispettivamente in 300mila euro per il 2014 e in 100mila per il 2015, mentre le spese di natura corrente dovevano essere di 100mila euro per il 2014 e 200mila per il 2015. Ieri, in seduta, è arrivato un emendamento alla norma finanziaria della legge direttamente dall’assessore alle Culture Cappellini, che riduce addirittura le spese in conto capitale in 100mila euro per il 2014 e 100mila per il 2015, e le spese correnti in 50mila per il 2014 e 100mila per il 2015. In sostanza, lo stanziamento è sceso da un totale di 700mila euro a esattamente la metà, ovvero a 350mila euro.

Più che un emendamento questa è una comunicazione da parte della Giunta dello stato di fatto e difficilmente come Consiglio potremo disporre diversamente. Dunque, dopo aver agito nell’ottica di un’intera legge, con i suoi contenuti, i suoi propositi, gli impegni che contiene, la Giunta Maroni viene a dirci che più di così non possiamo pretendere.

Cinquantamila euro non sono certamente sufficienti a organizzare eventi, convegni, sostenere pubblicazioni e studi per tutto il territorio della Lombardia: una sorta di presa in giro che ci ha spinto al voto di astensione, nella speranza che da qui all’Aula vi sia una riconsiderazione da parte della Giunta sull’entità dello stanziamento. Ci auguriamo davvero di poter votare a favore di un provvedimento che abbiamo contribuito a costruire e che condividiamo.

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Rinnovato il contratto di servizio per Trenord: uno schiaffo ai pendolari lombardi

La Giunta regionale ha deciso di rinnovare il contratto di servizio a Trenord, in scadenza il prossimo 31 dicembre, fino al 2020: un provvedimento sbagliato che premia un vettore che ha collezionato in questi anni risultati non proprio entusiasmanti. Uno schiaffo a tutti i pendolari lombardi che affossa qualsiasi tipo di rilancio del trasporto pubblico regionale. Per noi la risposta migliore è quella di mettere a bando il servizio ferroviario regionale, strada già intrapresa da Veneto ed Emilia Romagna ed annunciata dalla Toscana, ma un’ ipotesi che Maroni non vuole nemmeno prendere in considerazione. Il motivo è semplice: la Regione non ha un quadro preciso del sistema ferroviario locale e con un vettore esterno la situazione scivolerebbe di mano. Ha fatto bene Maroni a ricordare che ogni anno la Giunta investe 400 milioni di euro in Trenord ma in qualsiasi azienda se ad un investimento non corrisponde il risultato si cambia strategia.
L’eventuale partecipazione di Trenord al bando di gara europeo che sarà indetto da Veneto ed Emilia mi lascia perplesso: che interesse avrebbe Zaia, dopo aver abbandonato Trenitalia, a farla rientrare dalla porta di servizio attraverso Trenord?

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Del Tenno: no a un treno diretto Varese-Milano

Nel pomeriggio di ieri in Commissione Trasporti e Infrastrutture del Consiglio l’assessore regionale ai Trasporti Maurizio Del Tenno ha risposto ad un’interrogazione che ho presentato in merito al problema della scarsa pulizia a bordo dei treni nelle stazioni di Varese, Gallarate e Luino da luglio scorso.
L’assessore Del Tenno ha confermato che il servizio pulizie carrozze non ha subito modifiche negli ultimi mesi ma anzi è regolarmente effettuata quella giornaliera ed è stata inoltre “rimodulata la pulizia di transito” sulle linee suburbane, con interventi nelle stazioni di fermata più lunga. Quanto dichiarato dall’assessore non corrisponde però con quanto ci è stato segnalato da coloro che prestano servizio per l’impresa appaltatrice di pulizia treni i quali lamentano una diminuzione delle operazioni dal luglio scorso.

Altro punto sul quale ho chiesto conto all’assessore regionale concerne la possibilità di istituire un collegamento diretto tra Varese e Milano Centrale prolungando la corsa di alcuni convogli che già raggiungono stazioni periferiche del capoluogo. La risposta dell’assessore è stata chiara: un collegamento tra Varese e Milano è già possibile con i cambi a Saronno e Gallarate e non è prevista l’istituzione di una tratta “senza cambio” perché impegnerebbe ulteriormente linee già molto frequentate da treni suburbani e regionali. Noi riteniamo, invece, che un collegamento diretto per una città come Varese sia indispensabile.

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Domani in Giunta il contratto di servizio per il trasporto ferroviario regionale: verso il rinnovo a Trenord

All’ordine del giorno della Giunta regionale di domani c’è una delibera che intende rinnovare il contratto di servizio di Trenord, in scadenza il prossimo 31 dicembre, per il quinquennio 2015- 2020. Un provvedimento deciso e approvato in tutta autonomia dalla Regione, senza coinvolgere minimamente il Consiglio che stride e non di poco con le valutazioni tutt’altro che positive rilasciate in questi mesi dal presidente Maroni e dall’assessore regionale ai Trasporti Del Tenno che per giorni minacciavano provvedimenti risolutivi contro l’azienda.
Questa è la rivoluzione che intendeva Maroni nella conferenza stampa di fine anno? Il sistema ferroviario regionale è palesemente inefficiente – convogli sovraffollati, ritardi e soppressioni all’ordine del giorno, continui tagli di risorse e servizi – ma la Giunta decide che questo modo di amministrare un servizio essenziale per i lombardi vada premiato e rinnovato. I nostri vicini di casa hanno voluto dare un cambio di passo. Veneto ed Emilia Romagna hanno annunciato la volontà di disdire il contratto di servizio con Trenitalia e di riaffidare il servizio attraverso una gara europea. Toscana e Piemonte stanno valutando la stessa opzione. Lo avevamo chiesto più volte sia in Consiglio che in Commissione ma evidentemente manca il coraggio che altri hanno dimostrato di avere. La Lombardia è ancora in tempo per intraprendere questa strada ma evidentemente alla Giunta non interessa.
E oggi, in Commissione Trasporti l’assessore Del Tenno (“quello dei Treni”) è venuto a rispondere, tra l’altro, ad una mia richiesta. Le domande sono le solite: dove metti i treni nuovi che dici in procinto di arrivare? Perché non li metti sulle linee più disastrate? Perché non miglioriamo con interventi puntuali la qualità e gli standard dei treni (a novembre ben 14 su 40 direttrici hanno avuto indici inaffidabili di puntualità!)? ecc ecc. La risposta è stata: “lasciatemi lavorare ancora per qualche mese”. Cosi ha risposto anche per la linea Mantova-Cremona-Milano. Gli ho ricordato che forse varrebbe la pena mettere a gara pubblica, entro dicembre, il servizio del trasporto pubblico ferroviario. Cosi fa l’Emilia e stanno facendo Veneto e Toscana. Domani la giunta si occuperà dell’argomento. Ci ha detto. Ma la notizia pare sia quella di una riconferma a Trenord per altri 6 (si, sei!) anni!

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Invasione dei cinghiali: presto un progetto di legge per contenerne la presenza

Da qualche anno la provincia di Cremona, in particolare nelle zone lungo il Po, è interessata da un fenomeno veramente nuovo per le terre di pianura: un’invasione di cinghiali che mettono a repentaglio la sicurezza stradale, poiché gli imponenti animali si riversano sulle vie di scorrimento provocando non poco scompiglio; per non parlare poi dei danni che fanno alle colture e di cui gli agricoltori da tempo si lamentano perché non sanno proprio come farvi contro.

Ho interessato della questione la VIII Commissione Agricoltura: nell’ultima seduta di Commissione, l’assessorato ha informato del fatto che sta per essere presentato un apposito progetto di legge che intende regolare la presenza degli ungulati su tutto il territorio regionale. Dunque, nel giro di qualche mese la questione verrà normata e si potrà intervenire, con misure di contenimento, nella maniera più corretta per gli stessi animali, per l’ecosistema e anche per la sicurezza degli automobilisti.

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Paullese: subito un tavolo congiunto tra istituzioni

paullesePer risolvere i tanti problemi della Paullese non si può solo sperare nella provvidenza, è necessario avviare al più presto un tavolo congiunto tra la Regione Lombardia le province di Milano, Cremona e Lodi, il Comune di Milano, i sindaci e le aziende che si occupano del trasporto pubblico interessati dalla tratta.
L’ho ribadito oggi nel corso della Commissione Trasporti che aveva all’ordine del giorno l’audizione delle associazioni “Paullese Libera” e il “Coordinamento Pendolari Cremaschi” sui problemi della ex SS415 Paullese.
Diverse sono le questioni che si incrociano sul territorio: la riqualificazione della Paullese, il tema del trasporto pubblico locale su gomma, la viabilità anche alla luce delle nuove opere infrastrutturali e l’annoso tema del prolungamento della M3 e dello snodo e dell’hub di San Donato. Bisogna puntare sulla mobilità sostenibile e lavorare per connettere le diverse offerte del trasporto pubblico. Tante sono le soluzioni possibili, ad esempio potenziando la mobilità ciclabile e avviare un sistema di navette per la metropolitana in grado di disincentivare l’utilizzo del mezzo privato.
La Provincia e il Comune di Milano lavorino in un’ottica metropolitana per affrontare il tema della mobilità verso il capoluogo. La Paullese è un’arteria importante e un punto nevralgico del sistema stradale del sud Milano. Per questo avviare un tavolo con le istituzioni è il primo passo per affrontare il problema in maniera organica e in un’ottica metropolitana. Ricordiamo all’assessore De Nicola che è inutile continuare a giustificarsi dando la colpa alle precedenti amministrazioni. La Provincia di Milano si rimbocchi le maniche e assuma un ruolo di regia convocando subito il tavolo sulla Paullese.

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Demanio Po: Regione sostenga canoni convenzionati in cambio di sicurezza

Po

fiume Po

I canoni di concessione del demanio della navigazione interna di Regione Lombardia, in particolare quelli riferiti all’asta del fiume Po, sono stati oggi, martedì 14 gennaio 2014, al centro di un’interrogazione a risposta immediata che ho presentato nel corso della seduta del Consiglio Regionale.

In questa interrogazione ho spiegato i problemi che chi fruisce degli attracchi lungo il fiume si trova a vivere dal lato lombardo: canoni ben più alti che nelle altre tre regioni, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, e una totale mancanza di sicurezza, con continui furti sulle imbarcazioni ormeggiate.
Ho fatto presente che se in Lombardia i diportisti pagano oggi 10 euro circa a metro quadrato di canone, nelle altre regioni gli stessi vanno da 3 a 5 euro circa. Questo significa che a pochi metri di distanza ci sono tariffe completamente diverse e spesso gli appartenenti alle associazioni canottieri di Mantova e Cremona decidono di abbandonare le sponde lombarde per approdare a quelle dell’altra parte del fiume.

La mia proposta non è stata, tuttavia, semplicemente quella di abbassare le tariffe: chiedo alla Giunta che, invece, di pagare un canone pieno, i fruitori del servizio possano pagare un canone convenzionato in cambio di sicurezza, considerato l’alto numero di furti che avvengono lungo gli attracchi.
L’assessore alle infrastrutture e mobilità Del Tenno ha risposto confermando che i canoni non si possono abbassare, ma si è impegnato a convocare un tavolo con le altre regioni per trovare un accordo che possa prevenire le situazioni di criminalità. Quindi, sono parzialmente soddisfatto perché ci ha indicato la strada della condivisione con Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, con cui, tuttavia, sembra non si riesca a trovare un accordo su queste tariffe, alla faccia della tanto decantata macroregione leghista.
E ancora in tema di sicurezza, ho ribadito la richiesta che la Regione faccia nascere convenzioni tra i soggetti interessati e il demanio che possano essere incentivate e favorite non solo dalla Lombardia.

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Sciopero Autisti Agi: una situazione che la Provincia avrebbe dovuto affrontare per tempo

Annunciato per lunedì 13 gennaio lo sciopero generale dei dipendenti delle Audoguidovie Italiane (AGI), il secondo dopo quello di metà dicembre, indetto in segno di protesta contro i vertici dell’azienda con la quale da tempo si sono interrotte le relazioni sindacali.

La Provincia di Cremona anche questa volta se ne lava le mani. A fronte del precedente sciopero, che aveva causato non pochi problemi per la circolazione su gomma nella provincia di Cremona, lungo l’asta della ex SS Paullese e in altri territori del cremasco e della Lombardia, si doveva fare carico della situazione e convocare un tavolo di confronto tra le parti per far rientrare la controversia. Tutto questo non è avvenuto nonostante siano arrivate sollecitazioni da più parti in tal senso.

E’ davvero incomprensibile questa situazione: questioni che potrebbero e dovrebbero essere risolte con responsabilità vengono lasciate al caso danneggiando in primis soggetti estranei alla vicenda quali studenti e lavoratori pendolari che lunedì, a causa dello sciopero, non potranno svolgere regolarmente le loro attività.

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