Archivi del mese: dicembre 2013

Pianalto della Melotta

La Cava di argilla nel Pianalto della Melotta è realtà! Lunedi 23 il Consiglio Provinciale (con i soli voti contrari di Pd e Rc) ha dato l’ok definitivo alla variante al Piano Territoriale Provinciale. Ora il piano cave può essere attuato e con esso la cava nella riserva naturale e nel GEOSITO. La Regione (gli uffici) aveva dato parere negativo, salvo poi mitigare lo stesso parere a seguito di un incontro “ad alto livello” avvenuto a Milano 2 giorni prima della riunione di Giunta Regionale. Insomma, quello che il 21 novembre non era possibile lo è diventato il 27 dello stesso mese. La Dgr è da leggere. I miracoli della politica.

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La Regione trovi urgentemente soluzioni per migliorare il servizio ai pendolari

treno a cremaLungo la direttrice Milano–Cremona–Mantova, classificata tra le 10 linee ferroviarie peggiori d’Italia, si continuano a registrare pesanti ritardi: questa settimana per la seconda volta consecutiva il treno numero 2650, in partenza da Cremona alle 7.33, è arrivato a Milano con 41 minuti di ritardo a cui si aggiungono le soppressioni di alcuni treni sulla linea Cremona-Crema–Treviglio-Milano per il periodo natalizio. E’ una situazione che va affrontata con urgenza; ho inviato una lettera all’assessore Del Tenno per chiedere che si trovino delle soluzioni diverse e alternative rispetto a quelle adottate fino ad oggi che chiaramente non hanno dato i risultati sperati. Anche la Giunta non è soddisfatta del lavoro svolto sino ad ora da Trenord allora si prendano provvedimenti concreti.

Nella lettera chiedo formalmente all’assessore che siano convocati nelle riunioni dei quadranti anche i consiglieri regionali e che si migliori la comunicazione verso l’utenza. Le variazioni sulle linee ferroviarie non sono state comunicate ai pendolari. La situazione è già critica ma diventa ancor più insostenibile se gestita nel silenzio generale.

Condivido le parole concilianti dell’assessore Del Tenno che richiama alla responsabilità, alla collaborazione e all’impegno di tutti nell’affrontare le criticità; è proprio su queste convinzioni che mi auguro che vengano accolte le nostre sollecitazioni che da tempo, costantemente, rivolgiamo alla Giunta. Preciso che sono richieste e non strumentalizzazioni, rivolte e tese a migliorare, come primo obiettivo, il servizio ferroviario a favore dei pendolari e della mobilità pubblica più in generale.

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Contratti di solidarietà, approvata la legge

E’ stato approvato oggi in Consiglio Regionale il provvedimento dell’opposizione sui contratti di solidarietà, frutto dell’abbinamento del progetto di legge del Pd, di quello del Movimento 5 stelle e del contributo del consigliere Pedrazzini (FI) che si propone di incentivare e sostenere l’adozione dei contratti di solidarietà per le imprese lombarde. Si tratta del primo progetto di legge dell’opposizione che arriva ad approvazione in virtù dell’articolo 23, comma 5, del regolamento generale del Consiglio Regionale, che prevede che “un quinto dei provvedimenti inseriti nel programma e nel calendario è riservato alle proposte delle minoranze”.

Lo strumento del contratto di solidarietà consente di mantenere alti livelli di occupazione anche in caso di crisi aziendale, evita l’allontanamento del lavoratore dal mondo del lavoro e costa meno degli altri ammortizzatori sociali alla collettività.

Con questa misura che ci è stata sollecitata dai lavoratori e dalle imprese s’intende dare una risposta concreta e salvare preziosi posti di lavoro in un momento grave come quello di oggi. Ai 2 milioni previsti dalla norma, con un ordine del giorno del Pd, siamo riusciti ad ottenere un impegno finanziario più cospicuo per dotare la legge di maggiori risorse, a fronte del risparmio sui contratti dei dirigenti disposto dalla legge collegata alla manovra finanziaria 2014. Abbiamo approvato una legge importante e lo abbiamo fatto prima della fine del 2013, come ci eravamo impegnati a fare, perché i lavoratori lombardi attendono dalla politica risposte rapide che ormai non sono più prorogabili, adesso avanti sulla nuova legge sulla competitività per le imprese lombarde, dobbiamo infatti affiancare agli ammortizzatori sociali, politiche che favoriscano la difesa e una maggiore attrattività per le imprese sul nostro territorio.

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Trasporti: servono treni nuovi e un piano regionale della mobilità

treno a cremaPer Maroni il 2014 sarà l’anno della riorganizzazione del trasporto pubblico regionale. Questa sarebbe musica per le nostre orecchie se non fosse che proprio ieri inspiegabilmente i partiti della maggioranza hanno bocciato il nostro ordine del giorno, di cui ero primo firmatario, che impegnava la Giunta a mettere nero su bianco le priorità degli  interventi infrastrutturali sulla rete ferroviaria e gli  investimenti per rinnovare il materiale rotabile (Treni e locomotori). I buoni propositi della giunta Maroni per noi al momento sono fermi al palo considerato che, per giunta, le risorse investite sul triennio dalla Regione sono sempre quelle del 2008.

Con il documento, chiedevamo alla Giunta, inoltre, un impegno per la promozione di una vera integrazione tra i diversi sistemi di mobilità con l’obiettivo di ridurre il traffico privato a favore del trasporto pubblico locale.

La Lombardia, nonostante sia la regione più grande d’Italia con un bacino d’utenza di oltre 700mila pendolari, non si è ancora dotata di un piano regionale della mobilità. Una grave mancanza a cui Maroni nel suo piano di riorganizzazione deve subito mettere mano. Questa programmazione esiste tra l’altro in Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e in provincia di Trento. In Lombardia no. E’ uno strumento indispensabile per individuare le priorità, divise per territori omogenei e per linee, e per decidere in che modo allocare le risorse, sollecitando e chiedendo il sostegno dei territori stessi.

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Bilancio Regionale 2014: poche idee e troppa presunzione

Nel primo bilancio dell’amministrazione Maroni né discontinuità né idee nuove per il futuro della Lombardia. È l’atto di una maggioranza che guarda con sufficienza le proposte dell’opposizione e rappresenta una Regione che si crede autosufficiente, ma non riesce a elaborare proposte credibili per restituire speranza ai lombardi che stentano a vedere l’uscita dalla crisi. È anche il segno di una maggioranza presuntuosa che fatica a comporre le diverse anime e che al di là degli slogan non ha un progetto politico.
Si parla poco di lavoro se non grazie all’opposizione che ha portato all’approvazione la legge sui contratti di solidarietà, mentre si introduce il bluff sui ticket, ancora lontano dalla riforma che i lombardi attendono. Non si parla di ambiente, si tenta di mettere una toppa sulla situazione disastrosa di Aler Milano senza individuare strumenti e risorse per una nuova politica dell’abitare in regione Lombardia. Rimangono tutte le nostre perplessità sulla gestione dei fondi per il diritto allo studio, troppo sbilanciati sul sostegno alle famiglie che scelgono la scuola paritaria e poco attento alle situazioni di maggiori difficoltà. Non sono state, infine, prese in considerazione le nostre proposte per rendere il trasporto pubblico più efficiente e sostenibile dal punto di vista ambientale. Un bilancio, quindi, che rinchiude la Lombardia in se stessa e che non guarda minimamente all’Europa, che rappresenta l’unica prospettiva per uscire dalla crisi. Il nostro voto non può essere che fortemente negativo.

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Pianificazione urbanistica commerciale su area vasta

E’ stato approvato oggi in IV Commissione il provvedimento per l’autorizzazione all’apertura o alla modifica dei centri commerciali che si inserisce nel contesto normativo legato alla moratoria sulla grande distribuzione e alle linee guida per lo sviluppo delle imprese del settore commerciale. Abbiamo inserito per la prima volta la norma che pone fine al concetto di un centro commerciale sotto ogni campanile introducendo l’elemento della pianificazione urbanistica commerciale su area vasta. Va rilevata anche l’importanza della inedificabilità sulle aree agricole. Col Pd ci eravamo astenuti in sede di votazione perché altri passaggi del provvedimento non erano convincenti: si poteva fare meglio e avere più coraggio.

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Sciopero dipendenti Audoguidovie: la Provincia doveva intervenire tempestivamente

Nella giornata di martedì i lavoratori dell’azienda Autoguidovie hanno incrociato le braccia per quattro ore in contrasto con i vertici dell’azienda con i quali si sono interrotte da tempo le relazioni sindacali. Lo sciopero, che ha visto una partecipazione del 95% dei dipendenti, ha causato non pochi problemi per la circolazione su gomma in Provincia di Cremona e grandi disagi per tutti i pendolari e gli studenti che quotidianamente usufruiscono del servizio per motivi di lavoro e di studio. Non ci possiamo permettere uno sciopero di queste proporzioni per una mancanza di dialogo tra l’azienda e i suoi dipendenti. La provincia di Cremona doveva intervenire tempestivamente visto che è il soggetto che regola il trasporto su gomma. Mi auguro che l’azienda faccia fino in fondo la sua parte e riavvii il dialogo con i dipendenti per evitare il ripetersi di questo tipo di iniziative che danneggiano in primis i cittadini.

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Studenti di Bagnolo Cremasco in visita in Consiglio Regionale

bambini-bagnolo-cremasco-1213Stamattina il Consiglio Regionale della Lombardia ha aperto le porte agli studenti della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo di Bagnolo Cremasco, “Falcone e Borsellino” in provincia di Cremona.

I ragazzi della quinta elementare accompagnati dai propri docenti e dal sindaco di Bagnolo Cremasco Doriano Aiolfi sono stati accolti da me e Carlo Malvezzi (NCD). I ragazzi nell’Aula Consiliare del palazzo Pirelli, dopo una lezione informale sul funzionamento degli organi regionali hanno simulato una seduta di Consiglio nominando un presidente della Giunta e uno del Consiglio e presentando e votando disposizioni di legge come se fossero dei veri consiglieri regionali.

E’ stata una bella mattina di democrazia l’iniziativa permette di creare un contatto diretto tra cittadini e istituzioni ed è ancora più significativa quando si permette ai futuri elettori di farsi un’idea sana della politica troppe volte bistrattata. E’ stato un scambio reciproco di esperienze.

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Made in Italy: per i suini etichettatura chiara a tutela dei consumatori

made in ItalyUn primo passo verso la tutela del Made in Italy lungo tutta la filiera: oggi è stata approvata la mozione, integrata con gli emendamenti del Pd, sulla tutela dei prodotti agroalimentari Made in Italy, in particolare quelli di provenienza suinicola.
Come è ormai noto, sempre più spesso e con percentuali sempre più alte, le carni suine per la lavorazione di prodotti che poi porteranno il marchio del Made in Italy e il nome degli alimenti più prestigiosi, sono importate dall’estero, senza che il consumatore sia al corrente della provenienza della materia prima. Spesso da una filiera che non ha i criteri e le caratteristiche di quella italiana, né in termini di qualità, né in termini di professionalità.
La Coldiretti lombarda ha chiesto espressamente al Consiglio Regionale della Lombardia di intervenire e proprio oggi, giorno in cui l’organizzazione degli agricoltori, occupa per protesta il Brennero, l’Aula ha approvato all’unanimità il testo che chiede un intervento presso il Ministero delle Politiche Agricole e di attuare tutti quei provvedimenti utili a tutelare marchi, prodotti, materie prime ed etichettatura solo ed esclusivamente italiani.

Non solo. Noi del Gruppo Regionale del Pd abbiamo chiesto di inserire due emendamenti molto dettagliati: in sede di Comunità Europea è in discussione in questi giorni la questione dell’etichettatura delle carni suine fresche, oltre a quelle anche avicole e caprine. Questa vicenda è molto importante soprattutto per la tutela del consumatore. Le associazioni e gli esperti del settore chiedono che, come per le carni bovine e il pesce, siano indicate nell’etichettatura la cronologia ‘nato-allevato-macellato e sezionato’ per poter ben distinguere le fasi di vita dell’animale che ha poi prodotto l’alimento che il consumatore va ad acquistare. Sembra invece che ci si voglia fermare alle sole diciture ‘allevato-macellato’ e con questa indicazione sembra si voglia far bastare il fatto che, ad esempio, un’esemplare nato in Danimarca dopo due soli mesi di residenza nel nostro Paese sia da considerare allevato in Italia.

Nella mozione abbiamo chiesto, perciò, che si preveda negli impegni della Giunta l’obbligatorietà dell’etichettatura con la cronologia come da noi indicata o in subordine il nome dello Stato in cui si è svolto l’ultimo periodo di allevamento che deve essere di almeno 6  mesi, e non due, prima di certificarne l’origine italiana.

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Istituti musicali: Regione Lombardia sostenga le scuole pareggiate ai conservatori

spartitopOggi ho votato a favore della mozione finalizzata alla richiesta di contributi regionali a sostegno degli istituti superiori di studi musicali pareggiati ai conservatori di musica statali presenti in Lombardia, in particolare quello di Cremona.

E’ giusto che la Regione si impegni a intervenire per traghettare l’operatività di queste importanti istituzioni musicali verso il riconoscimento dello Stato, previsto tra l’altro da un Decreto Ministeriale. Soprattutto per la tradizione musicale e della liuteria di Cremona, sarà quanto mai importante sostenere queste scuole che sono in tutto e per tutto parificate ai Conservatori.

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