Archivi del mese: novembre 2013

Piano rifiuti: differenziata spinta, basta discariche e inceneritori

raccolta differenziataLa VI Commissione Ambiente ha approvato ieri, giovedì 28 novembre 2013, una risoluzione sul programma regionale di gestione dei rifiuti, di cui la Giunta ha reso nota la proposta. Prima che il piano diventi definitivo, anche i Consiglieri Regionali hanno voluto dare il proprio parere.

Il Pd ha approvato con convinzione la risoluzione, messa nero su bianco in modo collegiale, perché contiene proprio i principi che stiamo sposando e sostenendo da tempo: spingere sulla raccolta differenziata e il riciclo e dire basta alle discariche e agli inceneritori.
Se, cioè, lo spirito del piano è condivisibile, vogliamo anche che l’Assessore Regionale all’Ambiente Terzi passi dagli annunci a politiche coerenti. Ad esempio, sui rifiuti urbani riteniamo siano necessarie norme più stringenti per non autorizzare discariche, chiudere i termovalorizzatori obsoleti e non permetterne di nuovi, mentre servono norme semplificate per sostenere le aziende che intendono riconvertire gli inceneritori e per autorizzare la nuova impiantistica (compostaggio, biodigesracctione, trattamento meccanico biologico, impianti di riciclaggio).

La politica ambientale che anima il Pd in questa battaglia va verso la bacinizzazione regionale e il modello unico di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Per questo è urgente prevedere incentivi per i Comuni e le Province virtuosi in tema di raccolta differenziata. E questo è stato uno dei punti fondanti della risoluzione. Inoltre, per quanto ci riguarda, sarebbe importante stabilire la possibilità di estendere l’ecotassa non solo allo smaltimento in discarica ma anche all’incenerimento. Infine, è necessario concertare con il Ministero dell’Ambiente una revisione del disegno di legge in materia ambientale a proposito della rete nazionale integrata di incenerimento. Altrimenti il rischio è che verranno utilizzati a pieno regime gli inceneritori esistenti, localizzati al nord e molti in Lombardia, e nel resto del Paese si continuerà a smaltire in discarica e a esportare all’estero.

Anche se la risoluzione non li ha presi in esame non dimentichiamo i problemi connessi ai rifiuti speciali e alle bonifiche. Nel primo caso, il Pd punta a far inserire nel nuovo piano norme più cautelative per la localizzazione degli impianti, un potenziamento dei controlli e dei monitoraggi e una maggiore responsabilità dei comuni interessati. Particolare attenzione va prestata alla questione amianto: non è più rimandabile una sperimentazione regionale pubblica dei sistemi di inertizzazione dell’amianto.
Per quanto riguarda, invece, le bonifiche, riteniamo necessario un piano straordinario per le aree inquinate (in primo luogo Caffaro Brescia e Fibronit Broni) con adeguate e sufficienti risorse finanziarie, per creare nuova occupazione qualificata e per ridare valore anche economico a queste zone, spesso strategiche nel tessuto urbano.

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Carni suine: stop ai prodotti Made in Italy ma con materia prima proveniente dall’estero

made in ItalyEsprimo soddisfazione per la decisione dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale di approvare un documento che ricalchi l’ordine del giorno e le richieste di Coldiretti Lombardia, a proposito della tutela del vero Made in Italy agroalimentare in particolare per il settore delle carni suine.
Come è ormai noto, sempre più spesso e con percentuali sempre più alte, le carni suine per la lavorazione di prodotti che poi porteranno il marchio del Made in Italy e il nome degli alimenti più prestigiosi, sono importate dall’estero. Spesso da una filiera che non ha i criteri e le caratteristiche di quella italiana, né in termini di qualità, né in termini di professionalità.

La Coldiretti ha chiesto, quindi, al Consiglio Regionale di esprimersi, accogliendo un ordine del giorno che ha sottoposto innanzitutto alle Commissioni Consiliari, in cui si chiede, in sintesi, di sollecitare i Ministri delle Politiche Agricole e della Salute a fare rispettare alla Commissione Europea il termine del 13 dicembre per l’attuazione dell’obbligo di indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza. Ma anche a promuovere tutte le iniziative più opportune per prevenire pratiche fraudolente e ingannevoli a danno del Made in Italy, anche attraverso un sistema che vagli qualità e trasparenza della filiera, al pari dell’analogo per l’olio d’oliva.

Spero che ora e quanto prima la Commissione prenda in esame le richieste di Coldiretti Lombardia e che si argini il fenomeno dei prodotti marchiati Made in Italy, ma di fatto provenienti dagli allevamenti di suini all’estero.

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Consorzi di bonifica: Regione Lombardia non paga costi che rischiano di ricadere sui contribuenti

Il rischio di far ricadere su buona parte dei contribuenti ricompresi nei territori dei consorzi di bonifica, i costi della gestione e manutenzione dei principali corsi d’acqua lombardi, ha indotto i consiglieri regionali del Pd in VIII Commissione Agricoltura, a votare, oggi, mercoledì 27 novembre 2013, contro il collegato al bilancio.
Non è stato accolto un nostro emendamento che assicura che le spese di gestione del reticolo idrico principale – di competenza regionale ma che ora potrà essere affidato ai consorzi – siano sostenute da Regione Lombardia con entrate proprie. Il pericolo è che questi costi ricadano sui 700mila contribuenti, di cui 560mila non agricoltori. Si tratterà di ulteriori tasse a carico di cittadini che, a vario titolo, rientrano nell’ambito delle gestioni consortili. Regione Lombardia attribuisce la manutenzione dei principali corsi d’acqua ai consorzi assicurando fondi molto limitati e certamente insufficienti, quindi a pagare potrebbero essere sempre i soliti. In ogni caso, la discussione continuerà in Aula dove riproporremo questo emendamento.

Altri due importanti emendamenti sul tema dei consorzi di bonifica presentati dal Pd sono stati, invece, accolti: tutti i consiglieri hanno votato a favore del nostro emendamento che prevede di avere anche il parere della Commissione stessa sulla delibera che approverà i criteri per la definizione del piano di classificazione degli immobili che individua le aree e le singole proprietà che traggono beneficio dall’attività di bonifica.
Per quanto riguarda il secondo emendamento, si tratta di quello che prevede il parere dei Comuni interessati sul piano adottato dal consorzio di bonifica. Entrambe queste novità garantiranno maggiore certezza e trasparenza nell’applicazione del contributo e coinvolgeranno di più gli enti territorialmente vicini ai contribuenti”.

Abbiamo votato anche contro la legge di stabilità 2014 e il bilancio previsionale: la battaglia sui documenti contabili proseguirà durante la seduta del Consiglio Regionale dove, tra gli altri punti, chiederemo anche un aumento dei finanziamenti previsti per gli enti parco che sono passati da 9,8 a 7,8 milioni di euro, quindi con un taglio di circa 2 milioni.

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Aler, confermato l’accorpamento di Cremona con Mantova e Brescia; è un errore!

Il testo licenziato in Aula è una soluzione che non ci soddisfa, soprattutto dal punto di vista della rappresentatività territoriale, ma è comunque un primo propositivo passo nella discussione generale di revisione del riassetto delle politiche abitative in Lombardia. Con i nostri emendamenti, approvati in Aula, abbiamo migliorato qualitativamente una legge di riforma che, così come licenziato dalla Commissione, rischiava di lasciare irrisolte questioni per noi fondamentali quali ad esempio la tutela dei lavoratori e la trasparenza all’interno delle Aler su cui vigilerà adesso un Osservatorio ad hoc aperto anche alle parti sociali e al comitato degli inquilini.

Grazie anche al nostro contributo è stato inserito nel testo il Consiglio Territoriale, organo che rappresenterà i sindaci di ogni ambito delle Aler anche se trovo assurdo che la scelta dei membri sia rimasta in capo al Consiglio Regionale e non, come chiedevamo noi, demandato alla conferenza dei sindaci. Questo è per noi un grosso limite della legge.
La maggioranza ha respinto il nostro emendamento per mantenere distinte l’Aler di Brescia, seconda per numero di alloggi dopo Milano, con quella di Cremona e Mantova. Non abbiamo fatto che riproporre l’esperienza dei consorzi di bonifica e dei bacini del trasporto pubblico locale, scelta secondo noi più logica viste le dimensioni geografiche e il numero considerevole di case popolari (9783). Con il nuovo assetto a 5 Aler, comunque, si registrerà una significativa cura dimagrante nei bilanci delle Aler ma le risorse che verranno risparmiate non saranno sufficienti per affrontare la situazione economica attuale e la pressante richiesta di alloggi popolari. Il mio ordine del giorno, accolto dalla Giunta, impegna la Regione ad usare le entrate di IMU per recuperare gli alloggi popolari sfitti e ad individuare strumenti nuovi e coraggiosi per dare stabilità alle Erp regionali. Sfidiamo su questo terreno la maggioranza soprattutto in vista della riforma della legge 27, vero snodo della riforma della legge, che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi.

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Direttiva nitrati: la Regione sia in prima linea per il sostegno alle aziende

Regione Lombardia ha posticipato al 1 dicembre il divieto di spandimento dei reflui ai fini agronomici, che sarà operativo fino al 28 febbraio compreso. Questa è una buona notizia; tuttavia la questione è ben più ampia e va ricollegata alla direttiva nitrati.

La scelta va incontro alle richieste degli agricoltori e delle associazioni di categoria. Il tema è, però, strettamente collegato all’annosa questione della direttiva nitrati. Dunque, dal nostro punto di vista, Regione Lombardia deve moltiplicare ancora di più gli sforzi affinché la vicenda possa velocemente trovare uno sbocco positivo. La revisione delle aree vulnerabili e il sostegno alle aziende che devono aggiornare i loro siti produttivi per conformarli alla normativa europea deve vedere l’assessorato in prima linea, soprattutto in questa fase, in cui si stanno elaborando i nuovi criteri del Piano di Sviluppo Rurale per i prossimi sette anni.

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Aler, domani in Aula emendamento del PD

Domani il Consiglio Regionale approverà il testo di riforma della governante delle Aler lombarde. Una cinquantina gli emendamenti che verranno discussi in Aula, cinque relativi al numero di accorpamenti delle aziende di residenza pubblica regionale.

Noi del Pd abbiamo depositato un emendamento, del quale sono firmatario, con Marco Carra, che propone la suddivisione in sei macro Aler, una in più rispetto al testo approvato in Commissione Territorio. Rispetto alla versione della Giunta secondo noi sarebbe più sensato dividere Brescia da Cremona e Mantova creando due aziende distinte. In questo modo si raggiunge una dimensione numericamente analoga, in termini di alloggi, a quella degli altri territori.

Oltre al nostro saranno discussi altri emendamenti che modificano l’assetto attualmente previsto. Uno, in particolare, della maggioranza, chiede esattamente ciò che prevede la nostra proposta. In questa situazione, tutt’altro che definita, ci auguriamo che si vada verso la direzione da noi indicata.

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Oglio-Po, il distretto rurale a vocazione biologica si presenta a Viadana

Lunedì 25 novembre 2013, alle 18, nell’auditorium “Fabia Gardinazzi” di Viadana, si terrà la presentazione pubblica sul territorio del distretto rurale dell’Oglio-Po, il progetto a vocazione biologica del Partito Democratico lombardo, portato avanti dai consiglieri regionali cremonese e mantovano e al quale ha aderito anche l’Assessore Regionale all’Agricoltura.

All’incontro sarò presente con Marco Carra, Consigliere Regionale del Pd, i sindaci di Viadana Giorgio Penazzi e di Casalmaggiore Claudio Silla, le Province e, appunto, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Gianni Fava, che ha aderito fin da subito e da sempre sostiene il progetto.

Alla presentazione possono intervenire tutti coloro che sono interessati alla nascita di un distretto rurale del biologico, il primo in Lombardia, nel territorio dell’Oglio-Po, che, dopo i primi incontri a Milano e Casalmaggiore, si sta già trasformando in una realtà concreta. Il Gal Oglio-Po si è detto disponibile a fare da capofila, tanto che ha organizzato il successivo momento di confronto che si terrà mercoledì 27 novembre 2013, nuovamente a Casalmaggiore.

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Distretto rurale Oglio-Po: decolla il cuore del primo distretto del biologico

Si è tenuto questo pomeriggio, nel municipio di Casalmaggiore, il primo incontro sul territorio per la nascita del Distretto rurale Oglio-Po, il primo a vocazione biologica in Lombardia. Ero presente con operatori, associazioni, aziende agricole e cittadini, il Consigliere Regionale del Pd Marco Carra, componente come me dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale, col quale sto sostenendo il progetto; insieme abbiamo presentato i contenuti e l’iter che dovrà seguire la nascita del distretto.
E’ intervenuto anche Giuseppe Torchio, presidente del Gal Oglio-Po che è disponibile a fare da capofila, come ente locale, del progetto, oltre a Carlo Giacomelli, della Direzione Regionale dell’Agricoltura, che ha risposto alle domande tecniche.
Ad aprire i lavori, il sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla: “Siamo disponibili a vestire il ruolo dei referenti e faremo senz’altro la nostra parte, ma devono essere le aziende del territorio a portare avanti l’idea di un distretto rurale da presentare poi in Regione Lombardia. Tutti insieme possiamo immaginare come creare le condizioni per realizzare questo progetto”, ha detto rivolgendosi ai numerosi intervenuti.
L’incontro è stato molto concreto e operativo, è servito a scremare chi ci sta e chi no, per andare a vedere fino in fondo chi vuole davvero mettere in piedi questo distretto rurale a vocazione biologica. Sarà il primo in Italia, strutturato in questo modo, a occuparsi di biologico. E il senso stesso del distretto nasce per fare emergere questa specificità del territorio, che va da Cremona a Mantova. Noi del Pd lo abbiamo pensato, assieme a sindaci e produttori, come opportunità di rilancio di un bene primario in questa fascia di territorio.
I distretti in Lombardia sono 24 e sono legati alle specificità del territorio. Sono soggetti a regole regionali che stabiliscono ad esempio delle date precise per l’accreditamento: se perdiamo il treno del 31 dicembre 2013, la successiva è quella del 31 maggio 2014 che può essere la nostra scadenza. Continua a leggere

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Distretto rurale: incontro venerdì 15 alle 17 a Casalmaggiore

Sarà il primo distretto rurale della Lombardia, a vocazione biologica e nato dentro il comprensorio dell’Oglio-Po, tra Cremona e Mantova.
Con il Consigliere Regionale del Pd Marco Carra, ho promosso l’iniziativa e il progetto stesso di un distretto rurale del biologico nell’Oglio-Po, sostenuto dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura, anche attraverso uno studio, ora raccolto in un libro.
Con lo stesso Marco Carra parteciperò domani, venerdì 15 novembre 2013, nel municipio di Casalmaggiore, a partire dalle 17 ad un incontro sul tema.

In apertura l’incontro porterà i suoi saluti Claudio Silla, sindaco di Casalmaggiore. Interverranno Nicola Federici, assessore alle Attività produttive del Comune di Viadana e l’ingegner Carlo Giacomelli della Direzione Generale dell’Agricoltura di Regione Lombardia.
Sono stati invitati a partecipare il Gal Oglio-Po, gli enti, le associazioni e le aziende agricole del territorio interessati a partecipare alla costituzione del distretto.

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Commercio: manca una pianicazione su area vasta

In sede di voto della proposta di atto amministrativo per lo sviluppo delle imprese del settore del commercio noi del Pd ci siamo astenuti. L’assenza di una svolta nella volontà di programmare anziché negoziare i nuovi insediamenti commerciali e nessun vincolo stringente non ci hanno convinto; restiamo in attesa che si affronti al più presto una riforma complessiva del settore.
Pensiamo che questo provvedimento non sia sufficiente;  l’Aula oggi ha approvato delle linee guida che sostanzialmente lasciano inalterata la legislazione vigente, per questo è necessario arrivare il prima possibile ad una riforma complessiva della legge sul commercio. Non è passata l’idea della pianificazione su area vasta. Il rischio che sotto ogni campanile possa nascere un centro commerciale sussiste. L’unico fatto positivo è la decisione inserita nel documento che d’ora in poi non saranno più ammesse varianti urbanistiche su aree agricole.

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