Treni Milano–Venezia: altro che macroregione del nord, qui solo granducati

rassegna stampa treviglio 231013Stamattina alle 8,30, ho tenuto una conferenza stampa presso la stazione di Treviglio, in provincia di Bergamo, insieme ai consiglieri regionali Jacopo Scandella, Gian Antonio Girelli e Mario Barboni, per dire no alla soppressione delle quattro coppie di treni interregionali che collegano Milano con Venezia, passando per Treviglio, Brescia e Verona e per ricordare i disagi che tantissimi pendolari lombardi vivranno con la già annunciata soppressione prevista dal prossimo 15 dicembre con l’entrata in vigore del prossimo orario invernale. Erano presenti anche diversi amministratori locali, tra questi quelli di Crema, Cremona, Treviglio e Brescia interessati dal problema e i rappresentanti dei comitati di pendolari che si stanno battendo, attraverso una petizione e diverse iniziative sul territorio, per cercare di scongiurare il taglio delle corse.

La scelta del luogo non è un caso: Treviglio è lo snodo centrale di questa linea ferroviaria in quanto è la fermata di interscambio per i pendolari che dalle province di Cremona, Bergamo e Brescia si spostano per motivi di lavoro o di studio verso Verona. La linea ferroviaria Milano-Brescia-Venezia è tra le più frequentate della Lombardia e conta una media di 36.000 viaggiatori al giorno. La scelta intrapresa unilateralmente dal Veneto penalizzerà i tantissimi viaggiatori ma soprattutto elimina in partenza l’opportunità di creare un sistema ferroviario regionale integrato tra due Regioni sorelle nella Macroregione.

Brescia è tra i comuni più penalizzati da questa soppressione: è per natura una città dinamica e questa decisione contraddice le aspettative di tutti coloro che, vista la posizione geografica e il fiorente tessuto economico e culturale, si aspettavano un investimento importante sui collegamenti interregionali. Le alternative al momento non sono all’altezza della domanda, i collegamenti in quelle fasce orarie saranno possibili solo con i treni Freccia Bianca il cui biglietto ha un costo doppio rispetto alla media dei regionali. La nostra proposta è quella che, tutti i treni regionali e non solo le quattro coppie in soppressione, percorrano la tratta Milano–Venezia così da poter avere un reale sistema di trasporto integrato fra regioni, l’esatto contrario di quello proposto da Regione Veneto ed in linea con la tanto decantata Macroregione.

Nella stessa condizione si trova la provincia di Bergamo; se non si troverà un accordo tra il Veneto e la Lombardia su questi 8 treni regionali, non si dovrà più parlare di macroregione del nord ma di granducati in cui ognuno pensa a sé penalizzando in maniera forte tutti quei cittadini che per lavoro, studio o commercio utilizzano queste tratte.

Domani si terrà l’audizione della società Trenord in Commissione Infrastrutture e Territorio, sarà l’occasione per porre il tema a chi sta gestendo questa partita che, a leggere la presa di posizione dell’assessore regionale ai Trasporti veneto, non sembra andare nella direzione sperata. Chiederemo conto anche dove si andranno a posizionare i 62 nuovi treni annunciati settimana scorsa  anche se poi di nuovo c’è ben poco visto che 40 degli stessi su 62 erano stati già annunciati al momento della sottoscrizione del vecchio contratto di servizio nella precedente legislatura e mai messi in rete. In un momento in cui  vi sono sempre meno risorse a disposizione la Regione deve fare scelte forti, e per noi una scelta forte è quella di investire sulla mobilità su ferro per il trasporto di persone e di merci: più treni con carrozze pulite e efficienti. Dal canto nostro proveremo a farlo già dalla prossima seduta di bilancio prevista a dicembre.

Per informazioni sulla “staffetta” organizzata dal comitato dei pendolari che si terrà venerdì, consultare il sito.

In allegato la nota stampa che ricostruisce la situazione soppressione Treni Milano-Venezia

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