Razionalizzazione degli ospedali, rimodulazione dei ticket e revisione dei voucher

ospedale maggiore CremaLa rimodulazione dei ticket, la riorganizzazione e la razionalizzazione degli ospedali, la revisione del sistema dei voucher sociosanitari. Queste e altre sono le azioni annunciate nelle ultime settimane dalla Giunta lombarda. A occuparsene sarà una Commissione di esperti per la riforma del sistema sanitario regionale, composta da nomi illustri, a partire dal prof. Umberto Veronesi. La Commissione dei Saggi è certamente un buon strumento, utile per superare i limiti della riorganizzazione sanitaria concepita da Formigoni nel 1997, contiene nomi di assoluto prestigio, assieme a nomi che, per la verità, hanno anche profili di inopportunità. Questo però non deve essere la scusa per ritardare provvedimenti promessi in campagna elettorale, primo fra tutti il taglio dei ticket, che, come Pd, siamo tornati a chiedere con forza con un recente ordine del giorno. Anche del sistema dei voucher, anima e cuore dell’impianto sociosanitario formigoniano sembra che il nuovo assessore abbia fretta di liberarsi, tanto che il Pd ha fatto approvare in Aula un proprio ordine del giorno con cui la Regione si impegna ad archiviare lo strumento dei buoni sociali ponendo quindi fine all’attribuzione al cittadino in difficoltà di un buono da spendere per l’assistenza domiciliare e per servizi di riabilitazione lasciandolo di fatto solo e passando al meccanismo della presa in carico da parte della rete dei servizi.
È l’ammissione che il modello portato avanti sin qui va cambiato. Oggi gli utenti dei servizi alla persona in Lombardia, con un voucher in mano, si devono arrangiare nella giungla dei servizi. In questo modo il cittadino in difficoltà verrà invece preso in carico da parte dei comuni e delle Asl, e da loro sarà accompagnato verso il servizio più adeguato, con l’attenzione a che le cure fornite siano davvero appropriate.

Per il resto la riorganizzazione degli ospedali è ancora in alto mare e rischia di essere applicata solo in base ai principi di risparmio imposti dalla spending review e senza tener conto dei reali bisogni dei territori. In provincia di Cremona, l’accorpamento dell’ospedale di Crema a quello del capoluogo lascia dubbi e perplessità.

Sono Contrario! Tenuto conto dell’avanguardia tecnologica del presidio cremasco e dell’ampio bacino di pazienti sarebbe un errore. Non si possono affrontare questioni di rilevanza fondamentale per la popolazione locale senza discuterne con i portatori d’interesse di una comunità.

In questi giorni qualcuno a ipotizzato aggregazioni e fusioni dell’Ospedale di Crema con Cremona, Mantova, Lodi…..

A me sembrano soluzioni fantasiose che non hanno alcun fondamento e che servono solo per riempire qualche pagina di giornale. Del resto se Maroni ha costituito una “Commissione di saggi”, come ho detto sopra, lasciamo almeno che questi si trovino e facciano dei ragionamenti. Cosa che oggi non è ancora avvenuta. Per quanto mi riguarda, come Consigliere regionale del Territorio, metterò insieme un gruppetto di lavoro (allargato ai diversi portatori di interesse, esperti, ..) per approfondire l’idea di mantenere il “Nostro” ospedale in autonomia, garantendo però nel contempo la qualità dei servizi sanitari offerti insieme al costo degli stessi che dovranno tener conto della situazione economica difficile nella quale ci troviamo. Le aggregazioni dei servizi non devono passare attraverso criteri analoghi  a quelli utilizzati per i tribunali!!!

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