Archivi del mese: luglio 2013

Autismo, chiediamo una legge regionale per un aiuto concreto

Un aiuto concreto per le persone affette da autismo, è quanto chiede all’unanimità il Consiglio Regionale con una risoluzione approvata ieri pomeriggio. Il documento impegna la Giunta Regionale ad attivarsi presso il ministero della Salute perché inserisca i disturbi autistici tra le patologie riconosciuta dall’Inps per i benefici connessi, come l’accompagnamento; chiede inoltre che continui, stabilizzi ed estenda le sperimentazioni condotte negli scorsi anni, e che tramite le Asl attivi corsi per i pediatri volti a facilitare la diagnosi precoce.
Questa risoluzione è una prima presa d’atto dell’importanza del tema dell’autismo e segue un percorso iniziato già nella scorsa legislatura. Purtroppo esiste una carenza nella legislazione nazionale ma anche in quella regionale, e dunque la risoluzione va letta come un impegno molto forte del Consiglio verso l’approvazione di una legge quadro che metta a sistema interventi che vanno dalle politiche sociali a quelle sanitarie, dalla scuola allo sport, all’inserimento al lavoro. Il PD darà contributo in questa direzione già nelle prossime settimane e ci auguriamo che ce ne siamo anche altri, per continuare un discorso condiviso. La legge serve anche a passare dalle sperimentazioni, che sono state importanti, a misure continuative, estese su tutto il territorio regionale. Una diagnosi precoce e l’accompagnamento nel percorso scolastico e post scolastico possono cambiare sensibilmente la qualità della vita di queste persone e delle loro famiglie, che oggi sono sole di fronte a disagi immensi. È un fatto di civiltà, ancor prima che di politica.

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La Provincia di Cremona elimina i geositi

L’area del Pianalto è una zona ad alto valore scientifico e ambientale, un unicum a livello gelogico e il Presidente della Provincia di Cremona Salini, con la sua giunta, ha fatto una forzatura per permettere la creazione in questi luoghi di cave e discariche, a dispetto dell’ambiente e rispetto all’alto valore dell’area.
Per questa ragione lunedi con il Pd cremasco, di Soncino e Romanengo abbiamo presentato un documento, sottoscritto anche da un centinaio di cittadini, per la maggior parte residenti nei paesi interessati dal Pianalto della Melotta, col quale abbiamo chiesto alla Provincia di stralciare il giacimento e i poli estrattivi previsti sul Pianalto di Romanengo-Melotta, ma senza successo: il Consiglio provinciale a Cremona ha adottato con i voti di Lega, Pdl, Udc, Torchio e Biondi la variante al Piano territoriale; la combinazione del Ptcp con il nuovo Piano Cave, deciso 2 mesi fa, elimina di fatto i geositi. Il Pianalto della Melotta di Romanengo può ora ospitare cave e discariche. Sommergiamo la Provincia di osservazioni e proteste. Tutte le associazioni ambientaliste cremonesi, Il Pd e 100 cittadini di Soncino e Romanengo lo hanno già fatto!

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Ex cava Vailata: la regione mette paletti, ma non dice no alla discarica di amianto

Regione Lombardia non dice no a Cava Vailata.
Oggi, martedì 30 luglio 2013, l’Assessore Regionale all’Ambiente Terzi ha risposto nel merito delle richieste dell’interrogazione che ho presentato con Jacopo Scandella, in VI Commissione Ambiente.

In sostanza, la Terzi ha confermato che la cubatura della futura discarica di amianto, che si dovrebbe realizzare nell’ex cava Vailata, in territorio di Treviglio, verrà più che dimezzata, passando dai 480mila metri cubi ai 221.323 stabiliti in Conferenza dei servizi. Inoltre, ha assicurato che verranno fatti ulteriori rilievi a riprova della salvaguardia della falda. Ma non ha certo detto ‘no’ alla discarica. Ora, al di là della compatibilità tecnica, sulla localizzazione di questo tipo di discariche, in Lombardia, c’è troppa anarchia: non esiste una visione complessiva. E questo perché manca una programmazione ragionata e condivisa con i territori della localizzazione delle discariche di amianto, che è urgentissima, per chiarire dove e come risolvere il problema dello smaltimento. Prima la programmazione, poi le autorizzazioni. Invece, si fa il contrario. Non è il modo giusto di procedere.

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La Regione intervenga subito per rivedere il taglio del servizio di pulizia dei treni

A che punto è lo stato di attuazione della legge di riforma del trasporto pubblico locale approvata in Consiglio Regionale l’anno scorso?  E ancora, come la Regione intende intervenire sul progressivo peggioramento del servizio ferroviario lombardo e del livello di pulizia dei vagoni? Questi, in sintesi, i punti della lettera inviata questo pomeriggio all’indirizzo del presidente della Commissione Trasporti Alessandro Sala a firma mia, di Jacopo Scandella, Gian Antonio Girelli, Onorio Rosati e Raffaele Straniero, commissari della V Commissione e del capogruppo Alessandro Alfieri.

Siamo totalmente insoddisfatti della gestione fatta sin qui da Trenord. Con la lettera chiediamo al presidente Sala di intervenire con l’Assessore Regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno per sollecitare un intervento verso Trenord e scongiurare quello che una riduzione dei servizi offerti e migliorare sensibilmente lo standard di qualità attualmente insufficiente. Auspichiamo che ci venga dato un primo resoconto da parte del presidente già nella riunione della Commissione indetta per giovedì prossimo e quindi prima della pausa estiva.
Ricordiamoci che non più tardi di una settimana fa la maggioranza ha bocciato in tutta fretta le nostre proposte di aumento dei capitoli di bilancio relativi alla cura del ferro e al miglioramento degli standard di qualità del servizio ferroviario.

Nella lettera ci dichiariamo preoccupati per il progressivo peggioramento del servizio ferroviario lombardo. Gli episodi di ritardi, disservizi e proteste dei pendolari sono all’ordine del giorno; il dato preoccupante è che nonostante i tanti proclami fatti in questi mesi dalla Regione il risultato ottenuto è quello di veder peggiorato anche il sistema di pulizia dei vagoni. E’ di questi giorni la notizia della pesante riduzione del servizio di pulizia dei treni da parte di Trenord sulle linee in provincia di Varese e da quello che sappiamo questa decisione verrà estesa su tutte le altre linee regionali addirittura fino a fine anno. Non ci pare di intravedere un positivo cambio di rotta da parte di Trenord, vogliamo risposte chiare dall’assessore Del tenno e un repentino ripensamento.

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Parco tecnologico padano: Fava smentisce la sua giunta

ptpSarà anche un giudizio personale, ma è ben strano che un assessore della Giunta Maroni sconfessi così apertamente la posizione del suo esecutivo.
I fatti sono noti: Fava si è lasciato andare a giudizi ben poco lusinghieri sulla struttura e sul suo management, provocando le dimissioni del professor Francesco Salamini dalla carica di vice presidente della Fondazione e dalla presidenza del Comitato scientifico della medesima fondazione.
Con l’interrogazione volevamo capire su che base l’assessore esprimeva questi giudizi e che cosa intende fare del Ptp Regione. Fava ha confermato il suo parere ‘scadente’ non solo sull’attività amministrativa, visto che avanzava come motivazione problemi di bilancio, ma anche scientifica. Cosa che ci lascia ancora più senza parole per diversi motivi, ma tutti rivolti al fatto che la Giunta di cui Fava fa parte non la pensa certo allo stesso modo.
Nella parte relativa a ‘Ricerca e innovazione’ si precisa che ‘Occorre promuovere le realtà e i soggetti che maggiormente favoriscono l’innovazione e le ricadute della ricerca sulle imprese. Un’attenzione particolare sarà data al Parco Tecnologico Padano’. Concetti piuttosto chiari, messi nero su bianco e appena approvati dalla maggioranza Lega-Pdl. Non solo: proprio giovedì scorso una delegazione del Consiglio Regionale, guidata dal presidente Cattaneo, assieme a consiglieri della maggioranza, ha visitato Lodi e, parole loro, ‘alcuni centri di eccellenza tra cui il Parco Tecnologico Padano’. Non credo, quindi, che sia corretto il comportamento di un assessore che smentisce in modo plateale le posizioni dell’esecutivo e della coalizione di cui fa parte.

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Maltempo del 13 luglio: Lombardia allarghi le maglie del patto di stabilità

Oggi, mercoledì 24 luglio 2013, in VIII Commissione Agricoltura, si è discusso dei danni provocati dal maltempo lo scorso sabato 13 luglio nei territori del mantovano, cremonese e bresciano. La seduta è stata dedicata all’incontro e alla discussione dei temi caldi con l’assessore regionale Fava che, su sollecitazione dei consiglieri regionali del Pd, ha prontamente accettato l’invito, di cui si è fatto portavoce il presidente di Commissione, a parlare di quanto la Regione sta facendo sui vari fronti.
Primo fra tutti, quello del maltempo. L’assessore si è detto preoccupato dopo l’incontro dell’altro giorno a Cremona perché dice di aver capito che il Governo non ha probabilmente più risorse nel Fondo di Solidarietà Nazionale. A me è, invece, sembrato di cogliere la disponibilità a rivedere il capitolo. Ma il punto è un altro: proprio ieri, in Consiglio Regionale, è stato bocciato l’ordine del giorno in cui si chiedeva di intervenire per sistemare gli edifici pubblici, in particolare quelli scolastici, danneggiati dalla tromba d’aria. E’ necessario fare questi interventi prima del riconoscimento dello stato di calamità naturale perché l’iter è ben più lungo di un paio di mesi, quando ripartiranno le lezioni.

Per poter essere celeri avevo anche previsto nel mio ordine del giorno la via d’uscita: chiedevo alla Giunta di prevedere, all’interno dei fondi e delle iniziative destinati per il 2013 al sostegno dell’edilizia scolastica, contributi ai comuni delle province di Cremona, Brescia e Mantova per il ripristino degli immobili danneggiati. E per superare i vincoli del Patto di stabilità per i comuni, che rischiano altrimenti di essere penalizzati, suggerivo alla Giunta di stabilire, in occasione dell’annunciato intervento di verifica e di ulteriore ripartizione degli spazi finanziari del Patto, una quota riservata alla spese sostenute per il ripristino di queste scuole. Insomma, bastava allargare le maglie e le possibilità di intervento c’erano. Faccio presente che su una stima di quasi 12 milioni di euro di danni, nella sola provincia di Cremona, gli edifici e le infrastrutture pubbliche ne contano 895mila.

L’assessore Fava si è impegnato a chiedere un intervento in questo senso anche attraverso il collega al Bilancio Garavaglia. L’importante è che si liberino risorse quanto prima.

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La Regione boccia tutti i nostri emendamenti e odg sul trasporto pubblico locale cremonese

Nonostante la comune consapevolezza del persistere di disagi e di insufficienze strutturali dei treni che percorrono la provincia cremonese, la Regione ha ritenuto di bocciare i nostri emendamenti e ordini del giorno per mancanza di fondi da reperire in assestamento del bilancio 2013. E’ bene che i cremonesi sappiamo che per il 2013 non sarà acquistato nuovo materiale rotabile fondamentale per migliorare il nostro sistema di trasporto locale, non verranno poste le condizioni per dare realizzazione ai treni veloci di collegamento tra Cremona e Crema con Milano e non saranno previste per il bilancio fondi per la qualificazione delle stazioni e per le aree di interscambio.

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Allevatori: il Consiglio dà l’ok all’impegno per le associazioni allevatori

Il Consiglio Regionale della Lombardia è d’accordo con la mia proposta di sostenere in tutte le sedi la sopravvivenza e il lavoro di qualità fatto dalle associazioni provinciali allevatori. E lo ha dimostrato votando oggi, martedì 23 luglio 2013, nell’ambito dell’Assestamento di Bilancio, l’ordine del giorno che impegna la Giunta Maroni in questo senso, nonostante il parere contrario della stessa Giunta.

La Lombardia, grazie all’attività di oltre 22mila aziende, sul versante zootecnico esercita, a livello nazionale, diversi primati con una produzione del 40% di carne suina, del 37,1% di latte vaccino e del 25,9% di carne bovina. La legge 30/91 affida al ‘sistema allevatori’, quindi all’Associazione Italiana Allevatori (Aia) e alle Associazioni Provinciali Allevatori (Apa) l’effettuazione dei ‘Controlli funzionali della produttività’ e la tenuta dei ‘Libri genealogici del bestiame’. Oltre a queste mansioni istituzionali, le Apa, in particolare le 9 lombarde, svolgono azioni di consulenza tecnica e di analisi delle produzioni zootecniche che hanno permesso ai prodotti made in Italy di raggiungere una qualità e una sicurezza superiori.
A fronte degli strumenti validi e innovativi che le associazioni mettono in campo, i fondi stanziati dal Ministero, sono passati dai 63 milioni di euro del 2007 ai 25 del 2012 e per il 2013 se ne prevedono 18. Non solo: alla Lombardia, che per numero di capi controllati svolge il 44% dell’attività nazionale, verrebbero assegnati solo 6 milioni di euro sul totale complessivo, pari al 24% delle risorse.

Ecco, dunque, le richieste del Pd approvate a maggioranza dall’Aula: impegnare la Giunta Regionale a richiedere in sede di conferenza Stato–Regioni la definizione di un metodo oggettivo di calcolo (capo grosso) nella ripartizione delle risorse che recuperi il rapporto tra fondi assegnati e attività svolta dalle associazioni a livello regionale e che possa essere applicato già dall’anno in corso; una programmazione degli stanziamenti che consenta di dare maggiore certezza e stabilità alla gestione dell’attività delle Apa nel medio periodo, ai lavoratori del settore e alle imprese; garantire, in continuità con quanto fatto nel corso degli anni scorsi, l’impegno di Regione Lombardia a sostenere le attività delle Apa con un contributo economico-finanziario e amministrativo.
E tutto questo nonostante l’Assessore Regionale al Bilancio Garavaglia abbia espresso il suo parere negativo.

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Nutrie: approvato il nostro emendamento

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato oggi, martedì 23 luglio 2013, nell’ambito dell’Assestamento di Bilancio, l’emendamento del Gruppo Regionale del Pd che prevede di destinare 150mila euro alle politiche per il contenimento delle nutrie.
Con questo stanziamento, votato all’unanimità, possiamo continuare a intervenire per contenere la diffusione delle nutrie che stanno provocando all’agricoltura e al territorio dei danni che hanno superato di gran lunga la soglia di una semplice preoccupazione.

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Linee ferroviarie cremonesi: collegamenti veloci tra Crema e Cremona con Milano

passaggio a livelloEnnesimi ritardi sulle linee ferroviarie cremonesi. Questa mattina una media di 40 minuti sulla tratta Crema–Treviglio–Milano mentre per altre corse si è optato direttamente per la cancellazione dei treni. Una roba indecente a cui l’assessore Del Tenno non ha ancora dato seguito con atti concreti a quanto annunciato nella seduta del 2 luglio scorso quando, in risposta ad una mia interrogazione in Aula, aveva promesso interventi mirati e immediati. Oggi, in occasione della discussione dell’assestamento al bilancio 2013, con emendamenti e ordini del giorno specifici sul tema del trasporto pubblico locale abbiamo nuovamente incalzato la Giunta.

Oggi pomeriggio in Consiglio Regionale sono stati in discussione tre emendamenti e tre ordini del giorno, di cui sono firmatario, relativi al trasporto pubblico locale in occasione della votazione dell’assestamento al bilancio 2013. Con i tre emendamenti chiediamo alla Regione di assegnare ulteriori 5 milioni alle amministrazioni locali per la qualificazione di stazioni e aree di interscambio, 2,5 milioni per la creazione di piste ciclopedonali e 10 milioni per l’ acquisto di materiale rotabile per migliorare il servizio ferroviario regionale. Con gli ordini del giorno chiediamo invece di dare seguito al progetto di treni veloci di collegamento, un tema a me caro e di grande attualità, tra Crema–Milano e Cremona–Milano, di dare attuazione alla riforma del trasporto pubblico locale ad un anno di distanza dall’approvazione della legge in Consiglio Regionale ed infine, contestualmente alla predisposizione del Programma Regionale della Mobilità, di individuare le priorità degli interventi sulla rete ferroviaria in particolare puntando sul rinnovamento del materiale rotabile e sulla realizzazione di poli di interscambio tra ferro e gomma.

Ci auguriamo che nelle prossime ore la Giunta accolga le nostre proposte dimostrando lungimiranza e attenzione verso le richieste di un territorio troppo a lungo bistrattato.

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