Archivi del mese: giugno 2013

Aflatossine: smaltimento del mais contaminato

Campo di maisE’ necessario avere chiarimenti sul mais contaminato dalle aflatossine, nel raccolto 2012, presente in grandi quantità anche in Lombardia, e sullo stato di attuazione dell’intesa di filiera a uso energetico sottoscritta assieme alle regioni Emilia Romagna e Veneto. A maggior ragione oggi, dopo che è emerso il caso della presenza in commercio, in diverse regioni, di latte tossico, contaminato da aflatossine, sostanze generate da muffe.
Lo avevo già chiesto, con i consiglieri Pd Marco Carra, Giuseppe Villani e Corrado Tomasi in VIII Commissione Agricoltura, e il presidente della Commissione ci ha dato soddisfazione inviando una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura Fava in cui si fa portavoce delle nostre richieste.

Ciò che chiediamo è che venga data piena attuazione all’intesa di filiera, che prevede lo smaltimento del mais ‘non idoneo all’alimentazione animale’ negli impianti di biogas a uso energetico, attraverso una maggiore divulgazione dei contenuti dell’accordo, mediante la pubblicazione sul sito della Regione del documento e del modulo di adesione per gli operatori; una maggiore informazione ai produttori/stoccatori attraverso l’uso di idonei strumenti di comunicazione; il monitoraggio della situazione e delle eventuali criticità, da trasmettere periodicamente all’VIII Commissione; l’attivazione di ulteriori iniziative di ricerca e sperimentazione che permettano di acquisire nuove conoscenze e che potrebbero essere finanziate dal comparto beneficiario del mais con aflatossine.
Infine, attraverso la lettera della Commissione, abbiamo chiesto che Regione Lombardia valuti la possibilità di sollecitare le Borse Merci di riferimento territoriale affinché attivino la quotazione del mais a uso energetico.

Ringraziamo il presidente di Commissione che si è fatto nostro portavoce e questo perché le richieste che avanziamo all’assessore preoccupano tutti coloro che si occupano di agricoltura. Auspichiamo che Regione Lombardia dia a noi, e soprattutto agli operatori e agli agricoltori, una risposta celere in merito alla piena attuazione dell’intesa che aiuti a risolvere la questione dello smaltimento del mais contaminato.

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Accorpamento ospedale di Crema con Cremona, decisione sbagliata

ospedale maggiore CremaMi dichiaro contrario alla fusione tra l’Ospedale di Crema e quello di Cremona che, stando alle informazioni veicolate dalla stampa, sarebbe realtà già a partire dal gennaio 2014.
Sto seguendo la vicenda dal lontano 2010, quando presentai un’interrogazione all’allora assessore alla sanità per ricevere rassicurazioni, poi ricevute, in merito al non accorpamento; ora ribadisco che sono assolutamente contrario alla soppressione del presidio cremasco, tenuto conto dell’avanguardia tecnologica e gestionale dell’ospedale e dell’ampio bacino di pazienti cremaschi, assai più ampio del bacino del capoluogo cremonese.
Non si possono affrontare questioni di rilevanza fondamentale per la popolazione e per le comunità senza partire da un confronto reale con gli interlocutori territoriali, i comuni, i portatori di interesse e la stessa popolazione locale. E’ profondamente sbagliato il metodo, oltre al fatto di non tener conto di criteri oggettivi per la scelta di razionalizzazione delle strutture sanitarie imposte dai tagli alla spesa pubblica. Non il fatto che Cremona sia capoluogo di provincia infatti, dovrebbe influire sulla decisione, bensì il dato più realistico del bisogno di assistenza e di cura e del numero di pazienti. Perciò propongo da subito una sorta di “mobilitazione” che metta insieme un “gruppo di lavoro” locale con lo scopo di monitorare la situazione e le decisioni che eventualmente vorranno essere assunte a livello regionale, partendo con un’analisi seria che dimostri come l’ospedale di Crema possa rimanere con la propria autonomia, per ragioni sociali, sanitarie e finanziarie.

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Maltempo: niente soldi per i danni in agricoltura

Non ci sono soldi per sostenere in questo momento difficile l’agricoltura lombarda. Lo dice la Giunta Maroni attraverso i numeri: nell’assestamento di bilancio 2013 tutto il Consiglio Regionale aveva chiesto all’esecutivo, con una mozione presentata da noi e approvata all’unanimità, di trovare risorse aggiuntive per aiutare gli agricoltori lombardi colpiti dal maltempo. Ma di questi soldi nel documento contabile non c’è traccia.

Durante la seduta di oggi, mercoledì 26 giugno 2013, si analizzava proprio l’assestamento. Alle nostre delucidazioni al relatore, il leghista Dario Bianchi, ci è stato confermato che nel documento non erano previste risorse in più.
Solo qualche settimana fa, il Consiglio Regionale aveva votato una mozione, sottoscritta e approvata da tutti i gruppi consiliari, che impegnava Regione Lombardia a individuare risorse integrative aggiuntive per i danni all’agricoltura causati dal maltempo. Ma evidentemente l’impegno assunto resta purtroppo al momento disatteso. Come Pd ne chiederemo conto in occasione della discussione sull’assestamento in Aula.

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Moratoria vera grazie all’opposizione

Approvata all’unanimità la proposta di legge sulla moratoria di 6 mesi all’autorizzazione di nuovi centri commerciali in Lombardia fatto salvo quelle opere e quegli interventi previsti in accordi di programma promossi da Regione Lombardia che siano funzionali alla realizzazione di Expo 2015.

Quello di oggi è un passo in avanti. La moratoria è stata resa effettiva dall’opposizione che è riuscita, attraverso il voto segreto, a mandare sotto la maggioranza sugli emendamenti e a bloccare così i tentativi di vanificare gli effetti della moratoria stessa, impedendo l’approvazione della deroga agli ampliamenti e alle strutture che avevano già iniziato l’iter di approvazione. Con il voto di oggi speriamo che  possa iniziare effettivamente un percorso nuovo e che la maggioranza abbandoni la retorica piena di contraddizioni di chi come Lega e Pdl ha, in questi anni, autorizzato uno sviluppo eccessivo della grande distribuzione sul territorio lombardo.

Il Pd ha presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità, affinché la programmazione commerciale regionale possa, d’ora in avanti, essere fatta tenendo conto anche degli effetti sovra comunali di area vasta, del consumo di suolo per i comuni coinvolti, del potenziale sfruttamento delle aree dismesse, degli effetti che le grandi strutture di vendita generano sui centri naturali del commercio e più in generale sui centri storici e sugli equilibri socioeconomici locali. L’ordine del giorno invita la Giunta, entro i termini della moratoria (6 mesi), a estendere il confronto a tutti i comuni interessati dall’insediamento di una nuova struttura e a prevedere nuovi strumenti di perequazione territoriali volti a riequilibrare, tra i comuni coinvolti, gli effetti indotti dalle grandi strutture.

Negli ultimi 6 mesi in Lombardia sono stati autorizzati oltre 300 metri quadri al giorno di nuovi centri commerciali, supermercati, ipermercati, outlet; negli ultimi 5 anni si è registrato un crollo dei consumi pro capite del -5,4% (sotto la media nazionale); la realizzazione di grandi strutture ha comportato, quasi sempre, come conseguenza, la chiusura di numerosi esercizi di vicinato con perdita di servizi e di vivibilità nei centri storici e nei piccoli comuni.

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Stop a un centro commerciale per ogni campanile

Domani andrà in Aula la proposta di legge licenziata la settimana scorsa dalla Commissione Attività Produttive sulla moratoria all’autorizzazione di nuovi centri commerciali in Lombardia.
Il Pd presenterà un ordine del giorno affinché la programmazione commerciale regionale possa d’ora in avanti essere fatta tenendo conto anche degli effetti sovra comunali di area vasta, del consumo di suolo per i comuni coinvolti, dello sfruttamento di aree dismesse, degli effetti che le grandi strutture di vendita generano sui centri naturali del commercio e più in generale sui centri storici e sugli equilibri socioeconomici locali. Per questo l’ordine del giorno impegna la Giunta, entro i termini della moratoria (6 mesi), a estendere il confronto a tutti i comuni interessati dall’insediamento di una nuova struttura, a prevedere dei nuovi strumenti di perequazione territoriali volti a riequilibrare, tra i comuni coinvolti, gli effetti indotti dalle grandi strutture e a introdurre indicazioni sulle misure di mitigazione tipo da adottare.
Tutto questo tenendo conto che:

  • Negli ultimi 6 mesi in Lombardia sono stati autorizzati oltre 300 metri quadri al giorno di nuovi centri commerciali, supermercati, ipermercati, outlet
  • Negli ultimi 5 anni si è registrato un crollo dei consumi pro capite del -5,4% (sotto la media nazionale)
  • La realizzazione di grandi strutture ha comportato, quasi sempre, come conseguenza, la chiusura di numerosi esercizi di vicinato con perdita di servizi e di vivibilità nei centri storici e nei piccoli comuni
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La maggioranza presenta un emendamento che intensifica l’uso del consumo di suolo

Questo pomeriggio in Commissione Infrastrutture e Territorio è stato esaminato e votato il programma regionale di sviluppo della X legislatura. Sono stati messi in votazione delle osservazioni, simili a veri e propri emendamenti, presentati all’ultimo minuto da alcuni consiglieri del centrodestra. Uno in particolare, quello presentato dal consigliere del Pdl Malvezzi, riguardante il tema del consumo di suolo, ha attirato le critiche del centrosinistra. Il documento recita come segue: l’obiettivo di limitare l’uso del suolo deve in ogni caso essere coniugato con la necessità di realizzare opere infrastrutturali e tenere conto degli insediamenti produttivi e delle infrastrutture esistenti.
La difesa del suolo è un tema serio per noi e, visti i proclami fatti in campagna elettorale, pensavamo lo stesso per la maggioranza. Nei primi giorni di questa legislatura il Pd ha depositato un progetto di legge organico di modifica dell’attuale legge regionale 12 proprio perché si ritiene necessario dotarsi urgentemente di una normativa che limiti il consumo di suolo, una questione non più procrastinabile. Stupisce l’emendamento presentato a sorpresa oggi in commissione è l’ennesima dimostrazione di come la maggioranza predica bene ma quando si tratta di arrivare al dunque tira il freno all’ultimo.

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Latte: bene il tavolo regionale sul prezzo, ma basta contestazioni al governo

latteCondividiamo la proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura Fava di una sorta di tavolo regionale sul prezzo del latte. Soprattutto perché già nella passata legislatura il Pd si era battuto affinché Regione Lombardia prendesse in mano la questione e diventasse protagonista della trattativa per spuntare un prezzo equo del latte.

Tuttavia, dobbiamo invitare l’assessore a cessare ogni polemica con il Governo Centrale con cui è invece necessario interloquire in maniera costruttiva: pare evidente che non si può pensare di contestare continuamente il Ministro e poi pretendere di essere ascoltati.

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Mozione urgente per bloccare il caro ticket

Domani verrà discussa in Aula una mozione urgente, presentata da me, dal coordinatore del Patto Civico in Consiglio Regionale Umberto Ambrosoli e dal capogruppo Pd Alessandro Alfieri, per ripristinare la gratuità dei ticket sulle prestazioni che dal 1 giugno sono diventate a pagamento e per far sì che la Giunta vari, entro luglio, con l’assestamento di bilancio, la modalità di applicazione dei ticket sanitari.
Chiediamo anche che i ticket non siano modulati sulla base del valore economico della prestazione effettuata bensì in base al reddito dei cittadini, applicando il principio della progressività. La trasformazione in attività ambulatoriale di alcune prestazioni che prima venivano effettuate gratuitamente in regime di day surgery come per esempio l’intervento di rimozione della cataratta e l’intervento del tunnel carpale, già aveva comportato per i cittadini lombardi,  dal 1 gennaio 2012,  il pagamento di un ticket più alto per poter effettuare quelle prestazioni; ora dal 1 giugno un ulteriore aggravio di spesa è stato aggiunto per prestazioni di tipo chirurgico che fino al 31 maggio venivano erogate in regime di gratuità.
E’ ora di cambiare registro procedendo ad un ampliamento della fascia di esenzione e all’introduzione di un regime di compartecipazione alla spesa più equo.

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Treni per Cremona: la Regione lavori per dare dignità alle linee ferroviarie

E’ trascorsa solo una settimana dalla visita dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Del Tenno a Cremona occasione in cui, di fronte all’incredulità dei rappresentanti degli enti locali presenti all’incontro tenutosi allo Ster, illustrava un trend di miglioramento delle linee cremonesi. Dopo sette giorni i nodi vengono al pettine e la verità è sotto gli occhi di tutti.
Ieri si sono registrati disservizi, lungo la linea Cremona-Crema, che hanno arrecato pesanti disagi ai pendolari costretti a rimanere tre ore in un convoglio vecchio e senza aria condizionata.
Non siamo convinti della veridicità delle dichiarazioni fin troppo rosee dell’assessore. La situazione non è migliorata rispetto agli altri anni e il bollettino di guerra che ogni giorno i pendolari redigono lo confermano. Sulle linee che percorrono la provincia cremonese persistono gli odiosi ritardi non più tollerabili a cui si aggiunge la totale carenza di informazioni da parte del personale.
Trenord si è dimostrata in difficoltà non solo nella gestione del servizio di trasporto pubblico ma anche nella risoluzione delle emergenze come i fatti accaduti ieri ad Olmeneta sulla linea Cremona-Crema.
Piuttosto che ammodernare i treni ed investire su una linea che si può definire la cenerentola della Lombardia si è deciso, in questi ultimi mesi, di inviare senza una ratio dei treni diesel dismessi da altre linee regionali. Le linee cremonesi non hanno mai goduto di sufficiente attenzione da parte di Regione Lombardia: un esempio è il progetto del treno veloce, invocato dalla maggior parte dei pendolari ma liquidato bruscamente dalla Giunta nonostante la riforma del trasporto pubblico locale dica di creare collegamenti veloci tra capoluoghi. In previsione di Expo sarà bene che la Regione corra ai ripari.
Per questo chiedo all’assessore Del Tenno di rispondere nel merito direttamente in Consiglio Regionale e di dare risposte convincenti sul servizio offerto da Trenord per le linee del cremonese.

Di seguito riporto il racconto di uno dei pendolari che ieri ha “subito il servizio di Trenord” sulla linea Cremona–Olmeneta –Crema.
Prima i fatti:
Si parte da Cremona alle 17, 41 e si arriva a Crema alle 20,38.
Si commenta da solo, ma non è tutto. Continua a leggere

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La Regione punti sulle potenzialità viarie del fiume Po

PoOggi pomeriggio si è tenuta l’audizione dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) nella Commissione Territorio e Infrastrutture in Consiglio Regionale, in previsione dell’approvazione del Programma Regionale di Sviluppo.
Ritengo che la Regione debba puntare sulle potenzialità del fiume Po, basta un investimento limitato per mettere in piedi il primo progetto di sviluppo industriale intermodale.
L’incontro con il direttore di Aipo Luigi Mille è stato illuminante. Rispetto alle altre città europee, la Regione Lombardia è miope di fronte alle potenzialità del Po come modalità di trasporto. Una mancanza che noi sosteniamo da tempo. Sono stati presentati dei progetti su cui la Regione potrebbe, e dovrebbe secondo noi, lavorare a costi contenuti che puntano alla regimentazione del fiume, alla sistemazione a corrente libera del Po da Cremona alla foce del Mincio, e da qui al mare, che permetterebbe di percorrere il fiume 340 giorni all’anno, e allo sviluppo dei porti fluviali di Cremona e Mantova. Il presidente di Aipo ha poi fatto un riferimento al canale artificiale navigabile di Cremona fino a Pizzighettone sostenendo la fattibilità del progetto del polo produttivo intermodale di Tencara che sfrutti in maniera funzionale il ferro, la gomma e l’acqua.
Forti di quanto detto questo pomeriggio chiederemo a Regione Lombardia di far corrispondere atti concreti da inserire nel Prs all’interno del quale non vi è alcun accenno al trasporto fluviale.

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