Archivi del mese: maggio 2013

Bene ricapitalizzazione confidi, ora intervenga Finlombarda

La ricapitalizzazione dei confidi operata dalla Giunta stamattina è un segnale positivo che attendevamo da tempo. I confidi sono essenziali per dare respiro finanziario alle imprese lombarde e dunque la possibilità di aumentare il loro patrimonio di vigilanza utilizzando le risorse dei cosiddetti Formigoni Loans va nella direzione da noi sempre auspicata. Il passo successivo, che chiediamo alla giunta di compiere, è quello di far intervenire Finlombarda a sostegno dei confidi, supportandoli nelle situazioni più complesse, e magari prevedere anche una riorganizzazione e aggregazione di questi ultimi per favorirne l’efficienza.

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Moratoria centri commerciali: occorre pianificare su area vasta

Oggi l’assessore Alberto Cavalli ha illustrato un provvedimento alla Commissione Attività Produttive per congelare l’autorizzazione di nuovi centri commerciali in Lombardia, sino al dicembre 2013. Sono d’accordo con la necessità di una moratoria per i centri commerciali ma affinché lo stop abbia efficacia occorre incidere anche sull’aspetto urbanistico e sulla pianificazione di area vasta.

Per avere un risultato vero occorre modificare gli strumenti legislativi della regione e dare avvio ad una normativa che consenta una nuova programmazione solo su area vasta, ossia su più comuni e su un bacino di più abitanti. Infine, contestualmente, occorre spingere di più per la promozione di quei centri commerciali a cielo aperto presenti nelle nostre città e, in particolare, nei centri storici. Per questo, per esempio, dare più impulso allo sviluppo dei distretti urbani del commercio.

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Aree sequestrate: Regione Lombardia intervenga

Nel territorio del comune di Cremona, il 20 maggio scorso, i carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) di Brescia hanno sequestrato due aree per gravi rischi ambientali. Si tratta di 28mila metri quadrati nella zona dell’ex Macello, stabile di proprietà dell’Aem, negli anni scorsi utilizzato dal Comune come magazzino. E di 40mila metri quadrati circa nei pressi della stazione ferroviaria. Il materiale trovato va dai rifiuti da demolizioni al fresato d’asfalto, dalle batterie usate ai pannelli in fibrocemento sfaldati, dalle lattine di resina sversate nel terreno ai bidoni di olio minerale percolanti nel suolo.

La situazione presenta un serio pericolo di inquinamento ambientale: le forze dell’ordine hanno ritenuto che non siano state adottate sufficienti cautele in materia di salute e di sicurezza, in particolare legate all’esposizione al rischio amianto.
Per questa ragione ieri, martedì 28 maggio 2013, ho depositato un’interrogazione in cui chiedo all’assessore regionale all’Ambiente Terzi quali provvedimenti intenda adottare Regione Lombardia per assicurare le misure che garantiscano condizioni di sicurezza del territorio e tutela della salute dei cittadini.

Chiedo che la Regione dia delle risposte ai cittadini di Cremona, perché la superficie a rischio è imponente e il pericolo descritto è decisamente alto: l’area vicino alla stazione ferroviaria è stata definita dagli inquirenti titolari dell’inchiesta una bomba ecologica, per la probabile presenza di materiale radioattivo oltre che di materiale cancerogeno.

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Maltempo in agricoltura: l’assessore d’accordo con le nostre richieste, se ne parla in commissione il 5 giugno

Campo di maisL’assessore regionale all’agricoltura Fava ha sostanzialmente accolto il contenuto della nostra mozione urgente sui danni che il maltempo ha provocato alle imprese agricole. E ha confermato che il 5 giugno il documento verrà discusso in VIII Commissione Agricoltura, dopo aver ascoltato le associazioni di categoria e le Province.
Abbiamo depositato la mozione il 21 maggio, a seguito della richiesta dello stato di calamità da parte delle associazioni agricole, le quali indicavano una stima prudenziale di almeno il 30% di prodotto lordo non vendibile. Oltre a rendere noti i dati del disastro agricolo, il documento chiede di impegnare la Giunta regionale ad avviare immediatamente le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree più colpite della Lombardia e a effettuare con la massima urgenza una puntuale ricognizione e stima dei danni, al fine di poter valutare, con il coinvolgimento della VIII Commissione Agricoltura, ogni ulteriore intervento pubblico che si dovesse rendere necessario.
Senza contare che intanto il maltempo sta proseguendo, peggiorando una situazione già critica.

La Commissione ha calendarizzato la discussione del punto per mercoledì 5 giugno, ma nel frattempo, venerdì scorso, proprio l’assessore Fava comunicava di aver chiesto alla Giunta di deliberare lo “stato di crisi”. Noi del Gruppo regionale del Pd – depositando stamattina all’ordine del giorno del Consiglio la stessa mozione urgente – abbiamo, dunque, immediatamente chiesto al responsabile regionale dell’agricoltura lombarda di venire, in Aula, a riferire sull’iter della richiesta di stato di calamità e a spiegare come mai si fosse ipotizzato di deliberare prima sullo stato di crisi, e in tal caso perché non si fosse fatto subito.
Insomma, ci pareva importante avere delle precisazioni dall’assessore su cosa sta facendo realmente la Giunta e se le procedure sono state avviate. Fava ha spiegato passo passo come si sta muovendo il suo assessorato e dicendo le stesse cose che, in sostanza, sono contenute nella nostra mozione. Il documento è, dunque, stato iscritto all’ordine del giorno della Commissione del 5 giugno.

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Pgt: l’approvazione è un buon risultato ottenuto in tempi rapidi, ora bisogna lavorare sul contrasto al consumo di suolo

Oggi, durante i lavori d’Aula del Consiglio regionale, è stata approvato il progetto di legge che modifica la legge 12 relativa alle nuove norme per il governo del territorio e indica regole più stringenti per tutti i comuni lombardi che non si sono ancora dotati dei Pgt.
Nell’ordine del giorno approvato, a grande maggioranza, si chiede, in sede di revisione della legge 12, di introdurre nuovi strumenti che facilitano la pianificazione d’area vasta sovra comunale per il governo del territorio, con la possibilità di redigerli in forma associata fra i comuni.
E’ un buon risultato ottenuto in tempi rapidi così come chiedevano i Comuni e gli ordini professionali e le imprese di settore, colpiti in modo particolare dalla crisi. Entro un anno tutti gli enti locali ancora sprovvisti saranno dotati degli strumenti di pianificazione urbanistica così come prevede il testo approvato. Il lavoro della Commissione non termina oggi. Da domani inizia una seconda fase di monitoraggio costante volto a controllare l’iter dei singoli procedimenti e affiancare i comuni che incontrano più difficoltà per evitare le sanzioni o, in un’ultima istanza, il commissariamento. Nel nostro ruolo di opposizione garantiremo controllo e intransigenza sul rispetto delle nuove scadenze affinché si arrivi senza indugi all’approvazione dei Pgt.
L’obiettivo che ci eravamo posti è stato raggiunto ora si apre la vera partita di questa legislatura: la riforma della legge 12 del 2005 con particolare attenzione al contenimento del consumo di suolo, la nostra priorità, ristrutturando l’esistente e lasciando intatte le aree agricole, scese drammaticamente in Lombardia sotto una soglia di guardia. Auspichiamo che con lo stesso atteggiamento, la Commissione porti avanti un lavoro, condiviso e proficuo, per dare seguito all’indirizzo votato oggi in Aula sulla pianificazione di area vasta sovra comunale.

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Maltempo: stato di calamità e di crisi in agricoltura, la giunta riferisca in consiglio

L’assessore regionale Fava ha intenzione di proporre a breve, ‘al presidente la deliberazione per la proclamazione dello stato di crisi’ dell’agricoltura lombarda per i danni del maltempo.
Ma lo stato di calamità per l’agricoltura lombarda è stato riconosciuto, come da noi chiesto con mozione urgente? E se ci sono le condizioni per proclamare lo stato di crisi, perché la Giunta, invece di preannunciarlo, non lo ha fatto già oggi, immediatamente, durante la sua seduta?

A questo punto non ci resta che chiedere all’assessore Fava di venire martedì 28 maggio, in Consiglio regionale, a riferire sulla situazione, sul punto in cui è arrivata la richiesta di stato di calamità e, soprattutto, sulle intenzioni della Giunta. Per avviare l’iter che porterà ad adottare provvedimenti a favore dell’agricoltura lombarda in ginocchio per il maltempo, abbiamo sottoscritto una lettera di sollecito e una mozione urgente alla VIII Commissione Agricoltura, ma il presidente di quest’ultima ha convocato la seduta in cui discuterla per il 5 giugno, cioè dopo due settimane dalla nostra richiesta. Ci sembra che siamo in ritardo su tutto e non ne capiamo il motivo.

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Maltempo: i danni all’agricoltura in Commissione il 5 giugno, grazie alla nostra sollecitazione

Grazie alle sollecitazioni del Pd, alla nostra lettera di sollecito al presidente, mercoledì 5 giugno 2013 l’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale affronterà il tema dei danni in agricoltura a seguito del maltempo. Lo ha annunciato oggi, durante la seduta, il presidente della Commissione, spiegando che all’ordine del giorno verrà previsto un punto specifico per affrontare la mozione presentata nei giorni scorsi dal Gruppo regionale del Partito Democratico in cui si chiedeva di impegnare la Giunta regionale ad avviare immediatamente le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree più colpite della Lombardia e a effettuare con la massima urgenza una puntuale ricognizione e stima dei danni, al fine di poter valutare, con il coinvolgimento della VIII Commissione Agricoltura, ogni ulteriore intervento pubblico che si dovesse rendere necessario.

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Maltempo: agricoltura lombarda in ginocchio, la Regione intervenga subito

Campo di maisL’eccezionale maltempo di quest’anno ha prodotto danni ingenti soprattutto agli agricoltori lombardi, dando luogo a una vera e propria emergenza. Di questi imprenditori ci facciamo portavoce noi del Gruppo Regionale del Partito Democratico con una lettera e una mozione in cui sollecitiamo Consiglio e Giunta a intervenire e prendere provvedimenti quanto prima.

Le piogge cadute negli ultimi mesi (+54% rispetto alla media del periodo) stanno frenando l’intero comparto agricolo. La stagione, dal punto di vista delle rese, si presenta quindi particolarmente critica.
Chiediamo, quindi, di sollecitare l’assessorato per capire se la questione è già stata presa in carico e quali strumenti concreti, sia dal punto di vista del sostegno economico che di quello normativo, la Regione intende mettere in funzione. Chiediamo, inoltre, una seduta urgente di Commissione per parlare della questione.

Nel contempo, abbiamo depositato una mozione urgente sullo ‘Stato di calamità per il settore agricolo nelle aree colpite dal maltempo’ che entra più nel dettaglio. In particolare, il documento fa presente che i danni stimati si aggirano sulle centinaia di milioni di euro, nel nord Italia, e che hanno toccato soprattutto le produzioni orticole e florovivaistiche, ritardando le operazioni di preparazione e semina dei terreni per i cereali primaverili, riso e mais, per le varietà delle foraggere e per la soia.
In termini percentuali, fa presente la mozione, in Lombardia si stimano perdite del 10% per l’ortofrutta, del 40% per il mais, del 20% per orzo e frumento e del 10% per il riso nel triangolo Pavia, Vercelli, Novara.

Con la mozione intendiamo impegnare la Giunta regionale ad avviare immediatamente le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree più colpite della Lombardia e a effettuare con la massima urgenza una puntuale ricognizione e stima dei danni, al fine di poter valutare, con il coinvolgimento della VIII Commissione Agricoltura, ogni ulteriore intervento pubblico che si dovesse rendere necessario.

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Aflatossine nel mais: l’assessore renda noti i dati

Le aflatossine sviluppatesi nel mais da granella a seguito della siccità del 2012 e le conseguenze che potrebbero portare nell’alimentazione umana e animale o nell’eventuale uso a scopo energetico, sono state al centro di un’interpellanza presentata dal Gruppo regionale del Pd, della quale sono stato primo firmatario, cui ha dato risposta oggi, mercoledì 15 maggio 2013, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, l’assessore competente Gianni Fava.

Il contenuto della mia interpellanza riguardava un tema caldo come quello dell’alimentazione che è strettamente connesso a un discorso di salute. Le aflatossine sono micotossine prodotte in particolari condizioni ambientali dalle muffe e rendono parte della produzione di mais, in particolare in Lombardia, inadatta all’alimentazione umana e animale. Sull’uomo hanno addirittura un effetto tossico.
Il mais contaminato potrebbe essere impiegato per gli usi alternativi, ovvero la produzione di biogas, bioplastiche ed energia in generale. Ma anche in questo caso va accertato l’effettivo degrado delle aflatossine durante il processo di digestione anaerobica.

Le risposte dell’assessore Fava in proposito non mi hanno soddisfatto perché non è entrato realmente nei termini della questione e non c’è stato verso di avere dei dati precisi. Allo stato attuale rimangono aperti i temi principali della vicenda aflatossine, ovvero le quantità di mais contaminato che ancora non si conoscono e che l’assessore non ha ci ha fatto sapere. Né si capisce quante tonnellate di queste siano state trattate. Ma non si sa nemmeno se c’è un’autorità sanitaria che ha fornito qualche parere, e quale, sulla destinazione di questo prodotto, sia essa alimentare che energetica.

Ho perciò chiesto all’assessore di rendere noti e trasparenti i numeri e i risultati di eventuali analisi, ma anche il luogo dove questo mais è stato stoccato e quanto ne deve essere ancora smaltito. Inoltre, ho chiesto di sapere che fine ha fatto l’intesa tra le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, che doveva contribuire a dare trasparenza al percorso del mais non conforme ad usi alimentari indirizzato ai biodigestori e che ne avrebbe consentito lo smaltimento. Voglio informazioni sui motivi per cui l’accordo è fermo e quali sono i problemi emersi nella sua attuazione.

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Stalloni Crema: Regione Lombardia risolva i problemi del Cre e rinnovi la convenzione

Il Centro di riabilitazione equestre di Crema è al centro di un’interrogazione che ho presentato in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, in cui ricordo che la struttura è inserita nell’area del Centro di incremento ippico, noto come ‘Stalloni’, di proprietà di Regione Lombardia e gestito dall’Ersaf, attraverso una convenzione che coinvolge anche Infrastrutture Lombarde spa.

Ho ripercorso le fasi dell’ultimo anno di vicissitudini del Cre, fino alle perizie che hanno verificato il rischio di cedimenti della struttura. In questa situazione l’attività del centro è messa a dura prova e viene svolta in un clima di assoluta incertezza, anche in considerazione del fatto che il prossimo 31 maggio, cioè tra pochi giorni, scade il contratto-convenzione tra lo stesso Cre e l’Ersaf.

Con i colleghi co-firmatari chiedo a Regione Lombardia di intervenire in prima persona e indirizzare, per quanto di competenza, Ersaf e Infrastrutture Lombarde affinché si provveda a riconfermare, attraverso l’aggiornamento della Convenzione in essere, il mantenimento del Cre nell’area degli ‘Stalloni’, in quanto si presta perfettamente alle caratteristiche del servizio che viene svolto a favore della collettività e delle numerose famiglie interessate; si riprendano con vigore e rinnovato interesse gli accordi avviati nel 2012 tra Comune di Crema e Infrastrutture Lombarde, affinché l’intero complesso, collocato all’interno del centro storico cittadino, possa essere reinserito per l’anno in corso tra i progetti che verranno presentati al Ministero all’interno del cosiddetto ‘Piano nazionale per la città’ affinché si possano ottenere i necessari finanziamenti; gli accordi sottoscritti prevedevano come fulcro centrale la permanenza del Cre; si collochi entro l’estate 2013 il Centro di riabilitazione equestre dentro uno degli edifici non pericolanti (sono tanti quelli a disposizione: tra questi vi è anche la sede storica utilizzata per anni), eliminando i container che non riescono a soddisfare le esigenze, specie nel periodo invernale; vengano realizzati quegli interventi necessari, e di fatto senza costi, che possano mantenere fruibili i servizi del Cre (ad esempio la messa a norma degli accessi ai cortili di ingresso).

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