Archivi del mese: aprile 2012

A proposito di SCRP, NEWCO e Regione

Leggo stamane, sabato 21 aprile, sulla stampa l’esito dell’assemblea dei 50 Sindaci di ieri sera, riuniti per affrontare la grave situazione finanziaria di SCRP ed assumere le necessarie decisioni per superare tale difficoltà, decisioni che alla fine saranno destinate ad incidere sulla qualità del servizio.
Mi voglio soffermare sui futuri scenari che riguardano la gestione del servizio di igiene ambientale (rifiuti) da parte di SCS e la scelta strategica di costituzione di una nuova società (Newco) entro giugno.
Lo faccio perché mi stanno a cuore le sorti del nostro territorio, che dal 2000 in poi è riuscito a mettere insieme, attraverso il sostegno e la sinergia di ben 50 Comuni, un servizio che ha prodotto ottimi risultati diventando sicuramente un’eccellenza a livello nazionale. Producendo risultati concreti anche dal punto di vista impiantistico con esperienze tipo quella di Biofor a Castelleone che, proprio per questa originalità, verrà visitata il prossimo 16 maggio dalla commissione consigliare competente di Regione Lombardia affinché il progetto venga fatto conoscere ed esportato in altre province. Non solo, voglio ricordare il progetto di “Rifiutando” che avrà luogo domenica 22 aprile e che vedrà un “prologo” domani (sabato) presso il Campo di Marte, qui a Crema, con un grande evento educativo che vedrà coinvolte 60 scuole elementari. Continua a leggere

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Pianalto della Melotta: la maggioranza non esclude lo storico geosito dalla revisione del Piano cave provinciale

Oggi pomeriggio, durante i lavori d’aula del Consiglio regionale, è stata votata dalla maggioranza la proposta di atto amministrativo che da il via alla revisione al piano cave provinciale di Cremona su proposta del relatore Frosio della Lega Nord. Come Partito Democratico, durante la discussione, abbiamo confermato la volontà di approvare il documento a patto che venisse escluso definitivamente dal piano il geosito del Pianalto della Melotta situato tra i comuni di Soncino, Ticengo, Casaletto di sopra e Romanengo.
La nostra richiesta era del tutto sensata e guarda con rispetto alla storia di questa parte del territorio costituitosi da oltre 400 mila anni. Abbiamo chiesto che venissero rispettati i quattro vincoli di carattere ambientale e territoriale imposti dal piano territoriale regionale e provinciale, da quello dei comuni e dalla stessa comunità europea. Ma ancora una volta la maggioranza stravolge il territorio infischiandosene dell’unicità della Riserva naturale che con i suoi 3 milioni di metri cubi e 200 metri quadri di superficie supera in estensione lo Stato del Vaticano.
A sei mesi dalla scadenza la maggioranza ha deciso di modificare il piano cave provinciale nonostante non vi sia alcuna necessità di offrire nuovo terreno da scavare visto e considerato che l’azienda, per quanto riguarda la giunta, ha una riserva già disponibile di quasi un milione e 800 metri cubi. I comuni di Soncino, Ticengo e Casaletto di Sopra, che in cambio di piccole opere compensative hanno dato il benestare a questo scempio ambientale, non si rendono conto che così facendo consentono di realizzare un’ennesima violenza sul territorio alla quale non si potrà più rimediare.

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Pianalto della Melotta: domani, in consiglio, chiederemo lo stralcio dal piano

Il Consiglio regionale che si terrà domani, martedì 17 aprile 2012, ha all’ordine del giorno, anche la proposta di atto amministrativo “Revisione al piano cave provinciale di Cremona”. Quindi, si tornerà a parlare del Pianalto della Melotta.
Presenterò un emendamento in cui chiedo lo stralcio definitivo del geosito dal piano. In Aula il Gruppo del Pd sarà fermo e battagliero: voglio proprio vedere cosa risponderà la maggioranza Pdl-Lega di fronte a una richiesta che è semplicemente sensata e la storia di quell’area ce lo dimostra ampiamente.

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Pianalto della Melotta: l’articolo del Corriere della Sera

Il Corriere della Sera di oggi, sabato 14 aprile 2012, si occupa del pianalto della Melotta che rischia di diventare una cava di argilla.
L’articolo inizia con una metafora di Giovanni Bassi, portavoce di Italia Nostra, che dice che “scavare argilla e “spianare” il Pianalto della Melotta che si estende per una decina di chilometri quadrati tra Soncino e Romanengo, nella campagna cremonese, equivarrebbe a “scrostare un importante affresco da una parete”. Via la pittura, quel pezzo di muro perderebbe ogni valore. Via l’argilla, resterebbe solo un’immensa montagna di arida sabbia.
L’articolo poi ricorda che “gli strati superficiali e antichi del Pianalto sono di tale importanza che l’Unione Europea nel 2000 lo inserì tra i siti di importanza comunitaria (Sic).
Il pianalto della Melotta rischia ora di diventare una maxicava di argilla. Io e i miei colleghi ci siamo opposti e ci opporremo, ripresentando martedi prossimo l’emendamento per salvare la Melotta, che ci è già stato bocciato.
Chiederò il voto segreto in aula. Quel terreno ha quattro vincoli. E’ più esteso della Città del Vaticano. Farò appello alla coscienza dei singoli consiglieri. Il tema della conservazione del Geosito della Melotta è ineludibile. E’ l’emergenza geologica più importante del territorio provinciale.

Per leggere l’articolo intero del Corriere della Sera:
Pianalto della Melotta – Corriere della Sera

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Dalla Santa Rita al san Raffaele fino alla Maugeri, gli scandali nella sanità lombarda sono ormai troppi e troppo gravi

L’ex assessore regionale alla sanità Antonio Simone e Pierangelo Daccò, uomo di Formigoni, sono tra le persone arrestate oggi in merito allo scandalo relativo alla fondazione Maugeri. E’ questo un fatto gravissimo che alza il velo su un sistema di potere che ha avuto accesso libero alla sanità lombarda. Simone e Daccò sono persone molto vicine a Formigoni e sono accusate di aver distratto fondi da due grandi strutture sanitarie lombarde che ricevono molti soldi dalla Regione. Il presidente dovrebbe sentire il bisogno di spiegare perché tutto questo possa essere accaduto proprio sotto i suoi occhi.
Dalle operazioni inutili alla clinica Santa Rita fino ai milioni di euro sottratti al San Raffaele e alla Maugeri, nella costosa sanità formigoniana gli scandali sono davvero troppi e troppo gravi. Anche per questo, torniamo a dirlo, è ora di ridare la parola ai lombardi.

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Lunedì 16 aprile, ore 21, centro sociale di Grontardo, incontro pubblico

Lunedì 16 aprile, alle ore 21, presso il centro sociale di Grontardo, a Cremona, si terrà un incontro pubblico che mi vedrà protagonista dal titolo “Il Pd e Alloni in Regione. Le cose fatte e perché Formigoni si deve dimettere”.
Sarà un’occasione di confronto con i cittadini di Grontardo e Levata sulla politica regionale attuale e sul lavoro che il gruppo consiliare del PD svolge al Pirellone.

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Lunedi 16 a Grontardo per parlare delle cose fatte

Lunedì 16 aprile alle ore 21 a Grontardo, presso il Centro sociale, ci sarà un incontro pubblico che vedrà la mia partecipazione.
Titolo della serata: “IL PD E ALLONI IN REGIONE”
Le cose fatte e perché Formigoni si deve dimettere

CIRCOLO DI GRONTARDO E LEVATA

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Regione Lombardia chiede la via per Cappella Cantone, ma l’autorizzazione alla discarica deve ripartire da zero

L’area di Cappella Cantone dove Regione Lombardia vuole autorizzare una discarica di amianto e la Magistratura ha detto stop con le indagini, dovrà essere sottoposta a Valutazione di impatto ambientale. Lo dice un decreto che ha emesso la stessa direzione regionale della tutela dell’ambiente, pubblicato ieri sul Bollettino ufficiale della Regione, e intitolato ‘Verifica di assoggettabilità alla procedura di Via regionale, ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n 152/06 e s.m.i., della variante al progetto di gestione produttiva dell’Ate g12, sito in località Cascina Retorto del Comune di Cappella Cantone’.
 
Si tratta del recupero della parte di territorio sottoposto a cavazione e poiché supera i 20 ettari è obbligatorio che venga fatta la Via. Quello che ci stupisce è che nello stesso decreto venga data per scontata la discarica di amianto e la relativa Autorizzazione integrata ambientale (Aia) quando sono in corso delle indagini che potrebbero ribaltare completamente la situazione.
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Piano cave: riproposizione dell’emendamento salva Melotta

Martedi 17 aprile 2012, d’accordo con i colleghi della sesta Commissione Ambiente, ripresenterò l’emendamento che ci hanno vergognosamente bocciato in commissione il 28 marzo scorso, col quale chiedo lo stralcio del Giacimento di argilla di Soncino, nel Pianalto della Melotta, area in cui c’è un importante geosito e che ha tantissime tutele: Sic, Nautra 2000, zona sismica, Piano di governo del territorio, Piano territoriale di coordinamento provinciale, e persino Piano territoriale regionale.

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Lasciano Bossi e Mauro: ora finalmente si dimetta anche Boni

Se Renzo Bossi e Rosy Mauro si dimettono, dovrebbe farlo anche Davide Boni. Le opposizioni in Consiglio regionale, Pd, Idv, Udc e Sel, tornano su una questione che non hanno mai abbandonato da quando le inchieste della Magistratura hanno investito la Lega Nord. In primis, per quanto riguarda il Parlamentino lombardo, il suo presidente Davide Boni “il quale non ha mai pensato di dimettersi, professando la sua innocenza. Ma tutti sono innocenti fino a prova contraria e a tutti abbiamo sempre augurato che sia fatta chiarezza. Ciò non toglie che nel frattempo, correttezza istituzionale vuole che, almeno dal punto di vista delle cariche, ci si faccia da parte.

Invece, nel Consiglio regionale lombardo e in particolare dentro il Gruppo della Lega Nord Padania accade l’incredibile contraddizione che l’indagato non si dimette nemmeno dalla carica, mentre chi è stato chiamato in causa solo dalle testimonianze, per quanto gravi e serie, lascia addirittura il posto da consigliere regionale. Boni dovrebbe seguire l’esempio del giovane Renzo Bossi e lasciare lo scranno della presidenza”, dicono Gaffuri, Sola, Quadrini e Cremonesi.

Ciò a maggior ragione, se anche Rosy Mauro, nostra ex collega e ora vicepresidente del Senato, come preannunciato, sta per dimettersi dall’incarico.
L’invito, dunque, è perentorio: Boni lascia la presidenza e togli dall’imbarazzo l’intero Consiglio regionale.

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