La Giunta regionale lombarda sta per deliberare le Linee Guida sui procedimenti autorizzativi degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Questa è la risposta dell’assessore regionale all’Ambiente ad un’interrogazione a risposta immediata presentata oggi dal Pd alla quale contesto il forte ritardo e il fatto che manchi la previsione di quali saranno le aree non idonee alla loro localizzazione.
Nella question time si rilevava che nei territori della Lombardia la mancanza di Linee Guida che pongano regole di programmazione e di pianificazione, sta creando grandi problemi di carattere ambientale per il proliferare disordinato di un gran numero di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
L’8 novembre scorso, con un emendamento al documento strategico annuale, il Consiglio ha deliberato l’impegno a redigere Linee Guida entro il mese di gennaio 2012 e, con successivo atto, alla individuazione di aree non idonee per la localizzazione di questi impianti.
Il Pd si è fatto portavoce della grande preoccupazione espressa anche dalle Province lombarde. E su questo Regione Lombardia è una delle poche regioni importanti che non ha adempiuto alle normative vigenti e non ha deliberato al riguardo.
All’assessore Raimondi l’interrogazione chiedeva quali sono i motivi e le ragioni che non hanno permesso, entro i termini indicati dal Consiglio regionale, di emanare le Linee guida e il successivo documento con l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione, lasciando le Province e i territori della Lombardia in una gravissima difficoltà ambientale.
Malgrado il fatto che ci siano stati ritardi notevoli, ci consideriamo parzialmente soddisfatti in quanto nulla si dice riguardo il successivo atto richiesto dal Consiglio regionale al momento dell’approvazione del documento strategico annuale riferito alla individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti.




Presto! Non indugiamo oltremodo nella definizione di una disciplina su un fenomeno incalzante come questo. A livello di PTCP non abbiamo voce in capitolo, i parchi fotovoltaici dobbiamo considerarli “compatibili all’attività agricola” in quanto “smantellabili” a fine carriera… E intanto tutti fanno spallucce perchè non esiste una regolamentazione, mentre il territorio, seppure per un nobile fine, viene inesorabilmente consumato.
E’ come se, per superare il rigido inverno di questi giorni, invece della legna, nel camino ci buttassimo i mobili di casa nostra. Voglio dire, usiamo la testa e impariamo a considerare il territorio come se davvero appartenesse a noi.
Ciao
Sergio
Bravo Sergio. Sono proprio d’accordo: fermiamo i parchi fotovoltaici!!!! Martedi in consiglio l’assessore Raimondi, rispondendo alla mia Question Time”, si è preso l’impegno di arrivare settimana prossima in commissioe con la proposta di “Linee Guida” per regolamentare la materia. Lo aveva già promesso a luglio dello scorso anno!!! Vedremo.