Cappella Cantone: firmato il decreto autorizzativo; decisivi i pareri di Provincia e Comune

Questa mattina, assieme ad alcuni collaboratori del Gruppo del Pd, ho incontrato il dirigente di Regione Lombardia che si occupa dei due temi caldi della provincia di Cremona: la discarica per rifiuti di amianto di Cappella Cantone, alla quale la Regione ha dato il via libera, e la discarica per rifiuti non pericolosi di Cassinetto di Malagnino, in territorio di Vescovato, di cui è previsto l’ampliamento.
Per ognuna delle questioni il rincorrersi di voci discordanti e la difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento delle richieste di autorizzazione mi hanno convinto a fare il punto della situazione.
Per quanto riguarda Cappella Cantone, la Direzione generale territorio e urbanistica ha emesso nella giornata di ieri l’Autorizzazione intergrata ambientale alla ditta Cavenord. Il decreto arriva alla conclusione dei provvedimenti di Vas, Via e Aia precedentemente avviati ed è corredato da un corposo allegato tecnico che fissa il quadro prescrittivo.

La vicenda va verso una conclusione assolutamente avversa all’espressione delle popolazioni locali. Come ci è stato confermato dal dirigente della struttura regionale, il decreto conclude considerando le posizioni prevalenti emerse ed espresse dagli enti partecipanti alla conferenza. In sostanza Regione Lombardia interpreta l’esito pur consapevole delle numerose osservazioni presentate dai Comuni di San Bassano, Castelleone, Romanengo, Soresina e Montodine.
Dobbiamo purtroppo rimarcare che a incidere sulla decisione sono stati il parere favorevole del Comune di Cappella Cantone e quello della Provincia di Cremona che, ai sensi delle disposizioni di legge vigenti, la Conferenza di servizi ha considerato come favorevole. Questo tenendo conto che, con precedente atto deliberativo del 2010, la Giunta del presidente Salini aveva già espresso un parere favorevole (anche se con prescrizioni). Tant’è che la richiesta di ulteriori confronti proposta dalla Giunta provinciale cremonese, il 5 settembre scorso, non è stata neppure considerata. Purtroppo tutto questo avviene senza un piano regionale che definisca dove collocare le discariche per lo smaltimento dei rifiuti d’amianto.
Per la discarica di Vescovato invece, oltre alla conferma del sopralluogo tecnico che avverrà domani, e all’avvio della conferenza di servizio e della probabile chiusura dell’iter dell’Aia entro fine anno, il funzionario ha confermato che l’iter della procedura Via, iniziata il 23 novembre 2007 e terminata il 1 luglio 2010, è un periodo congruo per il rilascio della Via per una discarica. Invece per l’Autorizzazione integrata ambientale, Regione Lombardia ha chiesto più volte al proponente di chiarire gli aspetti legati alla titolarità dell’area sulla quale è collocato il progetto e pare che non sia ancora del tutto risolto. E dal punto di vista tecnico, proprio in questi giorni gli uffici regionali stanno esaminando con Arpa l’allegato tecnico.
Prendendo atto dell’istruttoria in atto mi auguro che il prima possibile si possano avere tutti gli elementi necessari per chiudere il procedimento in corso. Anche se la discarica resta un apporto residuale è bene che un territorio sia autosufficiente così come prevede la legislazione regionale.
Sulla vicenda, Alessia Manfredini, consigliera comunale del Pd a Cremona, che ha partecipato all’incontro, depositerà un’interrogazione per sapere qual è al momento lo stato di fatto del conferimento dei rifiuti, visto che dal 31 agosto 2011 la discarica è stata chiusa e non si ha notizia di dove eventualmente l’Aem li indirizzi.

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