Legge sui parchi: una governance più aperta ai territori e parchi più fruibili

Nel giorno in cui si inizia la discussione sul progetto di legge che deve rispondere alla nuova normativa nazionale sulla governance degli enti gestori dei parchi, il Gruppo Regionale del Partito Democratico presenta la sua proposta che intende rivedere radicalmente l’antesignana ma ormai superata legge regionale risalente ancora al 1983.
E i consiglieri del Pd cantano vittoria nel momento in cui in VIII Commissione Agricoltura e Parchi la maggioranza accetta di sospendere la discussione per 15 giorni per affrontare per conto proprio solo il tema della governance (il Governo centrale impone la revisione entro il 31 dicembre 2011, ma tutto deve essere pronto almeno sei mesi prima) e, contestualmente, per cominciare la discussione su una vera e propria legge quadro sui parchi regionali.

In Commissione la maggioranza Pdl-Lega ha portato un progetto di legge di iniziativa della Giunta che oltre a prevedere la nuova organizzazione degli enti gestori, modifica solo parzialmente la vecchia legge dell’83. Ma sarebbe la sedicesima volta che si va avanti per sole parziali modifiche: noi, invece, proponiamo una grande e nuova legge sulle aree protette regionali,.

Il motivo è ben chiaro per il Pd: “Il sistema dei parchi è importante per Regione Lombardia, non solo perché copre il 30 per cento del territorio e coinvolge 500 comuni, ma anche perché ne va della qualità della vita dei cittadini – spiega Luca Gaffuri, capogruppo in Consiglio Regionale –. E per questo riteniamo che i soggetti protagonisti delle scelte dei singoli parchi debbano essere coloro che più vivono queste realtà, dagli agricoltori alle pro loco, o comunque tutte le associazioni che vivono i territori”. Un’importanza dimostrata anche dalle prossime iniziative del Gruppo: superata la tornata elettorale, una serata sarà dedicata dai consiglieri a parlare della loro idea di parchi lombardi attraverso una sorta di incontro-convegno in streaming dal sito www.blogdem.it che potrà essere visto e interagito sia da iscritti e simpatizzanti dei circoli, sia da qualsiasi cittadino connesso a Internet.

La proposta
Ecco i punti salienti della proposta del Pd come illustrati da me e il collega Prina: protagonismo delle comunità locali, che mantengono un importante ruolo decisionale; rafforzamento della sussidiarietà orizzontale e allargamento della partecipazione delle associazioni all’interno degli organi dell’ente con un ruolo non solo consultivo, ma attivo e decisionale all’interno delle comunità del parco; estensione delle superfici di tutela, con inserimento della previsione delle aree contigue, finalizzata a garantire un’adeguata tutela ambientale anche ai confini delle aree protette; valorizzazione oltre che tutela del territorio compreso nel parco, con particolare attenzione ai sistemi produttivi (partendo dall’agricoltura), alla fruizione turistica, alla definizione paesaggistica.
L’obiettivo fondamentale è di riuscire ad affermare un’idea di tutela dinamica dei territori, che possono e debbono rappresentare un modo diverso e originale di produrre attività, reddito, occupazione, riuscendo nel contempo a preservare attentamente biodiversità e qualità ambientale e territoriale.

Le critiche
Noi diciamo no alla possibilità prevista dalla loro proposta di modificare i confini dei parchi, con il rischio di speculazioni; ma non accettiamo nemmeno la possibilità di approvare deroghe per opere di interesse pubblico, laddove con pubblico potrebbe essere inteso anche un albergo.
Come limiti del progetto di legge il Pd vede anche la proposta di un ente di governo che affida poteri e decisioni a un centralismo regionale; dietro la proposta di semplificazione si cela il tentativo di svincolare dal regime di tutela le aree del parco mediante atti che afferiscono alla sola competenza della Giunta regionale, sottraendo il ruolo significativo che il Consiglio regionale ha sin qui esercitato, nelle scelte di pianificazione; ulteriore indebolimento dei Comuni. Insomma, non si tratta di una vera riforma secondo il Pd, perché il testo del progetto di legge della Giunta Formigoni è privo di elementi di innovazione e di valore strategico.

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