Cremona-Brescia: è la Regione che deve far rispettare il contratto di servizio

A ogni nostra critica il collega Malvezzi reagisce difendendo l’operato della Regione così ciecamente da non accorgersi di prendere forti cantonate.

Malvezzi dovrebbe sapere che, oltre ai treni ai binari e ai passaggi a livello, anche la manutenzione delle stazioni è inclusa nel contratto di servizio che la Regione Lombardia ha stipulato per gli anni 2015-2020 con Trenord e Rfi, per un costo complessivo di quasi 500 milioni, per la precisione 412.550.000 di euro, al netto di Iva. E’ la Regione che paga ed è la Regione che ha l’obbligo di controllare non solo il funzionamento dei treni, ma anche lo stato delle stazioni e di pretendere che siano efficienti e funzionali.

Inoltre, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri sono stati pubblicati i due decreti del Ministero dell’Interno di riparto del contributo di 170 milioni di euro e di 180 milioni di euro per le province (previsti nella cosiddetta “manovrina”) destinati, rispettivamente, alla manutenzione straordinaria della rete viaria e all’esercizio delle funzioni fondamentali. Per la Provincia di Cremona, per il 2017, sono così destinati 1.526.496,77 euro per la manutenzione straordinaria delle rete viaria e 2.405.492,76 euro per l’esercizio delle funzioni fondamentali.

Mi chiedo infine se il mio collega sia contento di come non funzionano i servizi ferroviari nel nostro territorio. Da tutto quel che non ha fatto negli ultimi anni si direbbe di sì.

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Il PD torna nelle stazioni e comincia dalla Cremona-Brescia

Come avevo annunciato, mi sono presentato questa mattina alle 7 alla stazione Fs di Olmeneta (tratta Cr-Bs) per incontrare i pendolari di una delle linee più martoriate della Lombardia. Insieme a me, il collega del Patto Civico Michele Busi, il sindaco di Olmeneta Renzo Felisari e l’assessore ai trasporti del comune di Cremona Alessia Manfredini. Abbiamo incontrato poi i pendolari e il sindaco di Verolanuova in territorio bresciano.

Invece di andare avanti, torniamo indietro. Altro che treni nuovi, qui non c’è alcuna traccia delle promesse di Sorte, si assiste solo a un degrado che aumenta ogni giorno. Qui a Olmeneta la stazione è in condizioni disastrose: senza porte, senza finestre, senza servizi igienici e senza luce.

Servono sicuramente nuovi treni che chissà quando arriveranno, ma ci vogliono anche risorse per le infrastrutture, per recuperare il degrado totale in cui versano queste stazioni e per il raddoppio selettivo del binario da Cremona a Olmeneta, già progettato un secolo fa da chi costruì la linea per velocizzare il collegamento con le due linee che da questo punto si diramano: quella verso Brescia e quella verso Crema-Treviglio.

In merito agli interventi urgenti necessari su questa linea disastrata una ventina di giorni fa ho depositato – insieme ai colleghi di Brescia Gian Antonio Girelli, Corrado Tomasi e Michele Busi e al collega di Bergamo Jacopo Scandella – un’interpellanza a cui l’assessore Sorte è chiamato a rispondere in aula consiliare, probabilmente nella prima seduta dopo le vacanze estive.

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Treni e problemi: il Pd ritorna nelle stazioni

Martedi 25 Luglio sarò presente alla stazione Fs di Olmeneta (tratta Cr-Bs), dalle ore 7.10 del mattino per incontrare i pendolari di una delle linee più martoriate della Lombardia.

Saranno presenti anche il sindaco di Olmeneta Renzo Felisari e l’assessore ai trasporti del comune di Cremona Alessia Manfredini.

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Treni: la Regione approva l’aumento di biglietti e abbonamenti

La Regione Lombardia ha deciso l’aumento di biglietti e abbonamenti ferroviari che scatteranno però l’anno prossimo dopo le elezioni regionali. L’aumento è contenuto in una delibera di giunta approvata la scorsa settimana che determina, dopo due anni di stop, la ridefinizione con un rialzo complessivo dello 0,93% per l’anno 2017, che viene però posticipato al 2018, quando verrà sommato alla quota prevista per l’anno in corso. Da notare che l’aumento 2017, che è calcolato ogni anno ad aprile e si basa sull’indice di inflazione, sarebbe stato dell’1,73%. È sceso a 0,93% perché tiene conto degli anni 2015 e 2016 in cui, a rigor di calcolo, la Regione avrebbe dovuto applicare delle riduzioni, che invece non ha applicato. L’anno prossimo, quindi, l’aumento sarà ragionevolmente almeno il doppio o anche il triplo di quello consueto.

Solo pochi giorni fa l’assessore Sorte si era vantato del mancato aumento e anche durante la presentazione del piano di investimento per l’acquisto di nuovi treni si era vantato di averlo promosso senza toccare le tariffe.

Maroni e Sorte con i pendolari fanno i furbetti. Annunciano in pompa magna investimenti miliardari sui treni fra 10 anni ma nascondono la delibera con cui aumentano le tariffe dei pendolari lombardi, guarda un po’, subito dopo le elezioni regionali. Ma chi pensano di prendere in giro?

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Dunas: la giunta regionale dice che la tassa va pagata

L’assessore regionale al Territorio Beccalossi, a nome della Giunta di centrodestra, ha detto a chiare lettere che bisogna pagare la tassa al Dunas.

Alla mia richiesta specifica se la Regione non ritenga necessario sospendere con urgenza gli effetti della sua delibera del 29 dicembre 2016, in attesa dell’approvazione del Piano comprensoriale di bonifica del Consorzio Dunas, la Beccalossi è stata chiara: ha confermato che in punta di diritto è tutto a posto e le scelte fatte dalla Giunta regionale sono corrette. Quindi, gli stessi amministratori della loro parte politica se ne dovranno fare una ragione. Per la verità, adesso che le elezioni di Crema hanno avuto l’esito che tutti sanno, le evidenti strumentalizzazioni sono cessate. E oggi, in Commissione, sia Lena che Malvezzi, consiglieri di maggioranza, sono rimasti in silenzio.

Bastava aspettare due giorni e nessuno avrebbe pagato nulla per il 2017. Invece, quella delibera, contenente un emendamento dell’assessore alle Finanze Garavaglia all’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio e fatto appositamente, è stata approvata proprio il 29 dicembre, dando modo così al Dunas di chiedere la riscossione della tassa.

Resto dell’opinione che è sbagliato approvare un Piano di classificazione senza un Piano di bonifica. Che premura aveva il centrodestra regionale di prendere una decisione del genere? A meno che, appunto, non fosse una mossa elettorale per screditare il Comune di Crema. Ma a Maroni e ai suoi è riuscito solo far arrabbiare i propri amministratori sul territorio.

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Inceneritore Cremona: centrodestra miope e incoerente boccia mozione

Alla luce delle importanti novità che sull’inceneritore si sono manifestate sul territorio cremonese, ci aspettavamo che la maggioranza desse seguito  alla volontà già a più riprese espressa dall’assessore Terzi di accompagnare i territori alla dismissione degli impianti più obsoleti. E invece questo centrodestra si è dimostrato miope e incoerente e ha respinto in Aula la mozione urgente che ho presentato con Chiara Cremonesi (Sel).

Avevamo presentato il documento a maggior ragione dopo la lettera inviata nei giorni scorsi alla Regione da Lgh/A2a in vista della conferenza di servizio di mercoledì 12 luglio, lettera in cui il gruppo ha manifestato la volontà di ricercare soluzioni tecniche, industriali e organizzative per l’individuazione di un percorso sostenibile di dismissione dell’attività di incenerimento al 2024.

Con la mozione chiedevamo semplicemente che si impegnasse la Giunta ad accompagnare il gestore e gli enti territoriali coinvolti verso l’individuazione di soluzioni impiantistiche per elaborare entro un anno un progetto pilota per l’impianto, garantendo fin da subito il necessario supporto tecnico.

Invece il centrodestra non ha sentito ragioni. E il voto odierno risulta ancor più paradossale alla luce del fatto che già nel 2014 Regione Lombardia aveva approvato un protocollo per fare una valutazione tecnica dell’inceneritore valutando le possibili alternative e lavorando per un anno a fianco del  Comune e della Provincia di Cremona per la redazione di un rapporto che aveva individuato dieci differenti scenari.

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Nuovi treni: assolutamente necessari, ma quando li vedremo?

E’ stato approvato oggi in commissione Bilancio un emendamento all’assestamento, proposto dall’assessore Garavaglia, che prevede investimenti per l’acquisto di 160 nuovi treni e per un totale di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro.
Di fronte agli enormi disagi che stanno subendo i pendolari in questa calda estate 2017, Maroni ha giocato la carta dell’acquisto di nuovi treni direttamente da parte di Regione Lombardia? Molto bene, verrebbe da dire, l’acquisto è finanziato dal 2017 al 2032, per un ammontare di 30 milioni nel 2017, 35 nel 2018 e 2019, per cui 100 milioni (10 nuovi treni) nei primi tre anni e gli altri fra il 2020 e il 2032.

In secondo luogo con questo appostamento di bilancio, Regione Lombardia esaurisce la sua capacità di fare altri investimenti. Se si fosse seguito, quattro anni fa, il nostro suggerimento di indire una gara europea per il contratto di servizio ferroviario (che la Giunta ha invece preferito affidare direttamente a Trenord, con i risultati che possiamo sperimentare tutti i giorni…), si sarebbe potuto inserire nel capitolato la possibilità di acquistare il nuovo materiale rotabile a carico del vincitore, attraverso un vero e proprio piano industriale.

E, soprattutto, credo che legittimamente i pendolari delle disastrate linee cremonesi vorrebbero sapere se i nuovi treni arriveranno nel 2017/2018 o se invece dovranno attendere il 2029/2030…

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Cremona-Brescia: “scusate per il disagio…” senza fine

Oggi ho interpellato l’assessore ai Trasporti Alessandro Sorte in merito a una delle linee più disastrate di Lombardia: la Cremona-Brescia.

Anche oggi ore di attesa e coincidenze perse, dopo tutte le polemiche dei giorni scorsi. Ma l’assessore è consapevole delle condizioni in cui si viaggia su queste linee?

Nell’interpellanza presentata questa mattina, ho ricordato la recente nota dei comitati pendolari della Linea Cremona-Brescia che evidenzia tutte le difficoltà del mese di giugno e testimonia le condizioni limite che sono vissute su questi convogli, spesso monocarrozza, dove anche nei giorni scorsi ci sono stati episodi di malore che hanno richiesto l’attivazione delle procedure di soccorso.

Preoccupati per l’escalation di peggioramenti, ritardi, soppressioni e per la mancanza di garanzia dei livelli minimi di sicurezza, noi chiediamo ancora una volta che la Regione intervenga tempestivamente garantendo le minime condizioni di sicurezza e adeguate carrozze per i pendolari sulle linee del Cremonese e in particolare per la Cremona-Brescia.

L’ultimo dispositivo dell’interpellanza non è sicuramente quello meno importante, riguarda le disastrose condizioni in cui versa la stazione di Olmeneta dove non ci sono più porte, né finestre, né servizi igienici e neppure la luce.
Un ottimo esempio di eccellenza lombarda…

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Bilancio Ambiente: il Centrodestra che vuole più autonomia fa mancare il numero legale

Il Rendiconto 2016 e l’Assestamento di bilancio 2017/2019 passeranno al vaglio della Commissione Bilancio senza il voto della VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale: la mancanza del numero legale, questa mattina, durante la seduta, ha impedito ai consiglieri presenti, in gran parte di opposizione, di esprimere il proprio parere.

Questo dimostra l’assoluta incapacità di Regione Lombardia di affrontare i temi ambientali.

Non hanno proprio più il senso di responsabilità e comunque è l’ennesima dimostrazione che questa maggioranza è allo sfascio e il centrodestra non ha più niente da dire.

È questa l’autonomia che vogliono? E vorrebbero addirittura maggiori competenze? Per poi non presentarsi a votare?

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Calamità naturale: ok alla nostra mozione

Leno e Montichiari in provincia di Brescia e Campagnola, Quintano, Casaletto Vaprio, Pandino e Torlino Vimercati, nella zona del cremasco in provincia di Cremona: il 6 giugno scorso sono stati devastati da eccezionali fenomeni temporaleschi, con trombe d’aria che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture pubbliche e private, alle attività agricole e anche alle strutture religiose come nel caso di Milzanello, a Leno. Per sollecitare l’iter di richiesta di calamità naturale, il Gruppo regionale del Pd ha presentato una mozione urgente di cui sono firmatario con Gianantonio Girelli, che è stata discussa questo pomeriggio, in Consiglio regionale, ed è stata approvata all’unanimità.

L’atto impegna la Giunta regionale a verificare la possibilità di intervento del Governo, dopo un opportuno approfondimento nelle Commissioni Agricoltura e Ambiente. Inoltre, la Giunta viene impegnata a verificare la possibilità di individuare, anche in occasione dell’assestamento di bilancio, eventuali risorse regionali aggiuntive da rendere disponibili per le province più colpite, allo scopo di sostenere gli interventi già previsti dal Testo unico dell’agricoltura.

Nel documento si ricordava che ingenti danni venivano segnalati nelle aziende agricole interessate dagli eventi, alle stalle e ai fabbricati a uso zootecnico per il ricovero per il fieno,  ai campi di mais e orzo. Solo nel comune di Leno la prima conta dei danni per il settore agricolo ammontava a circa due milioni di euro. E a Campagnola Cremasca, che rimane il comune che ha subito i maggiori danni, almeno due cascine e moltissime abitazioni sono andate praticamente distrutte.

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